mercoledì 11 febbraio 2009

Il mio epitaffio

Me lo immagino un po' come questo (raccatato su internet): "Al secolo BEACCO EMANUELA CLASSE 1975 colpevole di essere Donna, cocciuta, e senza peli sulla lingua ....". Appunto, la lingua.
Il problema è che non riesco proprio a tenerla a freno.
Io vorrei contenerla, ma quella, facendosi beffa di me, del mio spirito di sopravvivenza e del mio buon senso, si scatena e mi mette nei guai.
E adesso che ha pure imparato ad utilizzare le nuove tecnologie, per me è veramente finita.
Prendete, ad esempio, questo blog.
Un innocuo strumento di comunicazione, verrebbe da dire.
Sul quale scrivo, di tanto in tanto, qualche pensierino.
Così, giusto per passare del tempo.
Ecco, Lei interviene, prende il sopravvento e che combina?
Un vero putiferio.
Ora, nel colorito ventaglio di simpatiche reazioni che la mia linguaccia è riuscita abilmente a scatenare, ve ne è, però, una che merita particolare menzione. A farmela è nientepopodimeno che il coordinatore cittadino di Forza Italia, o Pdl che dir si voglia, Roberto Ceppi.
Commentando un mio precedente post (e della cosa non posso che essere onorata, anche perché non pensavo che qualcuno potesse prendere seriamente il mio potente mezzo di comunicazione), Ceppi mi accusa, almeno stando all'Esagono, di sventolare lo spauracchio della cementificazione per pure ragioni elettorali.
In pratica, la mia sarebbe una semplice posizione pour parlè, dal momento che non mi sarei data un granché da fare per convincere il resto della maggioranza.
Secondo il buon Ceppi io urlerei "al cemento al cemento" , un po' come il bambino burlone della favola strilla al "lupo al lupo", unicamente per attirare l'attenzione.

"Chiacchere e distintivo, chiacchere e distintivo" direbbe l'Al Capone -De Niro.

Oltre che di scarsa efficacia, l'azzurro giussanese mi accusa pure di una certa tardività.
Suvvia, puntualizza la longa manus locale del Berlusconi nazionale, un'analisi di questo tipo, cara Beacco, avresti dovuto farla "molto prima".
Ora, tutto stà, come sempre, nell'accezione che si vuole dare alle parole.
Bisognerebbe, ad esempio, capire a che arco "temporale" intende riferirsi Ceppi quando usa il termine "molto prima".
Non so, facciamo qualche ipotesi.

  • Può essere considerato "molto prima" il 2002, quando, come componente dell'assemblea del Parco Regionale della Valle del Lambro, con il solito spirito alla Don Chisciotte, insieme al mio capogruppo Elli, presentai un esposto contro un intervento che avrebbe finito con il deturpare una delle più belle aree del parco regionale?
Un atto - per inciso - che rimasto per lo più inascoltato dai sindaci dei comuni inclusi nel Parco Valle Lambro e dai componenti del suo Consiglio di Amministrazione, venne accolto dalla Regione Lombardia, che stoppo' l'intervento.
  • Ed il 2006, è "prima"? Quando proposi - tirandomi addosso la mia buona dose di antipatie - di modificare (Delibera di C.C. n. 53 del 20/10/2006) lo Statuto per lasciare che il Consiglio Comunale potesse continuare ad approvare i piani attuativi, in modo da garantire un maggior controllo sull'uso del territorio da parte dell'organo consiliare?
  • Può essere considerato prima il dicembre 2007, quando inviai a tutti i consiglieri comunali - inclusi quelli coordinati da Ceppi -una lettera nella quale sollevavo il problema dell'esatta individuazione del quantum delle aree da cedere come standard all'amministrazione comunale all'interno dei piani attuativi?
  • E che dire, di quando, rimasta inevasa la mozione approvata all'unanimità dal Consiglio Comunale (Delibera C.C. n 7 del 28.1.2008), iniziai a votare contro l'approvazione dei piani attuativi, perchè a mio avviso i privati non cedevano sufficienti aree all'amministrazione?
  • Ed il febbraio 2008 - quando organizzai, coinvolgendo (beffa del destino) proprio l'azzurro Ceppi, un convegno sul consumo suolo - come lo collochiamo temporalmente? Era tempestiva o tardiva, l'idea di promuovere una tavola rotonda con Legambiente, e con autorevoli docenti, urbanisti, avvocati ed esponenti politici per sensibilizzare amministratori e cittadini al delicato tema dell'uso del territorio?

  • E ancora, mi chiedo.. può rientrare nel "molto prima" la lettera protocollata, circa un anno fa, da Giussano Democratica con la quale sostanzialmente si chiedeva di reiterare - includendole nel Piano Territoriale Provinciale - il vincolo di inedificabilità sulle aree agricole?

  • E che dire della piccola bagarre polemica scoppiata, in tempi non sospetti, tra me e l'ex assessore dimissionario all'Urbanistica Gabriele Talpo, proprio sul tema della gestione del territorio?

  • E l'autunno caldo dell'urbanistica comunale come lo consideriamo, elettoralmente vicino o lontano?
  • Quando - ne parlarono anche i giornali locali – tirandomi addosso un'altra buona dose di critiche nonché di antipatie personali, sostenni che il piano di governo del territorio (PGT) doveva essere votato dal Consiglio Comunale?

  • E che dire degli emendamenti al PGT, presentati da tutti i consiglieri di Giussano Democratica ( Elli, Bellotti, Villa, Airoldi) , che, accogliendo alcune delle istanze provenienti da una parte dell'opposizione, hanno inteso migliorare lo strumento urbanistico comunale?
  • E che pensare del centro commerciale, il cui iter si è arrestato proprio quando sembrava ormai pronto per la sua votazione in Consiglio Comunale?
  • Ecco, forse quanto premesso, dimostra che le considerazioni che ora il coordinatore del Pdl pretenderebbe di far passare come propaganda elettorale, le facevo già da tempo ( e pure con una certa insistenza, come documentato dai numerosi post sul tema... facilmente rintracciabili in questo blog).

Su una cosa, comunque, Ceppi ha ragione.

Non brillo certo per capacità di persuasione: temo, infatti, di non essere granchè riuscita a convincere neppure quella parte di opposizione che spetta – almeno secondo quanto mi pare di capire – proprio a lui coordinare.

Io ho fatto quel poco che ho potuto.

Anche Cassandra, che aveva arti divinatorie decisamente migliori delle mie, è passata alla storia come profetessa inascoltata.

Però, insomma, mica è colpa sua se poi Troia è bruciata!

sabato 7 febbraio 2009

Da non perdere

Tutte le informazioni su vorrei

"Ve siete magnati tutto: mo' magnateve pure questo"

Cari amanti della Formula 1, fate pure “ciao, ciao” con la vostra bella manina al Gran Premio di Monza.
Il noto evento sportivo che dà lustro e quattrini (ossigeno in tempi di magra) alla nostra beneamata Brianza prenderà, infatti, presto il volo verso altri italici lidi.
E questa volta la destra motoristica brianzola non potrà neppure più agitare lo spauracchio di quei cattivoni degli ambientalisti monzesi (come le angurie: verdi fuori e rossi dentro).
Ambientalisti che, in tutta verità, non si sono certo battuti per far chiudere la saracinesca alla Formula Uno, ma solo per attenuare il forte impatto che l'Autodromo ha sul Parco, monumento storico e naturale che, purtroppo, versa in uno stato di deplorevole degrado.
Le associazioni locali, ad esempio, hanno da sempre chiesto di:
  • allontanare o quantomeno ridurre il campo di golf che immola circa 100 ettari di parco sull’altare di una ristretta elite di facoltosi soci, a danno dei poveri comuni cittadini;
  • abbattere le sopraelevate, l' ecomostro inutilizzato per le corse, che oltre ad occupare ben 60 ettari di area è troppo pericoloso per i piloti;
  • ottenere alcune misure per la riduzione dei rumori;
  • contenere l'uso della pista per le manifestazioni " minori ";
  • salvaguardare la vegetazione, troppo spesso danneggiata durante il Gran Premio. Insomma, piccoli accorgimenti che di certo non hanno mai inteso impedire lo svolgimento di una manifestazione sportiva internazionale, di sicuro prestigio per tutta la Brianza.
  • Ma ora all'abile progetto, ci sta' già lavorando qualcun altro. A far chiudere il Gran Premio di Brianza ci sta pensando il " camerata " Alemanno, il Sindaco di Roma, che vorrebbe trasferire la prestigiosa competizione sportiva nella città eterna, allestendo un circuito cittadino nel quartiere E.U.R. Il progetto sembra qualcosa in più di una mera boutade, se è vero che per la sua stesura Bernie Ecclestone, il padre-padrone della Formula 1, avrebbe messo in campo i suoi più fidati collaboratori .
Parecchi i quattrini sul piatto.
Un bocconcino quantomai succulento per Alemanno alla ricerca di un'iniziativa spettacolare che rilanci il suo deludente mandato amministrativo.
Un colpo di scena per recuperare, oltre ad una montagna di soldi, l'entusiasmo dei suoi elettori che già iniziano a rimpiangere i suoi predecessori.
Certo, non poteva mancare, nel programmare il grande spoglio della Brianza, lo zampino della tipica astuzia romana.
Roma, si dice, non sarà alternativa a Monza: perché si disputeranno due gran premi. Uno nel capoluogo brianzolo e l'altro in quel del Lazio.
Una "balla" grande come una casa.
Una sparata per occultare lo scippo. In Italia - lo sanno bene i patiti del Gp - vi è, infatti, spazio per un solo gran premio (quello di Imola è già saltato). A meno che Alemanno non nasconda tra i suoi poteri occulti, anche quello di aumentare il numero delle settimane che ci sono in un anno oppure pensi di poter impedire al grande circo della Formula 1 di prendersi qualche periodo di pausa.
Senza contare, poi, il costante aumento del numero dei paesi interessati ad ospitare l'evento. Dopo la new entry della Cina, sono pronti a bussare alla porta del Gp, altri autorevoli (e soprattutto molto facoltosi) candidati, come la Russia ed i Paesi Arabi.
Morale della favola: mentre il brianzolo Berlusca, novello Brenno, ha occupato i palazzi del potere romano, attorniato dai " Celti " dalle padane origini alle prese con l'agognato federalismo fiscale, Alleanza Nazionale sta soffiando, da sotto il naso, alla terra di Brianza – anche - gli incassi della Formula Uno.
L'ennesimo colpo inferto alla già dissanguata economia locale.
Complimenti vivissimi: neppure il peggior statalista avrebbe saputo far di meglio!

mercoledì 4 febbraio 2009

Sul consumo di suolo ...

Tra l’ impazzare del “toto sindaci” (Angelo Molteni e Paolo Riva le new entry) si allarga nella maggioranza del Sindaco Riva il fronte di chi crede che sia il caso di iniziare una seria riflessione sul tema del consumo di suolo.
Durante la presentazione del bilancio di previsione 2009, lunedì scorso, l’Assessore alle Infrastrutture, Francesco Molteni, nel ricordare che “dopo gli anni dell’espansione edilizia che ha causato un consumo notevole di suolo, si assiste oggi ad una ricerca quasi aggressiva del verde e del suo uso per le città ” ha precisato di non credere “che Giussano abbia necessità di altre case in centro o di edifici a destinazione commerciale” (pag. 11 della relazione del Sindaco e della Giunta).
Sottoscrivo in pieno l’analisi (sulla quale, peraltro, da tempo alcuni componenti del Consiglio Comunale pongono l’accento).
Non solo.
Credo, anzi, che la linea ricordata dall'Assessore, contenimento del consumo di suolo (unitamente al recupero del patrimonio edilizio esistente, oggi fatiscente) possa diventare il criterio condiviso da utilizzare nel valutare l'accoglimento od il rigetto delle innumerevoli osservazioni al Piano di Governo del Territorio che risutano essere state protocollate nei giorni scorsi.

lunedì 2 febbraio 2009

"Le donne brutte non servono alla politica, perché troppo rancorose"

Secondo la prosperosa Badescu, baciata dalla Fortuna e da Madre Natura, al potere andrebbero messe solo donne belle, - come la Carfagna o la Prestigiacomo (a proposito, ci sono ancora?) - perché avendo "ricevuto già tanto da Dio sono serene e non hanno il rancore delle deluse..."
Mmmm... non so perchè .. ma il giudizio (estetico?) della show girl non mi convince granchè....

venerdì 30 gennaio 2009

Sul Tribunale di Desio sventola bandiera bianca

Se avete intenzione di sfrattare un inquilino che da mesi non vi paga.
Se dovete assolutamente impedire la costruzione di un'opera per voi dannosa.
Se volete recuperare un credito, mettetevi pure il cuore in pace, perché del vostro processo se ne parlerà tra molto, molto, molto tempo.
Il Tribunale di Desio (una sezione distaccata di quello di Monza) è al collasso.
La situazione è esplosa, in tutta la sua gravità, martedì mattina, quando sulle porte delle stanze dei magistrati è apparso un bel cartello che recitava:
“L’ATTIVITA’ GIUDIZIARIA di CANCELLERIA E’ SOSPESA”
“LE UDIENZE ODIERNE SONO RINVIATE AL 23 GIUGNO 2009”.
Martedì, ero davanti ad una di quelle porte.
Anche noi differiti a giugno. Fra sei mesi: quando l’opera, che con il processo vorremmo fermare, sarà bel che conclusa!
Un blackout totale.
Niente più udienze. Nessuna possibilità di depositare atti.
La spiegazione?
Semplice. Il Tribunale di uno dei territori più sviluppati del bel paese, che vanta il titolo di locomotiva economica d'Italia, sta sprofondando in un baratro senza fine.
Manca il personale amministrativo.
I funzionari in organico non sono più in grado di reggere il carico di lavoro che grava sugli Uffici Giudiziari.
Senza contare, poi, la penuria di materiale di cancelleria: il Ministero non fornisce più nemmeno penne, pinzatrici e timbri.
E se i cancellieri non riescono a farseli generosamente donare da qualche avvocato, se li devono pure portare da casa, se vogliono lavorare.
Mentre nel profondo Nord si rischia la paralisi del sistema giudiziario, a Roma, le grandi menti pensanti, sono tutte intente ad escogitare una "riforma della giustizia" che sottragga alle grinfie dei giudici, politici ed imprenditori corrotti.
Per garantire gli "intoccabili d'Italia", si degrada "il diritto alla difesa" dei comuni mortali a mera chimera.
I cittadini e gli imprenditori brianzoli ringraziano.
Ringraziano il ministro Angelino Alfano, per la solerzia con cui asseconda i desiderata del suo padrone.
Ringraziano l'assordante silenzio dei ministri e dei parlamentari leghisti, ormai perfettamente integrati nella zappezzeria dei palazzi romani.
Il solito triste balletto della politica italiana. Ombelicale ed autoreferenziata.
Talmente (pre)occupata di tutelare se stessa ed i propri interessi, da non accorgersi dello "sfascio" del resto del paese.

giovedì 29 gennaio 2009

Uomini sull'orlo di una crisi economica

E' on line il nuovo interessantissimo numero di Vorrei, dedicato alla crisi economica
ed alle sue ripercussioni sul nostro territorio.

lunedì 26 gennaio 2009

27 Gennaio, Giorno della Memoria

“Viva la Libertà”: non un urlo giacobino della Francia settecentesca, ma le ultime parole pronunciate, prima della sua decapitazione, da Hans Scholl, il giovane studente arrestato dalla Gestapo e giustiziato il 22 febbraio 1943 a Monaco-Stadelheim, insieme alla sorella, Sophie ed all’amico Christoph Probst.
Hans, Sophie e Christoph.
Tre ragazzi.
Tre componenti della “Rosa Bianca”, il gruppo di universitari tedeschi che pagarono con la vita il coraggio di aver scritto e distribuito, a partire dall’estate del 1942, sei volantini antinazisti con i quali, nel tentativo di risvegliare la coscienza del popolo tedesco, chiamarono i loro connazionali ad ingaggiare la resistenza passiva contro Hitler ed il suo regime.
Il 18 febbraio 1943, al termine delle lezioni, Sophie Scholl prese la coraggiosa decisione di salire in cima alle scale dell'atrio dell’Università e lanciare gli ultimi volantini sugli studenti sottostanti.
Individuata da un inserviente, membro del partito nazista, venne arrestata con il fratello, processata e ghigliottinata.
All'uomo della Gestapo che interrogandola le chiedeva: "Signorina Scholl, non si rammarica, non trova spaventoso e non si sente colpevole di aver diffuso questi scritti e aiutato la Resistenza, mentre i nostri soldati combattevano a Stalingrado? Non prova dispiacere per questo?" Sophie rispose: "No, al contrario! Credo di aver fatto la miglior cosa per il mio popolo e per tutti gli uomini. Non mi pento di nulla e mi assumo la pena!".
Hans, Sophie e Christoph, con i loro amici, rifiutarono la violenza della Germania di Adolf Hitler, coltivando il sogno di un’Europa Federale ispirata ai principi cristiani di tolleranza e giustizia. “Libertà di parola, libertà di religione, difesa del singolo cittadino dall'arbitrio della violenza di Stati criminali: questi sono i fondamenti della nuova Europa” si legge in uno dei volantini incriminati.
La "parola nuda come arma di resistenza" – riprendendo le parole di Julian Aicher – anche a costo della vita, fu il mezzo d’azione dei fratelli Scholl e dei loro compagni.
Per celebrare la Giornata della Memoria, la Presidenza del Consiglio Comunale, invita la cittadinanza ad assistere allo spettacolo teatrale “Foglie della Rosa Bianca”, tratto dalla storia vera dei fratelli Scholl e realizzato dal Teatro dell’Aleph di Bellusco.
L’iniziativa si terrà domenica 8 febbraio 2009, alle ore 16.00 presso la Baita degli Alpini di Giussano, in Via De Gasperi 55.
Per informazioni: Ufficio Relazioni con il Pubblico (numero verde 800 26 60 20).

sabato 24 gennaio 2009

Giussano e il Nuovo centro commerciale

Salvo clamorose smentite (si, sa che la politica è l'arte del possibile e, soprattutto,
dell'impossibile) pare che, contrariamente alle previsioni, del Centro Commerciale se ne dovrà occupare la prossima amministrazione comunale.
Il piano di lottizzazione previsto sull’area commerciale a ridosso della valassina, che coinvolge una superficie di circa 73.00o mq , molto probabilmente non riuscirà ad arrivare, nei tempi ( e cioè prima del prossimo 23 aprile, data di indizione dei comizi elettorali) in Consiglio Comunale.
Una scelta saggia. (Auspicata).
Personalmente, penso che siano ancora troppe le cose da sistemare, non ultima quella
relativa alla corretta individuazione delle aree a standard da cedere all'amministrazione.
Lo so, la mia fissa: ma qui stiamo parlando di qualcosa come 26.ooo mq, che potrebbero (e dovrebbero) essere acquisiti al patrimonio comunale.
Si tratta di un'area strategica: un progetto sbagliato, potrebbe avere sul territorio effetti a dir poco devastanti, e rivelarsi una mera colata di cemento.
D'altro canto, non credo che in tempo di crisi dei consumi, differire di qualche tempo la costruzione dell'ennesimo centro-commerciale, possa recare un grande pregiudizio all'economia brianzola.
Quanto agli oneri di urbanizzazione, non andranno certo persi: li lasceremo generosamente in eredità alla nuova amministrazione.
Quindi, meglio, molto meglio meditarci sopra (anche perchè la fretta, si sa, è sempre una pessima consigliera.)
Chissà, poi, che qualche idea originale in merito, non possa arrivare, nelle more, dagli aspiranti
sindaci, consiglieri ed assessori comunali.

giovedì 22 gennaio 2009

L'Avvocato

Qui, nel bel paese, è una professione che, comporta, al più, enormi scocciature;
litigi con la farraginosa macchina giudiziaria, lunghe code in cancelleria.
Ed, ai più fortunati che riescono a districarsi ed a sopravvivere alla fecondità legislativa del nostro parlamento, può anche dare qualche soddisfazione.
Ma, purtroppo, non è così ovunque: in alcuni stati fare l'avvocato è rischioso.
E se poi tocchi certi interessi, la sentenza di condanna (a morte) porta, nel dispositivo, direttamente il tuo nome.
Come in Russia, dove regna sovrano "l'amico Vladimir".
Della serie: "dimmi con chi vai e ti dirò chi sei"

martedì 20 gennaio 2009

E ai poveri del Nord? Chi ci pensa?

"In Sicilia una carta ogni 52 abitanti. In Lombardia solo una ogni 434"
Se dovessimo guardare le percentuali fornite dall’Inps sull’uso della social Card, non potremmo che gioirne.
Visto che i dati sulla distribuzione del sussidio sociale, portano a pensare che i poveri, gli indigenti abitino tutti da Roma in giù.
Peccato, però, che si tratta di un quadro che ben poco rappresenta la realtà (per rendersene conto basterebbe passare un paio di ore in qualche centro di ascolto della Caritas).
Non solo il Governo sembra dimenticare che le famiglie in difficoltà ci sono ( e sempre di più) anche in Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna, ma pare pure ignorare che, a parità di reddito nominale, quello " reale " è molto diverso a Milano ( o a Giussano ) piuttosto che a Canicattì. Le 500 Euro di Monza, hanno un potere di acquisto ben più limitato della stessa somma spesa a Termini Imerese.
Nessuno vuole negare i dovuti aiuti agli indigenti del Sud.
Certo, però, ci piacerebbe che ogni tanto (così, magari per sbaglio) qualcuno si ricordasse anche dei poveri del Nord.

giovedì 15 gennaio 2009

Letture .. consigliate

Volete diventare dei fini urbanisti?
O semplicemente capirci qualche cosa in quel groviglio, di normative nazionali, regionali e
comunali che, sovrapponendosi ed intersecandosi fra di loro, disciplinano l’urbanistica
attuale?
Bene, allora non potete che cominciare dalla lettura del nuovo glossario dell’Urbanistica
moderna di Alfio Sironi.
Al quale, io aggiungerei pure, un'altra voce:
aree per attrezzature pubbliche e di interesse pubblico da cedere al Comune =
brandelli d’area. Frammenti tanto insignificanti (per le loro dimensioni) o inutili (perché soggette
a vincoli o comunque non altrimenti utilizzabili) che il privato, non sapendo bene cosa farsene,
cede, con grande generosità, all’Amministrazione.
p.s. Se è vero che, come si sente spesso dire, il linguaggio si adegua ai nuovi fenomeni sociali e
culturali, e riflette i cambiamenti della società, non c'è molto di cui rallegrarsi!

mercoledì 14 gennaio 2009

I cugini francesi

Avranno pure la puzza sotto il naso, ma di certo gli affari (almeno con noi, e purtroppo per noi) li sanno proprio fare.
Dopo la bella Carlà, si pigliano ora la nostra compagnia di Bandiera.
E pure a prezzo stracciato, grazie agli speciali saldi invernali di Berlusconi.
La stampa francese ricordandoci il grande affare che abbiamo concluso, ci piglia allegramente per i fondelli.
Non resta che consolare il nostro povero spirito patriottico, ricordando che almeno Zidane e i suoi li abbiamo fatti piangere e soffrire ai Mondiali.
Già, per forza abbiamo vinto. Allora al governo c’era Prodi (che fortunatamente per noi, non portava tutta questa “sfiga”).

La coda

Frustrante. Terribilmente frustrante. Vi è mai capito di arrivare in un posto, in un ufficio e dovervi mettere in fila, ad attendere pazientemente, il vostro turno?
A me è successo un sacco di volte (ad esempio, le notifiche dagli ufficiali giudiziari sono la
palestra ideale per chi voglia provare la tenuta dei propri nervi).
Ecco funziona più o meno così: dopo le prime tre telefonate a fidanzati, amici e clienti, e dopo aver
letto il tuo bel giornale, inizi a cercare conforto nella gente che ti circonda.
Prima ti guardi intorno.
Così, genericamente.
Poi, presa dallo sconforto, ti giri, sbuffando e scuotendo la testa, verso la Signora dietro di te, desiderando da lei, un cenno di disapprovazione per quella situazione.
Fino a quando – capita quasi sempre- arriva, bello bello, il furbone di turno che, invocando una scusa qualunque, cerca scaltramente di infilarsi, ed evitare l’attesa.
Una mossa che scatena una gamma di reazioni (insulti inclusi) e sentimenti, che vanno dalla demoralizzazione, per il sistema che non funziona, alla “incazzatura più nera” per chi ha scansato la coda.
Ecco, oggi nel vedere che il testo del decreto anti-anticrisi esclude la città di Roma - già beneficiaria di lauti contributi - dal patto di stabilità (che impone ferrei vincoli ai bilanci dei comuni), mi sento un po’ così.
In coda, con tutti i comuni d’Italia, ciascuno in attesa del proprio turno.
Mentre i romani, esattamente come quel furbetto citato sopra, infischiandosene della fila, superano gli altri, accompagnando (come se non bastasse..), la prode mossa, con una bella e fragorosa pernacchia!
E sapete quale è la sola differenza tra le due situazioni?
Che i discendenti di Romolo e Remo al posto degli improperi, si ritrovano pure la piena benedizione della Lega.

Aspettando Giugno

Bene, oggi dopo, la pausa natalizia (che, devo riconoscere, la mia forzata convalescenza
ha reso particolarmente lunga e riposante, non l’avrei mai detto … ma a questo tipo di
vita mi ci potrei pure abituare), ho firmato la prima convocazione del 2009 della
Conferenza dei Capigruppo.
E’ il segno dell’effettiva ripresa delle attività amministrative.
E, mentre almeno per il momento, sui prossimi futuri candidati sindaci tutto tace
(anche se qualche nome, sulla stampa è non solo trapelato – come quello di
Renzo Ascari, ad esempio, sul Giornale di Carate – ma anche, almeno stando
all’Esagono, tramontato (Bruno Molteni per Pdl e Lega(?), direttore sanitario
dell’ospedale di Giussano), inizia la maratona per approvare gli ultimi atti prima
del prossimo 23 aprile (data in cui, convocati i Comizi elettorali, il Consiglio Comunale
potrà adottare solo atti di ordinaria amministrazione).
Lunedì, con i capigruppo, la programmazione delle ultime fatiche, prima delle elezioni.
Oltre agli argomenti già iscritti all'ordine del giorno dell'ultimo Consiglio Comunale,
occorrerà concordare i tempi per l'approvazione del bilancio, e quelli per la decisione
sulle osservazioni e sull’approvazione del pgt...

martedì 13 gennaio 2009

Stop alle sospensive del TAR

Eliminare le sospensive del TAR: pare questa, secondo le ultime indiscrezioni, la nuova pensata del Ministro delle infrastrutture.
Per far ripartire l’economia e le opere pubbliche, l’Ill.mo Ministro vorrebbe abolire la c.d sospensiva, il provvedimento cautelare che i Tribunali Amministrativi Regionali (i giudici, cioè che si occupano delle controversie che vedono coinvolte le pubbliche amministrazioni) possono pronunciare, in via d’urgenza, nell’arco di qualche settimana dalla presentazione del ricorso, ove ritengano che questo sia fondato, per bloccare la realizzazione dell'opera.
Un rimedio che consente di tutelare, in tempi rapidi, l’interesse di chi si rivolge al giudice, per far valere, ad esempio, dei vizi nell'aggiudicazione dell'appalto, o delle illegittimità nella previsione dell'opera (perchè, ad esempio, viola la normativa ambientale)- provvedimenti, che a dire il vero, il TAR concede, peraltro, piuttosto difficilmente..
Se tutto va bene, non ne sentiremo più parlare, con buona pace - soprattutto - di imprese concorrenti, cittadini e ambientalisti....per loro niente più tutela immediata, al massimo li aspetta, se hanno ragione, un indennizzo, alla fine del giudizio ... o almeno questo è l'obiettivo dell'onorevole Ministro.

domenica 11 gennaio 2009

L'edilizia, la crisi ed il risparmio energetico

Si sente spesso, di questi tempi, parlare di fiducia come “antidoto” alla crisi finanziaria.
Come grimaldello per sostenere gli investimenti, e far uscire dallo stallo l’economia.
La fiducia presuppone che i cittadini, le famiglie, gli operatori, gli imprenditori possano, con ragionevole certezza, prevedere quali saranno le verosimili conseguenze delle proprie azioni.
Più certezze avrò sul mio prossimo futuro, più sarò disposto a rischiare ed ad investire.
Viceversa, i dubbi che nutro sul “domani”, sortiranno un effetto paralizzante, abbassando la soglia di rischio che sarò disposto a tollerare.
In questo quadro di forte difficoltà economica, lo Stato dovrebbe intervenire, per tranquillizzare e rassicurare cittadini ed operatori, offrendo loro solide certezze.
Purtroppo, ancora una volta, la politica italiana dimostra tutta la propria incapacità.
Prendiamo, ad esempio, il settore del recupero edilizio e del risparmio energetico (con tutti i suoi annessi e connessi, non solo economici - il relativo indotto - ma anche ambientali).
Supponiamo che io voglia ristrutturare casa, o che, da persona attenta all’ambiente, decida, al fine di migliorare la tenuta energetica del mio appartamento, di sostituire gli infissi della mia abitazione o di rimpiazzare la mia vecchia caldaia con una a condensazione (con la conseguente messa in opera dell’intero sistema).
Oppure, dovendo ristrutturare il mio immobile, decida di posizionare pannelli solari per produrre acqua calda.
Vado dal mio architetto, dal mio geometra, dal rivenditore, dall’idraulico e scopro (nel caso non lo sapessi già) che grazie ad una previsione introdotta dalla Legge Finanziaria del 2007 ( L 27 dicembre 2006 n. 296 e poi prorogata dalla legge 28 dicembre 2007, n. 244 - la finanziaria 2008) posso beneficiare, per questi interventi, di una detrazione fiscale del 55% . Basta presentare le pezze giustificative.
Faccio due conti “è vero che ho il mutuo trentennale da pagare, …. ma c'è lo sgravio fiscale”
Quindi, ci posso provare .. ed il bonus è assicurato.
Insomma, posso pensare di fare quegli interventi certo più costosi, ma di qualità perché so di poter poi beneficiare della detrazione.
Ora, invece ipotizziamo che quello stesso geometra, architetto, rivenditore, idraulico mi dica che io potrei pure decidere di realizzare l’intervento (lui me lo consiglia, perché risparmierò, in futuro; inquinerò meno, farò del bene all’ambiente, avrò bollette più leggere), ma, al contempo, mi avvisi, che per poter beneficiare della detrazione:
  1. dovrei inviare all’agenzia delle Entrate, in via telematica un’apposita istanza;
  2. sperare di avere un sistema informatico più veloce degli altri o pregare che i soldi stanziati non siano ancora finiti ..... l'istanza verrà, infatti, esaminata dall 'Agenzia delle Entrate secondo l'ordine cronologico di invio (in sostanza, chi prima arriva meglio alloggia, indipendentemente dalla qualità dell’intervento);
  3. sperare che l’istanza venga vagliata perché, se entro 30 giorni dalla sua presentazione, non mi arriva da parte dell'Agenzia delle Entrate un'esplicita comunicazione di accoglimento, ho bel che perso la possibilità di fruire del bonus.

Secondo voi, come é prevedibile che si comporteranno, a questo punto, tutte quelle famiglie che navigano in acque un po' agitate?

E che effetti, si avranno, su larga scala nel campo del recupero edilizio “di qualità”, che, andrebbe invece potenziato (così magari evitiamo di consumare nuovo suolo)?

Ecco, nella risposta a questa semplice domanda, troverete la sintesi degli effetti del perverso meccanismo del silenzio-rigetto (applicabile, in via retroattiva, pur con dei temperamenti ...anche se tale disposizione pare già modificata in fase di conversione) e del tetto di spesa introdotto da Governo lo scorso novembre con il DECRETO-LEGGE n. 185 (Misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione e impresa e per ridisegnare in funzione anti-crisi il quadro strategico nazionale) in questi giorni al vaglio della commissione bilancio per la sua conversione.

Speriamo, negli emendamenti!

mercoledì 7 gennaio 2009

Donna Letizia, il sale!

Le avessero, in gioventù, i suoi corteggiatori cantato “Fatti mandare dalla mamma a prendere il sale”, forse Donna Letizia si sarebbe ricordata, nei giorni scorsi, sentendo le previsioni metereologiche, di andarlo a comprare.
Ma così non è stato: ed oggi Milano, è sprofondata oltre che in un bianco manto di neve, anche nel caos più nero.
Traffico in tilt, mezzi pubblici a rilento, processi penali sospesi per la materiale impossibilità di trasportare al Palazzo di Giustizia gli imputati.
Tutto bloccato.
Tutto in stand by, tranne le scuole.
Già, perchè mentre agli studenti dell'hinterland Milanese l'Assessore provinciale all'Istruzione Barzaghi ha regalato un ultimo scampolo di vacanza (considerati i problemi di mobilità connessi all'eccezionale nevicata, ha, infatti, annunciato a sindaci e dirigenti scolastici la sospensione delle lezioni nei giorni 8 e 9 gennaio 2009) a Milano, l'intransigente ex Ministro all'Istruzione, ha imposto l'apertura delle scuole (per quei fortunati, che riusciranno, senza problemi, ad arrivarci).
E di fronte alla critiche che le piovono addosso da ogni parte, la Prima Cittadina si difende: che volete che vi dica non è certo colpa mia se manca il sale.
E come darle torto, la Moratti fa il Sindaco, mica il cuoco!

martedì 6 gennaio 2009

Tempi di magra. Si. Ma non per tutti.

Di certo non per gli amici degli amici.
Per loro il Parlamento ha, infatti, appena allestito un succulento banchetto.
Già perché grazie ad una legge approvata qualche giorno prima di Natale, ( la 201 del 22 dicembre 2008, di Conversione del decreto-legge dello scorso ottobre) Comuni, Province, Regioni saranno ora libere di assegnare, alle ditte a loro più gradite, i lavori pubblici che non superino l’importo di 500.000 euro, senza sottostare ai lacci e laccioli delle procedure di gara.
La norma appena entrata in vigore alza, infatti, da 100 a 500.000 euro la soglia massima per poter ricorrere alla c.d. trattativa privata, un metodo di scelta del contraente che attribuisce alle amministrazioni pubbliche un’ampia discrezionalità nella gestione dell'iter di affidamento del contratto di appalto, nella scelta delle imprese con cui trattare, nelle modalità di valutazione delle offerte.
Un procedimento “in deroga” al regime della gara (il sistema che assicura, viceversa, maggior trasparenza): e per tale ragione da sempre considerato residuale, cui ricorrere solo in via eccezionale ( e, comunque, per importi limitati. La soglia precedente era fissata in 100.000,00 euro).
Da oggi, invece, grazie ad una disposizione, inserita, come si dice con “non scialance”, in una leggina di 4 articoli, si consente a comuni, province e regione di scegliersi le ditte con cui trattare, di invitarle a presentare l’offerta e, infine, di decidere quale è quella che presenta le migliori condizioni economiche.
Unico vincolo: rivolgere l'invito “a pranzo”, che sarà pagato con il sonante denaro del contribuente, ad almeno cinque soggetti, a patto che – precisa la norma - sussistano aspiranti idonei in tale numero!
Mentre una nuova tangentopoli sembra scuotere dalle fondamenta il (già mal ridotto) sistema politico italiano, al Governo, con tempismo degno del più fine statista, per combattere la dilagante corruzione, viene niente po' po' di meno che la geniale idea di introdurre una norma che, anzichè potenziare, riduce controlli e trasparenza proprio nel settore degli appalti pubblici, il più succulento ed appetitoso.
Chiaro che, in questo modo, non potrà che aumentare il rischio delle infiltrazioni mafiose nell’affidamento dei lavori. (500.000,00 euro, non sono certo bruscolini).
Verrà dato nuovo spago ai Romeo di turno ed ai furbettini del municipio.
Mafia e ‘ndrangheta si staranno già leccando i baffi, al solo pensiero della grossa fetta di mercato dei lavori pubblici di cui si sta parlando (circa 2,6 miliardi di euro).
A questo punto, l’unica speranza sarà veramente rappresentata dal controllo della magistratura.
Almeno fino a quando – e, purtroppo, non sarà tra molto - il Governo non vieterà l’uso delle intercettazioni telefoniche!

domenica 4 gennaio 2009

Almeno 500

Tanti, sono, secondo i dati ufficiali i morti a Gaza.
87 di loro erano solamente bambini.
Oltre 2.400 i feriti.
Tremila - in soli nove giorni – le vittime dei missili di Hamas e della pesante controffensiva israeliana.
"Grazie" all'operazione "Piombo Fuso" - onomatopea quanto mai azzeccata, che non trova univoche interpretazioni neppure nel mondo politico - in questi giorni, in queste ore che avrebbero dovuto essere per tutti di festa e di pace, oltre 500 famiglie stanno disperatamente piangendo la morte di un figlio, di un fratello, di un padre, di una madre, di una moglie...
Non per essere pessimista (non lo sono di natura), ma se è vero che il giorno, si vede dal mattino, il 2009 non promette nulla di buono ...

giovedì 1 gennaio 2009

Buon 2009 a tutti

Lasciato alle spalle, il 2008 anno bisesto (secondo il detto popolare “anno funesto”),
eccoci entrati nel 2009.
Tanti i propositi, le speranze ed i progetti che, affastellandosi e sovrapponendosi, nella nostra mente hanno atteso con gioia e ottimismo lo scocco della mezzanotte.
Peccato però. Peccato, che in alcune parti del nostro paese, i festeggiamenti, la foga usata per allontanare lo spettro dell’anno trascorso ed accogliere il nuovo, lasci dietro di sé una scia infinita di morti e feriti, degna del peggiore bollettino di guerra.
Bhò, chissà quando riusciremo ad imparare dai nostri errori!
Magari il 2009 sarà l'anno giusto.
Auguriamocelo di cuore.

lunedì 29 dicembre 2008

A Natale, una poltrona ...

non La si nega a nessuno.
Tantomeno ai "politici trombati".
Ecco una regola ferrea che si è da tempo affermata nella politica italiana.
Chissà se qualcuno - come succede a tutti i comuni mortali che aspirino ad
un ben remunerato posto di lavoro - si è mai preoccupato di vagliarne i curricula...

A chi andrà il PRIMO "Giussanino d'Oro"?

- 3.
Non sto parlando dei giorni che ci separano dal nuovo anno; bensì di quelli ancora utili
per segnalare all’Amministrazione Comunale, persone, enti,
associazioni che si siano particolarmente distinti, con opere,
esempi, nel campo delle scienze, della letteratura, del lavoro, del sociale,
in attività filantropiche, per atti di coraggio e di abnegazione civica ..
Proprio uno dei "segnalati" sarà il primo fortunato destinatario
della benemerenza civica che verrà consegnata dal Sindaco,
nel corso di una cerimonia pubblica.
Le proposte - così dispone il regolamento approvato lo scorso Novembre
dal Consiglio Comunale - dovranno pervenire al protocollo del Comune entro
il prossimo 31 dicembre.
Viste le numerose associazioni , i tanti volontari che operano sul territorio e
che prestano il loro prezioso servizio a favore della collettività, credo che scegliere
a chi conferire il I Giussanino ...non sarà una decisione così facile …

mercoledì 24 dicembre 2008

War is over. L'augurio più bello.

Nella Santissima Notte di Natale è concesso coltivare ogni speranza, ogni desiderio.

Anche il più impossibile. Il più difficile.

E allora, che vi è di più desiderabile della speranza di poter mettere a tutte queste inutili sofferenza la parola FINE?.

Tanti Auguri a tutti!

martedì 23 dicembre 2008

In arrivo sotto l'albero, una bella colata di cemento!

Un nuova divinità sta, da qualche tempo, soppiantando il bambinello nato in povertà, tra il bue e l’asinello, nella Grotta di Betlemme. Il Cemento.
Osannato dai Signori della Speculazione, è proprio contro il ricco Cemento che, dopo il grido di dolore degli ambientalisti, si sta alzando la levata di scudi degli Architetti.
Che l’allarme arrivi da loro, dalla categoria che per antonomasia dovrebbe essere maggiormente interessata al business della cementificazione, la dice lunga sullo stato di salute del nostro territorio.
Non certo sospettabili di partigianeria ambientalista, gli Architetti criticano pesantemente le scelte urbanistiche della giunta Moratti, portate avanti dall'assessore (ciellino) Masseroli.
Chiaro il monito :”Milano dovrebbe pensare alle reti invece di aggiungere nuovi «insediamenti». Non dovrebbe ragionare sempre in una «visione immobiliaristica e milanocentrica”.
Visto il calo della domanda di nuove abitazioni e l’assenza di incremento demografico, verrebbe proprio da chiedersi per chi saranno mai tutte queste nuove costruzioni?
Gli architetti un’idea del nuovo inquilino dei palazzi milanesi ce l’hanno pure: sarà una presenza " presumibilmente straniera»
Nè mi pare che una logica diversa imperi nella nostra cara Brianza.
Allora ricapitoliamo.
Il "partito della speculazione " attira gli stranieri.
Contro i quali, poi, la Lega si preoccupa di aizzare ben, bene i cittadini.
Manus manum lavat, direbbero i latini. Una mano lava l’altra …. e tutte e due lavano il viso.
Non sarebbe forse meglio elaborare politiche che disincentivino massicci flussi di persone in un breve arco di tempo, e promuovere invece una maggiore integrazione?

Consigli per gli ultimi (?) acquisti di natale

Il bello (o il brutto - dipende dai punti di vista) dei periodi di convalescenza è che
regalano un sacco di tempo per tutte quelle attività, alle quali, appunto, nel tram tram quotidiano, si riserva solo qualche attimo (più o meno lungo).
E cioè: mangiare, dormire e leggere.
Ora poiché la prima è deleteria (quantomeno per il fisico, soprattutto in periodo di pandori,
panettoni e dolciumi vari); e la seconda, alla lunga stanca, non resta che buttarsi
a capofitto sulla terza.
E così, giusto per rendere un po’ più produttivo il mio oziare, mi permetto di dispensarvi
qualche consiglio per gli ultimi acquisti di Natale. Libri. Chiaramente.
Per tutti i gusti e per tutte le epoche.
Agli amanti delle atmosfere di altri tempi, non potrà non piacere “L’Innocenza” di
Chevalier Tracy, la fortunatissima autrice della Ragazza dall’Orecchino di Perla.
Siamo nella Londra di fine 700 (qui l’incipit).
La famiglia Kellaway, nel tentativo di fuggire allo straziante dolore causato dalla morte dell’amato figlio, si trasferisce dalla campagna nella caotica capitale Britannica. Qui, i due figli adolescenti di Thomas e Anne, Jem e Maisie, incontrano Maggie, una ragazza molto esuberante, che nasconde un terribile segreto, e l’eccentrico William Blake, un artista, poeta (personaggio storico realmente esistito), che li introduce nel suo mondo anticonformistico...
Certo, il romanzo non è paragonabile alla Ragazza all'Orecchino di Perla, ma resta comunque una piacevole lettura...
Se, invece, volete ritornare nel cuore dell'Asia del XX secolo, vi consiglio
“I Giorni dell’amore e della guerra” di Tahmima Anam.
Una giovane ed apparentemente fragile donna, la morte del marito, i suoi due figli, Maya e Sohail.
E poi, il conflitto in Pakistan per l’indipendenza del Bangladesh.
Le privazioni. Le crudeltà e le violenze, i genocidi che dissanguano il paese in guerra.
E ancora il coraggio di una madre disposta a qualunque sacrificio, pur di sottrarre alla morte i propri amati figli.
E, infine, l’arrivo di un nuovo, improvviso, fugace amore ….
Ecco gli ingredienti del romanzo di Tahmima Anam che – come scrive il The Times Literary
Supplement: « sancisce la nascita di una scrittrice unica. Un romanzo prodigioso che, attraverso una scrittura illuminante capace di catturare i dettagli della vita di ogni giorno, racconta del popolo straordinario che ha combattuto per il proprio paese durante uno dei più tremendi genocidi del ventesimo secolo, quello perpetrato dall’esercito di occupazione pakistano.»
Da ultimo, se l'amico per il quale state disperatamente cercando l'ennesima idea regalo, adora i gialli, i misteri, ed è capace, di guardare ai guai della Nostra povera Italia, anche con un po'di ironia, regalategli uno degli esilaranti racconti del Commissario Montalbano, la straordinaria figura inventa da Andrea Camilleri
Grazie alla eccezionale capacità descrittiva di Camilleri, vi sembrerà quasi, quasi di essere lì con Catarella, Mimì, l'ispettore Fazio, Livia, e di vedere la casa sul mare di Marinella, di sentire i sapori delle ottime pietanze siciliane...
Ma attenzione: non spaventatevi del dialetto siciliano ...dopo un po’ diventa estremamente comprensibile.
Io, per ora ho letto Le ali della Sfinge, e La pista di Sabbia (che secondo alcune recensioni dei fans di Camilleri non sono neppure i due migliori)..
Ma vista la lunga convalescenza che mi aspetta, chissà che non vi riesca a raccontare, alla fine, quale sia il migliore della saga!

venerdì 19 dicembre 2008

Rompiscatole? Pazzi? No semplicemente onesti.

Su Napoli , su Pescara, sul Pd si sta abbattendo la tempesta giudiziaria.
Di fronte alle eclatanti collusioni scoperte grazie alle intercettazioni telefoniche (strumento di cui, oggi più che mai, non si può privare la magistratura), appare fin troppo facile e scontato puntare il dito contro amministratori e politici, accusandoli di essere tutti ugualmente “corrotti” .
Con le stesse "mani sporche"
Una reazione “qualunquista” e riduttiva.
Addirittura offensiva per quanti (e sono molti) al sistema "non ci stanno".
Che danno fastidio.
Che si sottraggono con coraggio alle lusinghiere e opulente offerte dei potenti.
Che beccandosi del “rompiscatole”, del “visionario “ o del pazzo, si oppongono a chi drena, illecitamente, risorse pubbliche.
Ostacolando i piani di chi pretenderebbe di piegare, ai propri fini personali, l’interesse pubblico.
E già, perché non tutti gli amministratori ed i politici sono avidi e corrotti.
Fortunatamente, ci sono ancora, anche in Italia, anche a Napoli, uomini (e donne ) onesti e perbene, come “il Consigliere Comunale di Napoli, Vincenzo Russo” o l’ "assessore rifondarolo Alessandro Fucito”, o “il dirigente del dipartimento di pianificazione urbanistica del Comune di Napoli Roberto Giannì”.
Uomini incorruttibili che decidono di non scappare dal sistema, ma di restarci, per combatterlo. Dall'interno.

Vorrei

Sotto l’Albero il nuovo numero.

domenica 14 dicembre 2008

Discariche abusive, ecomafia, 'ndrangheta e droghe.

Ecco appunto, c’è di tutto.
E non in Campania, ma in Lombardia ed in Brianza.

Sarebbe un partito perfetto...

attento all'ambiente, progressista, erede della grande tradizione del cattolicesimo democratico.
Legalitario più che giustizialista, perchè, come dire, la legge, alla fine non è un mero un suggerimento, ma un imperativo che, magari, va pure rispettato.
In tanti, espressione della c.d" società civile", cresciuti nel mondo del volontariato e dell'associazionismo - cattolico e non - , radicati sui nostri territori (termine, dopo l'ondata leghista, ritornato tanto di moda) che non siamo (stati) nè ci sentiamo diessini e neppure margheritini, abbiamo, pazientemente, atteso la nascita per oltre 10 anni.
Avevo vent'anni quando ho iniziato a sognare la nascita di questo grande partito.
Che ora, purtroppo, vedo brancolare nel buio.
Riflettendo e meditando su tutto ciò mi chiedevo, avvilita, ma come è possibile che stia succedendo "proprio questo"?
Perchè?Perchè?Perchè?
E poi ho visto questo video.
E un pensiero illuminandomi, come una stella cadente nel buio cielo, mi ha svelato l'arcano mistero:
"Come sarebbe stato tutto diverso, se solo i dirigenti (gli attuali dirigenti ) credessero (o avessero creduto), come noi, umili militanti, che anche l'Italia fosse degna di un partito perfetto!"

venerdì 12 dicembre 2008

Se Li tocchi muori. Politici, magistrati, esponenti di CL. I signori del malaffare

“Esonerato. Rimosso. Congedato. Trasferito"
Così Paolo Mieli, direttore del Corriere della Sera – libero giornale della repubblica democratica Italiana - pone la parola “the end” al viaggio di Carlo Vulpio , cominciato il 27 febbraio 2007, con lo scoppio del caso “Toghe Lucane” (la terza inchiesta del pm Luigi De Magistris, con “Poseidone” e “Why Not”) che lo ha portato in quel di Catanzaro e Salerno, passando per Potenza, Lamezia Terme, Roma e San Marino.
Un pellegrinaggio tra procure di cui Vulpio - seguendo le inchieste condotte dal pm Luigi De Magistris e dal giudice Clementina Forleo- fornisce un dettagliato resoconto nel graffiante “Roba Nostra” , ove descrive, con accurata diligenza e rigore, le reti di complicità e connivenza tra politici, magistrati, potenti implicati nel malaffare, accomunati dall'unico obiettivo di drenare risorse pubbliche.
A partire da Antonio Saladino di Lamezia Terme ”cresciuto in Comunione e Liberazione” la cui società, una delle tante, ha dato addirittura il nome all’ inchiesta del pm De Magistris ” Why Not”
“Ras indiscusso della Compagnia delle Opere in Italia Meridionale”, nonché amico
“del Clemente Mastella di Ceppaloni eletto in Calabria”, Saladino è il paziente tessitore della ragnatela di amicizie "sempre più fitte e coinvolgenti", con l'intero mondo politico, “indispensabile, se ... si vuol entrare nella stanza dei bottoni e determinare quali debbano essere pigiati e quali no, affinchè sia approvata una legge, accordato un parere favorevole, deliberato un finanziamento”.
Un viaggio – ammette il coraggioso giornalista - che “mi fece subito capire che da quel momento in poi nulla sarebbe stato più come prima all’interno della magistratura e in Italia” .
E ancora in Roba Nostra, Vulpio svela i misteri che si celano dietro la felix, o meglio “infelix Lucania”, messa sotto inchiesta dalla procura di Catanzaro: magistrati, alti gradi delle forze dell’ordine, politici e funzionari pubblici, tutti accusati di reati gravissimi “associazione a delinquere, truffa corruzione, anche in atti giudiziari, falso e abuso d’ufficio” e chi più ne ha.. più ne metta.
E poi, al Nord, a Milano con il giudice Clementina Forleo, "donna tosta. Determinata. Concreta", e la sua inchiesta sulle scalate bancarie "dei furbetti del quartierino" .
Ed ancora, giù, nel profondo sud, a Francavilla Fontana, al paese della Forleo, con quegli "oltre venti ettari di avena" di proprietà del gip divorati improvvisamente dal fuoco."
Ora, però, Mieli lo ha imbavagliato.
Il Direttore di una delle maggiori testate giornalistiche del nostro paese ha messo il bavaglio a Carlo Vulpio, riservando al proprio inviato lo stesso generoso trattamento che altri hanno serbato a De Magistris ed alla Forleo i “due cattivi ragazzini” ( così apostrofati – evidenzia Vulpio - da quanti mirano esclusivamente a screditarne il lavoro), rei di essersi opposti a chi anela ad una magistratura “forte con i deboli e debole con i forti.”
Colpevoli di essersi voluti ribellare all'affermarsi di un nuovo, inarrestabile, dogma giuridico: “davanti alla legge i potenti non sono uguali come tutti gli altri”.
Giudici, la cui solerzia e il cui attaccamento alla giustizia è stato strumentalmente dipinto dai media - che ora tacciono sull'argomento - come smania di divismo.
Un (triste) film già visto. Se sei giovane e fai al meglio il tuo lavoro, magari pestando i piedi a qualche vegliardo, non puoi che essere un ambizioso ragazzino, sopraffatto da voglia di protagonismo.
Non posso – per quanto poco valga la mia piccola ed isolata voce- che esprimere piena solidarietà ed un profondo ringraziamento all’audace giornalista del Corriere, ed ai coraggiosi giudici Luigi de Magistris e Clementina Forleo, gli unici (in un paese dove mai nessuno risponde dei propri errori) ad aver pagato con una serie di strane e sfortunate coincidenze la loro coerenza (....guardatevi le pagg. 161 e segg. del libro).

giovedì 11 dicembre 2008

Yes, She can

Con la Prestigiacomo siamo riusciti a fare peggio di India e Brasile.
Complimenti vivissimi al Ministro desaparecidos.

martedì 9 dicembre 2008

Il Pd ai tempi del dopo Veltroni tra la caparbia Bindy e l'Obama Soru

E’ stato bravo, anzi di più, molto bravo domenica sera da Fazio.
Un uomo di successo, che ha costruito con fatica, sacrifici e sudore della fronte il suo impero.
E c’è già chi lo acclama come l’Obama Italiano.
Soru piace.
Industriale serio, attento all’ambiente, coerente (come dimostra la recente scelta di dimettersi), Antonello Soru ha tutte le carte in regola per essere un leader vincente.
Brillante, deciso, schietto.
Ma forse la sua ascesa alla leadership del Pd in questo momento potrebbe essere strategicamente non conveniente.
Occorre risollevare le sorti del malmesso Partito Democratico che naviga a vista, in acque fin troppo agitate.
E per farlo, servono tenacia, caparbietà e cocciutaggine, doti proprie, come ben noto, del gentil sesso.
E allora, chi meglio di Rosy, passionaria intrepida, donna“con le palle”, caparbia e combattiva, potrebbe riuscire nell’ardua missione di rientusiasmare l'elettorato del piddì, che oggi sprofonda nel baratro di una acuta crisi?

Avanti così!

Ecco gli effetti della vicenda Villari, degli scontri fratricida, della questione morale.
Speriamo che qualcuno, giù a Roma, questa volta, se ne accorga!

domenica 7 dicembre 2008

Siamo al paradosso

L’arcivescovo di Milano invita al dialogo con l’Islam, e un ministro del Governo Italiano,
in tutta risposta, lo accusa di essere l’ultimo cattocomunista.

sabato 6 dicembre 2008

A proposito di Gomorra: Maroni, se ci sei, Ti prego, batti un colpo

Gomorra ed il sistema economico mafioso che in essa si annida.
La 'ndrangheta "dalle buche d'oro" e la Brianza dove, come conferma il procuratore capo di Monza, Antonio Pizzi, le organizzazioni criminali “stanno consolidando i loro affari”.
Oltre 70 milioni di euro: a tanto ammonta il valore dei soldi investiti in palazzi e terreni tra Desio, Monza, Lissone, Carate, Seregno e Arcore.
E ancora, l’infiltrazione di persone legate alle cosche nelle pubbliche Amministrazioni “in particolare nella macchina comunale”, nel settore dell’aggiudicazione delle aree e degli appalti: realtà troppo poco studiata in Brianza.
E poi il coinvolgimento nelle inchieste di politici come a Busto Arsizio (dell’ex Presidente dell’Assise Comunale di Milano) e l’allarme contro questo cancro che rischia di rodere la ricca Padania.
Un allarme che parte, però, solo dal basso, dal territorio (sì, anche da Giussano).
Ecco, anticipati solo alcuni dei contenuti dell’interessante inchiesta pubblicata da Mario Portanova su Diario e ripresa, on line, da vorrei.
Un'inchiesta (da leggere) che dipinge un quadro, a dir poco allarmante dell'area tra “Milano, Como, Varese, " in cui "sta avvenendo un mutamento antropologico che la crisi economica potrà solo aggravare”.
Perché, è ormai un dato, dolorosamente, noto che: ”Rispetto al passato c’è meno sicurezza economica, gli imprenditori si trovano spesso in difficoltà, le famiglie sono molto indebitate per la casa, un terreno fertile per l’usura”
E in tutto questo le istituzioni, lo Stato dove sono?
Maroni, se ci sei, Ti prego, batti un colpo.

venerdì 5 dicembre 2008

Moschee: l'ultima parola sia dei cittadini

La Lega Nord, forte del consenso dell’opinione pubblica sconcertata dal recente arresto
dei due magrebini collegati alla moschea di Macherio, chiede la moratoria contro
la costruzione di nuovi templi islamici.
Secondo il partito di Bossi, infatti, le moschee non sarebbero luoghi di culto, bensì di
reclutamento e raccolta di fondi per finanziare il terrorismo e preparare attentati.
Riflettendo, così, un po' a caldo sul tema, mi viene innanzitutto da pensare che se la Lega, con questa trovata,
pensa di raggiungere il mal celato obiettivo di impedire ai musulmani di praticare la loro religione, rischia,
aimè, di incorrere in una gran brutta delusione.
E non tanto perché esiste un art. 19 della Costituzione, che garantisce la libertà di culto, o perché il rispetto della religione rappresenta una condicio sine qua non del processo di integrazione ( come da più parti ribadito).
No, la ragione dell'ineludibile sconfitta del sogno leghista è molto più semplice e banale,
riassumibile in queste poche parole: è fisicamente impossibile impedire a
migliaia (milioni?) di persone di trovarsi a pregare insieme (in strada, nelle case, nei luoghi più disparati)
E per capirlo, non occorre essere dei grandi statisti, basta rileggere qualche pagina dei libri di storia.
Se, infatti, neppure gli imperatori romani (che con l’editto di Costantino hanno definitivamente deposto le armi), con le loro crudeli persecuzioni, durate per tre secoli, sono riusciti ad eliminare i cristiani, dubito che gli onorevoli Maroni, Borghezio e Calderoli possano oggi ottenere, a colpi di magliette verdi, slogan elettorali e vignette anti-islam, risultati migliori dei nostri illustri antenati nei confronti dei musulmani.
La Lega, per accrescere il proprio consenso elettorale, chiede poi, che prima di autorizzare
l'apertura di nuove moschee, l'amministrazione comunale indica un referendum
popolare.
La proposta di ricorrere ad uno strumento di democrazia diretta, che consenta a ogni cittadino, come si dice, di far “sentire anche la sua voce”, non può che ottenere il mio naturale plauso.
Fatico a trovare delle valide ragioni per sottrarre un dibattito tanto accesso ad un confronto diretto con il corpo elettorale.
Capisco l'esigenza di evitare che Sindaci, Assessori e Consiglieri Comunali sacrifichino sull’altare delle proprie (per quanto rispettabili e magari condivisibili) idee, le sensibilità, le priorità ed i desiderata dei propri cittadini ai quali occorre, con profonda umiltà, rimettere la decisione delle questioni più delicate, complesse, in grado di maggiormente incidere sulla vita della comunità locale.
Facciamolo, dunque.
Promuoviamo la più ampia consultazione popolare (chissà che non serva pure a contrastare l’apatia politica che ovunque si respira).
Ma, se democrazia deve essere, allora lo sia per tutto e per tutti.
Non limitiamoci, strumentalmente, ad invocare la consultazione dei nostri cittadini solo per fomentare la scottante diatriba sulla costruzione di nuove moschee.
Andiamo oltre.
Sottoponiamo al vaglio della popolazione, ad esempio, le scelte, di tipo urbanistico ed ambientali delle amministrazioni comunali.
Consentiamo ai cittadini di dire la loro anche sul futuro della loro città.
A meno che la Lega non voglia farci intendere che la costruzione di una moschea incide(peggiorando o migliorandone la qualità) sulla vita di una comunità, più di quanto non
siano in grado di fare le scelte sull’uso (e troppo spesso) sull’abuso del territorio.
Proprio a Desio – città la cui giunta registra una componente leghista- è stato richiesto, nei giorni scorsi, un referendum sul nuovo strumento urbanistico comunale, il Piano di Governo del Territorio.
Chissà se quando si tratterà di vagliarne l’ammissibilità, il partito dell’onorevole Bossi, sarà altrettanto deciso e risoluto nel richiedere e sostenere la consultazione popolare ed il coinvolgimento della cittadinanza locale?
O se invece non deciderà, ricorrendo magari a qualche appiglio legale - di mettere il bavaglio alla sua comunità?

giovedì 4 dicembre 2008

Comunicato stampa dell'Assessore Elli

E’ stata oggi ripresa dalla stampa la notizia che uno dei due presunti terroristi, arrestati martedì dalla Digos,
e residente con la moglie e i due bambini a Giussano, ha percepito, nel corso degli anni,
alcuni sussidi dal nostro comune, per pagare l’affitto e le spese condominiali.
E’ chiaro che di fronte al plateale fermo è fin troppo semplice attaccare la scomoda posizione dell’Assessore ai Servizi Sociali, che si trova al centro di prevedibili quanto facili polemiche.
E’ se è preciso e sacrosanto dovere di chi amministra il denaro della collettività prestare
la massima attenzione al suo oculato utilizzo – utilizzo di cui è chiamato in prima persona a rendere conto - è, altrettanto, innegabile (come molti giussanesi potranno confermare) che, prima dell’arresto, Abdelkader Ghafir non era un presunto e pericoloso terrorista, ma solo un padre, con due figli a carico, in difficoltà nel pagare l’affitto e le bollette condominiali.
Negargli ogni aiuto, consentire lo sfratto della famiglia, avrebbe voluto dire gettare due minori “in mezzo ad una strada” (minori, di cui il comune avrebbe giocoforza dovuto farsi carico, con il rischio di vedersi imporre, magari dal Tribunale, il loro (costoso) ricovero in qualche comunità).
L’assessore Alberto Elli, non ha fatto altro che tenere fede al suo mandato, con quella costante attenzione a chi è più debole e bisognoso (sia esso il diversamente abile, l’anziano, il minore in difficoltà, l’immigrato) che da sempre lo contraddistingue.
Personalmente non posso, pertanto, che esprimere la più ampia solidarietà al nostro Assessore, riconfermando piena fiducia nel suo operato.
Ora, la parola passa alla magistratura cui competerà accertare l’esistenza dei reati contestati, e infliggere le conseguenti sanzioni.
A quel punto nessun buonismo dovrà essere invocato; nessun lassismo potrà essere tollerato.
Il grave pericolo a cui i crimini di terrorismo internazionale espongono le nostre vite richiedono (come e più degli altri reati) certezza della pena e fermezza nella sua applicazione.
Ed ora riporto il comunicato che l’Assessore ai Servizi Sociali ha consegnato alla Stampa
“PER LA PACE NON SERVONO MURI MA PONTI
La pace non è un’utopia.
La pace è una condizione di vita che va costruita e che per questo richiede l’impegno costante e quotidiano di ciascuno di noi.
Attraverso la conoscenza si possono abbattere i muri dell’incomunicabilità, della paura del diverso, e realizzare quei ponti necessari a fare del “lontano” un vicino, un amico, un fratello.
Occorre praticare la tolleranza, la valorizzazione delle diversità che sono ricchezza per tutti.
Occorre scoprire nel diverso quello che invece è uguale: il fatto di nascere in un altro luogo non dà origine a sottospecie di uomini, donne e bambini.
La ricerca di una vita migliore, la ricerca di affetti, sono patrimonio di tutti gli uomini di buona volontà.
Spesso la mancanza di pace non dipende solo da grandi e complicati meccanismi politici, ma da piccole cose che riguardano la nostra vita quotidiana, la nostra PAURA DELL’ALTRO.
La paura di un altro che neanche conosciamo, ma di cui crediamo di sapere molto.
E’ solo costruendo PONTI che il futuro avrà un percorso fatto di speranza e non di paura, dove tutti gli uomini di buona volontà potranno camminare insieme.
Queste sono le mie personali convinzioni, che hanno da sempre rappresentato l’humus su cui impiantare e far crescere la politica dei Servizi Sociali, non solo nell’area “immigrazione”, ma come fondamento di tutto il servizio.
Ovviamente l’erba cattiva va estirpata con la massima determinazione ed efficacia, affinchè non sia il solito luogo comune a prevalere, e cioè fare di tutte le erbe lo stesso fascio.
Chi delinque va perseguito.
L’Assessore ai Servizi Sociali
Alberto Elli"

Galoppanti fantasie

Pare – almeno stando alle indiscrezioni dei ben informati - che qualche ricco rampollo brianzolo consideri la crisi occupazionale che si sta abbattendo sul nostro territorio il “frutto di una mera percezione”.
Si, un po’ come una sorta di esagerazione televisiva.
Non ridete.
Vi assicuro che l’aneddoto non è il frutto della mia (pur galoppante) fantasia ( ed a dire il vero quando mi è stata fatta la soffiata... anche io sono rimasta, a dir poco, esterrefatta).
Beh, in effetti, se il tuo portafoglio è sempre e comunque pieno, il conto corrente ben foraggiato, se non hai parenti cassaintegrati, o amici che ti raccontano della continua riduzione del loro orario di lavoro; insomma, se non frequenti nessuno del “pueblo”, direbbe qualcuno, che ti tiri giù dal pero, può pure succedere che tu ti illuda che si tratti dell’ennesima montatura televisiva.
Comunque, così, giusto per togliere a questi fortunati fanciulli ogni dubbio sulla (gravità) della situazione occupazionale, eccovi snocciolato qualche numero: in Lombardia si registrano - così denuncia il Rapporto straordinario sulle situazioni di crisi nel settore metalmeccanico in Lombardia elaborato. della Fim regionale relativo al periodo luglio-ottobre 2008 - 517 aziende in difficoltà, con una cassa integrazione ordinaria del + 263%, e 22.854 posti di lavoro a rischio.
Come dire, una popolazione lavorativa pari all’intero comune di Giussano, rischia di rimanere, senza occupazione.
I primi a saltare saranno, ovviamente, i lavoratori interinali, i contratti a tempo determinato, i lavoratori a progetto.
E non credo che per salvare la situazione sia sufficiente il goliardico invito del nostro presidente del Consiglio volto ad incoraggiare i consumi.
E’ un momento molto delicato.
E' più che mai necessario quel sistema di ammortizzatori sociali di cui anche il Partito Democratico, parlava in campagna elettorale, un sistema che si prenda cura e non abbandoni alla disperazione chi sta vivendo la tragedia (perchè questo è) della perdita del posto di lavoro.

mercoledì 3 dicembre 2008

Esempi virtuosi

I fustigatori d’Italia, cresciuti negli anni ’90 sull’onda dello “slogan Roma Ladrona”,
dopo aver saggiato i benefici del poltronificio romano, hanno ben pensato di riprodurne uno in “stile padano”.
E così, nel ridente e prosperoso borgo Seregnese, retto da tal Giacinto Mariani, Borgomastro padano,
vicesindaco, assessori e consiglieri di Lega e FI, hanno provveduto a piazzare figli , fratelli, sorelle e cognati sui comodi e (succulenti) scranni dei consigli di Amministrazione delle società partecipate dall’amministrazione comunale.
Non solo.
Combattendo l’avarizia che, si sa, avvelena la politica, hanno coinvolto, nella generosa
spartizione, Alleanza Nazionale ed il Partito dell'onorevole Buttiglione, il quale potrà ben gloriarsi di essere (finalmente) riuscito ad imporre politiche attive di sostegno alla “famiglia”.
Che la famiglia tutelata, sia poi, solo la sua..poco importa. Chiaramente.

Monza e Brianza, a che punto stiamo?

Ne parliamo stasera, a Giussano.

martedì 2 dicembre 2008

Una rondine non fa primavera.

E’ da poche ore stata battuta dalle agenzie di stampa la notizia dell’arresto, nel cuore della Brianza, di due terroristi legati ad Al Qaeda, tra i cui obiettivi strategici figurerebbe, anche, la caserma dei carabinieri di Giussano.
Si tratta di un allarme di "pericolo scampato" “forte”, che non può non creare sgomento.
Ricordo, ancora il senso di angoscia che provavo, nei giorni successivi gli attentati di Madrid, ogni ogni volta che dovevo (necessariamente) salire sulla metropolitana.
Paura che, nasceva ( e nasce), come credo capiti a ciascuno di noi, dalla consapevolezza – messa a nudo, in tutta la sua tragicità e drammaticità, da quel terribile 11 settembre di sette anni fa – che anche il nostro paese è esposto (esattamente come l’America, la Spagna, l’India, l’Inghilterra) al rischio di attentati di matrice terroristica.
E se provare, di fronte all'arresto di due rappresentanti di Al Quaeda, un sentimento di sgomento frammisto a paura, rappresenta una reazione legittima e naturale ... è altrettanto vero che non si può, lasciandosi dominare dalle reazioni più istintive e fomentando a nostra volta la paura, vedere in ogni immigrato un possibile terrorista.
Questa capacità di non confondere e mischiare i termini del problema dovrebbe un po’ fare parte del nostro dna, soprattutto qui, in Brianza.
C'è forse qualcuno di noi che - in tutta onestà - ignora il fatto che la stampa straniera, dopo la strage di Duisburg in Germania, e l’eco suscitato dal libro di Saviano, ricorda l’Italia (oltre che per qualche goliardica battuta del nostro spensierato premier)per essere la patria di camorra, mafia e ’ndrangheta?
Personalmente, pur rivendicando il mio "essere italiana", non mi sento né camorrista, né mafiosa né un'affiliata delle cosche ‘ndrine.
Tutt’altro.
L’idea di venire anche solo lontanamente avvicinata, equiparata o confusa con questi loschi individui, mi offende terribilmente.
Diciamo, che mi piacerebbe che gli stranieri usassero nei miei confronti, e nei confronti del mio paese, una sorta di magnanimità, nel filtrare le notizie della stampa e nell’esprimere i loro giudizi, distinguendo l'Italiano, per bene, operoso, fantasioso, solare ed ospitale, creativo ed amante del bello, dallo squallido, violento, arrogante e prepotente mafioso.
Che ci concedessero una sorta di "apertura di credito".
La stessa, che forse – se non altro, in ossequio al noto insegnamento cattolico che invita a “non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te “ - dovremmo riconoscere agli stranieri che vivono onestamente nel nostro paese.
Ecco, io (grata alle forze dell'ordine per aver protetto, con il loro prezioso lavoro, la mia comunità dal ventilato pericolo di un (presunto) tragico attentato) la penso così.

lunedì 1 dicembre 2008

Perle di saggezza

«Dobbiamo imparare dagli uomini che fanno politica da più tempo di noi».
E se lo dice Lei, come non crederci …