domenica 8 marzo 2009

Un brutto sogno. La Brianza di Asimov.

Aumento delle cubature, liberalizzazione spinta delle norme per costruire, un ritorno al ravvedimento operoso dall’amaro sapore del condono.
Abolizione del “permesso di costruire per sostituirlo con una certificazione di conformità, giurata, da parte del progettista”.
Procedure più veloci e certe per le autorizzazioni paesaggistiche.
Ecco l'ultima trovata del nostro Primo Ministro.
Una bella ricetta fai-da-te per risollevare le sorti della sempre più infiacchita economia nazionale.
Una normativa che velocizzerà il processo di innarrestabile peggioramento della qualità di vita nelle città e nelle campagne.
Un processo, che in atto da almeno 15 anni, non sarà indolore neppure per la sempre meno bella e meno verde Brianza. La nostra amata Brianza che da «giardino d'Europa», ameno luogo di villeggiatura, dove i milanesi costruivano ville per riposarsi e fuggire dall'afa e dal rumore cittadino, verrà definitivamente trasformata in una sorta di brutta copia della Trantor dei libri di fantascienza, la capitale dell'impero galattico dei romanzi di Asimov.
Una città completamente urbanizzata.
Tutta coperta di cemento ad eccezione del palazzo imperiale e del relativo giardino.
Una sorta di idillio, per soli ricchi, che ricorda tanto la villa di Arcore dell’Ill.mo Sig. Primo Ministro.
I palazzinari ed i cultori dell'abusivismo edilizio si stanno già preparando al grande assalto.
Questa assurda ricetta per salvare l'economia che, invece di puntare su innovazione e sviluppo, ripiega, ombelicalmente, per l’ennesima volta, sul ciclo del cemento, mi sollecita alcune riflessioni, che partendo dalla politica nazionale, possono, forse, fornire qualche utile chiave di lettura in una prospettiva amministrativo- locale.

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In primo luogo, il ciclo del cemento , comporterà, con una certa probabilità, una forte meridionalizzazione del partito di Berlusconi.
E’ notorio - e il sangue calabrese che mi scorre nelle vene mi autorizza ad evidenziarlo, senza rischio di essere tacciata di leghismo - che la categoria degli abusivi, degli speculatori senza scrupoli, degli immobiliaristi che seminano nel territorio i loro "capolavori " ( più o meno legali), infischiandosene di effetti ed impatti, riesce ad attecchire nel tessuto sociale del sud più facilmente che nel Nord del paese.
Non che il padano suolo possa considerarsi immune dagli abusi, ma, per lo meno, di fronte alla violazione di legge scatta, generalmente, nei confronti di chi la compie, una maggiore riprovazione sociale.
Senza considerare che l'incremento del ciclo del cemento finirà per precostituire un succulento banchetto per Camorra, Cosa Nostra e 'Ndrangheta, che in tempi di crisi trovano, come gli squali che fiutano subito l'odore del sangue, terreno sempre più fertile per i loro loschi affari (si consideri che secondo quanto riportato da un recente articolo del Washington Post almeno 180mila commercianti sono vittime dell'usura, un'attività in gran parte gestita dalla mafia).
La riforma del Berlusconi nazionale, si traduce, poi, nell'endiadi "più automobili - più case".
Il nostro illuminato premier si ostina, infatti, a promuovere un modello economico imperniato sulla continua espansione delle città e su una politica dei trasporti fondata sull'automobile. Un sistema, a livello mondiale, oggi in crisi. Del resto è stata proprio la bolla immobiliare ad innestare l'attuale recessione economia, che ha pesantemente travolto il settore dell'automobile ed il relativo indotto.
Il governo Berlusconi, con una lungimiranza ed una lucidità che il mondo intero non può non invidiarci, scegliendo di affidare la ripresa economica all'avvio di grandi opere pubbliche, in assoluta prevalenza stradali , e ad una nuova espansione edilizia, si comporta come il medico che tenta di praticare la respirazione artificiale ad un cadavere ormai inanimato.
E' ormai chiaro che solo un differente modello di sviluppo, alternativo a quello di Silvio di cui è abbastanza prevedibile l'esito fallimentare, può costituire una credibile e valida alternativa al modello del berlusconismo.
Dal quale le forze politiche che si dichiarano, almeno a parole, contrarie a logiche palazzinare e cementificatorie, dovrebbero prendere in modo chiaro le distanze. In fin dei conti, che il Popolo delle Libertà sia il partito del mattone (lo dicono le cronache qui,e pure qui), non è certo una novità. E, coerentemente con la propria indole, non fa neppure finta di nasconderlo.
Ma la Lega Nord ed al Partito Democratico, al di là del richiamo a mere formule di stile, non mi pare si diano un granchè da fare.
La prima, si limita a grandi sparate sull'identità celtica od a populistici proclami anti-immigrati, senza interrogarsi seriamente sullo stravolgimento dell'identità del paesaggio padano e sulle cause economiche che hanno favorito l’incremento di una parte dell' immigrazione più selvaggia (il campo edilizio attrae, come fa il miele, con le api, manodopera straniera).
Privilegiando alleanze più coerenti con i propri credi.
Il secondo, ombelicale e ripiegato sui propri conflitti intestini, ha dimostrato la completa inettitudine nel cogliere la nevralgica rilevanza di questo tema.
Un tema che fino ad ora ha trattato con molta superficialità. Più con proclami, senza convinzione, che con precise scelte di governo.
Il Partito Democratico, per diventare anche qui, in Brianza, un po' più credibile, dovrebbe fare dello slogan “basta cemento” il proprio cavallo di battaglia.
Se non altro la smetterebbe di apparire una massa sbiadita ed informe, ed acquisterebbe un'identità politica un po' più coerente. Mal che vada, correrebbe il rischio di perdere per strada qualche peso morto. Il che non sarebbe una grossa tragedia.
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Alle stesse logiche dovrebbe ispirarsi la politica locale.
Da questo punto di vista, il Gruppo della Lega Nord di Giussano, almeno a livello di proclami, è stata chiara.
Programma ed alleanze (salvo dictat verticistici) verranno decise sulla base di un accordo comune sul territorio e sulla sua gestione. Per onestà intellettuale, al gruppo di Bossi, va riconosciuta una certa coerenza nelle decisioni assunte in sede consiliare. Ma fare i bastion contrari, tra i banchi dell'opposizione, è facile.
Più complesso è opporsi a logiche cementificatorie quando si appartiene alla maggioranza di governo.
La stessa chiarezza dovrà esserci nel centrosinistra che affronterà da solo, con un proprio candidato sindaco, questa tornata elettorale. Il matrimonio tra Giussano Democratica (che in giunta ci è stata per dieci anni) ed il Partito Democratico non potrà celebrarsi senza una previo confronto sulle politiche urbanistiche.
Non sarà certo sfuggita agli occhi dei cittadini più attenti, la frattura che, sui temi urbanistici, da quasi un paio di anni si è consumata all’interno di Giussano Democratica.
Una frattura, che riflette due idee tra di loro molto diverse su quale debba essere lo sviluppo urbanistico del nostro comune.
Posizioni che, giunte a questo punto, dovranno necessariamente chiarirsi.

4 commenti:

Mauro Caliendo ha detto...

...che dire, proposta altamente "edificante"....

Anonimo ha detto...

quelli che si lamentano del pgt......... e di questo cosa ne dicono?

Anonimo ha detto...

PGT??? una porcata nella quale qualche magistrato farebbe bene a darci un occhio!

emanuela ha detto...

Questo blog è un democratico luogo di discussione, lungi da me, quindi, l'idea di assumere le vesti di "censore".


Detto questo ritengo, che chiunque, anonimo o meno, intenda lanciare accuse tanto pesanti, debba, assumendosene tutte le responsabilità, allegare fatti ben circostanziati.

Altrimenti, se non è in grado di provare le sue accuse, deve lasciare da parte la magistratura e limitarsi a fare valutazioni politiche.