domenica 29 marzo 2009

Entrare nella Lega?

Diversi amici in questi giorni, leggendo l'articolo apparso sul Giornale di Carate, mi hanno chiesto.. "ma allora che fai, passi alla Lega?"
Nel ringraziare il Consigliere Tagliabue, per le parole di stima che mi ha rivolto (mai come in questo momento gradite, visti i pesanti attacchi e l'isolamento cui, di recente, sono stata esposta), voglio rassicurare i miei venti elettori.
Non amo i salti della quaglia alla Mantini od alla Mastella, sull'onda del motto "con la Francia o con la Spagna purchè se magna".
La mia collocazione, nonostante tutto, è e rimane nel centrosinistra.
Non posso ripudiare, neppure volendo, la mia natura di cattolica progressista (spero esista una categoria così..).
Quindi, pur ricambiando il sentimento di personale e reciproca stima che nutro nei confronti del Consigliere Tagliabue e degli altri consiglieri comunali della Lega, non posso che declinare l'invito ad entrare nelle loro fila.
Mi, pare peraltro, importante precisare che il mio "no" non è certo legato alla politica locale.
Tutt'altro. Le mie posizioni sui temi urbanistici si sono rivelate negli ultimi tempi, molto più vicine a quelle del gruppo della Lega, piuttosto che a quelle della maggioranza in cui sono stata eletta.
Il mio no è, invece, dettato dall'impossibilità di condividere l'atteggiamento che il Partito di Bossi ha assunto, a livello nazionale, sul fenomeno dell'immigrazione. Un tema serio, complesso, che non può, a mio avviso, essere affrontato con delle proposte populistiche, come quella di prendere le impronte ai bambini od imporre ai medici di denunciare gli immigrati irregolari.
Proposte incompatibili con la mia cultura e la mia formazione.
Fatta la necessaria chiarezza su questo fondamentale aspetto politico, non escludo però che qui, nella città dell'Alberto, si possano verificare, nel comune interesse della nostra città, - e pur nel rispetto delle reciproche differenze - delle "convergenze trasversali " su quelle che per me rappresentano le priorità: tutela del territorio, sviluppo sostenibile del nostro comune, buona amministrazione, garanzia dell'efficace erogazione di servizi, rispetto della legalità, gestione oculata ed accorta del denaro dei cittadini.

giovedì 26 marzo 2009

Tanto, ho le spalle grosse

Ieri sera per salvare la faccia a "Sindaco, giunta e maggioranza" che hanno fatto male, molto male i loro conti, ho, mio malgrado, dovuto abbandonare l'aula consiliare per far mancare il numero legale.
La maggioranza aveva scelto di far "saltare" la seduta di prima convocazione del Consiglio Comunale sul Piano di Governo del Territorio, per portare a 7 consiglieri il quorum necessario per votare lo strumento urbanistico.
I consiglieri di maggioranza - sebbene in buona parte fisicamente presenti - hanno, pertanto,
deciso di non sedere sui loro scranni.
Ma hanno fatto male i conti. (Mi ricorderò di regalare loro, per il futuro, una bella calcolatrice).
Perchè (come forse prevedibile??) i nove consiglieri di minoranza si sono presentati compatti all'appuntamento.
Morale della favola: se fossi rimasta in aula, il Consiglio sarebbe andato avanti ed in una sera le opposizioni, avrebbero votato senza maggioranza, lo strumento urbanistico.
Mandando, come si dice, a "gambe all'aria" un atto per il quale è stata spesa una montagna di soldi.
Tra i due (far mancare il numero legale, venendo meno alla funzione di super partes che il mio ruolo richiede e correre il rischio di bloccare l'attività dell'amministrazione) non potevo che scegliere il male minore.
La scelta meno corretta per il ruolo che ricopro. Indubbiamente, la più responsabile.
Ma gli sconti che intendo fare a questa maggioranza sul Piano di Governo del Territorio, iniziano e finiscono qui.

mercoledì 25 marzo 2009

Come Pinocchio nel Campo dei Miracoli

Luigi Fumagalli, per gli amici “Il Fumagalli” è un imprenditore metalmeccanico.
Il classico imprenditore brianzolo. Tutto casa e bottega - direbbero i vecchi.
Ora, dovete sapere che il Fumagalli ha un capannone di circa 1.500 mq, cui sono annessi alcuni uffici (di circa 200 mq ) dove lavorano, come impiegate la moglie, la sciura Pina de Paina, e le due figlie.
La ditta del Fumagalli dà da mangiare, tra operai e impiegati, a circa 40 famiglie.
La sua è un'azienda sana, che esporta in tutto il mondo.
Ed è diventata quel che è, grazie alla bravura ed alla competenza dei lavoratori ed alle capacità ed alla dedizione del Fumagalli, che gli ha dato anima e corpo.
Oggi, però a causa della crisi partita dalle Americhe, anche il Fumagalli ha cominciato a far fatica.
Gli ordini scarseggiano; il settore è fermo. Gli stipendi da pagare....
Un giorno, gli arriva in ditta, con il suo Suv nuovo di pacca, un giovane e rampante immobiliarista. Il Ranzani.
Il Ranzani, in doppio petto grigio, furbo come una faina, si avvicina al Fumagalli e, guardandolo di sbieco, gli dice: "Fumagalli, ma perché continui a sbatterti come un pirla quando potresti fare molti più soldi con molta meno fatica?".
Di fronte allo sguardo interrogativo del Fumagalli, il Ranzani, con tono sapiente, di chi la sa lunga, rincara: "Sei proprio un balubba! Ascolta me.
Berlusconi, l'Uomo della Provvidenza, ha trovato un modo per farti guadagnare un sacco di grana, senza fatica.
La conosci la storia di Pinocchio al campo dei miracoli?
Ecco, solo che qui non si tratta di una favola. Ma di realtà e monete sonanti!
Fidati di me!
E' un gioco da ragazzi.
Devi fare così.
Tu, con il piano casa - mha sì, ne hanno parlato i giornali - puoi incrementare il tuo capannone ed i tuoi uffici fino al 20%.
In questo modo - dice il Ranzani, strofinandosi ben bene le mani - arrivi più o meno a 2.000 mq di superficie coperta per un totale di 20.000 metri cubi.
Perchè il tuo capannone è alto oltre 10 metri, giusto?
Poi chiudi la fabbrica e licenzi quei comunisti di ..... dei tuoi dipendenti.
Magari - suggerisce l'immobiliarista rampante all'imprenditore strizzando furbescamente l'occhietto - ti conviene inventarti qualche balla sulla concorrenza dei cinesi.
Così, giusto per far su' un po' i sindacati.
Quindi, fai una bella ristrutturazione con cambio di destinazione d'uso.
E trasformi l'area da produttiva in residenziale.
In 20.000 metri cubi potresti ricavare, vediamo -riflette il Ranzani, tirando fuori la calcolatrice del nuovissimo i-phone -una settantina di appartamenti che puoi vendere ad almeno 200/250.000 Euro l'uno.
Del Comune te ne puoi pure fregare.
Gli dai quattro soldi di oneri. E il gioco è fatto.
Se proprio, vuoi fare una"figata " puoi pagare al Sindaco solo il 50% degli oneri: basta raccontare che vendi gli alloggi come prima casa. Per questo basta una cooperativa fasulla.
Ma non ti preoccupare, "ghe pensi mi".
Visto che roba!
Quel sant'uomo del Berlusca ne sa una più del diavolo !"- dice soddisfatto il Ranzani.
"Quanto ai lavori. Non ci sono problemi. Sai, ho una dittarella di extracomunitari. Bravi ragazzi che lavorano come somari per due lire.
Altro che quei comunisti dei tuoi dipendenti , che sono sempre lì a rivendicare.(ma che cosa poi?)
Secondo me -smanetta allegro con la calcolatrice il Ranzani, già con la bava alla bocca - puoi arrivare ad un margine di guadagno del 50% .
Direi - precisa soddisfatto dalle cifre comparse sulla calcolatrice - in tutto circa 15 milionazzi di Euro.
Cinque li dai a me. Mentre gli altri 10 te li incassi tu.
Se vuoi puoi andare subito a Copacabana e spassartela per il resto della vita.
Magari con qualche bella gnocca!"
"Ma" replica il Fumagalli: "Il mio lavoro?. Il lavoro di una vita? I miei dipendenti?
Ed il Ranzani, quasi seccato: "Ma di che ti preoccupi caro Fumagalli!
Con un milione di euro - al massimo - apri in Slovenia una nuova fabbrichetta.
E se proprio sei affezionato a quei comunisti di ..... dei tuoi dipendenti il tuo amico Ranzani ti dà un'altra dritta.
Vai dal Sindaco e gli dici che se non ti rende edificabile ad uso industriale quell'area agricola. Ma sì, quella in mezzo al parco (che io ho comprato per due lire e che ti posso generosamente rivendere, diciamo, a prezzo ragionevole..solo perchè sei tu).
Insomma lo minacci, che se non ti asseconda, tu li licenzi.
E per ripicca glieli mandi tutti i giorni a protestare sotto il Municipio. "
Ecco in breve il Piano Casa del Berlusca.
p.s. pare che il glorioso provvedimento sia stato sospeso in Consiglio dei Ministri grazie alle pressioni delle regioni.
Incrociamo le dita...

domenica 22 marzo 2009

Così ci si gioca il futuro dei nostri figli

Un interessante articolo comparso sul Cittadino le scorse settimane.

L'ultima (???) fatica

Programmato per la prossima settimana il consiglio comunale per l'approvazione definitiva del Piano di Governo del Territorio.
Da mercoledì, inizia la maratona.
L'ultimo importante atto prima prima della "riconsegna" della poltrona di Presidente del Consiglio Comunale.

venerdì 20 marzo 2009

La nostra comunità è in lutto

Giussano è in lutto per la tragica scomparsa di Don Silvano Caccia.
Ho conosciuto Don Silvano più di dieci anni fa. Ai tempi dell'A.c.r.
Ricordo ancora la grande gioia che ho provato quando, lo scorso ottobre, ho saputo che sarebbe diventato il nostro Parroco.
E le lacrime di commozione di don Silvano il giorno del suo ingresso ufficiale nella nostra comunità pastorale.
Persona mite, generosa, ed attenta, don Silvano era sempre pronto a tendere una mano a chi si trovava in stato di bisogno. Agli ultimi.
Pronto ad accogliere chiunque bussasse alla sua porta.
Scioccata dall'accaduto, non posso che unirmi al profondo dolore della mia comunità.
Domani sera, alle ore 18.00, nella Basilica di Giussano, la messa celebrata dall’Arcivescovo.

Seregno:la Ceppaloni del Nord

Dopo aver sistemato figli, sorelle e cognati nelle municipalizzate, la Giunta azzurra di Seregno cappeggiata dal verde – leghista Giacinto Mariani, vuole ora assicurare un roseo futuro anche ad amici e conoscenti.
E così, la novella Ceppaloni sta pensando - come denuncia Mauro Ballabio, consigliere comunale del Partito Democratico - di creare una società per gestire i tre Bar comunali.
Non dieci, non cento, non venti.
Tre, dico, tre bar.
E per svolgere un lavoro di cotanto concetto, il consiglio di amministrazione della futura società potrà contare fino a 5 componenti (io mi offro per la delega "a salcicce e patatine").
La nuova s.r.l. avrà cioè più consiglieri di amministrazione che dipendenti !
Consiglieri - ovviamente - lautamente pagati.
Infatti, l’indennità del presidente potrebbe sfiorare i 30.000 euro; ridotta a soli (si fa per dire) 18.000 euro per i consiglieri.
Praticamente se facessi la presidentessa part-time del circolino seregnese, guadagnerei più di quanto io non riesca a fare con un anno di duro lavoro.
Non resta che una decisione da prendere: farsi amico il sindaco Giacinto!

Forse, forse il colore della cartaigienica. O forse, neppure quello.

Quando anche la Camera avrà approvato il disegno di legge (già votato lo scorso 4 marzo dal Senato), il colore della carta igienica rimarrà probabilmente l’unica cosa sulla quale, in futuro, i nostri Sindaci potranno dire la loro.
Se la normativa dovesse ricevere anche le grazie del secondo ramo del Parlamento, per i Comuni ed i loro primi cittadini sistemare marciapiedi, realizzare una pista ciclabile, gestire la raccolta dei rifiuti o fornire i pasti ai bambini delle scuole, diventerà un’impresa titanica.
Il disegno di legge sul tavolo dei nostri onorevoli riuscirà, infatti, a complicare l’iter, tutto sommato piuttosto semplice, che le amministrazione comunali devono seguire per garantire ai propri cittadini i necessari servizi.
Oggi, ad esempio, per sistemare un marciapiede, od una strada è sufficiente predisporre un progetto; incaricare i funzionari; fare un bando per scegliere, in modo trasparente, chi realizzerà quell’opera.
Il tutto avviene sotto l'attento controllo degli amministratori, che rispondono ai loro concittadini del proprio operato.
Direttamente.
In prima persona mettendoci (e perdendoci, se sbagliano) "la faccia".
Se il Sindaco è bravo nel reperire le risorse, e far quadrare il bilancio, il gioco è dunque presto fatto. I politici comodamente seduti nelle poltrone rosse del Parlamento Italiano pensano, però, che gli amministratori locali siano tutti dei gran furfanti, pronti a depredare le casse comunali ( personalmente, non so più dove mettere i soldi raccatati in questi anni ....).
E, quindi, hanno ben pensato di togliere gli appalti di opere e servizi ai comuni, per darli in pasto direttamente alle " centrali di committenza ".
Cioè, a soggetti “terzi”, estranei all’amministrazione comunale, incaricati di gestire tutti gli acquisti. Tutti i contratti. Tutti gli appalti.
In teoria, i Sindaci potranno pure decidere di continuare come prima, ma sugli impavidi amministratori che osassero sfidare le volontà del centralista legislatore romano, penderebbe una doppia spada di Damocle. Infatti, i Primi cittadini, rischiano, da un lato, di essere spediti dritti, dritti davanti alla Corte dei Conti ( il che significa dover pagare di tasca propria ).
Dall'altro, di vedersi congelate tutte le entrate.
E quindi un black out dell'amministrazione.
*** * ***
Ma andiamo oltre.
La legge, per evitare derive federaliste dei poveri comuni, si preoccupa anche di individuare le centrali di committenza.
E ne identifica addirittura due.
La Consip S.p.a, una società per azioni del Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF), ( "Roma Ladrona" giusto per capirci ). E la Regione.
Il che dalle nostre parti, nella formigoniana Lombardia, coincide con "Comunione e Disperazione" .
E la disgrazia per i poveri Sindaci inizia proprio qui.
Già perché se per caso il cittadino si inc….za per i buchi nelle strade o perché nella minestra del figlio galleggiano delle saporite mosche, non se la prende certo con " Roma Ladrona" – geograficamente troppo lontana- nè con quelli di " Comunione e Disperazione", arroccati nel loro bel Pirellone.
Certo che no.
Il cittadino inviperito andrà – giustamente - a sbraitare dal Sindaco, che poveretto, è, sventura sua, quello più a portata di mano.
A dire il vero, la legge ammette pure una generosa ( e non solo in senso metaforico) scappatoia.
La normativa consente, infatti, ai comuni di costituire loro delle “centrali di committenza”. Associandosi o consorziandosi.
Il che in soldoni si traduce nella creazione di un nuovo ente. Con un nuovo consiglio di amministrazione, da retribuire – chiaramente- con lauti gettoni di presenza. Con nuovo direttore (per la gioia dei segretari comunali). Nuovi consulenti. Nuovo personale.
Nuovi inutili costi.
Va bene che in tempi di magra è quanto mai importante dimostrarsi generosi con gli amici degli amici, ma chiedere che questa magnanimità gravi sul contribuente - già tanto impoverito dalla recessione - non mi pare una grande idea.
Siccome poi per la legge di Murphy dell’amministrazione italiana “nessuno si fida di nessuno”, per controllare l’operato del consorzio il Sindaco dovrà comunque utilizzare i funzionari del comune.
Ed assisteremo al film di sempre.
Che si chiude con la solita morale: l’inutile dispendio di risorse e di tempo. Tempo per i semplici passaggi di carta tra enti. Tempo per mettere d'accordo i diversi organismi ( la burocratese "concertazione" ) ... Non c'è che dire.
Un bell'esempio della tanto sbandierata " semplificazione ".

martedì 17 marzo 2009

Prima delle poltrone, vengano i programmi

Apprendo dai giornali (nello specifico, dall’Esagono) di aver già ottenuto la nomination ad un assessorato in un’eventuale giunta Elli.
Le dichiarazioni - riportate sulla stampa - del candidato Sindaco della coalizione PD - Giussano Democratica, danno quasi per scontata, in caso di vittoria, la mia presenza in una futura giunta.
Pur ringraziando l’Assessore Elli per avermi definita persona “capace ed intelligente” ritengo piuttosto prematuro concentrarsi sulla mera spartizione di cariche ed assessorati, senza aver prima definito, in modo chiaro e puntuale, obiettivi, coalizioni e programmi.
Mi pare quasi superfluo ribadire che una mia eventuale ricandidatura in una delle liste capitanate da Elli, non dipenderà certo dall’offerta di questa o quella poltrona, quanto piuttosto dalla condivisione di un chiaro e preciso programma elettorale.
Nonchè della previa definizione di eventuali future alleanze elettorali.
Un programma puntuale nel quale dovrà necessariamente trovare spazio - già a partire dalle prossime scadenze amministrative - anche la mia visione dell’urbanistica e dell’uso del territorio.
Una visione che fino ad oggi con estrema fatica è riuscita, talora, ad accreditarsi tra i banchi dell’attuale maggioranza.
Una concezione urbanistica minoritaria che è stata, non di rado, sconfessata dalla stessa
Giussano Democratica.

lunedì 16 marzo 2009

Un'assunzione al giorno

toglie la crisi di torno.
Ecco il piano occupazionale del camerata Alemanno.
E così mentre i comuni e le scuole del Nord subiscono tagli sempre più pesanti,
il Lupomanno Romano assume una miriade di consulenti.

domenica 15 marzo 2009

E fu così che il santo re dei Broker lasciò il Paese in mutande

Queste le profetiche parole pronunciate, lo scorso ottobre, dal nostro illuminato Premier.
Quando la crisi economica iniziò a manifestarsi in tutta la sua gravità anche in Italia, per rassicurare il popolo italiano, il provetto broker Berlusconi elargiva generosi consigli degni del miglior agente finanziario
Millantando come nel bel paese tutto andasse perfettamente bene, Santo Silvio invitava i risparmiatori a comprare le azioni Enel ed Eni.
Ora, a soli sei mesi di distanza, le azioni Enel hanno perso ben il 40,5% del loro valore; quelle Eni oltre 30,00% .
E così se - malauguratamente, - oltre ad averlo votato, aveste pure deciso di seguire i suoi geniali consigli, oggi vi trovereste nel bel mezzo di una vera e propria tragedia.
Perchè, di quei tanto sudati 100.000,00 Euro della liquidazione, frutto del lavoro di un'intera vita di duri e quotidiani sacrifici ( investiti, in parti uguali, in titoli Enel ed Eni) ora, dopo soli sei mesi ve ne rimarrebbero in tasca poco più di 63.790,00 Euro.
In sostanza, avreste perso, nel giro di qualche mese, la bellezza di oltre 36.000,00 Euro (20.250,00 Euro sulle azioni Enel e 15.960,00 Euro sulle Eni).
Direi che se queste sono le doti finanziarie che Silvio pensa di usare per salvare il Paese, non ci resta che accendere un cero in Chiesa.

giovedì 12 marzo 2009

Un passo indietro.

Sulla stampa di questi ultimi giorni, si è prospettato lo scenario di possibili “elezioni primarie” tra me e l’attuale assessore ai Servizi sociali Alberto Elli, per scegliere il candidato dello schieramento del centro sinistra alla carica di Sindaco del comune di Giussano.
La mia, è bene precisarlo, per evitare inutili strumentalizzazioni, è una candidatura venuta alla ribalta delle cronache grazie ad un articolo comparso qualche giorno fa sul Cittadino.
Un articolo la cui uscita è stata sollecitata dallo stesso Alberto Elli; ed una candidatura ad una carica verso la quale non ho mai avanzato formalmente rivendicazioni di alcun tipo.
Fatta questa precisazione, necessaria per sgombrare il campo da ulteriori equivoci (onde evitare che qualcuno mi possa accusare di ambire a strane poltrone), ritengo che, comunque, oggi non sussistano le condizioni per richiedere le primarie.
Le primarie sono un importante strumento di partecipazione, da utilizzare per coinvolgere direttamente la cittadinanza nella scelta del proprio rappresentante politico.
Se ben fatte possono essere il mezzo per individuare - all’interno di una rosa di persone che godano di indiscussa stima e condiviso credito - la migliore candidatura possibile.
La più spendibile. Quella capace, non solo, di attrarre maggiori consensi all’interno della comunità di riferimento, ma anche di piacere a chi ha fedi politiche diverse.

Se ben pensate, strutturate ed organizzate, le primarie rafforzano la legittimazione e l’autorevolezza di chi esce vincente dalla competizione.
Se, invece, manca una univoca e condivisa valutazione positiva sui papabili candidati, rischiano di trasformarsi in uno scontro fratricida, che restituisce al cittadino l’immagine di un gruppo dilaniato e ridotto a brandelli da personalismi ed ambizioni personali.
La mia candidatura è priva di questo indispensabile requisito preliminare. Lo dicono i fatti.
Lo dice, a chiare lettere, la dichiarazione resa da uno degli storici esponenti di Giussano Democratica che ha liquidato la ventilata ipotesi di una mia candidatura con l'invito a prendermi della valeriana, ed a darmi una calmata. (commento n. 7 qui -- debitamente ripreso dalla stampa)
Di questo giudizio (forse da altri più o meno velatamente condiviso), esternato da chi da dieci anni siede con me, tra i banchi del Consiglio comunale, non posso fare altro che prendere atto.
Le elezioni sono ormai alle porte.
Chiedere le primarie, ora senza un univoco giudizio positivo sulla validità di tutte le persone che vi potrebbero concorrere – al di là di chi ne potrebbe uscire vincitore - temo possa avere l’unico effetto di presentare ai banchi di partenza della campagna elettorale una coalizione con troppi cocci da raccogliere (come mi faceva notare, in un precedente post, Marco).

E’ chiaro, che stando così le cose, non chiederò alcuna primaria.
Faccio un passo indietro. Non è il primo (già nel 2007, quando nacque il partito democratico, feci una scelta simile. Evidentemente è un tipo di competizione che mi porta male).
E forse non sarà neppure l’ultimo. Ma poco male.

Le battaglie per poltrone, titoli e nominations mi appassionano veramente poco.
Credo, quindi, che a questo punto la questione di una mia possibile candidatura a Sindaco possa considerarsi definitivamente archiviata.
*** ***
Non posso, nel chiudere, non rivolgere un particolare ringraziamento, a quanti, in modo più o meno anonimo, hanno espresso un sentito apprezzamento per la mia candidatura a quella che considero la Carica Politica per eccellenza.

Lontana dai salotti del potere; vicina al territorio ed alla gente.

domenica 8 marzo 2009

Un brutto sogno. La Brianza di Asimov.

Aumento delle cubature, liberalizzazione spinta delle norme per costruire, un ritorno al ravvedimento operoso dall’amaro sapore del condono.
Abolizione del “permesso di costruire per sostituirlo con una certificazione di conformità, giurata, da parte del progettista”.
Procedure più veloci e certe per le autorizzazioni paesaggistiche.
Ecco l'ultima trovata del nostro Primo Ministro.
Una bella ricetta fai-da-te per risollevare le sorti della sempre più infiacchita economia nazionale.
Una normativa che velocizzerà il processo di innarrestabile peggioramento della qualità di vita nelle città e nelle campagne.
Un processo, che in atto da almeno 15 anni, non sarà indolore neppure per la sempre meno bella e meno verde Brianza. La nostra amata Brianza che da «giardino d'Europa», ameno luogo di villeggiatura, dove i milanesi costruivano ville per riposarsi e fuggire dall'afa e dal rumore cittadino, verrà definitivamente trasformata in una sorta di brutta copia della Trantor dei libri di fantascienza, la capitale dell'impero galattico dei romanzi di Asimov.
Una città completamente urbanizzata.
Tutta coperta di cemento ad eccezione del palazzo imperiale e del relativo giardino.
Una sorta di idillio, per soli ricchi, che ricorda tanto la villa di Arcore dell’Ill.mo Sig. Primo Ministro.
I palazzinari ed i cultori dell'abusivismo edilizio si stanno già preparando al grande assalto.
Questa assurda ricetta per salvare l'economia che, invece di puntare su innovazione e sviluppo, ripiega, ombelicalmente, per l’ennesima volta, sul ciclo del cemento, mi sollecita alcune riflessioni, che partendo dalla politica nazionale, possono, forse, fornire qualche utile chiave di lettura in una prospettiva amministrativo- locale.

*** * ***

In primo luogo, il ciclo del cemento , comporterà, con una certa probabilità, una forte meridionalizzazione del partito di Berlusconi.
E’ notorio - e il sangue calabrese che mi scorre nelle vene mi autorizza ad evidenziarlo, senza rischio di essere tacciata di leghismo - che la categoria degli abusivi, degli speculatori senza scrupoli, degli immobiliaristi che seminano nel territorio i loro "capolavori " ( più o meno legali), infischiandosene di effetti ed impatti, riesce ad attecchire nel tessuto sociale del sud più facilmente che nel Nord del paese.
Non che il padano suolo possa considerarsi immune dagli abusi, ma, per lo meno, di fronte alla violazione di legge scatta, generalmente, nei confronti di chi la compie, una maggiore riprovazione sociale.
Senza considerare che l'incremento del ciclo del cemento finirà per precostituire un succulento banchetto per Camorra, Cosa Nostra e 'Ndrangheta, che in tempi di crisi trovano, come gli squali che fiutano subito l'odore del sangue, terreno sempre più fertile per i loro loschi affari (si consideri che secondo quanto riportato da un recente articolo del Washington Post almeno 180mila commercianti sono vittime dell'usura, un'attività in gran parte gestita dalla mafia).
La riforma del Berlusconi nazionale, si traduce, poi, nell'endiadi "più automobili - più case".
Il nostro illuminato premier si ostina, infatti, a promuovere un modello economico imperniato sulla continua espansione delle città e su una politica dei trasporti fondata sull'automobile. Un sistema, a livello mondiale, oggi in crisi. Del resto è stata proprio la bolla immobiliare ad innestare l'attuale recessione economia, che ha pesantemente travolto il settore dell'automobile ed il relativo indotto.
Il governo Berlusconi, con una lungimiranza ed una lucidità che il mondo intero non può non invidiarci, scegliendo di affidare la ripresa economica all'avvio di grandi opere pubbliche, in assoluta prevalenza stradali , e ad una nuova espansione edilizia, si comporta come il medico che tenta di praticare la respirazione artificiale ad un cadavere ormai inanimato.
E' ormai chiaro che solo un differente modello di sviluppo, alternativo a quello di Silvio di cui è abbastanza prevedibile l'esito fallimentare, può costituire una credibile e valida alternativa al modello del berlusconismo.
Dal quale le forze politiche che si dichiarano, almeno a parole, contrarie a logiche palazzinare e cementificatorie, dovrebbero prendere in modo chiaro le distanze. In fin dei conti, che il Popolo delle Libertà sia il partito del mattone (lo dicono le cronache qui,e pure qui), non è certo una novità. E, coerentemente con la propria indole, non fa neppure finta di nasconderlo.
Ma la Lega Nord ed al Partito Democratico, al di là del richiamo a mere formule di stile, non mi pare si diano un granchè da fare.
La prima, si limita a grandi sparate sull'identità celtica od a populistici proclami anti-immigrati, senza interrogarsi seriamente sullo stravolgimento dell'identità del paesaggio padano e sulle cause economiche che hanno favorito l’incremento di una parte dell' immigrazione più selvaggia (il campo edilizio attrae, come fa il miele, con le api, manodopera straniera).
Privilegiando alleanze più coerenti con i propri credi.
Il secondo, ombelicale e ripiegato sui propri conflitti intestini, ha dimostrato la completa inettitudine nel cogliere la nevralgica rilevanza di questo tema.
Un tema che fino ad ora ha trattato con molta superficialità. Più con proclami, senza convinzione, che con precise scelte di governo.
Il Partito Democratico, per diventare anche qui, in Brianza, un po' più credibile, dovrebbe fare dello slogan “basta cemento” il proprio cavallo di battaglia.
Se non altro la smetterebbe di apparire una massa sbiadita ed informe, ed acquisterebbe un'identità politica un po' più coerente. Mal che vada, correrebbe il rischio di perdere per strada qualche peso morto. Il che non sarebbe una grossa tragedia.
*** * ***
Alle stesse logiche dovrebbe ispirarsi la politica locale.
Da questo punto di vista, il Gruppo della Lega Nord di Giussano, almeno a livello di proclami, è stata chiara.
Programma ed alleanze (salvo dictat verticistici) verranno decise sulla base di un accordo comune sul territorio e sulla sua gestione. Per onestà intellettuale, al gruppo di Bossi, va riconosciuta una certa coerenza nelle decisioni assunte in sede consiliare. Ma fare i bastion contrari, tra i banchi dell'opposizione, è facile.
Più complesso è opporsi a logiche cementificatorie quando si appartiene alla maggioranza di governo.
La stessa chiarezza dovrà esserci nel centrosinistra che affronterà da solo, con un proprio candidato sindaco, questa tornata elettorale. Il matrimonio tra Giussano Democratica (che in giunta ci è stata per dieci anni) ed il Partito Democratico non potrà celebrarsi senza una previo confronto sulle politiche urbanistiche.
Non sarà certo sfuggita agli occhi dei cittadini più attenti, la frattura che, sui temi urbanistici, da quasi un paio di anni si è consumata all’interno di Giussano Democratica.
Una frattura, che riflette due idee tra di loro molto diverse su quale debba essere lo sviluppo urbanistico del nostro comune.
Posizioni che, giunte a questo punto, dovranno necessariamente chiarirsi.

lunedì 2 marzo 2009

Toto sindaco 2009: tutti insieme appassionatamente nella casa del Grande Fratello

Le elezioni si avvicinano ed abbondano le nomination alla carica di sindaco.
Il quadro è ancora piuttosto confuso, ma se tutto va bene, nella grande casa, avremo 20 sindaci,
qualche assessore e un consigliere comunale.
Comunque, facendo un sunto delle puntate precedenti:
  • Paolo Riva da Paina, già Assessore nella Giunta Barzaghi negli anni '80, e Bruno Molteni, direttore sanitario dell'azienda ospedaliera di Giussano, risultano i più accreditati nel Pdl.
  • Per la Lega correrà (secondo le dichiarazioni provenienti dal regno padano), in corsa soletta solitaria, Ugo Bertoli, attuale consigliere comunale del Carroccio.
  • Accanto ad essi, in quota eredi sindaco uscente, hanno fatto la loro comparsa nella casa Comune, altri Riva e Molteni. In particolare, trattasi di Riva Massimiliano da Paina, ex consigliere comunale della lista Giussano la nostra Città ora nel consiglio di amministrazione di AEB, e gli omonimi Angelo e Francesco Molteni, l'uno ex Presidente del Consiglio Comunale, l'altro Assessore alle Grandi Opere.
  • Renzo Ascari, un tempo in pol position, pare sia stato da qualche tempo (?) eliminato ... chissà che non lo si recuperi con il televoto.
  • E' dell'ultima ora, la notizia di una possibile candidatura - nel caso in cui non si ripetesse la triplice alleanza Giussano Democratica/UDC/Giussano la Nostra Città - dell'attuale Vice - Sindaco Leonardo Pellegrino.

  • C'è poi una lista, di matrice, liberal -cattolica di cui si sente ventilare l'esistenza.

E con questo siamo a 9.

Fresca, fresca di stampa, risale, invece, a sabato la mia nomina nella grande casa.

La boutade giornalistica mi pare estremamente allettante ( per dirla alla Oscar Wilde, "so resistere a tutto tranne che alle tentazioni").

Prima donna candidato a Sindaco di Giussano.

Con tanto di fascia tricolore sulla spalla. Mmm, sfida interessante. E le sfide, che dire, mi hanno sempre acchiappata una cifra.

Mi mettono addosso una sorta di carica adrenalinica. Di quelle cose, che non ti fanno dormire la notte. Non so. Quasi, quasi ci faccio un pensierino. Non sarebbe male (ab)battere un’altra frontiera, entrando in un terreno fino ad ora inaccessibile al gentil sesso.

Non solo prima donna Presidente del Consiglio Comunale, ma anche prima portatrice della bandiera Rosa nel palazzo municipale. Proposta lusinghiera. Accattivante.

Comunque, torniamo a casa nostra.

Al momento, l’unico nome trapelato sulla stampa di papabile candidato per il centro sinistra (inteso come Partito Democratico e lista civica Giussano Democratica) è l’attuale assessore ai Servizi Sociali, Alberto Elli.

La sua, ove venisse confermata, sarebbe senza ombra di dubbio un’ottima candidatura.

Alberto è sicuramente il miglior assessore ai Servizi Sociali che il nostro comune abbia mai avuto. Persona onesta, capace, con una vita spesa nel volontariato.

Eppure, l’articolo del cittadino. L’incipit “Giovane, capace e soprattutto donna”, la storia delle non marianne, la rottura degli schemi….

Devo confessarvi che fino ad oggi alla cosa non è che ci avessi un granché pensato. (Forse anche perché nessuno me l’aveva fatta venire in mente). Ma, non so, questo articolo.

Scritto così bene. Così efficace ha risvegliato in me quel non so che… quasi, quasi mi ha convinta. Devo farci una pensata. Magari potrei proporre di fare delle democratiche primarie.

Già me la vedo una bella competizione elettorale dal titolo “a chi daresti la tua nomination nella casa del grande fratello comunale?”

Forza Milan...o Forza Italia?

Correva l’anno del Signore 1994.
Il grande Milan, il Milan degli Immortali e degli Invincibili. La mitica squadra di Van Basten, Gullit, Baresi, con un gioco fantastico, stava sbaragliando tutti gli avversari in Italia ed in Europa.
Il grintoso diavolo rosso si avviava, a grandi passi, verso l’attesa finale all’Olimpico di Atene, che lo avrebbe incoronato, per la quinta volta, Campione d’Europa.
Pronto a ricevere, dopo la schiacciante vittoria sul Barcellona, una nuova Coppa dei Campioni.
Tutto questo accadeva, quando Silvio scese in campo.
L’inno di Forza Italia, che misteriosamente aveva iniziato ad aleggiare nell’aria, evocava un sol pensiero.
Il Presidente “renderà l'Italia come il Milan”. Trasformerà la nostra povera patria, sommersa dalle macerie del terremoto di Tangentopoli, in un paese ricco. Vincente. Ed all’Europa ed al Mondo, non resterà che invidiarci.
Da quei tempi di grandi illusioni e di speranze tradite sono passati 15 (lunghi) anni. E – purtroppo per noi – non solo l'Italia non è affatto migliorata, ma, in molti campi è addirittura riuscita a peggiorare.
Altro che campioni d’Europa. In settori nevralgici, come scuola, giustizia , ambiente e trasporti solo i paesi del Terzo mondo riescono a fare peggio di noi. Certo, una nomination la merita anche il Bel Paese: ma per le diseguaglianze tra ricchi e poveri e la corruzione. Una candidatura di cui, in tutta onestà, avrei volentieri fatto a meno.
Il merito del tracollo dell’Italia, non è certo solo di Silvio .
Anche la sinistra, quando ha governato, o ha tentato di farlo, non ha brillato per risultati (dobbiamo solo ringraziare il buon vecchio e - tanto bistrattato - Prodi che portandoci nel mondo dell'Euro, ci ha offerto una scialuppa di salvataggio contro l’ineludibile disastro).
Quanto al nostro Premier, tutto sommato gli va riconosciuta una certa coerenza.
L’Italia non è diventata il paese vincente che tutti sognavamo, in compenso il Milan si è ridotto ad essere poco più che una squadretta.
Escluso dalla Champions e dalla competizione per lo scudetto, è stato vergognosamente eliminato anche dalla Coppa Uefa, dopo la sconfitta che gli ha inferto il Werder Brema, una squadra di metà classifica del campionato tedesco.
Cari tifosi del Milan, qualunque sia il vostro credo politico, benvenuti nella (lunga) schiera di quelli che attendono, per una ragione o per l’altra, tempi migliori!