martedì 6 gennaio 2009

Tempi di magra. Si. Ma non per tutti.

Di certo non per gli amici degli amici.
Per loro il Parlamento ha, infatti, appena allestito un succulento banchetto.
Già perché grazie ad una legge approvata qualche giorno prima di Natale, ( la 201 del 22 dicembre 2008, di Conversione del decreto-legge dello scorso ottobre) Comuni, Province, Regioni saranno ora libere di assegnare, alle ditte a loro più gradite, i lavori pubblici che non superino l’importo di 500.000 euro, senza sottostare ai lacci e laccioli delle procedure di gara.
La norma appena entrata in vigore alza, infatti, da 100 a 500.000 euro la soglia massima per poter ricorrere alla c.d. trattativa privata, un metodo di scelta del contraente che attribuisce alle amministrazioni pubbliche un’ampia discrezionalità nella gestione dell'iter di affidamento del contratto di appalto, nella scelta delle imprese con cui trattare, nelle modalità di valutazione delle offerte.
Un procedimento in deroga” al regime della gara (il sistema che assicura, viceversa, maggior trasparenza): e per tale ragione da sempre considerato residuale, cui ricorrere solo in via eccezionale ( e, comunque, per importi limitati. La soglia precedente era fissata in 100.000,00 euro).
Da oggi, invece, grazie ad una disposizione, inserita, come si dice con “non scialance”, in una leggina di 4 articoli, si consente a comuni, province e regione di scegliersi le ditte con cui trattare, di invitarle a presentare l’offerta e, infine, di decidere quale è quella che presenta le migliori condizioni economiche.
Unico vincolo: rivolgere l'invito “a pranzo”, che sarà pagato con il sonante denaro del contribuente, ad almeno cinque soggetti, a patto che – precisa la norma - sussistano aspiranti idonei in tale numero!
Mentre una nuova tangentopoli sembra scuotere dalle fondamenta il (già mal ridotto) sistema politico italiano, al Governo, con tempismo degno del più fine statista, per combattere la dilagante corruzione, viene niente po' po' di meno che la geniale idea di introdurre una norma che, anzichè potenziare, riduce controlli e trasparenza proprio nel settore degli appalti pubblici, il più succulento ed appetitoso.
Chiaro che, in questo modo, non potrà che aumentare il rischio delle infiltrazioni mafiose nell’affidamento dei lavori. (500.000,00 euro, non sono certo bruscolini).
Verrà dato nuovo spago ai Romeo di turno ed ai furbettini del municipio.
Mafia e ‘ndrangheta si staranno già leccando i baffi, al solo pensiero della grossa fetta di mercato dei lavori pubblici di cui si sta parlando (circa 2,6 miliardi di euro).
A questo punto, l’unica speranza sarà veramente rappresentata dal controllo della magistratura.
Almeno fino a quando – e, purtroppo, non sarà tra molto - il Governo non vieterà l’uso delle intercettazioni telefoniche!

2 commenti:

giovanni villa ha detto...

non c'è limite alla ipocrisia! non sei in amministrazuone di giussano in maggioranza? non avete appena affidato (regalato) più di unmilionecinquecentomilaeuro a un privato per realizzare un lavoro di intesesse per la città senza gara? sii più coerente!!!!

emanuela ha detto...

Il diritto di critica è sacrosanto ed è un elemento fondante del sistema democratico.

E chi si occupa della cosa pubblica è giusto che la incassi. Nessuno è infallibile, ogni cosa è perfettibile, per cui ben vengano tutte le segnalazioni e le osservazioni, belle o butte che siano (il fatto poi - mi permetto di darti del tu- che Tu ti sia firmato non può che renderti onore)

Ciò premesso, mi permetto tuttavia di segnalarti che le accuse, specie se toccano non il campo della discrezionalità ma quello della legalità, devono essere ben motivate e circostanziate.

Ora Tu, mi accusi, in sostanza, di ipocrisia e di poca coerenza ,facendo neppure, tanto velatamente, intendere che l’Amministrazione comunale, di cui io faccio parte, avrebbe concesso ben un milione e mezzo di euro, di soldi pubblici VIOLANDO LA NORMATIVA sui bandi di gara.


Sarà che ho sempre pensato che le leggi non siano solo un suggerimento, sarà che alla mia coerenza – quando si tratta di tutelare la legalità e l’interesse pubblico- ci ho sempre piuttosto tenuto (fino al punto, - come documentato dalla stampa - di arrivare a oppormi alla mia stessa maggioranza), sarà che sono pure un po’puntigliosetta, sarà che mi piace verificare quanto mi viene detto.. ... sarà per tutto questo, ma l'idea di essere accusata, così, genericamente, di ipocrisia e di poca coerenza e trasparenza, non mi piace per niente.

Ti chiederei, pertanto, di volermi cortesemente dare qualche elemento in più: in modo tale che io possa andare a verificare

( p.s. a dire il vero, la somma che tu citi è prevista nel nuovo accordo relativo all'impianto natatorio comunale. Ma - così mi è stato assicurato - l'accordo rispetta la normativa nazionale sugli appalti.
Se tu hai ulteriori elementi, ti prego di farmelo sapere, sì che io possa nuovamente verificare, e se ci sarà qualche irregolarità potremo insieme farne segnalazione a chi di competenza ....mi puoi trovare anche in comune o recuperare via e-mail...)
Ciao Emanuela