sabato 27 settembre 2008

E in arrivo il PGT, alias il Piano di Governo del Territorio

Se ne inizierà a parlare, nel Consiglio comunale convocato per il prossimo lunedì.
Il primo nodo da sciogliere riguarderà proprio la possibilità per i Consiglieri Comunali di partecipare alle sedute in cui il pgt verrà messo in discussione e votazione.
Pare, infatti – o così credo di aver capito, pur mancando dichiarazioni ufficiali in tal senso - che alcuni consiglieri spinti dalla preoccupazione che la loro partecipazione possa (in futuro, in caso di impugnazione), portare all'annullamento totale dello strumento urbanistico, stiano valutando l’opportunità di abbandonare l’aula durante la discussione.
Se ciò accadesse; se cioè non si riuscisse a garantire la presenza di almeno 7 consiglieri in aula l'intenzione dell'Amministrazione sarebbe quella – stando a quanto riportato dalla stampa locale – di richiedere l’intervento di un commissario ad acta, cioè di un Terzo che, al di fuori del Consiglio comunale, approvi il nuovo strumento chiamato a disegnare il futuro della nostra città (in termini di abitanti insediabili, di servizi, di nuove costruzione).
Il problema dell'eventuale astensione dei componenti l'assise cittadina, è chiaramente serio.
Il Piano di Governo del Territorio è uno strumento importante.
Personalmente mi spiacerebbe dover abdicare la funzione pianificatoria, per la quale credo, a suo tempo i miei elettori, mi hanno dato la loro fiducia.
Se il PGT, dovesse venire approvato da "un organo esterno" mi sentirei un po’ usurpata delle mie funzioni consiliari; svuotata di quei poteri di programmazione di cui alcuni miei concittadini mi hanno direttamente investita.
E poi, l’eventuale commissario non potrebbe, non conoscendo il nostro territorio, che “approvare il pacchetto così”, mentre ritengo che una discussione costruttiva e propositiva in seno al consiglio possa, perchè no, magari anche apportare degli elementi migliorativi, nell'interesse della cittadinanza, al piano già predisposto. Si sa che tutto nella vita è perfettibile.
Detto questo, da dove nasce il problema della “incompatibilità”? Da qui:
  • L’art. 78 del D.L.vo 18 agosto 2000 n. 267 , nel disciplinare il comportamento del pubblico amministratore, che deve essere (giustamente, aggiungo io) improntato ad imparzialità e buona amministrazione, da un lato impone ai consiglieri, agli assessori e al sindaco di astenersi “dal prendere parte alla discussione ed alla votazione di delibere riguardanti interessi propri o di loro parenti o affini sino al quarto grado” dall’altro precisa, che nel caso di “provvedimenti normativi o di carattere generali quali i piani urbanistici “ l’astensione è doverosa solo nel caso in cui “ sussista una correlazione immediata e diretta tra il contenuto della deliberazione e specifici interessi dell’amministratore o di parenti o affini sino al quarto grado “ . La legge in sostanza attenua - per quegli atti che riguardano una pluralità di soggetti, come le norme od i piani che regolamentano l’intero territorio - l’obbligo di astensione, richiedendo un elemento in più:una correlazione immediata e diretta con l’interesse perseguito. Correlazione difficile da individuare quando si parla di programmazione generale, di strumenti di pianificazione urbanistica, come il PGT, generali non solo sotto l’aspetto formale ma anche sostanziale. Ad esempio, secondo me, non dovrebbe porsi alcun obbligo di astensione nel caso, assai frequente, in cui l’amministratore, o un suo parente o affine, sia proprietario di un bene , oggetto di regolamentazione insieme ad altri, all’interno di più vaste zone del territorio comunale. Anche perché, ove non fosse così, nessun consiglio comunale potrebbe mai votare un piano regolatore, perché tutti abbiamo una casa a Giussano, o un genitore che vi abiti. Al pari, estremizzando, nessun consigliere/architetto, potrebbe votare il regolamento edilizio (dovendolo applicare, ha interesse a che lo stesso contenga determinate prescrizioni piuttosto che altre.) E ancora, nessun consigliere che aderisca a qualche associazione potrebbe votare il regolamento che disciplina le modalità con cui il comune eroga alle associazioni locali i relativi contributi. Chiaro, che essendo, pgt e regolamenti, provvedimenti generali ed astratti, l’interesse “immediato e diretto” richiamato dalla norma, si concretizza, solo in fase successiva, quando viene erogato quel singolo contributo, presentato quel particolare intervento edilizio, e così via.

Pena la paralisi dell’attività consiliare.

Altrimenti, per evitare ogni problema legato alla votazione del piano di governo del territorio, tanto varrebbe introdurre una legge che vieta di eleggere consiglieri comunali di un comune chi in esso vi risiede!

Chiaro che la materia ha parecchie sfaccettature: ad, esempio, la questione sarebbe diversa, nel caso di varianti che incidano su ben delimitate aree (che riguardano cioè, non tutto il territorio, ma solo una sua porzione) . Allo stesso modo, secondo me, si configurerebbe un dovere di astensione qualora lo strumento urbanistico dovesse introdurre previsioni particolari ed eccentriche riferite a particolari e ben delimitati immobili (che so, ad esempio, un programma di intervento che concerne un’area appartenente ad un unico e ben individuato od individuabile soggetto; in questo caso è evidente l’"interesse diretto ed immediato").

UN'IDEA PER SUPERARE L'IMPASSE

Anche nel caso in cui i consiglieri comunali non potessero prendere parte al consiglio comunale, credo che si potrebbe facilmente scongiurare l’arrivo di un commissario ad acta, procedendo ad una votazione separata della parte dello strumento.

Si tratta di una prassi che i giudici amministrativi costantemente ammettono (lo dicono chiaramente la sentenza del T.A.R. Lombardia, Milano, 13 maggio 2005 n. 949 o quella del T.A.R. Veneto Venezia, sez. I, 06 agosto 2003, n. 4159 )

Soluzione che sottoporrò all'attenzione del Consiglio Comunale.

Lunedì sera bisognerà, poi, ben chiarire “cosa rischia il consigliere che vota”. Conseguenze civili, penali, contabili? Annullamento in toto del piano? Non, credo.

Secondo me, si rischia al più (ammesso e non concesso che qualcuno dimostri al giudice di avere il proprio interesse a ricorrere) l’annullamento di quelle parti che costituiscono oggetto di correlazione con gli specifici interessi di cui sarebbe titolare. Lo dice la legge (art. 78 – 4° comma del d.lg. 18 agosto 2000 n. 267), lo hanno più volte chiarito i giudici amministrativi. “L'art. 78, d.lg. 18 agosto 2000 n. 267, ha oggi legislativamente tipicizzato al n. 4 le conseguenze della violazione dell'obbligo di astensione da parte di un consigliere comunale nell'ipotesi di provvedimenti di carattere generale quali i piani urbanistici, individuandole non nell'annullamento in toto dello strumento urbanistico, ma nell'annullamento delle sole parti dello strumento urbanistico che costituiscono oggetto di correlazione con gli specifici interessi dei consiglieri comunali. La norma in questione viene, pertanto, nella sostanza a limitare il potere di annullamento del giudice amministrativo in relazione alla violazione dell'obbligo di astensione, nel senso cioè che il vizio in parola incide solo parzialmente sull'atto assunto in violazione di tale obbligo, relativo cioè alle sole parti dello strumento urbanistico oggetto di correlazione con gli interessi del predetto assessore comunale. T.A.R Abruzzo Pescara, sez. I, 19 novembre 2007, n. 890”

Insomma, ci aspetta un Consiglio Comunale intenso!

venerdì 26 settembre 2008

Dopo il lodo Alfano spunta il lodo Consolo, immunità anche ai ministri By Claudio Colombo

E' in arrivo il lodo consolo.
"La legge Alfano prevede che il Presidente del Consiglio dei Ministri , insieme ad altre 3 alte cariche, non sia processabile durante il suo mandato. Ma perchè se non è processabile il Presidente del Consiglio dei Ministri, lo devono essere i ministri, che condividono con lui il potere esecutivo ? Ma perchè se non sono processabili i ministri devono essere processabili i parlamentari, che esercitano potere legislativo, non meno rilevante ? Ma perchè se non sono processabili i parlamentari devono essere processabili i consiglieri regionali, che esercitano anch'essi la funzione legislativa ? Ma perchè se non sono processabili i consiglieri regionali devono essere processabili i Sindaci delle grandi città ed i Presidenti delle Province, destinatari di un consenso popolare diretto ben maggiore dei consiglieri regionali ? Ma perchè se non sono processabili i Sindaci delle grandi città lo devono essere quelli dei centri più piccoli, primi cittadini delle rispettive comunità ? Ma perchè se non sono processabili i Sindaci e i Presidenti delle Provincie devono essere processabili i consiglieri comunali e provinciali, che esercitano i poteri di indirizzo più rilevanti ? Ma perchè se non sono processabili i consiglieri comunali devono essere processabili i consiglieri delle circoscrizioni, che sono il livello di governo più vicino alla popolazione ? Ma perchè se sono processabili i consiglieri di circoscrizione devono essere processabili gli amministratori di condominio, che contano molto di più nella vita quotidiana della maggior parte dei cittadini ? Devo continuare ancora ?"

giovedì 25 settembre 2008

A Dario

In bocca al lupo, siamo tutti con te compagno! Di classe, di classe ...
I soliti maliziosi, che avevate capito?

Parliamo, ad esempio di Telesoccorso

Ricorda con voce tremante, visibilmente commossa, la Sig.ra Maria “una mattina mi sono alzata dal letto, con uno strano malore. Ho schiacciato il “telecomando”.
In cinque minuti i volontari della Croce Bianca di Giussano mi hanno portata in ospedale. I medici mi hanno diagnosticato un‘ischemia celebrale. Sono stata sottoposta a quattro By-pass"
Ringrazia: "Il Telesoccorso mi ha proprio salvato la vita”.
Bella storia, con un felice lieto fine, quella raccontata sabato scorso, da quest’arzilla giussanese alla Nona Festa del Telesoccorso, il servizio di assistenza prestato dalla sezione di Giussano della Croce Bianca ad anziani, disabili e malati.
Mentre ascoltavo la vicenda di Maria, pensavo che siamo proprio uno strano popolo noi italiani. Siamo così abituati a piangerci addosso, ad evidenziare i lati peggiori della nostra società. Così assuefatti alla stampa ed alla tv che ci raccontano solo di giovani razzisti, violenti, bulli (i cui atti, meritano condanna senza appello), che non siamo, invece, capaci di cogliere il lato più bello della nostra società.
Che ci dimentichiamo, dell’universo del volontariato. Di quel mondo fatto di giovani, e meno giovani, di donne, uomini, che, in modo silenzioso e soprattutto assolutamente gratuito, prestano il loro servizio, ai malati, agli anziani, ai disabili, troppo spesso dimenticati dalla società. Un mondo che forse, sarebbe bene, qualche volta, ricordarci di ringraziare.

Anche Facebook è con Stefano Borgonovo

Nel famoso social network è apparso un nuovo gruppo, “Forza Stefano”,- al quale hanno già aderito in moltissimi – dedicato a Stefano Borgonovo, l’ex attaccante del Como, della Fiorentina e del Milan, che, uscendo dal suo lungo isolamento ha, qualche settimana fa, con grande coraggio, raccontato pubblicamente il dramma della malattia (la sclerosi laterale amiotrofica) che lo sta lentamente consumando.
Borgonovo, ha deciso di scendere, nuovamente, in campo.
Ma questa volta non con la maglia della Fiorentina o con quella del Milan, bensì con la divisa della Fondazione Borgonovo, finalizzata alla raccolta di fondi per sostenere il centro Nemo, nato all’ospedale Niguarda, per assistere i malati di sla.
Per vincere, per lui e per gli altri 5.000 italiani colpiti dalla sclerosi laterale amiotrofica, la partita più difficile ed impegnativa: per "gridare" di non lasciare nell’isolamento tutte quelle famiglie che in Italia, combattono ogni giorno, contro questa terribile malattia.
p.s. Stefano Borgonovo è di Giussano: credo, che anche la nostra Amministrazione, dovrebbe inventarsi qualcosa...

mercoledì 24 settembre 2008

Quale Milano?

Quale futuro per la capitale lombarda? Con l'Expo 2015 alle porte, la domanda mi pare tutt'altro che banale...
Se ne parlerà a Milano, il prossimo 1 ottobre, al primo incontro di un ciclo di conferenze dal titolo "Quale Milano?", organizzati da Libertà e Giustizia e curati da Stefano Pareglio.

martedì 23 settembre 2008

Giussano/Inizia il Toto Sindaci

Le elezioni amministrative del 2009 si avvicinano ed inizia il toto sindaci. In pole position per la carica di futuro Primo cittadino, compare, ufficialmente, Renzo Ascari, architetto di Paina.
Ad aprire le grandi manovre è l’attuale Vice- Sindaco dell’Amministrazione Riva, Leonardo Pellegrino, candidatosi nel 2004, in quota all’Udc, ma con il centrosinistra, ed ora –così parrebbe - aspirante pdiellino.
Leonardo vorrebbe - infatti - tanto andare, o meglio tornare a destra.
O almeno così sembra di capire dalle dichiarazioni (salvo smentite) rese dall’esponente del partito di Casini al giornalista dell’Esagono.
In un articolo del 22 settembre 2008, si legge, infatti: «Se il partito mi dirà di stare a sinistra farò le mie riflessioni. E' chiaro infatti che la mia aspirazione è di stare col centrodestra, anche se cinque anni fa si erano fatte altre scelte e col tempo ho imparato ad apprezzare anche gli esponenti di Giussano Democratica ( cioè me e i miei compagni di cordata). Li apprezzo anche se nel Pd proprio non mi rivedo».
Quanto al candidato sindaco, sempre stando all’Esagono “voci di corridoio ipotizzano la presenza nell'eventuale lista civica di Pellegrino di Renzo Ascari. L'ex presidente del Parco Valle del Lambro sarebbe” – così riporta la stampa - “addirittura un potenziale candidato sindaco dopo che il suo identikit nel Pdl pare non avere trovato un consenso a 360 gradi.”
Ma qui arriva il bello.
Leonardo - sempre secondo le dichiarazioni rese all’Esagono – avrebbe aggiunto, a proposito dell’architetto Ascari “non penso che sarebbe solo un candidato dell’Udc o di una mia lista civica”. Ma le idee ci paiono ancora un tantino confuse.
Dopo aver precisato che «Certo non sarà a causa mia se il Pdl deciderà di fare a meno di me” Pellegrino conclude, infatti, l'intervista pensando che forse “Forse da quel punto di vista sarebbe bello proseguire la collaborazione con la lista civica del sindaco” Franco Riva.
Aspettiamo pazientemente di conoscere i prossimi sviluppi, il tempo sarà - come sempre- galantuomo.

Emergenza sicurezza

E‘ tempo di parlarne.
E' tempo che il Pd ne parli.
E’ tempo di affrontare seriamente il problema della criminalità.
Ma di quella vera.
Non dell’emergenza (percepita e montata dai media) che sarebbe da ricondurre all’immigrazione irregolare, o di quella connessa alla microcriminalità (indubbiamente da punire, ma di sicuro di minor allarme sociale).
Io parlo, della criminalità sotterranea "dalla faccia pulita", di quella che, con il consenso dei nostri vicini, ci sotterra veleni sottocasa (sarebbe interessante vedere- come suggerito da Claudio - se ci sono nelle aree interessate dalle discariche abusive di Briosco, Seregno e Desio, percentuali anomale di casi di tumori), della malavita che si alimenta di traffici illegali, che spaventa commercianti ed artigiani, che prosciuga le aziende con meccanismi usurari, che silenziosamente e pericolosamente si insinua nel tessuto produttivo brianzolo (il nostro giusto per intenderci).
Non mi piace pensare a “Monza e provincia come “lavanderia di capitali della criminalità organizzata” (così la definiva, richiamando le parole del procuratore Capo Antonio Pizzi, il Cittadino di Sabato 20 settembre 2008).
Ecco se neppure a voi sorride l’idea di lasciare la Brianza in mano alla criminalità, vi consiglio, fin d’ora di prendere carta e penna e segnarvi questa data : ottobre 2008.
A Giussano, infatti, parleremo del tema con due relatori di eccezione: i Senatori del Pd Luigi De Sena ed Achille Serra, i cui lunghi curricula, vantano tra l'altro, gli incarichi, rispettivamente, di ex prefetto di Reggio Calabria con poteri di coordinamento nel contrasto alla 'ndrangheta, e di ex prefetto di Milano e Roma.
A breve maggiori dettagli sull’iniziativa (che visti i tempi strettissimi, inizio ad anticipare con preghiera di aiutarci a diffondere la comunicazione).

domenica 21 settembre 2008

Che noia

Siamo alle solite. Berlusconi ci riprova con il nucleare.
Bene Sig. Primo Ministro, allora ci spieghi come pensa di risolvere il problema del bassissimo rendimento di questa fonte energetica.
(Ricordava Jeremy Rifkin qualche giorno fa che i 443 impianti industriali esistenti – tutti vecchi – producono solo il 5% dell’energia mondiale. Per avere un impatto sui cambiamenti climatici in atto, occorrerebbe produrre il 20% dell’energia, il che vorrebbe dire costruire 3 impianti ogni 30 giorni per i prossimi 60 anni.)
Siamo poi curiosi di sapere dove il Premier pensa di mettere le scorie e soprattutto dove conta di reperire, nei prossimi anni, l’uranio necessario al funzionamento degli impianti(visto che, secondo gli esperti, già nel 2020- 2025 avremo un deficit nella sua produzione).
Ecco, invece dei soliti proclami, inizi il Governo a rispondere a queste tre semplici (?) domande.

sabato 20 settembre 2008

Per la serie "Qualche sfizio nella vita bisogna pur toglierselo"

E poi, leggiucchiando qua e là, si scopre pure che i vecchi vizi romani, piacciono tanto anche ai più padani.
Alloggio in camere da 500,00 Euro a notte, con saloni patrizi, posti ben remunerati elargiti a figli e fratelli, neppure tanto qualificati...
E' proprio vero che: "chi va con lo zoppo, impara a zoppicare".

venerdì 19 settembre 2008

Gomorra. Atto terzo

Ecco, appunto, il terzo tempo di Gomorra.
Sempre più vicina. Sempre più Lombarda.
Discariche abusive nel cuore della Brianza, terra ricca, terra dell'artigianato e della piccola imprenditoria.
Il cronista del Corriere, si chiede, quasi con stupore, come sia possibile che nessuno dei Comuni si sia accorto di cosa stesse accadendo sui propri prati.
Io mi domando - con il medesimo stato d'animo - come sia possibile che nessuno degli abitanti delle tre cittadine monzesi abbia avuto sentore dei movimenti in atto sul suolo del suo vicino.
Eppure è da tempo che, da più parti, vengono lanciati segnali sulla consistente presenza della ‘ndrangheta in Brianza e dintorni.
L’onorevole Forgione, nella relazione annuale sulla 'ndrangheta ha descritto a chiare lettere la capillare infiltrazione delle cosche mafiose nei nostri territori.
Il Corriere della Sera, di qualche giorno fa, denunciava: “Sembra Calabria, è Lombardia: anche qui mattone sangue e denaro si trovano troppo spesso a stretto contatto.”
Ma si sa che non c’è peggior sordo, di chi non vuol sentire.
Credo che però, questa volta, sordi lo siamo stati forse un po' tutti.

giovedì 18 settembre 2008

E fu così che AN affondò Berlusconi e la Lega

Ennesima svolta nella lunga telenovela della compagnia di Bandiera: Cai ritira l'offerta per l'Alitalia.
Ed a leggere ben, bene la storia tra le righe, verrebbe quasi da pensare che a far saltare l'accordo sia stata proprio Alleanza Nazionale.
I più maliziosi, potrebbero, infatti, pensare che il partito statalista per eccellenza abbia deciso, aizzando i piloti romani, di giocare un colpo basso agli alleati padani. Le ragioni? Semplice: impedire l'affermazione dell'aeroporto Lombardo a danno di quello romano...
Ed infatti - a svelare l'arcano progetto - è proprio una nota del presidente del coordinamento autonomo dei piloti romani, Giovanni Mastronunzio, che commentando la notizia seraficamente dichiara "Ora non c'è il baratro davanti a noi, come sostiene il premier Berlusconi, ma la prospettiva di un'offerta seria, che non penalizzi Roma, come quella di Cai. In realtà, si voleva gettare a mare Fiumicino, per dare spazio, ancora una volta, a Malpensa, che ha già fallito tutti i suoi obiettivi".
Ahi, ahi, si prospettano tempi duri per i militanti della Lega Lombarda!

mercoledì 17 settembre 2008

Rifkin: quale futuro ci attende?

Mi sono ripromessa – vediamo se ci riesco – di fare dei brevi riassunti delle lezioni della Summer School, seminari che hanno offerto dei validi spunti di riflessione, sui problemi più complessi che le nostre società sono chiamate ad affrontare
Partirei dalla magistrale lezione di Jeremy Rifkin dal titolo “ambiente e clima”, sul problema energetico e dello sviluppo sostenibile, tenutasi sabato mattina (esatto, quello che ho potuto seguire grazie alla soppressione inaspettata dei treni.. per la serie non tutto il male viene per nuocere).
Racconta Rifkin di aver risposto, alla cancelliera tedesca Merkel che gli chiedeva come “far crescere l’economia tedesca nel XXI secolo” che la vera domanda è come far crescere l’economia, nelle ultime fasi dell’era energetica caratterizzata da carbone, petrolio, gas naturali e uranio.
Energie che governano il nostro mondo (la plastica, i farmaci, gli abiti sono tutti realizzati con combustibile fossile), ma che creano problemi maggiori dei vantaggi che offrono.
Ricorda l'economista statunitense che siamo al tramonto dell'era energetica, un tramonto che potrà durare anche diversi decenni, ma che pone quattro questioni fondamentali, e la capacità di affrontarli determinerà la civiltà del futuro.
1) L’economia globale sta attraversando una fase di stasi: il costo eccessivo delle risorse energetiche, determina l'inflazione, alla quale fa seguito un minore potere di acquisto, e quindi una contrazione dei consumi ed un aumento dell’indebitamento. Evidenzia Rifkin come il mondo non si possa più permettere, di mandare l'uva dal Brasile a Washington.
Le vittime di questa situazione sono soprattutto i paesi in via di sviluppo (100 dollari è il costo al barile del petrolio, il prezzo degli alimenti è aumentato del 54%, per quei 1,2, miliardi
di persone che vivono con un dollaro al giorno, vuol dire che metà del reddito viene destinato al cibo (v. corriere di oggi ).
2 ) instabilità politica dei paesi che producono petrolio. Un terzo delle guerre esistenti si svolge in queste aree.
E’ il peggior periodo dalla pace di Vestfalia, nei prossimi anni non ci sarà sufficiente petrolio per tutti (secondo le visioni più pessimistiche già nel 2010 – 2011 ci saranno gravi problemi) Il mondo è vulnerabile, siamo in balia degli uragani o delle azione degli integralisti.
3) L’esaurimento delle riserve di petrolio.
Negli ultimi 10 anni, i geologi del mondo hanno sostenuto, nella visione più pessimistica, che il picco nell’utilizzo del petrolio ci sarà tra il 2010 e il 2020. Il picco nella produzione del petrolio in Arabia sarebbe stato raggiunto nel 2005, in Russia avverrà nel 2010. Anche i più ottimisti parlano di picco di utilizzo nel 2014. Al di là della data più o meno azzeccata, è chiaro - evidenzia Rifkin - che il tempo a disposizione è troppo poco per creare una nuova era.

4) Cambiamento climatico. Il calore non riesce più ad uscire dalla Terra.

La situazione è molto più grave di quella che i leader politici descrivono. Il terzo rapporto delle Nazioni Unite prevedeva lo scioglimento dei ghiacci nel XXII sec. Il quarto denuncia l’attuale scioglimento delle nevi. Che ne sarà degli abitanti delle valli che prendono acqua dai ghiacciai? Dopo gli uragani Katrina, Gustav, è arrivato Hike e siamo solo nel 2008. Si domanda Rifkin ( e ce lo domandiamo anche noi) “dove sono i leader politici?” - accusa- “stiamo dormendo”. Il IV rapporto ambientale parla di orsi che affogano, mai prima si era verificato. Si rischia l’estinzione potenziale della nostra specie. Sta aumentando la temperatura. Secondo le stime più ottimistiche assisteremo ad un suo aumento di 3°, la stessa temperatura che c'era sulla Terra tre milioni di anni fa, nell’era del pliocene, un sistema completamente diverso, che rischia di eliminare le biodiversità. Occorrono 10 milioni di anni per ricostruire l'ecosistema. Si prevede un rilascio catastrofico del metano che non è incluso nel IV rapporto. Occorre svegliarsi di fronte al cambiamento climatico: fare una diagnosi scientifica, promuovere una nuova economia per il mondo, un nuovo piano, un nuovo programma economico.

Errori: etanolo, energia nucleare, carbonio.

*** * ***

Le grandi rivoluzioni – ricorda Rifkin - accadono quando cambiano le energie usate e le modalità in cui organizziamo la nuova comunicazione energetica.

I mesopotami sono stati i primi a catturare il sole con il grano, le donne hanno inventato l’economia (con la ceramica), gli uomini hanno ripreso, con la politica, il potere, e poi è stata inventata la scrittura per comunicare questa rivoluzione economica. Senza alfabetizzazione di massa non sarebbe stata possibile la rivoluzione industriale (con i manoscritti, non sarebbe certo stata possibile). Oggi – rileva l’economista statunitense - assistiamo ad una grande rivoluzione nel campo della comunicazione: You tube, wikipedia. Si è avuta una vera e propria rivoluzione informatica, con l'affermarsi della comunicazione open source. La comunicazione viene distribuita per darci una nuova energia “distribuita”. Si finisce con la “gerarchia”. L’energia "distribuita" è l’opposto dell’energia dell’"Elite". Il petrolio, i grandi giacimenti, non si trovano nel nostro giardino, ma solo in località ben precise, richiedono ingenti investimenti, grandi capitali centralizzati. Sono energie distribuite, invece: il sole, il vento, le maree, il calore sotto terra, l’acqua. Ogni casa, ogni ufficio, ogni fabbrica deve diventare una stazione che raccoglie energia.

Ricorda - Rifkin - ad esempio come in Spagna, Axioma abbia prodotto edifici in cui viene prodotta energia è solare; sempre in Spagna, la General Motors, sta realizzando a Saragozza il tetto più grande del mondo ad energia solare in grado di coprire il fabbisogno di energia non solo della fabbrica ma di altre 47.000 case. La spesa necessaria alla sua realizzazione verrà ripagata in 10 anni. Gli architetti italiani vanno a costruire gli edifici a risparmio energetico ad Abudab … (..per la serie le nostre eccellenze le facciamo sempre andare altrove!) Secondo Rifkin per far ripartire l’economia occorre convertire gli edifici.

Quali i pilastri della quarta rivoluzione energetica? Eccoli: 1) ridurre l’emissione di C02, mediante la riconversione degli edifici; 2) puntare sulle energie rinnovabili distribuite; 3) usare l’idrogeno per immagazzinarle Secondo Rifkin il nostro governo “non ha fatto le leggi giuste” , ricorda che per trenta anni i leader politici hanno negato che i mulini e il calore geotermico potessero avere la forza del carbone, petrolio, gas naturali ed Uranio. 4) creare una rete italiana di distribuzione di seconda generazione. Ribadisce come le prime vittime del cambiamento siano i paesi del sud, che non hanno energie: il 25% del genere umano (1 uomo su 4), non ha mai visto l’elettricità. Energia che ha liberato le donne dal lavoro, Secondo Rifkin non occorre opporsi alla “globalizzazione” ma “all’elitarismo”.

Unione Europea: la UE, nata come comunità del carbone e dell’energia, possiede la più grande economia del mondo. Il PIL dell’Unione Europea supera quello dell’America. L’UE è la più grande esportatrice mondiale. Abbiamo la Biomassa in Polonia, il Vento in Irlanda, il sole in Italia. (occorrono, dice l’economista, “azioni”.. il nostro problema “Troppe parole, poche azioni”.)

Serve un cambiamento cognitivo nei prossimi vent’anni: questo il tempo a nostra disposizione per mutare le coscienze, per modificare la visione del mondo, per passare dalla geopolitica alla politica della biosfera, dalla libertà geopolitica alla libertà della biosfera. Diritti Umani Universali: ecco il primo diritto di ogni essere umano: ogni creatura ha diritto di avere accesso all’energia del sole.

Il Nucleare: è un errore. Eccone le ragioni:

1) Ricorda Rifkin che se è vero che con l’energia nucleare non si immette anidride carbonica, è altrettanto vero che il rendimento del nucleare è bassissimo. I 443 impianti industriali esistenti – tutti vecchi – producono solo il 5% dell’energia mondiale. Per avere un impatto sui cambiamenti climatici, occorrerebbe produrre il 20% dell’energia, il che vorrebbe dire costruire 3 impianti ogni 30 giorni per i prossimi 60 anni. E’ impossibile.

2) E’ un errore, perché non sappiamo cosa fare delle scorie. Gli Stati Uniti hanno deciso di metterle “in una grotta in una montagna”-; non vi hanno ancora messo “nulla .. e già la grotta perde!”

3) E’ un errore perché non risolve il problema dell’approvvigionamento delle risorse: nel 2020- 2025 ci sarà un deficit nella produzione di Uranio. E’ vero, si può, come alternativa usare il plutonio … ma chi lo vuole in un’epoca di così grande instabilità? Il 77% dell’energia francese deriva dal nucleare: ebbene in Francia il 40% dell’acqua serve per raffreddare i reattori nucleari. Le numerose morti che si sono registrate in Francia nell’estate calda di qualche tempo fa, sono legate al fatto che non c’era acqua. E’ illusorio pensare che il nucleare possa salvare il mondo. ZAPATERO ha fatto la terza rivoluzione industriale, e in Italia che cosa si è fatto? (si domanda Rifkin, e ce lo domandiamo anche noi …) Occorre parlare con le Utilities, per non perdere i nuovi mercati dell’energia distribuita

domenica 14 settembre 2008

Di ritorno dalla Summer School

Curiosi di sapere come è andata? Eccovi accontentati.
Bhè, diciamo, che le premesse non facevano presagire nulla di buono.
Giovedì, giorno della partenza, dopo aver perso il pendolino Milano - Firenze delle ore 12.00 (a causa di una coda di oltre 40' davanti alla biglietteria della Stazione Centrale a Milano), sono riuscita a mancare (per colpa di una forzata sosta di oltre 25 minuti nella stazione di Bologna) il regionale per Roma -Termini.
Il treno successivo - la cui partenza era prevista per le 17.10- è arrivato
a Castiglione del Lago con quasi 30 minuti di ritardo.
Arrivata alle 19.15, dopo oltre sette ore di viaggio, nell'amena località umbra,
ecco una nuova ed inattesa sorpresa:un pellegrinaggio, pedibus, di circa
mezz'ora. Tanto era, infatti, il tempo necessario per raggiungere a piedi la Rocca
dove si svolgeva il primo dibattito della Summer School.
Navette in loco? Nemmeno l'ombra ...
Animata dal sacro fuoco per il Pd (cosa non si fa per la causa) , e senza farmi vincere
dallo sconforto, sono riuscita - con un altro povero tapino - a commuovere una gentile
Signora la quale si è generosamente offerta - impietosita dalle nostre facce sconvolte -
di portarci in macchina al luogo dell'incontro (E meno male che in Umbria esistono
ancora i comunisti, perchè altrimenti trovare un passaggio sarebbe stato impossibile.
Vaglielo tu a raccontare a uno della Pdl che ti deve portare alla scuola del partito democratico..).
Bhè direte voi, sarà stata una giornata no per il trasporto pubblico nazionale.
Immagino che poi, sia andato tutto bene.
Nemmeno per idea.
Ed, infatti, sabato mattina (giorno in cui avevo previsto, per questioni, diciamo, familiari,
il ritorno) dopo essermi alzata all'alba; aver preso il pullman da Cortona a Cortona
Torontola, dove si trova la stazione; aver fatto il biglietto per Firenze - litigando per dieci
minuti con la macchinetta che, evidentemente, non gradiva le mie monetine; aver raggiunto
il binario giusto, una voce imponente si è levata sopra di noi, annunciandoci un improvviso (o almeno nessuno dei presenti ne sapeva nulla ) " sciopero regionale dei
treni" che ha costretto, me e gli altri turisti presenti, ad un rapido dietro front.
(L'alternativa, e cioè raggiungere Firenze in taxi mi pareva un po' troppo onerosa!!).
Ora i casi sono due: o io sono particolarmente sfortunata, o con il trasporto pubblico nazionale abbiamo più di qualche problema!
Comunque, "sfighe" a parte (mi si scusi l'irriverenza del termine, ma "quando c'è vo',
c'è vo'"), a Cortona, un borgo molto suggestivo e caratteristico, ci siamo ritrovati in
tantissimi provenienti da ogni parte d'Italia.
Ho incrociato, con mia grande sorpresa, anche due democratici della delegazione Monzese.
Pare, infatti, o almeno così mi è parso di capire, che il Partito Democratico Nazionale
abbia messo a disposizione un certo numero di posti, completamente spesati, da riservare
alle singole province.
Iniziativa lodevole. Immagino, pensata per favorire la partecipazione dei giovani
democratici studenti (ai quali sarebbe stato difficile chiedere di sostenere i costi
di iscrizione, alloggio, viaggio e vitto.). Peccato, ad averlo saputo prima mi sarei unita volentieri a loro.
Per lo meno avrei equamente diviso ( se non i costi) almeno la rogna che in questi giorni
sembra avermi presa di mira !
Vedrò, la prossima volta di informarmi ed organizzarmi meglio.
Bilancio della due giorni? Più che positivo!
Ci tornerei, peripezie ( e spese) a parte?
Certo, anche se forse per il futuro sarebbe meglio che la scuola venisse organizzata
tenendo conto di alcune, direi, piccole questioni logistiche.
Considerando, che ad esempio, l'11 settembre, in Lombardia, sono ricominciate
le scuole; che tutti i lavoratori dipendenti hanno da poco ripreso il loro tram tram
lavorativo - e quindi diventa per loro difficile chiedere nuovi giorni di ferie;
che c'è qualcuno che usa i mezzi pubblici, per cui sarebbe meglio individuare località,
magari meno belle, ma più comodamente raggiungibili.
Nonostante queste piccole osservazioni, direi che la scuola è stata promossa. A pieni voti!
(con tanto di lode ai relatori).
E poi, per migliorare, c'è sempre tempo!

giovedì 11 settembre 2008

A sabato

Vi abbandono per un paio di giorni, vado ad acculturarmi un po’ qui . Vediamo, se - almeno questa volta - il pd, ha qualcosa da dire...

mercoledì 10 settembre 2008

Football, che passione

Ma anche, quanta fatica!
Eccoci qui, belli schierati, i fantastici protagonisti della partita di calcio dell’anno
che si è disputata domenica scorsa sul campo sportivo del Comune di Giussano.
Aido (Associazione Italiana Donatori Organi) contro Amministrazione Comunale.
In campo, da un lato, i giovani e aitanti ragazzi iscritti all’Aido cittadina dall’altro (i decisamente più attempati) Sindaco, assessori, consiglieri e dipendenti comunali.
Bell’incontro (gambe a pezzi, a parte).

Dopo un fantastico 2-2 abbiamo perso ai rigori, ma solo per uno sfortunato gol mancato (o meglio, diciamocela tutta, il portiere dell’Aido era decisamente troppo forte).

Le migliori (falli permettendo)?
Chiaramente io e Lucia, le due fanciulle presenti in campo!

Apriamo le danze

Questa sera alle ore 19.00 ci vediamo qui (alla peggio, se neppure i dibattiti,
i concerti, le allegre serate danzanti ci forniranno valide ragioni per festeggiare,
ci potremo sempre consolare gettandoci a capofitto su una gustosa salamella o
affogando le delusioni in una buona birra...).

domenica 7 settembre 2008

Il pgt che vorrei

Presto, anche noi, in Consiglio Comunale, dovremo discutere del Piano di Governo del Territorio,
il nuovo strumento urbanistico comunale.
A me, ne piacerebbe uno che fosse un po' così.
So bene che pretendere il completo arresto dello sviluppo urbanistico, la "crescita zero"
(possibile in una realtà di 1.800 residenti come Cassinetta di Lugagnano) a Giussano,
un territorio che ospita oltre 22.000 abitanti, sarebbe a dir poco utopistico.
Ma, forse, qualche buona idea al piano di Cassinetta la possiamo ancora rubare...

Un ragazzo d'oro

In tutti i sensi.

Auguri carissima Roberta

Tanti, tanti auguri a Suor Roberta (al secolo Roberta Piovesana di Birone di Giussano, 33enne con laurea in Scienze dell'Educazione) che ieri, in Duomo, nella Cerimonia presieduta da Sua Em. il Cardinale Dionigi Tettamanzi ha professato, davanti alla comunità Diocesana (insieme ad altre 9 ragazze tra cui Silvia Meroni di Seregno), i voti perpetui.
Suor Roberta (delle Suore Missionarie di Gesù Redentore) attorno alla quale si è raccolta, per festeggiare l'evento, la comunità parrocchiale giussanese - Birone.. per i campanilisti..- dedicherà con generosità, la sua vita consacrata, ad aiutare le adolescenti in difficoltà (se volete saperne di più sulle dolorose storie delle Ragazze di Villa Luce, leggete qui e qui ).
Tanti cari, cari Auguri Roby per il tuo difficile impegno!

sabato 6 settembre 2008

Le falle (o follie) del Governo

Al posto dell’ICI, una tassa sui servizi.
E' questa l’ultima proposta di Umberto Bossi , che definisce “Brutta” quella stessa imposta
di cui (nel caldo ferragostano, forse confidando nella scarsa attenzione dell’opinione pubblica (?)
aveva chiesto la reintroduzione perché “necessaria al federalismo fiscale”.
Le contraddittorie dichiarazioni del leader del Carroccio, non certo liquidabili come meri
lapsus, confermano - ove ce ne fosse stato bisogno - una arcinota verità.
E cioè che “i comuni senza l’ICI non sono in grado di garantire i servizi” ai propri cittadini.
Quindi o si reintroduce un’imposta comunale sugli immobili o si fanno pagare i servizi. Tertium non datur.
Aspettiamoci, pertanto, aumenti delle rette degli asili nido, delle scuole materne, delle case
di riposo comunali, delle mense scolastiche, della tassa rifiuti, del trasporto scolastico...
servizi, oggi, in parte coperti dalle casse comunali.
E non solo. Prepariamoci anche a nuove colate di cemento ... gli oneri di urbanizzazione
saranno, infatti, sempre più indispensabili per realizzare le opere pubbliche e, magari,
pagare i dipendenti!
Che avesse davvero ragione l’Economist?

giovedì 4 settembre 2008

Chi è senza peccato, scagli la prima pietra.

SOTTOTITOLO E purtroppo, ahiLei, Maria Stella non lo è.
L'Onorevole Gelmini è per la meritocrazia.
Degli altri però.
Pare, infatti, che il Ministro dell’Istruzione della Nostra
Repubblica abbia superato l’esame di stato, per l’abilitazione
all'esercizio della professione forense, in quel di
Reggio, nel tanto contestato esamificio Calabro.
Colta “con le mani nella marmellata” si difende l’Onorevole: “La
mia famiglia non poteva permettersi di mantenermi troppo a lungo agli studi,
mio padre era un agricoltore.”
Dovevo iniziare a lavorare e quindi dovevo superare l'esame
per ottenere l'abilitazione alla professione».
Perché in fondo – censura la Ministra – aleggiava la sensazione « che esistesse
un tetto del 30% che comprendeva i figli di avvocati e
altri pochi fortunati che riuscivano ogni anno a superare l'esame.
Per gli altri, nulla. C'era una logica di casta …».
Cara Maria Stella, mi pare che le Sue parole suonino un tantino offensive alle
orecchie di quei fior fiore di avvocati dei liberi Fori Lombardi che non certo
“figli d’arte”, dopo essersi fatti la loro bella gavetta (arrotondando, magari,
il magro compenso, con qualche lavoretto serale - al suo, sappiamo, vi contribuivano,
almeno così ci risulta, le casse comunali) hanno scelto di affrontare il duro
esame su suolo padano, invece di optare per la "facile scorciatoia" del lido calabro.
Credo proprio, Ill.mo Ministro, che a questo punto qualcuno attenda le Sue onorevoli scuse.

martedì 2 settembre 2008

Intercettazioni telefoniche

Se ne torna a parlare. Il disco rotto ricomincia a girare.
Il Ministro Alfano vorrebbe inibirne l’uso per garantire il rispetto della privacy e della sicurezza di tutti i cittadini.
O almeno così sostiene Lui. Già la privacy … ma di chi? (se mettessero sotto controllo il mio
telefono, al massimo potrebbero scoprire il nome di qualche amante. Ammesso e non
concesso che io ne abbia uno!).
Suvvia, siamo seri.
C’è veramente qualcuno così ingenuo da pensare di poter privare la magistratura di
uno strumento tanto importante? In Italia?
Nel paese dove spadroneggiano Cosa Nostra, ‘ndrangheta e Camorra?
Dove è considerata "normale" la prassi
di sottrarre risorse pubbliche alla collettività
per utilizzarle a fini personali?
Nella nazione in cui la Terza carica dello
Stato viola i divieti cui devono attenersi
i comuni mortali (leggete qua) e una
volta pizzicata, riesce pure a non vergognarsene?
(Tanto che importa, al più c'è la sanzione amministrativa.
Ma quella gliela paghiamo noi ...)
Sappiamo bene che la vera ragione del disegno di legge sul divieto dell'uso delle intercettazioni
telefoniche dobbiamo cercarla altrove.
Magari, nel timore che “rivelando a tutti ciò che si vorrebbe tenere
segreto, non (si) rispettano le categorie degli intoccabili e (si) tutelano i più deboli (per esempio, i risparmiatori esclusi dalle notizie che contano, com’è accaduto negli
scandali Parmalat e Cirio, o nelle scalate Bancarie Unipol Bnl e Antonveneta)” .
Ma se - per senso del pudore - nutrite ancora qualche dubbio sull’importanza
delle intercettazioni nelle inchieste giudiziarie, vi consiglio di dare un occhio
a Roba Nostra, di Carlo Vulpio (di cui ho riportato sopra una citazione).
Io ne ho iniziata (su suggerimento di Antonio) la lettura, ieri, nella pausa pranzo.
Dopo le prime 30 pagine, mi è passato l’appetito.
Appena lo termino, ne riparliamo; così vediamo se anche a voi fa lo stesso effetto.

domenica 31 agosto 2008

Ma sarà vero che le donne votano "rosa"?/2

Tempismo eccezionale della Rodotà. Le donne non votano donna semplicemente
in quanto “la donna scelta ( dai leader) solo perché .. gradevole “ irrita le altre.
Ecco una bella ( o almeno a me pare tale) risposta.
E come darle torto? Quale donna, guardando Marianna Madia, “ la stagista
capolista” del Lazio – ora onorevole parlamentare del Pd - non ha pensato
«ma sono molto, molto più capace io»?
(beh, stando così le cose... credo di dover proprio ringraziare la Rodotà
per avermi a suo tempo esclusa dall’elenco delle marianne … (sic!)

venerdì 29 agosto 2008

Ma sarà vero che le donne votano "rosa"?

Per contrastare, o almeno arginare il ciclone Obama, che i sondaggi danno di ben sei punti sopra il rivale, McCain sceglie, a sorpresa, come sua vice, una donna, Sarah Palin.
Sembra proprio che il candidato repubblicano voglia puntare - per risalire la china - sul sostegno dell’altra metà del cielo...
Ma sarà poi vero che le donne votano "rosa"? Io non ci giurerei.
O almeno non mi pare funzioni così dalle nostre parti. Nel bel paese - lo denunciano periodicamente sondaggi e statistiche - poche donne riescono ad imporsi nei Consigli Comunali, nelle giunte, nei consigli di Amministrazione delle società pubbliche, nei partiti.
Tutta (e solo) colpa del maschilismo imperante? Oppure c'è dell'altro?
Non è che, in fondo, in fondo, le prime a tradire le donne sono proprio le elettrici, quasi serpeggiasse in tutte noi una sorta di misoginia "diffusa" verso le nostre simili "politicanti"?

martedì 26 agosto 2008

Leggero o tradizionale?

Che Pd vorrei? Mi accontenterei - sono una ragazza di buon senso e di poche pretese - di un partito che iniziasse ad accorgersi, sul serio, di questo.

domenica 24 agosto 2008

Tempo di vacanze/2

Se, invece, vi risveglia piacevoli sensazioni il ricordo di film come “Pane, amore e fantasia”,
vi consiglio l’ultimo racconto di Andrea Vitali, La Modista.
Nella Bellano degli anni ’50 segreti piccanti, pettegolezzi di paese e intrighi nascono
e si intrecciano attorno all’atelier della bella e corteggiatissima (forse vedova?)
Anna Montani alla quale, poveretta, qualcuno avrebbe dovuto regalare un manuale sulle regole da seguire
per “accalappiare l’uomo giusto e soprattutto tenerselo”.
Una guardia maldestra e pasticciona, un vanitoso maresciallo, un losco e manesco trafficante,
un giovane ereditiero - giornalista per “noia”, un sindaco “spiccio” più interessato alla caccia
che al suo ufficio, un segretario comunale timoroso, dei ladruncoli di “polli”, una misteriosa farmacista,
un abile appuntato: ecco le macchiette del piacevole romanzo di Vitali.
380 pagine e non sentirle ...

Tempo di vacanze.

Tempo di letture. Un tranquillo viaggio in treno o lunghi pomeriggi spaparanzati sulla spiaggia,
ad abbrustolirsi sotto il sole rovente: quale occasione migliore per poter finalmente
dedicarsi alla lettura di qualcuno di tutti quei libri comprati nel
corso dell’anno ed impilati, in completo stato di abbandono, da mesi sul comodino?
E così ho potuto finalmente terminare “Le stanze Illuminate” di Richard Mason
(2008).
Nella mente dell’anziana Signora Joan McAllister, ricoverata in una casa di riposo e
con un principio di Alzheimer, si aprono stanze che la conducono in secoli ed ambienti diversi:
in Sudafrica nel campo di concentramento durante la guerra anglo-boera (1899-1902) , dove hanno
perso la vita i suoi zii, poco più che bambini; nella propria casa, scenario di una vita coniugale triste e dolorosa, in
balia del marito violento e della suocera dittatrice; nell’Albany, la lussuosa casa di riposo ,
ricavata nel sontuoso edificio vittoriano che un tempo era una dimora privata, nel quale
l’anziana donna è convinta si stia per commettere un terribile crimine...
Mezzo secolo dopo, luoghi diversi, ma stesso identico disprezzo per la vita umana.
In “Essere senza destino" (non proprio una lettura da spiaggia … ma era il primo
della pigna sul mio comodino …) il premio Nobel ungherese Imre Kertesz, ripercorre le tappe della propria
reclusione nei campi di sterminio nazista.
Gyurka, quattordicenne deportato prima ad Auschwitz poi a Buchenwald e Zeitz,
che la fame “ininterrotta, così a lungo termine” trasforma
“in un vecchio deperito” con la pelle “floscia e grinzosa,.. gialla avvizzita, coperta
da ogni sorta di piaghe, aloni marroni, lesioni e screpolature, rughe e squame”
al cronista “del giornale democratico” , incontrato dopo la sua liberazione sulla via verso
casa, che gli chiede delle atrocità subite, risponde “un po’ meravigliato …
che non avevo poi tante cose interessanti da raccontargli …
Ancora più meravigliato ho voluto sapere: ”Ma di che cosa?” Dell’Inferno dei Lager,” mi ha risposto.
Gli ho risposto che di questo proprio non ero in grado di parlare, perché l’inferno io non
lo conoscevo e nemmeno lo sapevo immaginare …; quanto a me io potevo solo
immaginarmi il campo di concentramento, perché entro certi limiti lo conoscevo, mentre l’inferno no”
Perché per Gyurka, troppo impegnato nella dura lotta per la sopravvivenza, “Non esiste
assurdità che non possa essere vissuta con naturalezza e sul mio cammino, lo so fin
d'ora, la felicità mi aspetta come una trappola inevitabile.
Perché persino là, accanto ai camini, nell'intervallo tra i tormenti c'era qualcosa che
assomigliava alla felicità.
Tutti mi chiedono sempre dei mali, degli 'orrori': sebbene per me, forse, proprio
questa sia l'esperienza più memorabile. Sì, è di questo, della felicità dei campi
di concentramento che dovrei parlare loro, la prossima volta che me lo chiederanno".

martedì 12 agosto 2008

Finalmente si parte

Per le tanto sospirate vacanze. Ma non prima di aver lasciato un ultimo post (qui sotto...)
Ci vediamo tra dieci giorni!

Le città non sono solo palazzi

Alcuni dei miei amici, che approfittando della momentanea sospensione dell'attività politica,
ho avuto il piacere di rivedere, mi hanno chiesto, tra un cinema e l'altro, delucidazioni
e chiarimenti in merito ad alcune notizie apparse negli ultimi mesi sulla stampa locale, che denunciavano l'esistenza
di contrasti tra me e la maggioranza che amministra il Comune di Giussano, e di cui da ben nove anni faccio parte.
Poichè ritengo che il primo compito di un pubblico amministratore sia proprio quello
di rendere conto del suo operato al suo elettorato, ho pensato, cari amici, di dedicare a voi
questo post - prevacanziero, l' ultimo prima di concedermi qualche giorno di relax.
Mi piacerebbe, infatti, tentare di spiegarvi, se ne sarò capace e soprattutto se avrete
la voglia e la pazienza di leggermi , la mia versione dei fatti (e chissà che non possiate
in questo modo anche aiutarmi a mettere a tacere qualcuna delle strane voci –
che stando alle indiscrezioni dei ben informati – sembra stiano iniziando a circolare.)
*** * ***
Tutti noi sappiamo, per esperienza più o meno diretta, che quando si costruiscono dei
nuovi edifici – per garantire una certa
“vivibilità” al contesto nel quale sorgono ed una
crescita armoniosa della città - occorre
dotare le nuove abitazioni di
un sufficiente numero di parcheggi: dove lasciare
l’automobile quando si è di fretta e
non la si vuole parcheggiare nel box,
per l’amico che ci viene a trovare,
per la seconda auto di famiglia,
per evitare, insomma,
il pietoso nonchè pericoloso spettacolo
delle macchine parcheggiate, magari
in doppia fila, ai bordi delle strade.
Chi lottizza un’area deve poi farsi carico della realizzazione
di marciapiedi, di piste ciclabili; deve riservare un po’ di spazio
a qualche piccola aiuola, a qualche pianta, giusto per rendere un po’ più piacevole ed appetibile ai possibili
acquirenti il comparto che sta sorgendo, ed evitare di fare - come si dice in gergo -
una “mera colata di cemento”. Voi comprereste mai una casa senza parcheggi
esterni e senza neppure uno straccio di marciapiede, un’aiuola di fiori o uno striminzito
alberello fuori dal cancello?
Sappiamo, anche, che una volta terminate, le unità immobiliari saranno
destinate ad ospitare nuove famiglie, con dei bambini che frequenteranno
un asilo o una scuola; che avranno bisogno di spazi ricreativi, magari di un parco in cui giocare.
Nuclei familiari, più o meno numerosi, che si aspetteranno e pretenderanno
(come è giusto che sia) di ricevere dalla città determinati servizi (aree verdi,
complessi per l’istruzione, mercati, presidi per la sicurezza pubblica, chiese
ed edifici religiosi, impianti sportivi, centri sociali e attrezzature culturali e
sanitarie, cimiteri)
Perché diciamocelo pure, nessuno di noi vuole vivere in un ambiente caotico,
sgradevole, morto, senza servizi e senza verde.
Per far fronte a queste esigenze, per assicurare un corretto inserimento urbanistico del nuovo complesso residenziale ed un ordinato sviluppo della città, la legge pone a carico di chi costruisce un duplice obbligo.
Da un lato, impone ai proprietari dei lotti interessati dalla trasformazione (c.d. lottizzanti) di individuare delle aree sulle quali realizzare parcheggi, spazi di sosta, marciapiedi – che dovranno essere cedute all'Amministrazione comunale - e, dall’altro, li obbliga a dare al Comune, che autorizza l’intervento, una certa “quantità” di aree – proporzionale al volume assentito, cioè al potenziale numero degli abitanti insediabili - affinchè in futuro, l’Amministrazione vi possa realizzare scuole, asili, parchi, ovvero tutte quelle infrastrutture da mettere a servizio di quanti si trasferiranno nelle nuove abitazioni.
Il primo gruppo di opere citate (parcheggi, strade) sono tecnicamente definite
"opere di urbanizzazione primaria”, perché garantiscono le condizioni
minime di fruibilità ed assicurano i servizi indispensabili alla civile convivenza
nei singoli comparti edificati, al cui servizio sono in parte poste; le altre
“secondarie ovvero attrezzature pubbliche e di interesse
pubblico o generale” (dette anche standard urbanistici), perché destinate a soddisfare
i bisogni dell’intera collettività, o di una sua ampia parte
Come ha evidenziato la stampa locale da qualche tempo, con il mio capogruppo
(ed altri amici, protagonisti o semplici affezionati alla politica locale .... )
"sull'urbanistica" viaggiamo "su binari separati” dal resto dei Consiglieri di
maggioranza che siedono nell'assemblea cittadina, perchè - diciamola così, giusto
per semplificare il concetto - non riusciamo a metterci d'accordo su quale sia
la “quantità e, direi , la "tipologia” corretta di aree che la legge impone ai
lottizzanti di cedere al Comune al fine di realizzarvi i due tipi di opere sopra indicate
( cioè, le aree per le opere di urbanizzazione primaria e quelle destinate alle
attrezzature pubbliche e di interesse pubblico o generale).
I nostri "binari" hanno iniziato a prendere direzioni opposte, quando alcuni piani
attuativi sono stati sottoposti (a partire dal mese di settembre del 2007, qualche settimana
dopo le dimissioni dell’Assessore alla partita) al vaglio del Consiglio Comunale.
Si tratta, nella fattispecie, di tre interventi che prevedono la realizzazione complessiva
di circa 29.600 mc.
Per capirci, stiamo parlando, grosso modo di un centinaio di appartamenti
(in particolare : 15.500 mc nel P.A. 15 (v. qui per l’atto di adozione) 5.000 mc nel
P.A. 9 qui la delibera di approvazione con gli interventi dei consiglieri comunali
e 9.100 mc nel P.A. 3/2 la cui delibera è in corso di predisposizione.).
I lottizzanti dei tre piani cedono, complessivamente, al Comune circa 7.844 mq,
superficie che in effetti corrisponde a quella richiesta dalla legge per i c.d.
standard urbanistici, cioè - per le famose attrezzature pubbliche sopra richiamate
(secondo l'astruso calcolo .... 29.600 /100 (mc./abitante) = n. 296 abitanti mq. 26,50 mq./abitante x n. 296 ab. = mq. 7844)
Peccato che dalle tavole progettuali degli interventi in questione, emerge che
circa 5.000 (di quei 7.844 mq che i privati sono tenuti a cedere come “standard”
cioè come servizi, come spazi pubblici) sono destinati esclusivamente alla realizzazione di parcheggi, di piste ciclabili , di marciapiedi.
Di opere, per l'amor del cielo dovute e necessarie, ma funzionali solo agli edifici che lì sorgeranno. In sostanza i lottizzanti nelle aree che cedono gratuitamente al Comune si limitano
a realizzare quelle opere di urbanizzazione primaria, indispensabili alla migliore
vivibilità il proprio insediamento.
Ma allora, (mi sono/ci siamo chiesti), stando così le cose, le opere per la collettività
dove le realizzo? In che "aree" costruisco il parco, la scuola, gli asili per le cento nuove
famiglie che si trasferiranno nel comune?
Dove il Comune potrà allocare le attrezzature e gli spazi dedicati alle esigenze
della vita pubblica, sociale, collettiva di tutti; delle cittadine e dei cittadini; degli adulti e dei bambini, degli anziani?
Insomma, ho votato contro l’approvazione di quei piani perché a mio avviso (e non solo mio,
è chiaro che prima di arrivare ad assumere una decisione tanto grave ho sottoposto
la questione a persone molto più brave e competenti di me …) i cittadini giussanesi
“ ci smenano” quasi 5.000 mq (grosso modo un’area pari ad un intero campo da
calcio più uno da calcetto).
5.000 mq sui quali, ad esempio, si sarebbe potuto realizzare un piccolo parco attrezzato,
con qualche panchina e dei giochi per bambini; oppure che il Comune avrebbe,
in futuro, potuto scambiare con altre aree di maggiore interesse, oppure utilizzabili per insediarvi delle “case popolari”, oppure, oppure, oppure...
Ecco, in estrema sintesi (e con le necessarie semplificazioni, che possono aver dato luogo a delle piccole imprecisioni terminologiche), la storia.
Certo, sarebbero ancora molte le cose da raccontare, occorrerebbe, ad esempio, per
onestà intellettuale, citare il parere legale acquisito dall’amministrazione comunale
( che sponsorizza la tesi opposta alla mia) o parlare della mozione approvata lo scorso
gennaio dal Consiglio comunale (qui il testo), o ricordare la polemica esplosa tra me e l’ex assessore all'Urbanistica, a cui ampio risalto ha dato la stampa locale …
Ma considerata l’ora tarda e le valigie ancora da preparare è meglio rimandare
le ulteriori puntate alle prossime settimane!

domenica 10 agosto 2008

Militari in città?

"Finalmente vedremo dei bei ragazzi per le strade»
Come dire, la misura non mi convince e mi pare abbastanza inutile: però se proprio, proprio dobbiamo trovargli un lato positivo...

giovedì 7 agosto 2008

E ..state al cinema

Sarà che in questa parte dell’anno non si convocano più Consigli Comunali. Sarà la mancanza di riunioni fiume del pd, di gd, del pc o della dc (che gaffe, questi sono spariti diversi anni fa). Sarà che la bella stagione invoglia ad uscire (bhè, diciamo che invita all'aria aperta più di quanto non lo facciano il freddo e la nebbia dell'inverno…).
Sarà che i biglietti costano meno.
Sarà che al cinema si incontrano un sacco di vecchi amici (praticamente tutti quelli che, squattrinati come te, si possono permettere al massimo una settimana di ferie).
Sarà che le rassegne estive prevedono film per tutti i gusti e per tutte le stagioni (anagraficamente parlando, chiaramente).
Qualunque ne sia la causa, quel che conta è che sto applicandomi per migliorare (e ne ho un gran bisogno) la mia cultura cinematografica.
Per saggiare il mio livello di apprendimento, mi permetto, allora, di dispensare qualche suggerimento per le calde notti estive.
Agli amanti delle commedie, consiglio “In amore niente regole “ la brillante pellicola, ambientata nell’America del football degli anni ’20, diretta e recitata da un affascinante
Clooney (suvvia, il bel George val pur una serata!) con Renée Zellweger, l’indimenticabile protagonista del "Diario di Bridget Jones". Ma questa volta Renée, non veste più i panni della single, disperata, sovrappeso e pasticciona più amata dalle trentenni (alzi la mano chi non si è rispecchiata nella sua vita), bensì quelli della bella Lexie Littleton, l’energica e supercorteggiatissima giornalista, le cui grazie si contendono (fortunata lei …) l’affascinante e brizzolato George e il bel sbarbato (falso) eroe di guerra, Carter Rutheford. Un triangolo amoroso, delle sane scazzottate e delle brillanti e divertenti piazzate.
Se, invece, con un po’ di sano masochismo, anche al cinema volete sentir parlare della "cruda realtà" , di flessibilità, di precarietà, di sfruttamento, di tradimenti, di conti che non tornano, allora non potete perdervi “Cous Cous” , il bel film del regista tunisino Abdellatif Kechiche.
Ambientato nella Marsiglia dei nostri tempi, Cous Cous racconta il sogno di Slimane Beij, un arabo sessantenne diventato improduttivo, al quale ora la sua ditta chiede, dopo trent’anni di assiduo lavoro, maggiore “flessibilità”. Diviso tra un'ex moglie bisbetica, ma ottima cuoca della pietanza nordafricana, ed una nuova compagna, comprensiva ed affettuosa, Sliman sogna, per garantire ai suoi figli un futuro migliore, di aprire un ristorante su una nave.
Ma come tutti i sogni, anche il suo è destinato a scontrarsi con le difficoltà della burocrazia e gli imprevisti della vita, che verranno superati grazie alla generosità ed al coraggio delle donne delle sue (due) famiglie.
Il regista è bravissimo nel contrapporre alla quotidiana routine, alla vita triste, un po' grigia e, in alcuni tratti, addirittura soffocante di Sliman, scene chiassose, allegre e colorate, dove il protagonista diviene un ottimo cous cous o una sensuale danza del ventre.
Infine se vi piacciono l’azione, gli eroi dei fumetti e gli effetti speciali non potete perdervi “Il Cavaliere Oscuro” , alias Batman, l’eroe della notte che combatte per liberare Gotham City dalla mafia e dallo psicopatico Joker. (Io e Claudia siamo finite in sala all’UCI per sbaglio - l’idea era vedere il “Cacciatore di Aquiloni", ma la pioggia ci ha guastato i piani!)
Comunque... pur non essendo particolarmente amanti del genere ne abbiamo, tuttavia, apprezzato le doti, sopratutto quelle dell'attore - Christian Bale. (Anche l'occhio vuole la sua parte. Giudicate voi.)

lunedì 4 agosto 2008

Quando la pubblicità ... è cattiva!

Titola il The Sunday Times, commentando il raddoppio della residenza

Va bene la pubblicità (un vecchio motto recita "se ne parli bene,
o se ne parli male, l'importante è che se ne parli” ) ma mi piacerebbe
così giusto per un po’ di sano patriottismo e - soprattutto per evitare di dovermi sempre
vergognare del mio bel Paese - che, una volta, anche per sbaglio,
il nostro Primo ministro venisse ricordato all'Estero per un qualche suo
(magari, non proprio suo, suo .. sarebbe sufficiente anche presunto) merito.

Non so, per una proposta in grado di rilanciare l'economia, per qualche
intuizione in politica internazionale, per delle scelte coraggiose.
Vi pare chiedere troppo ?

sabato 2 agosto 2008

Per non dimenticare

Stazione di Bologna. 2 agosto 1980, ore 10.23.
Un sabato di agosto. Un giorno come tanti altri.
Manuela è contenta perchè sta partendo per la colonia estiva; Carla e Umberto per le Tremiti. Antonio attende con ansia di tornare dalla figlia; Sergio, che per un ritardo del treno su cui viaggiava ha perso la coincidenza, aspetta impazientemente il convoglio successivo; Francesco è in servizio…
Poi, un boato.
Una bomba di inaudibile violenza esplode nella sala d'aspetto della stazione.
La vita di Antonella, Vito, Leo, Errica, Cesare, Carlo, Margret, del piccolo Luca, di Patrizia, Silvana, Manuela, Roberto, Elisabetta, Eleonora, John , Paolo, Vittorio, Giuseppe, Flavia, Rossella, Nilla, Katia, Kai, Velia, Salvatore,Viviana, Catherine,Iwao, Angelo - e delle loro famiglie .... si spezza, così, improvvisamente e senza ragione.
I morti sono 85; 200 i feriti.
Un minuto di silenzio, un po' del nostro tempo per non dimenticare tante storie diverse, accomunate da un unico drammatico epilogo.
(Qui la diretta del GR1)

venerdì 1 agosto 2008

Lella e la norma anti-precari: una storia di Italiana follia

Donatella è una precaria, una di quelle donne (neppure tanto ragazzine … trentotto anni suonati) clienti abituali delle agenzie di lavoro interinale. Il suo ultimo contratto “a termine” è scaduto qualche settimana fa. Era stata assunta dalla Parecrio S.p.A., con mansioni operative per far fronte “… ad un incremento di attività”, o almeno così recitava il suo contratto.
Lella, come la chiamano gli amici, sa fin troppo bene che alla Parecrio non esisteva nessun “incremento di attività …” temporaneo che giustificasse l'apposizione di “un termine” alla sua assunzione. E’ la solita furbata all’italiana: le imprese utilizzano la generica formula “incremento di attività.." o "necessità di una copertura di posti .. ( che rimangono perennemente vacanti)per assenze temporanee" o “temporanee esigenze organizzative, tecniche o produttive” per eludere la normativa, giustificare l’uso di precari, cioè di lavoratori con contratti a termine ed evitare assunzioni a tempo indeterminato.

E’ una forma bella e buona di sfruttamento: sei ricattabile, se vuoi sperare nel rinnovo del contratto alla sua scadenza non devi avanzare troppe pretese. Insomma, come si dice dalle mie parti, devi “star schiscio”.
Donatella questa volta, però, si è proprio stancata della vita
“da precaria incallita” che le impedisce di pensare al futuro. Non può sposarsi, né avere quel figlio che tanto desidera.
E poi – come le ricorda sempre Luca - l’orologio biologico corre …
Si è già rivolta ad un avvocato, che le ha spiegato che la legge non consente al datore di lavoro di assumere “dipendenti a tempo” per far fronte a delle esigenze aziendali permanenti.
Se ciò succede, il Giudice può dichiarare il termine previsto nel contratto non valido, cioè può considerarlo "come non apposto " e quindi stabilire che il contratto è, di fatto, a tempo indeterminato.

Se il Tribunale le darà ragione, la sua dittà dovrà ripristinare il suo rapporto di lavoro e anche pagarle le retribuzioni maturate con gli interessi.
Carlo e Gaia , gli amici di una vita, hanno già fatto causa ai loro titolari. Carlo dopo la sentenza del Giudice, nel 2006, è stato subito reintegrato con un contratto a tempo indeterminato.
Per Gaia, invece, la via crucis del precariato non è ancora del tutto finita: la causa davanti al Tribunale, certo, l’ha vinta, ma il suo capo è un osso duro. Non vuole cedere ed ha impugnato la sentenza in Corte di Appello.
Gaia è, comunque, fiduciosa perché le hanno detto che è solo questione di tempo!

Ma ahimè i sogni di Lella, di Gaia e degli altri precari sono destinati ad andare in frantumi a causa dell’inattesa legge di cui, in questi giorni, hanno tanto parlato i giornali: la norma anti precari.
Per dirla alla Calderoli “una vera porcata”, un “colpo basso al precariato” ed un grande regalo, direbbe qualcuno, “al padronato".
Infatti la norma, che presto sarà sottoposta al vaglio del Parlamento, agevola i datori di lavoro perchè attenua le conseguenze, le sanzioni per quelle imprese che usano in modo illegittimo i contratti “a termine”.
Se i nostri Onorevoli deputati e senatori la approveranno, il Giudice – anche ove accerti che Donatella e Gaia hanno ragione - non potrà più ordinare la loro reintegrazione nel posto di lavoro, con l’assunzione a tempo indeterminato.
Sarà in grado solo di imporre alla Parecrio il pagamento di una semplice indennità, di una sorta di buona uscita che potrà andare da un minimo di 2,5 ad un massimo di sei mensilità dell’ultima retribuzione percepita.
Invece di ottenere, come accade oggi, un lavoro stabile che Le garantisca anni di regolare retribuzione, Lella si dovrà accontentare – ben che vada – di sei mensilità!
La norma crea, poi, un'evidente discriminazione tra lavoratori. Il testo proposto prevede, infatti, che la nuova disposizione si applichi solo ai giudizi in corso. Che vuol dire? Questo: Carlo è a posto, ma a Gaia sarà riservato un diverso trattamento, solo perchè - per colpe non sue - è ancora attivo il suo procedimento.
Ma non finisce mica qui. I datori di lavoro, nei giudizi intentati contro di loro dai dipendenti, si sono sempre difesi con un'argomentazione del tipo “Sig. Giudice, se avessimo saputo di non poter stabilire un termine alla durata del contratto non l'avremmo neppure concluso. La clausola che ne prevede "la durata" per noi è essenziale, e quindi, caro Tribunale, se la dichiari nulla, devi dichiarare nullo anche l'intero contratto ".
Dal momento che questa tesi ai Giudici del Lavoro non è mai piaciuta- perchè accettarla avrebbe voluto significare legittimare un ricorso indiscriminato all'apposizione del termine da parte dei datori di lavori, senza alcuna conseguenza per loro - il Governo Berlusconi ha ben pensato di farla diventare legge, così "le Toghe Rosse" la dovranno per forza applicare ... Morale della favola: le imprese potranno ricorrere sempre più facilmente al contratto a tempo determinato, anche per sopperire ad esigenze stabili della propria azienda, e non ci sarà per loro alcuna sanzione, o al più si tratterà di una punizione veramente irrisoria!

ll gioco è fatto...

Si mettano, quindi, il cuore in pace i precari e con loro pure l'Onorevole Meloni.