mercoledì 13 maggio 2009

Il paese degli Uomini e la carica dei 200

Tanti sono i candidati che correranno per assicurarsi un posto al sole nel futuro Consiglio Comunale.
Ufficializzate le liste possiamo, prima di dedicarci seriamente ai programmi, fare un po' di sano gossip elettorale.
Il primo dato che salta all'occhio, scorrendo velocemente i nomi dei candidati è che, ahimè, Giussano non è un paese per Donne.
Sono, infatti, tutti, rigorosamente UOMINI i candidati (5) che si contenderanno la carica di primo cittadino.
Dal Giussano 5 stelle di Claudio Brunati alla Torre di Io rispetto Giussano di Ettore Trezzi, passando per Alberto Elli (PD, Giussano Democratica e IDV), Leonardo Pellegrino (UDC, Lista Riva la Nostra Citta' e Viva Giussano) e Gian Paolo Riva (per PDL, Lega Nord e Repubblicani di Giacomo Pasquina. )
Del pari tutti rigorosamente ed esclusivamente UOMINI i 7 candidati ai seggi provinciali. Da destra a sinistra non si intravede neppure, per sbaglio, una gentil donzella. Giulio Cassina con Pisani, Roberto Citterio per Sinistra è Libertà, l’importato Fabrizio Figini per il PDL, Roberto Munarin per Partito Democratico, Leonardo Pellegrino per UDC, Massimiliano Riva per la Lista Ponti e Stefano Tagliabue Lega Nord.
Lontani dal pianeta di Venere anche i cosiddetti capolista. I primi della classe. Esponenti del sesso forte ben 9 su 11: Pierluigi Elli, Roberto Soloni, Carmelo de Luca per il centrosinistra, Paolo Varenna per Lista Riva la Nostra città, Giacomo Pasquina per i Repubblicani, Luigi Della Bona per UDC, Angelo Molteni per il PDL, Fabio Mandruzzato per Viva Giussano, Stefano Tagliabue per la Lega Nord.
Le due meteore? Io me, e Rovagnati Ludovica per Giussano 5Stelle.
La lista più in rosa. I Repubblicani di Giacomo Pasquina che corrono con Gian Paolo Riva.
La maglia nera dei più maschilisti: Giussano Democratica e la Lista Riva La Nostra città. Che dire..nulla di nuovo sotto il sole.
Ma è giusto così. Le donne si occupino di altro. La politica "cosa da uomo è"
C'è solo da sperare che qualcuno degli Angeli del focolare riesca a raccattare un numero sufficiente di preferenze per entrare in consiglio comunale.
Cosa, a dire il vero, tutt'altro che semplice e scontata (non basta garantirne il posto in lista).
Per rendersene conto è sufficiente dare un occhio a Consiglio comunale e Giunta degli ultimi 1o anni.
Dal 1999 al 2004, sono stata l'unica rappresentante del gentil sesso nell'Assise Cittadina, affiancata nel 2004 da Emanuela Diletto, dell'opposizione.
Quanto alla giunta, di donne nemmeno una pallida ombra.
Eppure... chissà cosa succederebbe se le donne per protesta decidessero, alla Lisistrata, un giorno di iniziare a disertare le urne?
O meglio, ancora se si riuscisse ad affermare (molto dis-interessatamente) lo slogan "alle prossime elezioni dai la tua preferenza solo a una donna..."
Di certo i maschietti non se la vedrebbero un granchè bene, considerato il numero dell'altra metà del cielo...
Comunque...lucubrazioni mentali a parte eccovi i nomi dei candidati...

Io rispetto Giussano- Ettore Trezzi
Emanuela Beacco
Sara Bergamo
Angelo Binda
Matteo Boffi
Pinuccia Borgonovo
Enrico Cazzaniga
Luca Colombo
Renzo Colzani
Laura Elli
Michele Ferrara
Giuseppe Frigerio
Angelo Galimberti
Martino Guarneri
Giuseppe Lembo
Pietro MauriTeo Nespoli
Camille Panzarin
Franco Ratti
Giovanni Sanvito
Edoardo Trezzi
Alberto Elli -
Pd
Pierluigi Elli
Matteo Riva
Gianluca Bellimori
Paola Bianco
Matteo Botta
Roberto Attilio Buzzi
Marta Cazzaniga
Roberto Citterio
Roberto Colzani
Marco Daccò
Anna Mauri Giuseppe Motta
Roberto Munarin
Marta Nespoli
Emilio Nicolini
Adele Palumbo
Silvia Triviri Bellini
Sergio Vigano'
Vincenzo Zappino
Luisa Zorloni
Giussano Democratica
Roberto Soloni
Flavio Airoldi
Filippo Bellotti
Vittorio Villa
Franca Banfi
Angelo Bartesaghi
Massimo Beacco
Flavio Bergomi
Mario Canzi
Massimo Carnio
Igor Crispi
Giuseppe D'Aprile
Giorgio Ferrari
Roberto Godio
Mattia Montanaro
Andrea Pellegatta
Letizia Pirovano
Gaetano Rivolta
Diego Armando Tenderini
Stefano Viganò
Italia dei Valori
Carmelo De Luca
Valeria Vinci
Debora Don Vito
Alessio Bosco
Francesco Bosco
Roberto Cassina
Nicola Don Vito
Alessandro Porta
Giampaolo Zannin
Annamaria Fino
Teresa La Verde
Raffaella Molteni
Piera Zagato
Daniele Galimberti
Antonio Luzza
Gianvittorio Molteni
Marco Sironi
Giussano a 5 stelle - Claudio Brunati
Ludovica Rovagnati
Stefano Cattai
Marco Tridello
Ivan Cianci
Matteo Staglianò
Assunta Maria
Chiarcosso Eleonora
Sironi Massimo Forte
Loris Cerponi
Marco Bianco
Luigi Colombo
Roberto Nanni
Marco Vergani
Valentina Sarti
Massimilano Buzzi
Leonardo Pellegrino
Lista Riva la Nostra Città
Paolo Varenna
Davide Colombo
Paolo Acquistapace
Andrea Barzaghi
Luigi Castelli
Emanuele Serafino Ceppi
Andrea Colciago
Stefano Colzani
Matteo Corona
Monica Corti
Giulio Farina
Giovanni Giuseppe Guidi
Luca Iannuzzi
Milena Longoni
Davide Mutti
Emilio Antonio Nespoli
Luigi Nespoli
Fausto Arturo Rocca
Otello Sabbatini
Dario Mario Villa
UDC
Luigi Della Bona
Roberto Brenna
Franco Califfo
Fiorenzo Ballabio
Felice Battaglia
Maria Pia Colzani
Biagio Daniele
Roberto De Marco
Erik Scuteri
Gianluca Farina
Carlo Gaetano Fumagalli
Giovanni Locatelli
Antonio Longo
Carla Pellecchia
Pierangelo Redaelli
Giorgio Riva
Gianfranco Russo
Giacomo Sala
Paola Maria Villa
Sergio Zanierato
Viva Giussano
Fabio Mandruzzato
Franca Brivio Brambilla
Daniela Carchidi
Paolo Chirico
Paolo Luigi Consonni
Piergiuseppe Dalla Buona
Fabio Ferracane
Pietro Fiumara
Selvi Frigerio
Fulvio Galbiati
Erminio Guarneri
Guido Molteni
Paolo Novati
Sergio Carlo Ramazzotti
Alessandro Redaelli
Danilo Riboldi
Luigi Toscano
Girolamo Vannini
Barbara Varenna
Silvia Zorzan
Gian Paolo Riva
Partito Repubblicano
Giacomo Pasquina
Manuela Barzaghi
Carlo Maria Brenna
Elena Brivio
Carlo Cattaneo
Veronica Piera Citterio
Gian Mario Colzani
Emanuela Gallon
Luigi Giacomini
Flavio Antonio Longoni
Marco Longoni
Giuseppe Mesiano
Stefania Motta
Donatella Nespoli
Sara Parravicini
Sabrina Rocca
Gian Paolo Sardella
Antonio Staropoli
Michele Turati
Vincenzo Zorloni
PDL
Angelo Molteni
Francesca Baggiani
Cinzia Bertazzo
Angelo Borgonovo
Giuseppe Carello
Chiara Cassina
Roberto Ceppi
Adriano Corigliano
Gerardo De Bonis
Antonino Di Fratta
Giorgia Gambaro
Elena Gaverini
Francesco Logiacco
Belinda Maghini
Vincenzo Murruni
Luigi Nespoli
Luca Nobili
Vittorio Tessaro
Elia Trezzi
Enrico Vigano'
Lega Nord
Stefano Tagliabue
Marco Citterio
Umberto Ballabio
Ugo Bertoli
Marco Terraneo
Giovanni Novati
Emanuela Longoni
Daniele Barzaghi
Valerio Ghiozzi
Daniele Palladino
Laura Caldan
Giuseppe Nespoli
Piercarlo Provenzi
Roberta Fumagalli
Rita Malegori
Emanuele Arosio
Ennio Pastorelli
Ambrogio Sanvito
Andrea Villa
Pietro Mariani

lunedì 11 maggio 2009

Svelato il volto dell'uomo del mistero

Ecco il candidato Sindaco, Ettore Trezzi con i candidati consiglieri, in rosa, della Lista "Io rispetto Giussano"
Niente paura, siamo tutte maggiorenni.
Tutte nate - coincidenza propiziatoria (?) - il giorno 10 ...del mese...

Vediamo come butta....

Stasera il primo confronto pubblico tra Sindaci.
Alle ore 21 presso l'oratorio di Giussano.

venerdì 8 maggio 2009

Fornelli: che passione!

Di certo non la mia.
Per la gioia di chi già mi immaginava china sui fornelli, con bigodini in testa e padelle in mano (come un vero angelo del focolare): è ufficiale.
Ho deciso di non ritirarmi, almeno per ora, a vita privata.
Non è che non ci avessi seriamente pensato.
Anzi. Mi ero quasi convinta che l'abbandono della politica - specie dopo i forti dissapori con parte dei miei vecchi compagni di cordata- fosse la decisione migliore.
Gli ultimi mesi sono stati, per me, piuttosto, come dire, pesantucci. Riuscire a far arrabbiare sempre qualcuno, è arte raffinata che richiede un notevole dispendio di tempo ed energie...
E così, tramontate le democratiche primarie (che tutti a parole vogliono, purchè le si faccia rigorosamente in casa di altri) archiviata per volere divino la mia candidatura a Sindaco, assunta la giusta dose di valeriana, avevo pensato di dire addio alla politica.
Con grande gioia per il mio lavoro, che, di tanto in tanto bussa alla mia porta ricordandomi le rate di mutuo da pagare ... Per convincermi della bontà dell'ineluttabile decisione, continuavo a ripetermi che dopo dieci anni di riunioni, di consigli comunali, di quintalate di carta da leggere, di discussioni... un po' di riposo mi avrebbe indubbiamente giovato.
Palestra, piscina, cinema. Mi avrebbero rinvigorita nel corpo e nella mente.
Mamma, Teo, Dante e Fabio, non è che fossero particolarmente entusiasti dell’idea di avermi tutte le sere in mezzo ai piedi.
E ad essere onesta, neppure i miei più fedeli amici avevano un granchè creduto alla mia “ritirata”.
Certo, vedendomi così moralmente provata, e sapendo che da un paio di mesi non mi facevo più vedere alle riunioni del partito democratico, nè a quelle di Giussano Democratica, si stavano quasi convincendo che la mia non era solo una sparata di facciata. Addirittura, i più premurosi avevano pure temuto che avessi ecceduto nelle dosi della consigliata valeriana!
La Beacco che si da’ una calmata. Da non crederci! ( anche perché si sa, che il carattere non si può cambiare; crescendo, al massimo, può solo peggiorare. E, purtroppo per me, con questo caratteraccio ci nacqui.)
Comunque, ero quasi sulla retta via (avevo pure comprato un libro di cucina) quando è apparsa sotto la Torre del Boffi, come per incanto, una nuova lista... civica con un messaggio programmatico ben chiaro. Rispetto del territorio. Stop alla cementificazione. No al centro commerciale. Recupero del patrimonio edilizio senza compromissione di ulteriore territorio.
Composta da persone, che guarda caso, stavano dicendo le stesse cose su cui "rompo" da mesi! Che meraviglia: qualcuno che pareva avere esattamente le mie fisse (una matta in compagnia, fantastico!).
Le stesse, ahimè, che mi hanno portato alla rottura con Giussano Democratica.
Come non cedere, quindi, alle lusinghe dei suoi promotori di entrare a far parte dell'allegra brigata?
E così, eccomi qui - per la gioia di chi mi voleva relegata in casa - ricandidata.
Non in Giussano Democratica né nel Pd (pare, infatti, che una parte dei loro fondatori non apprezzi molto la mia esuberanza.....).
Non nella Lega. Come una buona dose di opportunismo avrebbe consigliato.
Ma in una lista civica, dal significativo nome "Io rispetto Giussano" non connotata politicamente, con un programma politico – urbanistico chiaro e preciso.
Al di là dell'ironia (che nella vita non guasta mai) credo che la scelta di entrare nella lista capitanata dall'Avv. Ettore Trezzi, sia, da un certo punto di vista, la sola per me percorribile.
Una scelta difficile. Combattuta. Maturata in due lunghi mesi. Nei quali ho molto accarezzato anche l'idea di ritirarmi a vita privata. Già un mese e mezzo fa, quando il candidato Sindaco Elli aveva parlato di una mia, pressochè scontata, presenza in giunta avevo ben chiarito come la mia eventuale ricandidatura in una delle liste del centrosinistra sarebbe dipesa non dall’offerta di una poltrona, quanto piuttosto dalla condivisione di un chiaro e preciso programma nel quale avrebbe dovuto necessariamente trovare spazio, da subito, e non in un incerto futuro, anche la mia visione dell’urbanistica e dell’uso del territorio .
Da allora la situazione è solo peggiorata. La frattura si è acuita nella fase di approvazione definitiva del piano di governo del territorio (per colpa del mio indomabile caratteraccio. Chiaramente).
Eppure. Sarebbe bastato così poco. Anche un’astensione sull’ultimo piano attuativo votato qualche settimana fa in Consiglio (come ho fatto io) sarebbe stato un piccolo segnale di una volontà seria di Giussano Democratica di riaprire il confronto su certi temi.
Ma evidentemente, la mia presenza nel centrosinistra giussanese non vale neppure lo sforzo di un’astensione. Poco male. Si sa.
A questo mondo tutti siamo utili. Ma- fortunatamente- nessuno è indispensabile. A dire il vero, in alcuni momenti, ho anche pensato all’ipotesi di crearmi una lista tutta mia e di candidarmi come sindaco.
Idea accantonata sopratutto perchè le estenuanti battaglie (incompatibilità, standard, attacchi personali), mi, avevano, lasciata praticamente senza forze.
Spero, in questo modo, di aver messo a tacere le voci di quanti si preparavano ad accusarmi di "opportunistici salti della quaglia".
O di chi aveva già, nel cilindro l'accusa, di essermi creata, per mera ripicca personale (come una bambina viziata) una lista civica.
Qualcuno, tempo fa esternava la preoccupazione che la mia indecisione fosse solo un modo per alzare il prezzo. Spero di aver dimostrato il contrario.
Mi auguro, soprattutto, con questa scelta di non aver deluso troppo quanti in questi difficili mesi mi hanno dimostrato, in tanti modi ed occasioni, la loro solidarietà ed il loro sostegno.
Di questo, ora li ringrazio.

Il bel Dario ( di cognome Allevi)

Ieri sera il candidato Presidente alla Provincia di Monza e Brianza di PDL e Lega, è stato ospite in quel di Giussano. Al Palatenda. Purtroppo ero impegnata nella sistemazione dei moduli per la presentazione delle liste. altrimenti giammai mi sarei persa l'evento!
Marco -commento al post precedente- ci dice che non c'era molta gente...
Ma chi è il Bel Dario ? (e bello lo è, parola di lupetto)...
Sappiamo, ad esempio, che, di origini non proprio padane (è nativo di Roma) Allevi è il candidato in quota "Alleanza Nazionale".
Attuale Vicesindaco ed Assessore allo Sport ed al Turismo in quel di Monza, è stato, come lui stesso racconta, folgorato sulla via di damasco niente poco di meno che da Giorgio Almirante (il più importante esponente del Movimento Sociale Italiano).
I programmi non li abbiamo ancora visti.
Ma una cosa è certa. Il Futuro Presidente della nostra Bella Provincia, colui che rappresenterà la terra di Brianza nel Mondo, pare avere le idee chiare sulla storia d'Italia ...
  • Cronache del Consiglio Comunale, 25 ottobre 2005 " L'emancipazione dell'Etiopia. Il consigliere ALLEVI poi ha ricordato che grazie al primo ministro di 70 anni fa "per chi non lo sapesse si chiamava Benito Mussolini" l'Etiopia fu conquistata alla emancipazione perchè governata male, e che molti illustri Italiani HANNO FATTO BENE ALL'AFRICA come padre Reginaldo Giuliani cappellano degli arditi presente con d'Annunzio a Fiume, strade, ponti, ferrovie, monzesi che partirono "in armi" per portare benessere e sviluppo. Fuori microfono il consigliere TADDEO dichiarava che questo intervento era apologia di fascismo, il consigliere ALLEVI onorava i caduti di EL ALAMEIN concludendo che la storia purtroppo la scrivono i vincitori, e per troppo tempo il loro ricordo è caduto nell'oblio.Tutta l'aula è ammutolita; che il consigliere ALLEVI abbia dimenticato FIUGGI?"

        e sull'educazione delle giovani generazioni...
          • Da Arengario "La sera alla Sala Maddalena lo spettacolo “C'è Dante sul Quarnaro” a cura dell'ADES (Amici e Discendenti degli Esuli giuliani, fiumani, istriani, dalmati), recital di testi dannunziani e canzoni dell'esodo. E' stato un tuffo nel passato fascista, anche interessante dal punto di vista etnologico, a patto che ci si renda conto che quel passato è morto e sepolto. Invece attraverso la prosa di D'Annunzio, che appare oggi quanto mai elucubrata e retorica, e con le canzoni si è voluto inneggiare all'italianità di quelle terre con chiare affermazioni revansciste: “Istria, Fiume, Dalmazia, né Slovenia, né Croazia”; “anche le pietre parlano italiano” e via di questo passo. E dopo il canto finale dal ritornello “Eia, guardie del Quarnaro, alalà (parole di D'Annunzio, è stato spiegato), una ventina di baldi giovani vestiti di nero, allineati ai due lati della platea hanno più semplicemente gridato “eia, eia, alalà”.

          Sono quei “meravigliosi ragazzi che permettono queste manifestazioni” come li ha ringraziati il vice sindaco Dario Allevi (di AN) prima dello spettacolo.

          martedì 5 maggio 2009

          Sotto il vestito niente (o quasi)

          Seducenti veline.
          Prosperose letterone che esibiscono fiere la loro provocante "quarta" (chirurgicamente rifatta). Minorenni ninfomani.
          Ex attricette scollacciate. Spogliarelliste, diventate – dopo il purgatorio elettorale - caste ministre e deputate.
          Donne che vivono nel fatato e luccicante mondo della televisione. Nei palazzi del potere. Avvolte in costosi abiti firmati Cavalli, Versace, Prada e Dolce & Gabbana.
          Un mondo dai mille luccichii....
          Che nulla ha, però, a che vedere con la vita quotidiana della maggior parte delle donne italiane.
          Costrette a barcamenarsi tra lo spettro della cassaintegrazione, le rate del mutuo e della macchina da pagare, stipendi da 750 euro al mese (poco più del prezzo delle borse più economiche di Luis Vuitton).
          Delle donne che lavorano in fabbrica. Come quelle di cui ci parla Eliana Schiadà, sindacalista della CGIL.

          lunedì 4 maggio 2009

          Per favore, regalategli un paio di occhiali

          Dell'Utri: «Mussolini? Era troppo buono»
          «Era un uomo straordinario e di grande cultura, alla Montanelli. Non fu un dittatore spietato come Stalin»
          Marcello Dell'Utri (Ansa)ROMA - Benito Mussolini visto con gli occhi di Marcello Dell’Utri.
          Il senatore del Pdl, tra i fondatori di Forza Italia, ne parla a lungo in una intervista alla trasmissione web-tv Klauscondicio di Klaus Davi.
          «Mussolini - sostiene Dell’Utri - ha perso la guerra perché era troppo buono. Non era affatto un dittatore spietato e sanguinario come poteva essere Stalin. Leggendo i diari, giorno per giorno, per 5 anni dal ’35 al ’39, cioè alla vigilia della decisione di entrare in un conflitto mondiale già iniziato, le posso assicurare - spiega - che trovo Mussolini un uomo straordinario e di grande cultura. Un grande scrittore, alla Montanelli, i suoi diari sembrano cronache di un inviato speciale, con frasi brevi e aggettivazioni efficaci come raramente ho letto». «Non è colpa di Mussolini - aggiunge l’esponente azzurro - se il fascismo diventò un orrendo regime. Ci sono testimonianze autografe del duce in cui critica i suoi uomini che hanno falsato il fascismo, costruendosene uno a proprio modo, basato sul ricatto e sulla violenza. Il suo fascismo era di natura socialista». Secondo Dell’Utri «sono state le sanzioni a costringere Mussolini a trovare un accordo con la Germania di Hitler. Se non ci fossero state le sanzioni, probabilmente non si sarebbe mai alleato con Hitler che non stimava per niente, anzi temeva. Ci sono pagine inedite, scritte da Mussolini su questi anni, che faranno discutere molto e che dimostrano la disaffezione del duce nei confronti del Furher, tanto che definisce il suo Mein Kampf un rigurgitevole testo».
          LE LEGGI RAZZIALI - Quanto alle leggi razziali, «nei suoi diari - afferma il parlamentare del centrodestra - Mussolini scrive che le leggi razziali devono essere blande. Tra gli Ebrei, il duce, spiega di avere i suoi più cari amici e si chiede perché seguire Hitler con le sue idee sulle razze ariane, razze pure che non esistono».
          «Non ho paura - dice ancora Dell’Utri - di diventare impopolare con queste rivelazioni, perseguo solo la ricerca della verità. Io non ho alcuna intenzione di fare apologia né del fascismo né di Mussolini. Ho scoperto nei diari di Mussolini la figura di un grande uomo. Ha commesso errori ed è già stato condannato dalla storia. Ma da questi scritti viene fuori una figura diversa da quella che ci è stata propinata dagli storici dei vincitori, non era un buffone, non era un ignorante e tantomeno un sanguinario. Era un uomo buono. Mussolini era solo una brava persona che ha fatto degli errori».
          Ultimo argomento al quale Dell’Utri dedica la sua attenzione, quelo del rapporto del dittatore con le donne: "A palazzo Venezia, con le donne il duce usava la tecnica musica e magia. Negli anni, dal ’35 al ’39 Mussolini non aveva amanti, ma solo fugaci incontri e faceva quello che oggi si riassume in: musica (tromba) e magia (sparisci). L’unica donna che lo colpì profondamente fu Claretta che viene descritta, in una pagina del 16 Ottobre del ’36, in maniera straordinaria e si capisce quanto Mussolini ne fosse innamorato».
          REPUBBLICHINI PARTIGIANI - I repubblichini di Salò? «Erano al 100% partigiani di destra», ha risposto Dell'Utri a Klaus Davi. «Non è che fossero delle persone da cancellare dalla storia, perché hanno avuto la loro parte e credevano - sostiene l’esponente del Pdl - in alcuni valori. I repubblichini sbagliavano sicuramente, perché la Repubblica di Salò non è certo stata una gran bella cosa, però sono esseri umani che hanno lottato al pari degli altri per una loro idealità». LA RAI - Ma durante l'intervista Marcello Dell'Utri ha risposto anche su altri temi. Ad esempio sulla Rai. «Occupare la Rai? Perché no, ma naturalmente speriamo di non doverla occupare». «La tv di Stato ha grandi professionalità, ma un po' ha ragione Gasparri: è ancora in mano alla sinistra», ha spiegato, «non so come la Rai stia in piedi, non essendo un'azienda a tutto tondo, i presidenti, gli amministratori delegati, i direttori generali vengono scelti dalla politica e non dal mercato».
          VELINE - Le veline? Per Marcello Dell'Ultri sono meglio di alcune giornaliste televisive. «Le veline laureate e preparate politicamente sono di gran lunga più apprezzabili di alcune tele giornaliste che non conoscono l'italiano. Spesso alcuni commenti dimostrano l'invidia degli altri», ha aggiunto, «noi del Pdl siamo sempre presi di mira su questo tema».
          DI PIETRO - «Di Pietro non mi sembra un anti-utopista, ma esattamente l'opposto, un fanatico. Come politico- ha spiegato il senatore- lo metto insieme a tutte quelle persone fanatiche che non posso stimare. Fa proteste più che proposte».
          FERRERO(PRC) - Le parole di Dell'Utri hanno scatenate dure reazioni, soprattutto nell'estrema sinistra: «Passate le convenienze del 25 aprile, la continuità fascistoide della destra nostra con il Ventennio fascista torna fuori chiaramente nelle parole di Marcello Dell'Utri, ideologo della Pdl e intimo del premier», dice Paolo Ferrero, segretario del Prc. «Il problema - afferma Ferrero - è che quelle che Dell'Utri definisce le "idealità" dei repubblichini sono state condannate in modo netto e senza possibilità di appello dalla Storia, da tutte le persone democratiche e dal Tribunale di Norimberga, che li ha definiti crimini contro l'umanità. Dell'Utri è un fascista che dovrebbe vergognarsi delle sue parole e non inquinare il dibattito democratico».

          Da segnare in agenda.

          Un'interessante iniziativa promossa dal Partito Democratico di Seregno.

          venerdì 1 maggio 2009

          1 MAGGIO 2009

          Disoccupazione e Morti bianche. In questo giorno di festa sogniamo di poter dare un calcio all'una, e porre fine alle altre.

          Buon primo maggio a tutti.

          E' partita la campagna: Metti un freno al cemento, costruisci natura

          Il suolo è un bene prezioso. Una risorsa limitata - come l'acqua e l'aria - e non rinnovabile.
          Indispensabile.
          Un bene comune da tutelare e preservare, che viene quotidianamente eroso dall'inarrestabile attività edificatoria e dalla dissennata cementificazione dei nostri territori.
          La Lombardia è una delle regioni più urbanizzate e cementificate d'Europa.
          Ogni giorno 140.000 metri quadrati (l'equivalente di 20 campi di calcio) vengono coperti da asfalto, distrutti dall'edilizia commerciale e residenziale, da centri commerciali e capannoni.
          Un problema su cui da tempo, Legambiente Lombardia sta ponendo - con insistenza- l'attenzione.
          Per fermare il consumo di suolo, Legambiente ha elaborato una proposta di legge di iniziativa popolare che presenteremo insieme in Consiglio Regionale (ebbene, si, ho vinto la nomination come parte del pool dei presentatori ufficiali della proposta ....... ).
          Il disegno di legge prevede che ogni nuovo bisogno abitativo debba essere soddisfatto mediante il riuso delle aree dismesse: imponendo - quando si dimostra che è inevitabile l'uso di suolo libero - l'obbligo delle compensazioni ecologiche preventive.
          L'obbligo, cioè, di cedere al Comune, per ogni nuova costruzione su suolo libero, il doppio della superficie occupata dal futuro insediamento, provvedendo ad una dotazione di carattere ecologico ('costruire natura').
          Dobbiamo raccogliere 10.000 firme.
          Ho i moduli. DateCi una mano ....(si accettano anche volontari per organizzare banchetti).
          Ecco gli altri punti in cui si può firmare (qui,).

          Fabrizio Figini

          “Chi era costui?” Direbbe il Manzoni, se non fosse, da tempo, passato a miglior vita.
          Secondo le notizie apparse oggi sulla stampa, il cavallo vincente del Popolo delle Libertà per le prossime provinciali nel collegio di Giussano sarà “tal Fabrizio Figini da Varedo”.
          Consigliere comunale - salvo omonimie - in quel di Varedo, Figini ha appena staccato il biglietto vincente alla lotteria della Politica - Giro/2009, assicurandosi un sicuro scranno nel Futuro Consiglio della Nuova Provincia di Monza e Brianza.
          Nel nostro collegio, infatti , il popolo di Silvio ha percentuali a dir poco bulgare che garantiscono alla sua longa manus locale (qualunque sembianza umana essa ebbia) – con una certezza, potremmo dire quasi matematica- l’elezione in Consiglio Provinciale.
          Fabrizio da Varedo pare essere (secondo i ben informati - e come evidenzia un anonimo commentatore qualche post sotto - e salvo, smentite) il fedelissimo portaborse (nella fattispecie addetto stampa) di Massimo Ponzoni, il coordinatore provinciale del PDL nonché Assessore regionale all’ambiente.
          Massimo ci dice che la scelta di Fabrizio è stato dettata, come per tutti gli altri candidati, dalla volontà di mettere in campo «persone che conoscono la realtà locale e possono garantire al simbolo un valore aggiunto».
          Bene, il principio della territorialità, potremmo pure condividerlo. Ma, una domanda non ci fa prendere sonno ...possibile che il coordinatore azzurro non sia riuscito a trovare nessun giussanese degno di portare il vessillo del PDL, e lo abbia dovuto – haimè- cercare addirittura in un comune da noi così distante?
          Non si prospettano delle belle elezioni per le liste cappeggiate dal candidato in pectore Gianpaolo Riva. Dopo il matrimonio combinato Lega – PDL imposto dall’alto, il candidato alle provinciali della PDL viene catapultato direttamente da uno dei capi extra-territoriali.
          Infine, ciliegina sulla torta, il primo candidato alla Provincia di Monza e Brianza (tanto voluta dal'On. Bossi) l’attuale vicesindaco di Monza, Dario Allevi, è un brianzolo acquisito dalle origini romane, scelto niente poco di meno che da Berlusconi in persona.
          Silvio odierà pure i comunisti, ma, nessuno più di lui ha dimostrato di saper sapientemente interpretare il centralismo democratico di leninista memoria.

          mercoledì 29 aprile 2009

          Belli, o adolescenzialmente parlando, "bonazzi" d'Europa

          La polemica sulle veline? ...... e chissenefrega...
          Io sono per la par condicio elettorale. Ti prego Dario.
          Fallo per noi!
          Candidali tutti al Parlamento Europeo!

          lunedì 27 aprile 2009

          Da segnare in agenda

          mica vi vorrete perdere la mia ultima iniziativa da Presidente del Consiglio Comunale ?
          Giovedì 30 Aprile 2009, alle ore 21.00 presso la Baita degli Alpini (Giussano, Via De Gasperi, 55) l’Associazione Nazionale Alpini, gruppo di Giussano, ospiterà
          "25 APRILE 1945, LA RESISTENZA”
          recital letterario presentato dalla compagnia teatrale Pandemonium Teatro di Bergamo.
          Una rievocazione del periodo più difficile della Seconda Guerra Mondiale attraverso letture teatrali e musica dal vivo.
          INGRESSO GRATUITO

          I fantastici anni '80. Dal "Cinghialone" a noi

          Sembra di essere tornati nei fantastici anni '80. Gli anni in cui Bruce Springsteen cantava "Born in the USA" e Zucchero la trasgressiva "Solo una sana e consapevole libidine salva il giovane dallo stress e dall’Azione Cattolica" .
          Quando la TV trasmetteva "Flashdance" , "Uccelli di Rovo" e le avventure di Indiana Jones.
          Allora, nei mitici anni '80, il governo del Paese era saldamente nelle mani del maestro. Di Bettino, detto il Cinghialone, che, lo governava all'insegna del motto - parafrasato dall'omonimo Film di Fellini- "La nave va".
          Oggi, quasi due decenni dopo, il timone è passato al suo alunno più promettente. Silvio Berlusconi. Entrambi decisionisti. Uomini veri. Sicuri di sé e dei propri mezzi.
          Spregiudicati. Due veri leader.
          Allora - come oggi - il consenso del Paese nei confronti del capo era altissimo. Né avrebbe potuto essere diversamente, perché Santo Bettino - come Santo Silvio - non scontentava nessuno.
          Ma proprio nessuno.
          Niente nuove tasse. Una pioggia di soldi pubblici a tutti equamente distribuiti.
          Massima tolleranza fiscale. Condoni. Appalti e tangenti a "go, go".
          Ma presto, ben presto, arrivo' anche per l'Italia il giorno del triste risveglio.
          Il Bel paese scoprì, infatti, che quella felicità - quell'illusoria felicità - era destinata a collassare sotto il peso di un debito, che lievitava, lievitava, lievitava,lievitava, lievitava. Un debito fuori controllo.
          Con la carta di credito in mano siamo tutti euforici. Shopping, spese, bella vita, auto di lusso.
          Tutto fantastico, fin quando la Banca non ci ricorda che il nostro conto corrente è andato in rosso... ( i politici e l'informazione manipolata nascondono il debito dietro questioni tecniche sottili, incomprensibili alla maggior parte della popolazione).
          Quando i nodi sono mestamente venuti al pettine, del Paese - sotterrato dalle macerie di Tangentopoli - hanno dovuto prendersi cura altri uomini.
          Meno gaudenti. Dalla faccia un po' triste.
          I Ciampi, i Prodi, i Padoa Schioppa, i quali non avevano un granchè di cui ridere. Che hanno dovuto curare l'Italia, facendole ingoiare l'amara medicina, fatta di fatiche, sacrifici, tasse e tagli.
          Attirandosi le ire e le antipatie di tutti.
          Adesso si torna indietro.
          L'allarme arriva direttamente dal fondo monetario: il debito pubblico lieviterà, in poco più di due anni, dal 105 ad oltre il 120% della ricchezza prodotta.
          Praticamente saranno vanificati tutti i sacrifici degli anni precedenti
          Ma il Governo ed i mezzi di informazione parlano d'altro.
          La classe politica, approfitta della difficile situazione economica per aumentare il debito.
          Urge il rilancio dell'economia. E così - invocando la crisi - si giustifica ogni spesa.
          A dire il vero, qualcuno ha pure tentato di alzare la voce contro questo deleterio sistema.
          La scorsa settimana, il Presidente Napolitano ha, infatti, protestato contro il "trucchetto" di inserire, in sede di conversione dei decreti legge, emendamenti che comportano spese per svariati milioni di euro.
          Ma la notizia delle rimostranze del Capo dello Stato ha avuto ben poca vita sulle prime pagine dei giornali.
          La protesta è stata offuscata da altri e ben più rilevanti problemi: come quello di decidere se tenere il G8 in Sardegna o in Abruzzo, oppure, ancora più fondamentale, del kebab da mangiare in strada.
          Siamo ringiovaniti di vent'anni e continuiamo le nostre suicide danze (in un clima meno euforico) sul Titanic. Nell' (illusoria) speranza, che questa volta, però, non affondi

          domenica 26 aprile 2009

          Contro le mafie

          Non più nella sede istituzionale. Ma al Pratello. Nel bar di una delle vie più vitali di Bologna, ieri 25 aprile, resistendo alla nostra dose di "sfighe quotidiane" (non-voli Alitalia, microfoni mal funzionanti, impedimenti ambientali) con Dario, Sara e Francesca di Addio pizzo.
          Con Manuela di Goel dalla Locride e con Libera. Con Claudia. Con chi aveva segnato l'appuntamento in agenda, e con chi, invece, passava di lì per caso, abbiamo, ciascuno a suo modo, gridato il nostro "no " alle mafie.
          In collegamento telefonico (bloccati nell'aeroporto di Lamezia Terme, grazie all'efficienza di Alitalia) il Sindaco di Polistena e Mario Congiusta.
          Tutti insieme, per parlare - con una conferenza che la sorte ha trasformato in comizio - della loro lotta, giornaliera e concreta, alle mafie.
          A ricordare i 370 commercianti e imprenditori siciliani di pizzo-free che, coraggiosamente, si sono opposti pubblicamente al racket delle estorsioni mafiose.
          Insieme - come fra amici che si incontrano per bere in compagnia un aperitivo - ad ascoltare il prezioso lavoro di addiopizzo volto a promuovere il consumo critico in quel di Palermo.
          Già, perché anche il consumatore, il cittadino può, con un'azione semplice, consapevole e responsabile, aiutare la lotta al racket.
          Come? Facile .. acquistando i prodotti ed i servizi da quegli imprenditori, esercenti e professionisti che non pagano il pizzo. Oppure rivolgendosi a commercianti che, vittime di richieste estorsive, abbiano denunciato i loro aguzzini.
          Un atto semplice certo. Ma dirompente. Capace di minare il sistema economico mafioso.

          Occorre resistere perchè - tuona Dario - un "intero popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità".

          E poi ancora, Manuela di Goel, il consorzio di cooperative sociali nato nella Locride. Apparentemente timida, Manuela, ha rivendicato con forza i diritti in Calabria negati.

          Al lavoro, al futuro, ad un sistema di assistenza sociale. Alla sanità.

          Interventi forti, arricchiti dai collegamenti telefonici con il prof. Laruffa, Sindaco di Polistena - comune in provincia di Reggio Calabria - che ha ricordato i numerosi comuni sciolti a causa delle infiltrazioni mafiose e l'importante ruolo nella lotta alle mafie che possono giocare le amministrazioni comunali.

          E con Mario Congiusta, il quale, richiamando la Relazione annuale sulla ’ndrangheta, approvata nel febbraio 2008 dalla Commissione Parlamentare di Inchiesta, ha posto l'attenzione sulle infiltrazioni mafiose nel Nord.

          Da Palermo, a Polistena, a Siderno, alla Locride, passando per Bologna- da Via del Pratello - fin qui in Brianza.

          Giunti a Bologna da luoghi diversi, ci siamo lasciati a Via del Pratello con un'unica comune convinzione: che le mafie si possono sconfiggere, solo, se le si combatte insieme.

          Solo lavorando in sinergia, dalla Sicilia alla Lombardia.

          Perchè la mafia ( che è morte e violenza, ricorda stasera da Fazio, il procuratore antimafia Grasso) non è "solo questione meridionale"

          Lo diceva, già Giovanni Falcone: “ la mafia uccide a Palermo, ma investe a Milano, Londra e New York. "

          E' il segreto di Pulcinella: è stranoto, ad esempio, che Milano è una delle capitali della 'ndrangheta. Lo dice a chiare lettere la relazione annuale del dicembre 2008 della Direzione Annuale antimafia.

          Allo stesso modo, è risaputo che le organizzazioni criminali reimpiegano i proventi derivanti dalle attività illegali, nel Nord, in Lombardia, in Brianza in attività all’apparenza lecite.
          Soprattutto nel bisness dell'edilizia. Delle costruzioni. Del movimento terra. Dei centri commerciali. Dei locali alla moda.
          Perchè -ricorda Manuela- "pecunia non olet". Il denaro non puzza. E per qualcuno, basta fare affari. Poco conta da dove quel denaro arrivi.
          E per gli scettici. Per quanti non credono che esistano infiltrazioni mafiose nel nostro territorio... ecco qualche piccolo pro-memoria (per gentile concessione de L'Esagono)
          A breve, sorte favorevole permettendo, il video di Claudia.

          giovedì 23 aprile 2009

          25 aprile 2009 Mafia: giù le mani dal Nord

          ..."continua­re, riaprire il dialogo della ragione: ed educare, se ancora siamo in tempo, non in un solo partito ma in tutti i partiti, una nuova clas­se politica di giovani, che portino nella vita politica quella serietà civica, quell'impegno religioso di sincerità e di dignità umana, che fu il carattere distintivo della Resistenza: questo senso di autore­sponsabilità, questa volontà di governarsi da sé:........

          E che torni, anche in politica, il tempo della buona fede."

          "In questo clima avvelenato di scandali giudiziari e di evasioni fiscali, di dissolutezze e di corruzioni, di persecuzioni della miseria e di indulgenti silenzi per gli avventurieri di alto bordo, in questa atmosfera di putrefazione che accoglie i giovani appena si affaccia­no alla vita, apriamo le finestre: e i giovani respirino l'aria pura delle montagne e risentano ancora i canti dell'epopea partigiana." Con queste parole - lontane nel tempo ma quantomai attuali nei contenuti - Piero Calamandrei nel 1954 commemorava al Teatro Lirico di Milano il decennale della Resistenza.

          Sessantanni fa, a Mussolini ed a Hitler, al regime fascista e nazista.

          Oggi, ai nuovi mostri che divorano la nostra società. Alle violenze.

          In tutte le loro più deplorevoli espressioni. Alle Mafie. Una resistenza quotidiana. Difficile e coraggiosa. E per dire il loro no a camorra, ad 'ndrangheta, a Cosa Nostra, sabato 25 aprile a Bologna, a resistere"al Pratello" saranno in tanti. E tra loro, e con loro Addio Pizzo, l'associazione di volontariato che lotta contro il racket delle estorsioni. Goel, il Consorzio Sociale che ha sede nella Locride. Il sindaco di Polistena Giovanni Laruffa e Mario Congiusta, il padre di Gianluca, assassinato tre anni fa dalla 'ndrangheta perchè voleva impedire che il suocero rimanesse vittima di un’estorsione. Ai quali, grazie al gentile invito di Luigi Sorrenti e Claudia Parmeggiani, avrò il grande onore di unirmi.

          Palermo, la Locride, Polistena, Siderno, la Brianza.

          Già perchè lo sappiamo bene che, purtroppo, neppure la terra di Lombardia è al sicuro dai tentacoli delle organizzazioni mafiose. Ed a ricordarcelo sono in tanti come questo servizio, andato in onda ieri sera, sulla La7....

          Il servizio completo qui

          "Mafie al Nord" Parla anche di Noi. Della Brianza. Di Seregno, di Giussano. Dell'arsenale dei Mancuso.

          Risale a soli pochi giorni fa la sentenza, con cui il Tribunale di Monza ha condannato quattro esponenti dell’ndrangheta (Fortunato e Giovanni Stellittano, Giulio Bralla, Ivan Tenca) a 19 anni complessivi di carcere ed a corrispondere oltre 100 mila euro a titolo di risarcimento del danno per le discariche abusive di rifiuti - scoperte lo scorso settembre - nei comuni di Seregno, Desio e Briosco e gestite dalle cosche malavitose.

          E allora ci vediamo tutti a Bologna!

          mercoledì 22 aprile 2009

          Giussano: prima l'Alberto e poi il Marcello

          La nostra cara città si appresta ad aggiungere, tra i suoi rinomati mecenati, oltre al leggendario Alberto, che difese il Carroccio contro il Barbarossa, anche Marcellino.
          E non parlo certo del “Marcellino Pane e Vino” del film di Ladislao Vajda. Il Pablito Calvo dai dolci occhioni scuri che tante lacrime ci ha strappato.
          Certo che no. Mi riferisco a Marcello Dell’Utri , il Senatore del PDL noto all’Italico suolo per le sue stravaganti gaffe.
          Marcello Dell’Utri si è, infatti, da sempre contraddistinto per le sue originali interpretazioni della storia d'Italia.
          Come quando assunse nell’olimpo degli eroi Vittorio Mangano (definito da wikipedia “un criminale italiano legato a Cosa Nostra, conosciuto con il soprannome di "lo stalliere" (... amministratore) nella villa di Arcore di Silvio Berlusconi nella quale visse tra il 1973 e il 1975” ).
          Palermitano d’origine, il prossimo lunedì Dell’Utri calpesterà - dopo soli 5 mesi dalla sua ultima pubblica venuta - nuovamente la terra giussanese. Ospite del locale Circolo del BuonGoverno, sarà correlatore alla serata di presentazione del libro “VIAGGIO IN BRIANZA” di Stendhal. E già, perché chi meglio di un siciliano doc potrebbe narrarci gli idilliaci ambienti naturali della nostra feconda e ricca brianza?
          L’assiduità della sua presenza, fa supporre che all’Illustre Senatore la nostra cara Giussano stia particolarmente a cuore.
          Del resto il fedelissimo di Berlusconi, non poteva certo far mancare il suo personale supporto alla coalizione di Lega e PDL, in corsa per espugnare il prossimo giugno, il palazzo comunale.
          Stando al tam tam degli inviti trasmessi a mezzo di facebook ad accogliere il Senatore ci sarà il
          Candidato di Lega e " Popolo della Libertà" alla Provincia di Monza e Brianza DARIO ALLEVI.
          E se a furia di ricevere continui inviti in quel di Giussano, Dell’Utri decidesse, alla fine, di cedere alle lusinghe e trasferirsi nel nostro bel comunello ?
          Che meraviglia, qualcuno di noi potrebbe diventare vicino di casa di Marcello!

          Per quanti, lunedì non potessero, loro malgrado, presenziare all'incontro, consiglio la visione di questi simpatici video. Così, tanto per farsi un'idea del Nostro.

          Gli altri qui

          martedì 21 aprile 2009

          Pellegrino, di nome e di fatto

          E' ufficiale.
          Leonardo Pellegrino, sfiderà Alberto Elli e Paolo Riva, mettendosi in cammino verso il più alto scranno del Municipio.

          lunedì 20 aprile 2009

          Speriamo che sia femmina.

          I giochi per le prossime elezioni comunali paiono ormai fatti.
          Inizierà, infatti, questa sera, sulla passerella Giussanese, la sfilata dei futuri Candidati Sindaci.
          Ad aprire le danze, alle ore 18.00, sarà Paolo Riva da Paina.
          Se è certo che l’ex assessore ai Lavori Pubblici degli anni ‘80 correrà sul treppiedi di PDL, Partito Repubblicano, capeggiato dal leader storico Giacomo Pasquina e Lega, poco è, invece, trapelato sulla composizione della squadra dei suoi aspiranti consiglieri.
          Tra le righe, a dire il vero, si parla anche di una quarta stampella, la mai defunta Democrazia Cristiana, emblema sotto cui iniziò la vita politica di Riva.
          Di Riva in Riva. Di presentazione in presentazione.
          Alle ore 20.00, verrà definitivamente svelato (o almeno così qualcuno promette) il nome del delfino del Sindaco uscente, Franco Riva.
          Da tempo si vocifera del ritorno in campo del painese Renzo Ascari . Prima assessore in quel di Giussano e poi Presidente del Parco Valle Lambro.
          Se Ascari dovesse, deludendo i suoi fans, cortesemente declinare l’invito alla carica di Primo cittadino, secondo i ben informati la guida del carro trainato dalle liste UDC e Giussano la Nostra città (cui potrebbero unirsi i Forzisti della prima ora Gabani, Nespoli e Mandruzzato), verrebbe saldamente assunta dal sempre in pista Leonardo Pellegrino.
          Di frazione in frazione. Da Paina a Robbiano.
          Alberto Elli, da tempo candidato ufficiale della coalizione di centrosinistra, formata da PD, IDV e Giussano Democratica, presenterà domani sera il proprio programma ( e forse (?) anche i nomi dei candidati assessori e consiglieri).
          Ha, invece, ora un'identità ben precisa, la Lista civica di cui da tempo in paese si parlava. Si chiamerà: Io rispetto Giussano.
          E se è noto l'aspetto programmatico ( e cioè la salvaguardia del nostro territorio), resta avvolto nell’alone di mistero il nome del candidato Sindaco prescelto.
          Tra stasera e domani, tutti i gruppi politici pronti alla guerra per espugnare il Palazzo Comunale, scopriranno le loro carte.
          Aprendo le danze di una campagna elettorale che si prospetta all’insegna del dominio del sesso forte.
          Solo la presentazione ufficiale delle liste, ci saprà dire se, nel regno di adamo, riuscirà a brillare anche qualche meteora proveniente dall'universo femminile.
          Come sempre, la speranza è l'ultima a morire.

          venerdì 17 aprile 2009

          Monza: un milione e 1/2 di giri di euro ... in 180 giorni!

          Altro che Indennità di Presidenza.
          Ecco il vero pozzo di San Patrizio: le consulenze! Quasi, quasi .... mando il curriculum anche a loro.
          Con tanto di lettera di accompagnamento, del tipo: "Presidente di Consiglio Comunale, ormai uscente con laurea in giurisprudenza offresi per consulenze. Specializzazione: alle "varie ed eventuali".
          Me ne rendo conto. La specializzazione non è delle più qualificate. Un po' come quella dell'assessore Palmiro Cangini del Comune di Roccofritto.
          Ma d'altronde non saprei per che cosa proporre le mie prestazioni.
          Da anni lavoro a Monza, e da osservatrice esterna, mi pare di notare che la Giunta pidielleghista di Mariani (questa volta Marco) soffra di un certo "immobilismo".
          Niente progetti. Pochissime proposte.Tutto fermo. Tutto, tranne l'abbondante flusso di "sghei" legato al giro delle consulenze. Ovviamente.
          Già che ci sono - visto che si parlava di indennità - ne approfitto per pubblicare la dichiarazione dei redditi degli amministratori giussanesi. ( Si tratta dei redditi lordi complessivi, comprensivi di indennità, gettoni di presenza e redditi da lavoro).

          giovedì 16 aprile 2009

          La forza (o il prezzo) dell'"amore"

          Dopo la prova d’amore di Berlusconi sulla “questione Referendum,” PDL e Lega anche a Giussano avrebbero, secondo i ben informati, ufficializzato il loro matrimonio.
          I due - come prevedibile - correrrano insieme, tenendosi teneramente per mano in vista delle ormai prossime elezioni comunali.
          L’accorpamento del voto amministrativo-europeo e referendario, avrebbe consentito di risparmiare subito, grazie ad un semplice tratto di penna, oltre 400 milioni di euro.
          Una somma, enorme, immediatamente devolvibile ai terremotati.
          Ma l'idea poco aggradava il Ministro Bossi, terrorizzato dall'idea che si potesse raggiungere il "quorum".
          Pericolo scampato: la macchiavellanica esigenza di mantenere il potere ha prevalso, per l'ennesima volta, sul buon senso.
          Cari tartassati d'italia prepariamoci ad aprire la “saccoccia” per scucire altri 400.000.000,00 di sonanti euro.

          lunedì 13 aprile 2009

          Le Poste Lumaca

          "Aveva un bavero color zafferano

          e la marsina color ciclamino, veniva a piedi da Lodi a Milano

          per incontrare la bella Gigogin" .

          Passeggiando per la via

          le cantava "Mio dolce amor,

          Gigogin speranza mia

          coi tuoi baci mi rubi il cuor".

          Ma con altri del paese

          in Piemonte fu mandato

          e per esserle vicino col suo cuore innamorato

          sopra l'acqua di una roggia

          che passava per Milano

          perché lei lo raccogliesse ogni dì gettava un fior".

          A mettergli le ali ai piedi sarà stato il sacro fuoco della passione. O forse la necessità di dover partire al più presto per il Piemonte, perchè la terra di Lombardia aveva una certa fretta di liberarsi dall'odiosa tirannia austriaca.

          Fatto sta' che il bell'innamorato rivoluzionario nell'800, per andare da Lodi a Milano (distanti una quarantina di chilometri) ci metteva, a piedi, decisamente meno di quanto non facciano oggi i saettanti furgoncini delle Poste Lumaca per consegnare la corrispondenza da Milano a Monza (che di chilometri ne devono macinare la metà).

          Da tempo si lamenta, da più parti, la lentezza cronica delle Poste Italiane. Che ultimamente paiono volersi occupare di tutto. Dai risparmi, alla vendita di cd e libri.

          Di tutto meno che della loro principale funzione. Quella di provvedere, in tempi ragionevoli, alla consegna della corrispondenza.

          Venerdi' Santo, ad esempio, per me è stato il giorno dell'apoteosi.

          All'inizio del triduo di passione, infatti, le Poste mi hanno restituito la ricevuta di ritorno di un atto giudiziario spedito r.r. (raccomandata con ricevuta di ritorno) dall'Ufficio Postale di Monza Centro il 26 Novembre 2008.

          Il pacco, consegnato alle Poste niente poco di meno che ad inizio Avvento è stato recapitato al destinatario in una zona centrale di Milano il 9 dicembre 2008.

          E fin qui (quasi) nella norma. Peccato che poi, da lì per la mia povera ricevuta di ritorno (che attesta che il pacchettino è arrivato al suo destinatario) sia iniziato un lungo ed interminabile calvario, che l'ha portata per oltre 4 mesi a zonzo per il mondo.

          Che il Mondo, inizi a Milano e finisca a Monza. E'poi solo un dettaglio.

          Ma procediamo con ordine:

          17 dicembre 2008.

          Secondo lo 007 delle Poste Italiane (il rapporto "doveequando" che consente di ricostruire, on line, momento per momento, l'iter di ogni pacco) la mia ricevuta di ritorno viene "accettata" dall'Ufficio postale di Milano Centro.

          Dove, approfittando della pausa natalizia, ha soggiornato per oltre un mese, prima di riprendere il suo lungo e faticoso cammino verso la capitale Brianzola.

          Certo, neppure le ditte in cassa integrazione hanno dato un periodo di ferie tanto lungo ai propri dipendenti. Ma, si sa che ogni resistenza si scioglie al sole come neve quando si parla di Pubblico Servizio.

          29 gennaio 2009

          Il James Bond nostrano ci informa che, finalmente, la cartolina è presso l'Ufficio Postale di Monza centro, dove risulta "in lavorazione"

          29 gennaio 2009 - 10 aprile 2009

          " In lavorazione", in lavorazione ed ancora in lavorazione. Cosa voglia dire "lavorazione" resta tutto un mistero.

          Quel che è certo è che deve trattarsi di un'attività particolarmente impegnativa, se iniziata prima di carnevale, ha potuto concludersi solo il 10 aprile.

          Il mio ufficio dista dalla sede delle Poste Italiane di Monza Centro solo 600 metri.

          Tempo di percorrenza: 7 minuti a piedi. Mi avessero avvisata. Me la sarei andata a ritirare personalmente. Neppure con la stampella ci vogliono tutti quei mesi..

          Se San Giuseppe si fosse mosso allo stesso ritmo delle poste Italiane, Nostro Signore difficilmente sarebbe riuscito ad arrivare in Egitto, sulla schiena di un asinello, salvandosi dalla furia del perfido Erode.

          Ma forse bisogna essere clementi.

          Lo impone la ricorrenza pasquale. E ricercare la lentezza delle poste in un'alta ragione spirituale: assicurare l'espiazione dei cittadini, garantendo anche alle loro lettere una lunga quaresima di penitenza e passione.

          venerdì 10 aprile 2009

          L'equazione politica di Enrico Letta

          ={[PD – exDS] : 2} + UDC + factorX {(oltre PD ed oltre UDC) - Y(Idv + Lega + Comunisti)}=
          = [Trasfughi del PD] + UDC + factorx{PDL} =
          = Letta & Company + Casini + Berlusca e Fini =
          = il Nuovo Centro Sinistra

          Sempre. Ancora Lei.

          Pare che la mia linguaccia ne abbia combinata un’altra delle sue.
          Io puntavo a crearmi un nuovo amico.
          E Lei, invece, finisce per innervosirmi pure il Sindaco del Borgo vicino.
          Il quale, seccato dalla goliardica metafora sulla novella Ceppaloni brianzola, mi manda a dire, per le rime, “che i comunisti dovrebbero pensare in casa loro”.
          Il problema è che i politici mancano di senso dell’umorismo. E si mettono subito sulla difensiva.
          Al di là del fatto che i comunisti sono più rari dei Panda. E che l’idea di far parte di una categoria in via d’estinzione mi crea una certa ansia ( fossi un uomo ricorrerei al noto gesto scaramantico …. non proprio adatto ad una signora), devo tutto sommato ringraziare il Sindaco Mariani per aver provveduto a riabilitarmi agli occhi del mio entourage giussanese che pare legga le mie ultime posizioni in campo urbanistico come trampolino di lancio per un mio prossimo salto in casa leghista.
          Quanto al resto.
          Il messaggio seregnese è arrivato assai forte e chiaro.
          “Devo farmi i cavoli miei”
          Ma si sa che la curiosità è donna! Come non cadere, quindi, nella tentazione di dare, di tanto in tanto, una sbirciatina anche nel giardino del vicino?
          Lo sanno tutti che la sua erba, è sempre la più verde.
          E dell’opportunità offerta che dire? Tengo anch’io bocche da sfamare, mica posso, quindi, farmela scappare.
          Provvederò a portargli, personalmente, il mio curriculum. Rassicurandolo fin d’ora – per evitargli in futuro altre brutte sorprese - che l’esame di Stato l’ho brillantemente superato presso la Corte d’Appello di Milano.

          Abruzzo. Nel giorno del dolore. Se, invece ...

          del cemento impastato di sabbia di mare si fosse usato quello di cava.
          Se nelle "vie della morte" qualcuno avesse deciso che era meglio continuare a coltivare pomodori e patate, piuttosto che innalzarvi insicuri palazzi.
          Se invece. Se invece.
          Per qualcuno, spinto da buon senso e da responsabilità, chiara quale fosse la decisione da prendere.
          Per qualcun altro, guidato dall'avidità, fissazioni di qualche povero visionario.
          Fissazioni che avrebbero, però, potuto salvare 287 vite.
          Tutte le loro .

          martedì 7 aprile 2009

          Il dramma dell'Abruzzo

          Una bella iniziativa.
          Una delle tante, nate per soccorrere e sostenere le popolazioni colpite dal terremoto.

          domenica 5 aprile 2009

          Giussano Democratica, Giussano la Nostra Citta' , UDC e Forza Italia ?

          Che si tratti di una nuova maggioranza ? Sic, sic!

          Con Giussano Democratica, la lista di centrosinistra in cui dal 1999 politicamente milito, da qualche tempo, ho problemi di comunicazione.

          Pomo della discordia - come noto - la gestione del territorio. L'urbanistica.

          Sembra (o almeno pare cosi') vi siano, al suo interno - e non da oggi - due visioni tra di loro diverse delle quali non si riesce a "fare" sintesi.

          Ma, mentre io faccio sempre più fatica a "comprendermi" con i miei compagni di cordata, pare che loro inizino a dialogare e a capirsi benissimo con i consiglieri Comunali di Forza Italia. O almeno, questa è la sensazione stando a quanto è emerso venerdi' sera, nel corso dell'ultima seduta di Consiglio Comunale sul Piano di Governo del Territorio.

          • I FATTI

          In due delle oltre 280 osservazioni presentate e discusse venerdì sera, l’osservante (Associazione Giovani Padani) chiedeva al Consiglio Comunale di apportare alcune modifiche a due articoli delle Norme Tecniche di Attuazione del nuovo PGT.

          In particolare, di riportare quello che tecnicamente viene definito "volume teorico per abitante" - necessario per calcolare la quantità procapite di servizi della quale ciascun cittadino deve poter usufruire - dai 150 mc (previsti nel nuovo PGT) ai 100 mc del passato.

          La proposta, che a prima vista potrebbe sembrare il frutto di un mero cavillo legale, da lasciare alla fantasia degli azzeccagarbugli, nasconde in realtà un problema connesso ad un tema che è diventato un ritornello abituale dei Consigli comunali.

          Quello delle aree a "standard".

          Le aree cioè che il privato che realizza un intervento edilizio deve cedere all’amministrazione comunale perché questa vi possa realizzare i servizi necessari per la città.

          Ce lo siamo ripetuti fino alla nausea.

          Una città, per essere vivibile, deve disporre di buoni servizi pubblici. Adeguati al numero di utenti, diffusi sul territorio, in grado di offrire un “prodotto” di qualità.

          Fino ad oggi questa quantità procapite di servizi della quale ciascun cittadino deve poter usufruire, veniva calcolata sulla base del parametro di 100 mc per abitante.

          Nel PGT si propone di alzare questa soglia a 150 mc.

          Tale scelta seppur legittima da un punto di vista normativo (le più recenti disposizioni regionali autorizzano un abbassamento della dotazione di servizi), è politicamente sbagliata.

          Al di là dei tecnicismi, che significa? Semplicemente questo: A parità di volume costruito (di metri cubi) viene - di fatto - diminuita di un terzo la quantità di standard da reperire.

          Detto, in altri termini il CEMENTO sarà sempre MENO COMPENSATO da verde, attrezzature e servizi. Avremo + CEMENTO, + COSTRUZIONI e - SERVIZI.

          Bell'affare.

          Ecco perchè sarebbe stato opportuno accogliere l'osservazione. Peccato non essere riuscita a far capire la mia posizione.

          In compenso quella sostenuta, tra gli altri, dal resto di Giussano Democratica ha ottenuto il placet di Forza Italia.

          Ed è, quindi, finita, così: FAVOREVOLI ALL'OSSERVAZIONE: 7 consiglieri Lega Nord ed il resto dell'opposizione (Consiglieri Logiacco, Pasquina, Diletto e Carello). CONTRARI: 12 consiglieri UDC, Giussano Democratica, Giussano la Nostra Città e Forza Italia ASTENUTI: 2 astenuti Io ed il Consigliere Pierluigi Elli, Giussano Democratica

          Le osservazioni sono state pertanto respinte dalla nuova alleanza trasversale.

          venerdì 3 aprile 2009

          Il nuovo centro commerciale s'ha da fare.

          Anche se io non la penso così.....
          Giussano non ha bisogno di un altro centro commerciale.
          E ancor meno del “centro commerciale” proposto dalla Altarea e definitivamente approvato dalla commissione urbanistica.
          Il piano licenziato dalla commissione lo scorso 17 gennaio, riguarda – lo si è appreso anche dai giornali - un’area molto vasta che si trova a ridosso della Vallassina.
          Di oltre 70mila metri quadri.
          Secondo le dichiarazioni apparse sulla stampa ( e non sconfessate dagli interessati), a detta dei componenti della commissione urbanistica, ed in particolare del suo Presidente, con l’intervento:
          • "l’Amministrazione intende portare a casa il massimo dei vantaggi per la collettività giussanese;
          • ed assicurare la creazione, sul fronte delle assunzioni, di circa 250 posti di lavoro” (Giornale di Carate 20 gennaio 2009)
          Si tratta di dichiarazioni dalle quali, seppur rese da un componente della lista civica, Giussano Democratica, in cui sono stata eletta (la seconda più votata per numero di preferenze), ho preso, ieri sera, in Consiglio Comunale, pubblicamente, le distanze .
          In primo luogo, perchè quella della creazione dei posti di lavoro ai Giussanesi è un po’ una lanterna per le allodole.
          Una clausola di tal tipo, che obbligasse ad assumere cittadini giussanesi, quand’anche venisse inserita, sarebbe in concreto inattuabile.
          Inoltre, non mi pare vi siano quei massimi vantaggi dichiarati.
          Tutt’altro.
          Non solo l’amministrazione non porta a casa il “massimo dei vantaggi” possibili, ma con il progetto in itinere non ottiene neppure il minimo richiesto dalla legge.
          Sarò più precisa.
          Il progetto presentato dalla società attuatrice riguarda una superficie di oltre 70.000, 00 mq.
          Secondo la legge.
          Secondo le norme urbanistiche, e quindi non secondo mie personali convinzioni o interpretazioni, il privato per poter realizzare l’intervento deve cedere al Comune una superficie di circa (se non ricordo male) 24/26.000 mq a titolo di “standard”.
          Si tratta delle aree per le famose attrezzature pubbliche e di interesse pubblico che servono ai Comuni per realizzare quelle infrastrutture sociali obbligatorie ed inderogabili, elementi di qualità del territorio, necessari per fare vivere una città.
          Parchi, verde, scuole ecc.
          Stiamo parlando di una superficie molto ampia.
          Pari – per intenderci- a quasi 4 campi da calcio regolamentari (ne verrebbe fuori, ad esempio un bel parco attrezzato …)
          Bene.
          Il privato, stando al progetto presentato ( e salvo sopravvenute modifiche ed eventuali smentite), invece di cedere questa grossa porzione in un lotto unico, conteggia, per raggiungere quei 26.000 mq, le aiuole, gli spazia verde che separano i parcheggi, la cintura di verde prevista per creare una barriera dalla Valassina.
          Ridicoli pezzetti di terra.
          Talmente piccoli, talmente frazionati, o talmente poco fruibili, che al massimo possono essere utilizzati per portare il cane la sera a “farci pipi.”
          Come utilità pubblica non mi pare un granché.
          Se poi, non si vuole fare gli ambientalisti ma gli economisti, e la si guarda da un punto di vista meramente economico, stiamo parlando di aree del valore complessivo di circa 1.400.000 euro.
          Sulle aree che l'attuatore dovrebbe cedere vengono realizzati un’infinità di parcheggi.
          Una previsione progettuale assolutamente irrazionale, per la quale non mi pare si possa individuare altra giustificazione se non quella di favorire l’abbattimento dei costi per il privato.
          Francamente non credo che preoccuparmi degli interessi del privato rientri nei miei compiti di pubblico amministratore.
          Mi aspetto mi venga rivolta l’accusa, peraltro ovvia e scontata, di non essere opposta prima.
          Di non aver detto nulla in sede di adozione del piano di governo del territorio.
          Sono spiacente per i miei detrattori, ma dovranno inventarsi un altro appiglio per attaccarmi. Non mi sono opposta prima semplicemente perché del progetto del nuovo outlet non se ne parlava.
          Il p.g.t. , nelle tavole e nei documenti presentati ai consiglieri comunali, l’estate scorsa, prevedeva una generica destinazione commerciale.
          Ho potuto prendere visione del progetto del centro Commerciale solo molto tempo dopo.
          A gennaio. E più precisamente dopo che la commissione urbanistica lo scorso 17 gennaio lo ha licenziato.
          Non appena ho visto le tavole, ho immediatamente espresso le mie perplessità sul progetto presentato dall’attuatore. Se il Piano commerciale non fosse stato “congelato”. Se fosse arrivato in Consiglio Comunale lo avrei bocciato. Senza appello. Categoricamente.
          Da oltre un anno denuncio, regolarmente, la carenza nella previsione di standard nei piani attuativi.
          Ragione per la quale ho bocciato quasi tutti quelli che sono arrivati in consiglio comunale.
          Piani di dimensioni decisamente ridicole rispetto al nuovo insediamento commerciale.
          A maggior ragione mi sarei opposta a questo.
          Che è un pessimo progetto.
          Che non solo non reca alcun vantaggio alla cittadinanza giussanese, ma si riduce una mera colata di cemento alle porte della nostra città.
          Ritengo poi un errore non aver coinvolto, su una scelta tanto importante, la cittadinanza, chiedendo se ritenesse utile un nuovo insediamento di quelle dimensioni.
          Estremamente simile, nelle funzioni, al Carrefur che, a quanto mi risulta, è in forte sofferenza. E che, a mio avviso, non può certo servire a tamponare la crisi economica che attanaglia la Brianza.
          Fatte queste premesse, di merito e di metodo, veniamo all’osservazione che è stata discussa e votata nel corso del Consiglio Comunale di ieri sera, con la quale l'istante proponeva di cambiare la destinazione di quell’area da commerciale, ( per medie e grandi strutture di vendita) a “standard”.
          Vincolandola, in particolare, alla realizzazione di una scuola.
          Un’osservazione che poteva offrire la possibilità, forse l’ultima, ai Consiglieri comunali, di bloccare quel pessimo progetto; di impedire di porre le premesse di un intervento che avrà effetti devastanti sul nostro territorio.
          Da un punto di vista urbanistico, viabilistico, commerciale.
          L’ultima occasione.
          Ed, infatti, non occorre avere molta fantasia per capire cosa succederà nei prossimi mesi.
          Il progetto è congelato da gennaio. La commissione lo ha licenziato ad inizio d’anno. Da allora sono passati, già tre mesi.
          La nuova amministrazione, dal canto suo, non si insedierà che a luglio.
          Il che vorrà dire che dal via libera della commissione urbanistica saranno passati ben 7 mesi, 8 con agosto.
          Cosa accadrà mi pare anche fin troppo scontato:
          la società attuatrice dell’intervento, accuserà l’amministrazione comunale di aver tenuto fermo il progetto per oltre 9 mesi.
          Un ritardo ancor più ingiustificato, dal momento che la commissione urbanistica ha già benedetto, senza riserve, l’intervento.
          Il privato avrà quindi gioco facile per velocizzare l’iter: minaccerà milionari risarcimenti di danni se il Consiglio comunale non approverà immediatamente il progetto.
          E la nuova amministrazione potrà fare ben poco.
          Anche se la Giunta, che si sarà da poco più di un mese insediata, dovesse essere in linea di principio contraria, non avrà la forza di respingere il piano, perché difficilmente vorrà esporsi al rischio di dover pagare i minacciati danni.
          Se, invece, la nuova Amministrazione vorrà approvarlo, farà in fretta a scaricare la responsabilità politica dell’intervento su chi che ha condotto l’iter e sui componenti della commissione urbanistica che hanno dato il via libera al progetto.
          Chi ha respinto l’osservazione dovrà ritenersi diretto responsabile anche delle decisioni che verranno prese dalle amministrazioni future.
          Alle quali – come detto- non resterà alcuno spazio di manovra.
          Il nuovo Sindaco difficilmente riuscirà a bloccare il centro. E neppure avrà grandi spazi per modificarlo.
          Come dichiarato nell’intervento durante il consiglio Comunale di ieri sera. Io me ne tiro fuori.
          Non ci tengo ad essere complice di un tale scempio.
          Capisco il problema di introitare oneri. Di far quadrare i conti.
          Ma questa (legittima) esigenza non può giustificare la svendita del nostro territorio.
          • Come è finita ieri sera?
          Così.
          Favorevoli al cambio di destinazione d’uso: Lega Nord, una parte del resto delle opposizioni (consiglieri Pasquina, Logiacco, Diletto e Carello). E con loro io.
          Contrari: la maggioranza. UDC, Giussano Democratica, Giussano la Nostra Città. Ad esclusione del mio capogruppo. Il Consigliere Pierluigi Elli.
          La destinazione commerciale è stata pertanto confermata, grazie anche alla benevola astensione del Consigliere di Forza Italia, Fabio Mandruzzato.
          Buon centro commerciale a tutti!