lunedì 17 luglio 2017

Il Suo Assessore all'urbanistica si dimette. Ed il Sindaco se ne va in vacanza

Il Grande Assente.
Matteo Riva ha fatto, questa sera, la cosa peggiore che  - secondo la mia concezione di politica -un Sindaco possa fare.

L’assessore all'Urbanistica, il suo collaboratore ad una delle partite più importanti per il territorio,  rassegna  di fatto le dimissioni. Dimissioni dissimulate  sotto ragioni professionali. Ma dal chiaro sapore politico. E Lui se ne va in vacanza. 
E’ ormai prossima la sentenza sulla vicenda Paina calcio, e lui non è qui. 

C’è la spinosa vicenda dei profughi da gestire e Lui è assente. 

Il Suo presidente del Consiglio convoca, dopo mesi, l’assise cittadina e  Lui lascia la sedia vuota. 

Le vacanze sono sacrosante. Per l’amor del cielo. Ma visto che è a libro paga del Comune avrebbe potuto organizzarle - come tutti i dipendenti di sto' mondo- ad agosto.
Questioni di priorità, si sa...

 Riva non solo lascia ai consiglieri di maggioranza l'oneroso compito di gestire “la patata bollente” (già questa cosa dal mio punto di vista inaccettabile), ma ha già deciso di commissariare il Comune.

La prossima nomina all'Urbanistica del funzionario di Erba, è sintomatico della grande sfiducia che Riva nutre  sia nei confronti della sua maggioranza (espressione dell’elettorato)  che dei funzionari del settore.

 Da stasera per me Matteo Riva non è più il Sindaco. Non merita di rappresentare questa carica.  E’ un mero passacarte. Un  Facente Funzioni Sindaco che ha delegato il potere decisionale all'apparato burocratico.

Se confermerà la scelta di dare la delega ad un funzionario, FFS sarà l’appellativo con cui mi rivolgerò a lui per i prossimi due anni.

Già, perchè per essere sindaco, non basta portare la fascia tricolore....

mercoledì 12 luglio 2017

UN’OPPOSIZIONE LEALE E COSTRUTTIVA

Senza ostilità preconcette, ma anche senza sconti
Dopo tre anni, un primo bilancio sulla nostra lista.

Siamo nati come “Lista del Fare”. Uno schieramento di rottura rispetto ai partiti tradizionali, più preoccupati della propria sopravvivenza, che della gestione della Casa Comune.
Accanto alle critiche a Matteo Riva - difficili da contenere di fronte ad un’amministrazione votata al “bancomat dell’immobilismo” - abbiamo cercato (compatibilmente con il tempo e le risorse di un mono gruppo) di offrire il nostro apporto costruttivo. 
Ecco alcune delle idee di Fare Giussano, faticosamente entrate - nonostante le resistenze della maggioranza -  nella stanza dei bottoni.
Proposte concrete. Trasformate in altrettante azioni positive.
Partiamo dall’urbanistica. Tema sempre “caldo” per gli interessi economici che ci gravitano attorno.

TR7 – c.d Ambito di trasformazione di Via Addolorata – Piazza della Repubblica: in Consiglio Comunale abbiamo presentato, durante l’iter di approvazione della variante, due osservazioni a tutela della porzione di manufatto che si affaccia su P.zza San Giacomo - Via Addolorata. Uno dei pochi elementi storici sopravvissuti nel nostro territorio.
Entrambe le osservazioni sono state accolte. Vengono così garantiti il mantenimento della superficie drenante e filtrante esistente (fondamentale per l’equilibrio idrogeologico dei lotti) e la conservazione dell’attuale sagoma del manufatto. Scongiurando il pericolo di ritrovarci, in pieno centro, un altro ecomostro di 4 piani.
Dopo la discussione (non sempre serena e pacifica) in Commissione Urbanistica e la polemica che ne è seguita, i consiglieri di maggioranza hanno condiviso la nostra idea di bocciare l’Assessore alla partita, che voleva concedere all’operatore privato - in fase di approvazione del TR7  e quindi “al di fuori delle regole di una pianificazione urbanistica complessiva” - un trasferimento volumetrico. Insomma, dai banchi dell’opposizione Fare Giussano ha obbligato l’Assessore ad un rapido dietrofront, impedendogli (seppur in buona fede) di fare qualche concessione “un po’ troppo discrezionale”.

Ospedale. Lo scorso 23 febbraio l’Assessore Regionale Gallera in visita a Giussano, ha dichiarato: "Il Pot di Giussano. Cuore della riforma".
I vertici ospedalieri e lombardi confermano l’intenzione di trasformare il Borella in un Presidio Ospedaliero Territoriale.
Una “cittadella della salute” con un poliambulatorio; una farmacia territoriale ed il (potenziale) trasferimento nella struttura dei medici di base. 
Un polo che fornisca le cure sanitarie più semplici; assistenza ad anziani, disabili ed a chi versa in situazione di fragilità.
Due anni dopo la richiesta di consiglio comunale aperto, la storia ci dà ragione. 

Consiglio Comunale sul VERDE. Nonostante le resistenze della maggioranza (che non ne voleva la convocazione e poco ha fatto per pubblicizzare l’evento), si è svolto lo scorso aprile il Consiglio Comunale aperto alla cittadinanza sul tema delle potature. Nato dalla polemica sull’erroneo taglio delle piante del piazzale delle scuole Medie di Giussano, si è trasformato in una preziosa opportunità di confronto tra amministratori, funzionari e cittadini.
Perché (rubando le parole degli esperti intervenuti) quello del verde non è solo un problema di foglie: il “sistema” del verde presenta profili di forte connessione con la pianificazione urbanistica, la tutela del suolo e lo smaltimento dei rifiuti.
Rappresenta, quindi, l’elemento dal quale partire per costruire la città pubblica.
Perché per amministrare una città occorre superare la logica dei “compartimenti stagni” e guardare ai vari ambiti di pianificazione e gestione della “cosa comune” come a vasi comunicanti. Con sempre chiaro l’obiettivo di favorire la transizione verso modelli economici più sostenibili dal punto di vista ambientale.
Asilo Aliprandi: al termine del primo triennio, il Consiglio di Amministrazione dell’Aliprandi ha mostrato di voler condividere ed accogliere le proposte del rappresentante nel CdA di Fare Giussano (Celestino Mercuri), il quale – soddisfatto dei risultati – ne ha conseguentemente approvato l’ultimo bilancio.


martedì 18 aprile 2017

Il terzo bilancio (di lacrime e sangue) di Matteo Riva.


Approvato qualche settimana fa, il bilancio del giro di boa della Giunta Riva, mette a nudo la sempre più evidente difficoltà della maggioranza di muoversi all’interno dell’apparato normativo, regolamentare e della struttura comunale.

Oltre che per il metodo (non c’è stata nell'elaborazione del documento finanziario alcuna forma di coinvolgimento della cittadinanza prevista dai regolamenti di contabilità e dallo Statuto Comunale) il bilancio merita una secca bocciatura nel merito.

La maggioranza ha, infatti, riconfermato, per la terza volta, la scelta fatta nel luglio 2014, ad inizio mandato. quando (in sede di approvazione dei regolamenti IUC – TASI E TARI addizionale IRPEF) decise di portare “al massimo del consentito” le imposizioni fiscali.

Nonostante ci sia stato un leggero allentamento del patto di stabilità, non è stata diminuita la morsa della pressante tassazione.

Gli atti di programmazione economico- finanziaria degli ultimi tre hanno tutti un filo rosso: il continuo reperimento risorse.
La Giunta ha così accumulato “un tesoretto” da 9 milioni di euro.

Per che cosa, lo scopriremo solo vivendo.

Una scelta, quella di mantenere al massimo la pressione, da bocciare.
In primo luogo perché penso che il Comune non sia una società a scopo di lucro. Deve garantire, secondo i principi contabili, il pareggio di bilancio. Non sotterrare tesoretti.
Non si possono togliere a famiglie, imprenditori e professionisti (risorse che potrebbero servire a rilanciare consumi, investimenti e professionalità), per accumulare “soldi sotto il materasso” del Comune.

Non vorrei, poi, che la Giunta Riva, si facesse guidare dalla volontà di rimpinguare ulteriormente  i bilanci anche nella gestione di altri settori delicati e nevralgici dell’amministrazione comunale, come quello urbanistico.
Riproponendo la (deleteria) corsa all'incameramento degli oneri di urbanizzazione.

(Ri)proponendo quel perverso sistema che ha gettato, una quindicina di anni fa, le basi di quello che è diventato un vero e proprio assalto al territorio, che ha portato al deturpamento del paesaggio ed al conseguente peggioramento della qualità urbana. Oggi sotto gli occhi di tutti.
Ho vissuto/abbiamo vissuto in Brianza ed in Lombardia una stagione politica amministrativa- durata circa un decennio, dai primi anni 2000 fino al 2009 – che ha portato alla svendita del territorio per finanziare plurime attività e progetti che nulla avevano a che fare con la “creazione della città pubblica”

Un assalto al territorio, che spiace dirlo, è stato placato solo grazie alla crisi ha messo in ginocchio il settore dell’edilizia.
Ci sono dei valori – tra i quali in primis il territorio- che non possono e non devono essere sacrificati sull’altare del Dio denaro.
Spero che di questo, ne tenga ben conto la maggioranza che sta elaborando il nuovo Piano di Governo del Territorio.
Quando lo strumento urbanistico arriverà in quest’aula le scelte saranno oramai bel che fatte.
In sede di Consiglio Comunale ben poco si potrà modificare.
Sappiamo anche che sull'uso del territorio l’amministrazione ha ampia direzionalità: mi auguro che le esigenze di far cassa  non vengano – come ho visto molte volte fare in passato- invocate come alibi per soddisfare appetiti privati.
Si è parlato, nel corso della discussione sul bilancio, di una previsione di oneri sovrastimata (La somma indicata nel relativo capitolo sarebbe ben maggiore di quella oggettivamente recuperabile dagli oneri).

Non mi piacerebbe scoprire tra qualche mese che il gap di oneri è stato colmato con operazioni di contrattazione urbanistica.
Con accordi assunti sulla base di minacce urlate da privati di ricorsi o di risarcimenti di danni


Su questo sarò molto, molto vigile. Della serie “uomo avvisato mezzo salvato”  

venerdì 14 aprile 2017

Non solo un problema di foglie......



Quello della manutenzione del verde non è solo un problema di potatura delle piante.

Questo è quanto emerso grazie agli interventi di grandissimo respiro del dott. Carminati e del dott. Cirulli, autorevoli ospiti del Consiglio Comunale aperto dello scorso sabato, che ne hanno “ben” perimetrato l’oggetto.  

Il tema del “verde” ha profili di forte connessione con il tema dei rifiuti e, soprattutto, con il tema della pianificazione urbanistica e della tutela del suolo.
Superficie drenante. Invarianza idrica. Corridoi ecologici per il recupero della biodiversità, non  solo nei parchi ma nelle città.
Necessità di una corretta previsione dello standard, nella pianificazione attuativa. Il “sistema” del verde come elemento dal quale partire nella costruzione della città pubblica.
Ed ancora. 
La vegetazione (alberi, arbusti, prati) delle città come strumenti per tutelare la qualità dell’aria, utile alleato per combattere l’inquinamento; per difendere la nostra salute dal particolato fine (PM10 e PM2.5), dagli ossidi di azoto e di ozono. 

Questi alcuni degli spunti emersi nel corso del Consiglio Comunale che si è così trasformato (esattamente come era nelle intenzioni) in un primo laboratorio interdisciplinare.

Nato grazie alla denuncia di chi di potature si occupa (ovvero di Andrea Pellegatta) si è trasformato in un’opportunità per far sedere allo stesso tavolo amministratori, funzionari e cittadini.

La polemica si è trasformata in un’importante occasione di discussione e riflessione.

Per fare cultura e informazione.

Nell'amministrare una città occorre una visione globale che porti amministratori, uffici, parti sociali a ragionare non per compartimenti stagni, ma pensando ai vari ambiti di “pianificazione e gestione” come a dei vasi comunicanti: con sempre ben chiara "in testa" la necessità di favorire la “transizione” verso modelli economici ambientalmente più sostenibili.

Per tutelare il territorio, il patrimonio arboreo, per il bene comune.

Perché dal bene comune dipende la qualità della nostra vita; bene minacciato dagli appetiti/interessi particolaristici dei singoli (Cittadini con la sindrome del nimbi che si “muovono” solo se e quando viene “toccato” il loro particolare interesse).

Una necessità, quella di adottare modelli ambientalmente più sostenibili, che sta lentamente entrando anche nei palazzi romani, e che (ha spinto) sta spingendo progressivamente il legislatore ad inserire anche negli appalti  “regole che “premino gli aspetti ambientali”

Costringendo le pubbliche amministrazioni (che per definizione sono molto restie ad adeguarsi alle novità ed ai cambiamenti) a fare la loro parte.

Emblematica in tal senso di quella che rappresenta una vera e propria chiave di svolta per la diffusione di modelli di economia circolare: il Collegato ambientale del 20015

Nel dicembre 2015 con la Legge n. 221/2015 sulla Green economy, il Legislatore ha, infatti, obbligato le  stazioni appaltanti, ad applicare i CAM (criteri ambientali minimi), stabiliti da appositi decreti del Ministero dell’Ambiente

Detto in altri termini il Collegato ambientale – con una norma che poi è stata inserita nel codice dei contratti pubblici - impone alle pubbliche amministrazioni, di inserire  nei documenti di gara delle specifiche tecniche e delle clausole contrattuali che premino gli “aspetti ambientali”


Una vera e propria rivoluzione copernicana, che supera il mero criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.

mercoledì 8 febbraio 2017

Non vedo, non sento e non parlo

                                                           
Di fronte al "caso potature"(vedi articolo sotto)  Matteo Riva e la Sua Giunta, si stanno comportando come le famose tre scimmiette "Non vedo. Non sento. Non parlo"

Prima, si sottraggono al confronto con gli operatori del settore. 

Poi - tirati per la giacchetta - si difendono invocando la mancata frequentazione del mondo dei social.

Infine, per giustificare il tutto, si appellano alla vecchia scusa de "si è fatto così anche negli anni passati" Della serie, tanto peggio. Tanto meglio.

Aspetto ora, con una certa trepidazione la risposta che daranno alla mia richiesta protocollata (via pec) nella giornata di ieri con la quale ho chiesto di convocare un consiglio comunale aperto per aprire un confronto con gli operatori del settore e sensibilizzare la cittadinanza, sul tema del verde cittadino. Come, peraltro, la legge chiede (l 10/2013 )






                                                                       Al signor Presidente del Consiglio
                 Al signor Sindaco del Comune di Giussano                         
                                 

  LORO SEDI





OGGETTO: richiesta di convocazione di Consiglio Comunale Aperto


Il sottoscritto Consigliere Comunale Emanuela Beacco

PREMESSO CHE

·         La tutela del paesaggio è un valore costituzionalmente rilevante (art. 9- comma 2).

·           La Convenzione Europea sul Paesaggio ha introdotto un nuovo concetto di paesaggio: “Oggetto della tutela del paesaggio non è (più e solo) il concetto astratto di "bellezze naturali", ma l'insieme delle cose, beni materiali o loro composizioni che presentano "valore paesistico". Pertanto, la tutela ambientale e paesaggistica, gravando su un bene complesso ed unitario, dev'essere considerata un valore primario ed assoluto”

·          Il legislatore nazionale con la L. 14/1/2013, n. 10 “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani”,  ha riconosciuto la valorizzazione dell'ambiente e del patrimonio arboreo e boschivo, quali modalità per conseguire “l'attuazione del protocollo di Kyoto, ratificato ai sensi della legge 1° giugno 2002, n. 120, e le politiche di riduzione delle emissioni, la prevenzione del dissesto idrogeologico e la protezione del suolo, il miglioramento della qualità dell'aria, la valorizzazione delle tradizioni legate all'albero nella cultura italiana e la vivibilità degli insediamenti urbani”.(art. 1 L. 10/2013)

·          L’art. 6 della citata l. 10/2013 ( Titolata “Promozione di iniziative locali per lo sviluppo degli spazi verdi urbani”) impone a Regioni, Province e Comuni di  adottare misure per la formazione del personale e l'elaborazione di capitolati finalizzati alla migliore utilizzazione e manutenzione delle aree, e di adottare, tra le altre, misure volte a favorire l'assorbimento delle polveri sottili ed a ridurre l'effetto «isola di calore estiva», favorendo al contempo una regolare raccolta delle acque piovane, con particolare riferimento:
f) alla previsione di capitolati per le opere a verde che prevedano l'obbligo delle necessarie infrastrutture di servizio di irrigazione e drenaggio e specifiche schede tecniche sulle essenze vegetali;
g) alla creazione di percorsi formativi per il personale addetto alla manutenzione del verde, anche in collaborazione con le università, e alla sensibilizzazione della cittadinanza alla cultura del verde attraverso i canali di comunicazione e di informazione




VISTA

·         La Convenzione di Aarhus del 25 giugno 1998 relativa all'accesso all'informazione, alla partecipazione del pubblico al processo decisionale e all'accesso alla giustizia in materia ambientale


                                                       RILEVATO CHE

·         Nei giorni scorsi è stata promossa, nel territorio Comunale, una grande mobilitazione di massa, che ha visto protagonisti Agronomi, Arboricoltori, Giardinieri professionisti, soci della Società Italiana di Arboricoltura, rappresentanti dell’Associazione Italiana Professionisti del Verde; il presidente del Distretto Florovivaistico Alto Lombardo, docenti di scuole di formazione

·         Durante la manifestazione – scaturita dalle denunce dei professionisti in ordine alla errata potatura di piante registrata nei giorni scorsi – è emersa l’improrogabile e improcrastinabile necessità di promuovere la “cultura delle buone pratiche nella gestione degli alberi e della “capitozzatura”. 

                                         OSSERVATO altresì  CHE

·         Compito istituzionale dell'Amministrazione Comunale, in attuazione del principio di sussidiarietà ex art. 118 Cost., è preservare il patrimonio arboreo ed arbustivo, delle aiuole, delle aree a prato e di ogni spazio verde cittadino nelle migliori condizioni, garantendone la pulizia e la sicurezza.

CONSIDERATA

·         la necessità che l’amministrazione si confronti su tale importante tematica con la cittadinanza e con i rappresentanti delle varie associazioni di categoria

SI CHIEDE


Ai sensi dell’art. 51 del vigente Regolamento del Consiglio Comunale di Giussano la tempestiva Convocazione di un Consiglio Comunale aperto per discutere sul tema, invitando Agronomi, Arboricoltori, Giardinieri nonché i referenti delle relative associazioni di categorie  (SIA AIPV Assofloro Alto Lombardo)



domenica 11 dicembre 2016

Quando la montagna partorisce il topolino

Due anni e mezzo di gestazione ed oltre 30.000 euro di soldi pubblici per una variante  urbanistica già da rifare
Questo - in sintesi - quanto emerso lo scorso mercoledì sera in sede di adozione della variante "puntuale"dell’ambito di Trasformazione  “TR7”.  
Diviso in due comparti. Il primo in Piazza San Giacomo angolo Via Addolorata. Il secondo in Piazza della Repubblica, meglio conosciuto come area PP1- ex Palatenda .

Le belle e condivisibili petizioni di principio e gli ambiziosi desiderata dell’assessore alla partita (creazione di un parco cittadino, riduzione del peso insediativo, tutela del suolo e delle testimonianze storiche) si sono frantumati di fronte all’operato di un’amministrazione che, per l’ennesima volta, ha confermato di navigare a vista.

Che l’assessore non fosse “sul pezzo” lo si era capito lo scorso maggio, quando a causa di un errore procedurale, era stato costretto a ripetere (con tanto di relativi costi) l’iter di consultazione della cittadinanza.

Ma che avesse idee tanto confuse  e contraddittorie era difficile immaginarlo.

Ad oggi, ad esempio, non è chiara (nemmeno all’assessore) la quantità di volumi  che si potranno realizzare sull'area dell’ex Palatenda. 

La Soprintendenza (che da queste parti è sempre la benvenuta) ha vincolato, quale bene di interesse storico l'immobile di proprietà del Comune posto sull'angolo Piazza San Giacomo-Via Addolorata: il  c.d. “Caseggiato Colonico di Villa Mazenta". 

Peccato, però, che la Giunta Riva abbia deciso di tutelare solo la parte pubblica. 
Lasciando mani (pressoché) libere al privato, che potrà demolire e ricostruire l’immobile di Via Addolorata, incrementando i volumi esistenti. 
Il tutto sulla base di mero masterplan. Con un permesso di costruire convenzionato. Un atto secco, di competenza della Giunta. Che non consente alla cittadinanza di dire la propria sul progetto di  riqualificazione del centro di Giussano. Alla faccia della tanto enfatizzata partecipazione.

La variante prevede, poi, una riduzione dei volumi su Piazza della Repubblica.

Lo sappiamo che a Giussano, negli ultimi 20 anni, si è costruito tanto. E  si è costruito male.

Ma prima di diminuire i volumi di proprietà pubblica e depauperare il patrimonio della collettività (l’area era stata pagata dal Comune alla Parrocchia oltre due miliardi e 300 milioni  di vecchie lire) avrei ridotto i volumi di qualche area privata in passata baciata dalla fortuna.

Così giusto per evitare in futuro di veder sorgere dalle ceneri di una vecchia cascina, una mastodontica struttura (senza parcheggi e servizi). 
Un enorme agglomerato di volumi come quello (non se ne abbia a male il proprietario ..)  indicato nella foto.


Lascio a ciascuno il piacere di indovinare, dove si trova

domenica 4 dicembre 2016

Come diceva Giolitti” Per i nemici le leggi si applicano, per gli amici si interpretano.”

Ed allora perché non lasciare all'amministrazione la più ampia libertà di decidere a chi erogare i contributi e bonifici economici?

Quale miglior modo per vanificare la normativa (art.12 della L. 241 del 1990) che impone di predeterminare e pubblicare i criteri e le modalità per la concessione di sovvenzioni, contributi e vantaggi economici ad enti pubblici e privati, se non aumentare la discrezionalità di Sindaco e Assessori?

Lo scorso mercoledì, la maggioranza di  Riva ha approvato un regolamento che dopo aver dettato in 11 articoli, procedure, definizioni e termini per attribuire i contributi, lascia alla Giunta il potere di meglio muoversi in ipotesi non contemplate; di formulare ogni anno “ specifici indirizzi” e di valutare per il 2016 come assegnare le erogazioni.

Mani libere, dunque (come ha ricordato il vicesindaco). A prescindere.

Al Consigliere Acquistapace, che, di fronte alla mia richiesta di eliminare tale discrezionalità, mi ha accusata di “essere contro le associazioni” mi permetto solo di ricordare che il regolamento - che ha ampio margine di applicazione essendo rivolto “ad altri enti o soggetti pubblici e privati”   - ha, per legge, lo scopo di garantire la “par condicio” nella erogazione delle somme.

I principi di imparzialità, trasparenza ed uguaglianza, non sono (almeno secondo me)  meri  orpelli giuridici, ma  precetti posti direttamente dalla Costituzione, a tutela di chi beneficia del denaro pubblico.

Per evitare, che qualcuno si trovi figlio di un Dio Minore.


Perché – come ricorda la Corte dei Conti – è nelle “erogazioni” che si annida la corruzione.


venerdì 16 settembre 2016

Quando ci si dimentica che “La terra non è eredità ricevuta dai nostri Padri, ma un prestito da restituire ai nostri figli”

24 agosto 2016 - ore 3.36. Nel cuore della notte, la terra trema.
In quasi 300, tra uomini, donne e bambini, rimangono schiacciati, senza vita, sotto le macerie. Altrettanti i feriti. Una scuola elementare (quella di Amatrice), ristrutturata solo qualche anno fa, con i fondi pubblici del terremoto dell’Aquila, si sbriciola come un biscotto sotto i colpi delle scosse. E mentre l’Italia, ancora una volta, piange con funerali di Stato i propri morti, si scatenano le polemiche. Ci si strappa le vesti aprendo il vaso di Pandora (a tutti noto) degli inciuci tra politica; tecnici e chiaccherati costruttori. La Procura di Rieti vuole vederci chiaro perché la responsabilità di quei corpi morti, straziati dal sisma non può ( e non è) solo colpa della natura. E neppure della fatalità.
E’ colpa dell’uomo. E della sua avidità.  E così a Rieti si apre un fascicolo per disastro ed omicidio colposo. Un’inchiesta destinata  a diventare - purtroppo - l’ennesimo mistero italiano .
Un film, quello andato in scena lo scorso agosto, che si ripete, con il medesimo copione, ad ogni calamità naturale.
Una grigia e drammatica pellicola che si chiude con lo stesso tragico e triste finale. Passata l’emergenza; celebrati i funerali di Stato, ci si dimentica dei morti.
E si ricomincia tutto da capo. I comuni autorizzano interventi in zone umide e soggette ad esondazione. Nell’elaborare i piani urbanistici ci si dimentica della sensibilità paesistica e geologica dei siti.
Si sacrifica il suolo sull'altare degli oneri di urbanizzazione. Si tolgono tutti i controlli in nome di una asserita e tortuosa semplificazione.
Il tutto in attesa del prossimo (annunciato) dramma.
Il territorio ci presenta, così, il conto della mala gestione di una classe politica cieca e priva di lungimiranza.
In Lombardia; in Brianza negli ultimi 20 anni – complice il boom dell’edilizia- il territorio è stato violentato, ed ad oggi manca un’amministrazione, anche a Giussano, capace di invertire la tendenza.
A distanza di oltre due anni dal suo insediamento, la Giunta di Matteo Riva – disattendo le promesse elettorali sullo stop al consumo di Suolo - non è stata ancora in grado di avviare un completo iter di revisione dello strumento urbanistico (che dai banchi dell’opposizione aveva sonoramente bocciato).
Lo scorso agosto – ormai a metà mandato-  ha, infatti, avviato una variante puntuale al Piano di Governo del Territorio, limitata però al solo  c.d. “ ambito di trasformazione Tr7” che va da Piazza S. Giacomo a Piazza Repubblica, sul quale si prevede di  realizzare un parco cittadino con l’eliminazione dei volumi pubblici esistenti nell’attuale PGT  e la riqualificazione del fatiscente manufatto che oggi si affaccia su Piazza S. Giacomo.
Un edificio che - come dissi in tempi non sospetti – riqualificherei e trasformerei assumendo come modello l’Arengario di Monza. 
Una soluzione, quella proposta dalla variante urbanistica dell’Assessore Bellotti, estremamente condivisibile nella sua semplicità, ma che pare un po’ pochino per una Giunta che ambiva a rivoluzionare il territorio.  

E’ calato, ad esempio, un imbarazzante ed assordante  silenzio sulle aree nel Parco Valle Lambro di proprietà Lamplast, cavallo di battaglia della campagna elettorale del 2014.   Nè si sa se e come l’attuale maggioranza intenda intervenire sugli ambiti di trasformazione che prevedono l’edificazione di suolo oggi ancora libero. Per dire stop alle nuove costruzioni.

Ancora una volta la montagna ha partorito il topolino.

venerdì 5 agosto 2016

Quando il gatto non c'è, i topi ballano....

Da che mondo è mondo, il modo migliore per far passare in sordina un'informazione è renderla pubblica quando "il popolo" è sotto l'ombrellone o in spiaggia a cuocersi sotto il sole.
Per agire in perfetta solitudine, quale soluzione migliore che pubblicare leggi, bandi, concorsi e varianti agli strumenti urbanistici nel mese di agosto?
Lo ha fatto la Madia nel 2015. Lo ha fatto Silvio anni prima. 
Non perde occasione di seguire la scia il buon Matteo Riva.

Il 2 agosto, sono stati infatti pubblicati sul sito del Comune di Giussano gli atti della procedura di variante al TR7 (Trattasi dell'ambito di trasformazione che riguarda la zona centrale di Giussano, ex Palatenda per capirci)  .
Un sistema perfetto (...anche se decisamente poco democratico) per eludere le norme comunitarie che impongono, al fine di promuovere lo sviluppo sostenibile, la c.d. partecipazione del "pubblico".
Il 15 considerando della direttiva 42/2001/CE ( che ha introdotto nell'ordinamento comunitario la valutazione ambientale strategica) dispone " Allo scopo di contribuire ad una maggiore TRASPARENZA dell'iter decisionale nonché allo scopo di garantire la completezza e l'affidabilità delle informazioni su cui poggia la valutazione, occorre stabilire che le autorità responsabili per l'ambiente ed il pubblico siano consultate durante la valutazione dei piani e dei programmi e che vengano fissate SCADENZE ADEGUATE per consentire un LASSO DI TEMPO SUFFICIENTE per le consultazioni, compresa la formulazione di pareri.
All'art. 6 comma 2, la direttiva citata impone poi alle "autorità di cui al paragrafo 3 e il pubblico di cui al paragrafo 4" di "DISPORRE tempestivamente di un'EFFETTIVA OPPORTUNITÀ' di esprimere in termini congrui il proprio parere sulla proposta di piano o di programma e sul rapporto ambientale che la accompagna, prima dell'adozione del piano o del programma o dell'avvio della relativa procedura legislativa.
La Giunta del buon Matteo si E' INSEDIATA ormai da 785 GIORNI, ma per la pubblicazione dei primi atti di sostanza sul territorio (e si sa che l'urbanistica è materia che scotta assai), ha aspettato il 2 agosto.

Ognuno tragga  le sue conclusioni.
p.s. Ai consiglieri di maggioranza - come noto tanto attenti all'agenda delle mie vacanze - segnalo che ad agosto presidierò attivamente il territorio ....

domenica 12 giugno 2016

L’ospedale Borella diventa la “Cittadella della salute”. Il “nostro progetto” prende piede.

La lenta agonia che stava preannunciando il completo e definitivo smantellamento dell’Ospedale Borella, tanto temuto nel 2014, sembra avere subito una battuta d’arresto.
L’intenzione dei vertici ospedalieri -  secondo le dichiarazioni apparse sulla stampa lo scorso aprile - è di trasformare la struttura in “POT”, un presidio ospedaliero territoriale.
Una “cittadella della salute” con un poliambulatorio “di base” che copre 15 specializzazioni; una farmacia territoriale ed il (potenziale) trasferimento nella struttura dei medici di base. 
Alcuni ambulatori (cardiologia, neurologia, ginecologia, ortopedia, diabetologia ed oculistica) sono oggi già presenti.
E’ previsto il potenziamento della chirurgia toracica e vascolare. Si ventila l’inserimento, a breve, di un otorino.
La soluzione che sta prendendo piede è assolutamente in linea con il progetto presentato dal nostro gruppo  ed illustrato nelle sue linee guida da Celestino Mercuri e Chiara Pozzoli, durante il Consiglio Comunale aperto svoltosi nel marzo 2015. (Si riporta sotto l’articolo pubblicato dal giornale di Carate il 10 marzo 2015).

Un progetto che - come riportato nel nostro articolo apparso sul Giussano di un anno fa -  proponeva (e propone) di trasformare l’Ospedale in un polo “sanitario/assistenziale.”

Un polo che - oltre alle cure sanitarie “di base” -  fornisca assistenza ad anziani e disabili; agevoli il superamento delle situazioni di fragilità (dipendenze, difficoltà legate a periodi di forti cambiamenti come adolescenza, gravidanza, parto, disturbi alimentari, nuove povertà).

Un vero e proprio centro di "servizio alla persona": con medici, pediatri, infermieri e tutte le altre figure professionali che lavorino con e per la persona. Promuovendone il benessere, fisico, psichico, spirituale e sociale.
Un progetto, che come dichiarammo in tempi non sospetti era (ed è conforme) alle linee guida di Regione Lombardia che prevedono la presa in carico globale dell’individuo; delle  sue criticità e fragilità; con servizi prossimi, accessibili e misurabili nelle performance.

Per una medicina: proattiva, predittiva, preventiva, personalizzata, partecipata: perché è meglio – ed anche più economico - prendersi cura (to care) che curare (to cure).

Ci piace, oggi, pensare di avere dato il nostro piccolo contributo costruttivo per evitare la chiusura ed il degrado di una struttura centrale del nostro territorio.
A riprova del fatto che la politica (quella con la “P” maiuscola) non distingue tra maggioranza e opposizione. Ma ha bisogno di alimentarsi e nutrirsi di idee, serie e concrete.  Economicamente percorribili. E non di sterili polemiche finalizzate unicamente a soddisfare sempre più famelici appetiti elettorali.