giovedì 26 febbraio 2015

Noi parleremo del POT

Il 6 marzo 2015 alle ore 21.00, su richiesta delle opposizioni,  è stato convocato il Consiglio Comunale aperto avente ad oggetto: "Presidio Ospedaliero di Giussano - prospettive future: analisi e dibattito". 
 
Chi volesse intervenire deve comunicare il proprio nominativo entro il giorno giovedì 5 marzo 2015 ad ore 12.oo alla segreteria segreteria@comune.giussano.mb.it

martedì 24 febbraio 2015

Speriamo non diventi il Cimitero degli elefanti.

Scadrà il prossimo 6 marzo il termine per proporre a Matteo Riva i nominativi per il rinnovo del CdA di Residenza Amica.
Il Presidente, secondo lo statuto, dovrà essere nominato dal Sindaco, su indicazione dei gruppi consiliari, tra la rosa di nomi proposti.
E'  tristemente noto che in Italia, "i trombati" alle elezioni e gli "impresentabili" vengano premiati con un bel posto nei consigli di amministrazione. Nomine sottratte alle Forche Caudine dell'elettorato.

Sarò curiosa di vedere, se Matteo Riva, il Sindaco del "cambio verso" che ha riempito le proprie liste ed il Consiglio Comunale di belle "facce pulite" under 30, manterrà la stessa linea anche per le cariche che contano.

O se continuerà a predicare, a parole, il rinnovamento e la rivoluzione.
Dimostrando, invece, nei fatti di essere la perfetta continuità della Giunta del fu Sindaco Franco Riva.

mercoledì 18 febbraio 2015

Basta con le promesse da eterna campagna elettorale. Sull’Ospedale vogliamo i fatti.

Questo l'articolo che troverete sul prossimo numero del Periodico Comunale
Basta con le promesse da eterna campagna elettorale. Sull’Ospedale vogliamo i fatti.

E così  nel 2014 un altro pezzo dell’Ospedale Borella è stato smantellato. Il 31 dicembre  è stato, infatti, ridimensionato il reparto di radiologia.
E mentre prosegue lo smembramento della struttura che viene, con lenta agonia, lasciata morire, i vertici dell'Azienda di Vimercate –per evitare alzate di scudi popolari - da un lato continuano a ribadire che l’Ospedale è funzionante. Dall’altro, ad illuderci che qui verrà trasferito il materno infantile.
Una proposta, quest’ultima, irrealizzabile visto che richiederebbe enormi risorse. Denaro pubblico di cui non disponiamo certo in tempi di crisi.
Tre mesi fa ho pubblicamente chiesto al Sindaco Matteo Riva di convocare un Consiglio Comunale aperto per discutere con la cittadinanza delle sorti del Borella. Ad oggi tutto tace.
Crediamo, a questo punto, indispensabile attivarci per salvare una struttura che l'inerzia, la mediocrità, la pusillanimità della classe politica sta a poco a poco facendo morire, alimentandola con il sondino delle demagogiche promesse elettorali.

Per questo abbiamo creato un “nostro” progetto.
Un progetto serio; concreto e fattibile da sottoporre a “chi tiene i cordoni delle casse pubbliche”.
La soluzione - la sola economicamente perseguibile - è trasformare l’Ospedale in un polo “sanitario/assistenziale”
Un polo che - oltre alle cure sanitarie “di base” -  fornisca assistenza ad ausilio ad anziani e disabili.
Aiuti a superare le situazioni di fragilità; le dipendenze, le difficoltà legate a periodi di forti cambiamenti come adolescenza, gravidanza e  parto.
Un centro poliambulatoriale attento a chi è affetto da disturbi alimentari; alle coppie che vivono separazioni traumatiche. Alle nuove povertà.
Con uno sportello antiviolenza; uno rivolto a donne ed adolescenti. Uno spazio per aiutare i padri separati o divorziati a prendersi cura di sé e dei figli.
Un luogo ove trasferire l’ASL che – oggi relegata in angusti spazi di proprietà comunale - potrebbe  nella nuova sede non solo mantenere gli attuali servizi , ma anche implementarne di nuovi. (Abbiamo letto sulla stampa, ad esempio, del rischio della riduzione per carenza di spazi  del “momento mamma).
L’edificio dell’Ospedale potrebbe nuovamente ospitare i volontari della Croce Bianca e le loro autoambulanze. Risolvendo così definitivamente il problema del ricovero dei mezzi di soccorso  oggi esposti alle intemperie .
In sintesi, proponiamo di trasformare l’attuale nosocomio, in un centro di "servizio alla persona": con medici, pediatri, infermieri, ASA/OSS, educatori, pedagogisti, psicologi, psichiatri, neuropsicologi, counsellor, mental coach, formatori, fisioterapisti, osteopati, operatori shatsu/reiki, doule e naturopati.
Figure professionali che lavorino con e per la persona. Promuovendone il benessere, fisico, psichico, spirituale e sociale.

Una struttura snella e flessibile. Aperta in orari serali e prefestivi e festivi.
Non stiamo parlando di fantascienza.
Il nostro progetto (che non richiede certo le enorme risorse necessarie per creare, ad esempio, una rianimazione infantile)  è conforme all’obiettivo di Regione Lombardia che vuole promuovere una medicina: proattiva, predittiva, preventiva, personalizzata, partecipata.  
Una medicina che si prenda in carico l’individuo nella sua globalità; con le sue criticità e fragilità; che promuova la prossimità e la facilità di accesso ai servizi; la loro misurabilità e valutazione; l’integrazione tra ospedale e territorio.
Perché, come recita il Libro Bianco di Regione Lombardia, un moderno sistema socio-sanitario deve passare dalla cura (to cure)  al prendersi cura (to care), valorizzando l’integrazione tra servizi sanitari, sociali ed educativi.
La collocazione del Borella è assolutamente azzeccata anche dal punto di vista urbanistico: si pone infatti al centro della piattaforma di servizi pubblici (Comune, Residenza Amica, Scuole) ed è facilmente accessibile dalla SS36. La sua formidabile posizione lo può rendere un importante attrattore per il territorio circostante.

Non possiamo che concludere con l'invito a quanti condividono la nostra idea, a sostenere il progetto. Solo facendo sentire forte la voce della nostra collettività, potremo salvare l’ospedale dalla sua inesorabile chiusura

sabato 14 febbraio 2015

Il vicesindaco?: lo cercheremo "A chi l'ha visto?"

Tre dimissioni, come direbbero i giuslavoristi, ad nutum.
In tempi di crisi, nei quali sottoscrivere un contratto a tempo indeterminato è come vincere al superenalotto, a Giussano in meno di tre mesi, in tre decidono di andarsene.

I funzionari (direi quasi apicali) del servizio Urbanistica, Ragioneria e Cultura, scelgono di  abbandonare il loro posto a tempo indeterminato (La terza, a quanto ci risulta, senza avere neppure la prospettiva di un altro lavoro).

A dicembre ci ha anche salutati, la funzionaria storica del servizio amministrativo la quale, acchiappando al volo una mobilità, è andata verso quel di Como.

Di fronte a questo repentino (ed anomalo, direi) tourn over di dipendenti, Matteo Riva con fanciullesco candore, risponde che va tutto bene. Che l'avvicendarsi è cosa normale.
Che i dipendenti comunali sono tutti felici e sereni.

Insomma, il Capo dell'Amministrazione, invece di porsi - come il ruolo richiederebbe - qualche serio interrogativo sulla vicenda; invece di pensare a verificare (ad esempio con indagini di clima) lo stato di salute comunale, taccia noi dell'opposizione di avere qualche allucinazione.

Mentre Riva  ci accusa di vedere i Santi del paradiso, la macchina comunale è in affanno: vengono ridotti gli orari di apertura degli uffici tecnici al pubblico; qualcuno si dimentica di pagare i debiti (v. post precedente).

E poi, spulciando l'albo pretorio, mi sorge qualche domanda.

Caro Matteo, spieghi a noi poveri visionari, per quale motivo, ad  esempio, la delibera di Giunta 210 del 16 dicembre 2014, che determina la "riorganizzazione della struttura comunale e la relativa dotazione organica," è stata pubblicato all'albo pretorio più di un mese dopo (il 21 di gennaio 2015).

Ci spieghi perché prima che questa delibera - immediatamente esecutiva- fosse resa nota e ufficiale, la Giunta ha adottato una serie di provvedimenti  applicativi che modificano il piano assunzionale e definiscono le posizioni organizzative (si v. la delibera di Giunta n. 220 del 23.12.2014 pubblicata il 14 gennaio 2015 e la n.  6 del 13.1.2013 il 28 gennaio 2015).

Ci illumini sulle ragioni che hanno indotto il Dirigente alla partita - prima che le decisioni della Giunta fossero state rese note, anche  all'opposizione ai sensi del d.lvo 267/2000 - ad indire i relativi avvisi pubblici di mobilità (ad esempio si v. Determina 1196 del Dirigente alla partita, dott. Raffale Casati del 29.12.2014 affissa all'albo dal 31.12.2014 al 15.1.2015, divenuta definitiva prima che della "delibera madre" vi fosse notizia...)

In tutto questo "can can", colpisce  l'assordante silenzio dell'Assessore con delega al Personale, il Vicesindaco Emilio Nespoli, che, tra un po', cercheremo a "Chi l'ha visto?"

lunedì 9 febbraio 2015

Ecco come ti sperpero il denaro pubblico

A guardare i provvedimenti pubblicati all'Albo Pretorio, viene da pensare che  - in barba ai proclami elettorali - Matteo Riva non abbia un granché a cuore la gestione del denaro comunale.

Dopo aver speso 3.000,00 euro per mandare a scuola i suoi assessori (aspetto di sapere  chi di loro ha avuto l'onore di partecipare alle lezioni), si scopre che un  debito di 1.900,00 euro è lievitato ad oltre 2.300,00 nel giro di qualche mese.

L'antecedente: durante la seduta del 17 settembre 2014 l’Assessore al Bilancio Stefano Viganò chiede al Consiglio Comunale di votare il riconoscimento di un debito fuori bilancio per la somma di euro 1.962,80 relativa ad una sentenza di condanna pronunciata dal T.A.R. Lombardia.

Nel corso della seduta (come si legge nel verbale) il Dirigente alla partita, il Super dirigente Comunale dott. Marco Raffaele Casati, spiega ai presenti che senza quell'autorizzazione, lui non può procedere al relativo pagamento.

L'assise cittadina autorizza il riconoscimento.

Ora, spulciando qua e là sull'Albo pretorio  si scopre che  la somma è lievitata (a causa del ritardo nel pagamento) ad oltre € 2.300,00.

Così ci troviamo a pagare quasi il 17% in più del debito iniziale!!!

Matteo Riva, se ci sei, Ti prego ...batti un colpo!

domenica 8 febbraio 2015

Quando il potere dà alla testa....

Commenta Antonio, in un post precedente
"Buongiorno Emanuela, sono Antonio , ho letto quello che succede in comune, ma cosa aspettano ad andarsene ,cacciarli subito .
Ritornare al voto immediatamente.
Via gli amici degli amici.
Se cè da firmare io ci sono .
tanti saluti"


Caro Antonio, purtroppo il potere è un potente collante.
Lo è per chi il potere lo gestisce veramente. E lo è anche per chi pur illudendosi di esercitarlo, è ridotto al rango di mera comparsa sul teatro della politica.

Una volta "entrati nel sistema" in pochi mantengono il coraggio e la libertà che serve per cambiare le cose.

Alla triste regola non sfuggono, ahimè,  neppure i  giovani di belle speranze, che preferiscono piegarsi ed adattarsi al potere precostituito  sperando che la loro fedeltà venga, prima o poi, premiata.



giovedì 5 febbraio 2015

gli uomini, i mezz’uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà

Aveva promesso  che avrebbe distinto "il proprio ruolo istituzionale" da quello politico.
Aveva pubblicamente dichiarato che avrebbe preso le "debite distanze" dal ruolo di "Segretario  del Partito Democratico" del Comune di Giussano.
Aveva precisato di essere consapevole che il compito che andava a rivestire era "diverso dal Consigliere comunale ..svolto fino " a qualche mese prima.

Fidandomi della parola (perché per me la parola è sacra) di Pier Luigi Elli, lo scorso luglio gli ho dato il mio voto, contribuendo a farlo eleggere, fin dalla prima votazione con i 2/3 dei consigliere, Presidente del Consiglio Comunale.

Una fiducia,  a quanto pare, decisamente mal riposta.

Pare che ad Elli piaccia fare - per riprendere una bella espressione del Nostro neo Presidente Mattarella - sia l'arbitro che il giocatore.
E non un giocatore qualsiasi; bensì il centro avanti di sfondamento  della squadra più forte del campionato.
Non solo, infatti, a distanza di quasi sette mesi, non ha lasciato, come aveva promesso, la carica di Segretario cittadino del PD.
Non solo interviene ripetutamente, violando il dovere di arbitro imparziale,  in Consiglio Comunale a difesa del Sindaco, come se ne fosse il badante o l'amministratore di sostegno.
Non solo assume sui social network il ruolo di paladino della maggioranza.



Ma sembra che lo scorso settembre, abbia addirittura sporto querela contro il giornalista di Nuova Brianza, reo a suo dire, di aver diffamato il Pd "lamentando - così leggo on line - " che il suo partito sarebbe stato diffamato, perché la signora Fatrizio"  (ovvero la candidata di Matteo Riva che mi aveva insultata con epiteti poco gentili che evito di ripetere ) non sarebbe "mai stata del PD, non ha nulla a che fare con il PD e lui non l'ha mai né vista ne conosciuta" .

Caro Presidente, non solo non ha mostrato un briciolo di solidarietà nei mie confronti, prendendo le distanze da questa squallida vicenda (almeno il Sindaco ed il Consigliere Acquistapace, che ringrazio, hanno avuto il buon gusto di non partecipare alla votazione della mozione di solidarietà che Lei  e la Sua Maggioranza avete respinto)
Ma addirittura dopo che La ho votata - ricordando i doveri di imparzialità che il Suo ruolo impone - ha deciso di rivangare la vicenda, scendendo in campo, davanti all'autorità giudiziaria, a fianco di chi  mi ha squallidamente insultata.



Come scriveva Sciascia, l’umanità “… la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz’uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà… Pochissimi gli uomini; i mezz’uomini pochi, ché mi contenterei l’umanità si fermasse ai mezz’uomini… E invece no, scende ancora più giù, agli ominicchi: che sono come i bambini che si credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi… E ancora più in giù: i piglianculo, che vanno diventando un esercito… E infine i quaquaraquà: che dovrebbero vivere come le anatre nelle pozzanghere, ché la loro vita non ha più senso e più espressione di quella delle anatre…"


Scelga Lei, in quale di queste categorie, desidera essere incluso.


p.s. se volete, ora ...querelate anche me!

sabato 10 gennaio 2015

Quando vuoi celare un'informazione, rendila pubblica a Natale o ad agosto.

Avevamo chiesto al Sindaco di procedere ad una selezione pubblica per scegliere i componenti del Nucleo di Valutazione (l'organismo deputato a valutare le performance dei dirigenti, valutazione da cui dipende la concessione di bonus premiali)
Formalmente l'adempimento risulta essere stato fatto.
Nella sostanza, la trasparenza di questa amministrazione lascia, ancora una volta, molto a desiderare.

Il bando è stato pubblicato il 29 dicembre 2014, con scadenza martedì 13 gennaio (qui i requisiti).
Da che mondo è mondo,  il modo migliore per far passare in sordina un'informazione è renderla pubblica tra un panettone e l'altro o sotto l'ombrellone di agosto.
dimenticavo.....Buon 2015 a tutti!.. dimenticavo ...

Solo Silvio nel 1994 riuscì a fare meglio.
Approvo' una delle sue leggi ad personam il 13 luglio del 1994, mentre l'Italia intera era in tutt'altre faccende affaccendata, troppo impegnata a guardare la semifinale dei mondiali per potersi curare degli affari del Premier. 

"Il 13 luglio 1994 il governo emanò un decreto legge (cosiddetto "decreto Biondi" - dall'allora Ministro della Giustizia Alfredo Biondi - spregiativamente soprannominato dai critici "salva-ladri") che favoriva gli arresti domiciliari nella fase cautelare per la maggior parte dei crimini di corruzione.[4]
Il decreto fu votato lo stesso giorno in cui alle semifinali della Coppa del Mondo, l'Italia sconfiggeva la Bulgaria. Questa coincidenza alimentò il sospetto che si volesse sfruttare un momento in cui l'opinione pubblica era distratta dai Mondiali." tratto da Wikipedia [20][21]

mercoledì 10 dicembre 2014

E la retro (in senso di marcia) continua ....


Il Sindaco Matteo Riva ha nominato revisore dei conti della fondazione Scuola materna Aliprandi la figlia dell'ex Sindaco Franco Riva, condannato lo scorso aprile per bancarotta documentale e patrimoniale con conseguente inabilitazione all'esercizio di impresa commerciale per dieci anni.

Se è vero che le colpe dei padri non DEVONO ricadere sui figli, è altrettanto vero che è indice di una certa schizofrenia istituzionale essere costituiti parte civile nel giudizio penale pendente contro il padre e nominare poi la figlia in un ruolo che implica funzioni di controllo.

Senza voler entrare nel merito delle vicende penali, che competono alla magistratura (l'assoluzione sul PGT è stata appellata dal PM), mi pare che la scelta sia quantomeno politicamente inopportuna.

Il vicesindaco che si asfalta la strada al confronto mi sembra peccato decisamente veniale.

Ecco due interrogazioni presentate questa mattina, per vederci, come si dice meglio...
 
 
Signor Sindaco del Comune di Giussano
Matteo Riva
LORO SEDI
 
OGGETTO: interrogazione
I sottoscritti consiglieri Comunali  Emanuela Beacco e Stefano Tagliabue
                                                           PREMESSO CHE
-         con decreto sindacale n. 30/2014 pubblicato all’albo pretorio il giorno 9.12.2014 il Sindaco ha nominato quale  REVISORE DEI CONTI della FONDAZIONE ' SCUOLA MATERNA GIUSEPPE ALIPRANDI' DI GIUSSANO la dott.ssa Riva Elena
                                                                  RILEVATO CHE
-         la suddetta risulta essere la figlia di Franco Riva, già sindaco di Giussano;
-         con sentenza resa dal Tribunale di Monza, Franco Riva è stato condannato alla pena di anni 2 mesi 6 di reclusione ex art. 62 bis c.p. per bancarotta documentale e patrimoniale con conseguente inabilitazione all’esercizio di un’impresa commerciale ed incapacità ad esercitare uffici direttivi presso qualsiasi impresa per la durata di anni dieci.
PREMESSO ALTRESI’ CHE
-          Il Comune di Giussano risulta essere costituito quale parte civile nel giudizio celebratosi dinnanzi al tribunale di Monza a carico, tra gli altri, di Franco Riva e Massimo Ponzoni;
 
OSSERVATO INFINE CHE
-          le normative che disciplinano le incompatibilità e le disposizioni sulla trasparenza nella p.a., estendono i relativi divieti/e/o adempimenti fino ai parenti di secondo grado (moglie, figli e fratelli);
Tutto ciò premesso
SI CHIEDE
a)    di voler confermare se Elena Riva sia effettivamente la figlia dell’ex Sindaco
b)    se il Sindaco fosse a conoscenza del legame di parentela sopra ricordato;
c)    per quali ragioni il Sindaco abbia deciso di nominare la suddetta Elena Riva revisore dei conti;
d)    se abbia valutato la detta opportunità anche da un punto di vista politico.
 

 
Al signor Sindaco del Comune di Giussano
Matteo Riva

              

LORO SEDI

OGGETTO: interrogazione

I sottoscritti consiglieri Comunali  Emanuela Beacco e Stefano Tagliabue

PREMESSO CHE

-          Il Comune di Giussano risulta essere costituito quale parte civile nel giudizio celebratosi dinnanzi al Tribunale di Monza a carico, tra gli altri, di Franco Riva e Massimo Ponzoni;

 
RILEVATO altresì CHE

-          con sentenza resa lo scorso aprile, il Tribunale di Monza assolveva, con formula dubitativa, Franco Riva dall’accusa di corruzione

VISTO CHE
 
-          dalle notizie emerse dalla stampa risulta che il suddetto capo di assoluzione sia stato appellato dal pubblico ministero.

Tutto ciò premesso

                 
SI CHIEDE

a)     se la Giunta ed il Sindaco abbiano valutato opportunità di impugnare in proprio la sentenza, quale parte civile, art. 576 c.p.p.
b)     se abbiano dato incarico al patrono di parte civile di sollecitare il PM a interporre appello;
c)       ovvero nel caso di riposta negativa e/o di inerzia per quali ragioni Sindaco e Giunta abbiano deciso di rimanere inattivi

lunedì 8 dicembre 2014

La giungla delle leggi scritte dai burocrati. Molte, oscure, complicate

Il problema dell'Italia, non è dato dall'assenza di leggi.
Ma da un profluvio di normative. Molte, oscure e complicate.
La situazione è (peggiorata) ed è destinata a deteriorarsi grazie all'abuso che da anni si fa in quel di Roma dello strumento del decreto legge, che introduce nell'ordinamento un corpo di norme contradditorie e caotiche (Segnalo un interessante commento)
Accanto alla assoluta incomprensibilità e inattuazione di molte delle norme, c'è poi un secondo aspetto, non irrilevante da considerare.
La decretazione d'urgenza, troppo spesso blindata dal voto di fiducia, ha portato ad affermare il primato dei burocrati  (alias i funzionari ministeriali) sull'organo elettivo, che ha abdicato così alla sua funzione, riducendo i Parlamentari a meri passacarte delle decisioni prese dal Governo.
A pensarci bene, è un po' quello che accade (su scala più piccola) nei consigli comunali.
La generica e diffusa impreparazione dei consiglieri comunali, riduce l'assise a mera rettificatrice delle decisioni prese altrove.
La caotica proliferazione di norme incomprensibili, aumenta invece il potere dei funzionari, i soli che quelle norme le sanno interpretare
Funzionari che molto spesso  - per usare una metafora provocatoria - fanno finta di portarti in un bosco fitto fitto, dal quale poi decidono loro come farti uscire...
.

domenica 30 novembre 2014

Consiglio Comunale 24 novembre, segue. La vera casta:la dirigenza pubblica



LA PREMESSA: Nel settembre  2011 i Consiglieri del Partito Democratico (Matteo Riva, Elli Pierluigi ) e di Giussano Democratica (Soloni Roberto) avevano chiesto, con una mozione, all'allora Sindaco Gian Paolo Riva di dimezzare l'indennità di carica di Sindaco, Giunta e Presidente del Consiglio Comunale ed ai Consiglieri comunali di rinunciare al proprio gettone di presenza.
Visto che la mozione era stata a suo tempo respinta, ero curiosa di sapere se il Sindaco Matteo Riva fosse disposto a fare il sacrificio che solo 3 anni fa chiedeva a gran voce al al suo predecessore, o se la sua era una mera boutade demagogica. Da opposizione.
E così l'ho riproposta, omettendo tuttavia di coinvolgere nel (populistico) sacrifico i consiglieri comunali. 
Il primo cittadino, che sul punto pare difettare alquanto di coerenza,  si limita a farfugliare che manca la rinuncia al gettone di presenza ed a replicare che la Giunta ha ridotto i costi generali dell'amministrazione (Soloni, Zappino e Pier Luigi Elli risultano aver rinunciato al proprio "obolo").

Vista l'omessa risposta, gli chiedo espressamente di dirmi cosa ne  pensa della riduzione del 50% richiesta e già che ci sono gli chiedo pure di spiegarmi il meccanismo del c.d. "galleggiamento " previsto per la retribuzione dei segretari comunali

Matteo Riva - in soccorso del quale intervengono Presidente del Consiglio ed Assessore Bellotti - sul punto si trincera dietro l'ennesimo silenzio.

Allora vi dico come la penso io.
Ritengo sia ingiusto, umiliante e demagogico pretendere che un Sindaco si dedichi a tempo pieno  alla propria carica, assumendosi tutte le relative responsabilità civili, penali ed amministrative, per 900,00 euro al mese.

E’ come pretendere che un amministratore delegato accetti il proprio incarico per una retribuzione pari a quella dell’ultimo assunto.
Non credo neanche che i "costi della casta",  siano le indennità di Assessore e Sindaco, né che occorra tagliare i € 20,59 lordi che percepisce il consigliere comunale a seduta per risollevare le sorti delle casse pubbliche. Come ci ricorda la Costituzione chi lavora, se lo fa bene, va retribuito.

Penso, invece, che i tagli vadano cercati altrove, nei costi della dirigenza. Come in più ricordano:  “ La Pubblica amministrazione è un’enorme piramide molto appuntita, dove i dirigenti guadagnano moltissimo. Un solo esempio: i 300 direttori generali di province e regioni guadagnano 150.000 Euro, quanto il capo di gabinetto degli Esteri britannico.
I 1300 altri dirigenti delle provincie guadagnano 100.000 euro.
I 7.000 altri dirigenti dei comuni guadagnano poco meno.”
 
Il Sindaco del Comune di Giussano, secondo i dati pubblicati sul sito, percepisce un’indennità lorda di € 34.000,00.
L’assessore di € 15.000. Il Consigliere comunale 20,59 euro a seduta.
Nel 2013 – sempre secondo i dati on line - il Segretario Comunale ha percepito una retribuzione lorda di circa 200.000 euro (di cui 38.000 corrisposti dal Comune di Guanzate): ovvero 44.373 di retribuzione base; 47.992 di retribuzione di posizione; 60.000 come direttore;   15.282,52 per retribuzione di risultato  ed € 37.368,37 di diritti di segreteria .
 
Il Dirigente del settore economico finanziario servizi alla persona è costato alle tasche dei cittadini : € 44.000 di retribuzione base, € 51.000 per la retribuzione di posizione, € 11.200,00 di retribuzione di risultato  per un totale lordo  di oltre € 105.000,00.
 
Per fare un paragone fuori porta, il Sindaco del Comune di Monza (oltre 120.000,00 abitanti) percepisce a titolo di indennità la somma di    65.594,16, meno del suo addetto stampa che nello stesso anno si è portato a casa ben 70.000,00 euro.
 
Il Segretario comunale di Monza, nel 2013, ha percepito  la somma di € 117.330,63 (somma comprensiva -così risulta dal sito - della carica di Direttore Generale).

Secondo voi, da dove deve partire il programma di riduzione della spesa pubblica?



Nel prossimo post: il galleggiamento ed il mistero della "proroga" del nucleo di valutazione firmata dal Sindaco Riva

venerdì 28 novembre 2014

Per noi l'Alberto non s'ha da studiare


lunedì 24 novembre 2014 Prosecuzione di seduta

Ore 21.20  Il Consiglio Comunale inizia con un minuto di silenzio per ricordare la recente scomparsa di don Agostino Cerri.
Foto del corteo





All'intervento del Consigliere Trezzi fa seguito quello del Sindaco che - dimostrando di essere decisamente uomo di poca fantasia - si limita a rileggere 
il post pubblicato qualche giorno prima sulla pagina facebook.Omettendo se non altro (così mi dicono dal web),  di commettere l'imperdonabile errore di attribuire all'ex Parroco la creazione della sezione locale della Croce Bianca, fondata invece da Galet e Bigin. Al secolo Erminio Barzaghi e Giancarlo Scanziani.

Fuori tempo massimo (le comunicazioni sono ammesse solo in prima seduta)  il Primo Cittadino  informa l'assise delle deleghe conferite ai consiglieri
Irina Ferrò e Matteo  Botta. Cultura alla prima; informatica al secondo.
All'Assessore Grosso va la competenza alla sicurezza, legalità e  “bene comune”
Della serie meglio tardi che mai

Arriva la risposta all'interpellanza presentata dai Consiglieri  Tagliabue e Trezzi sugli immobili siti in via Milano destinati - così si legge nella nota dell'Assessore Soloni -" a sviluppare attraverso positive sinergie con il privato, la rete territoriale di servizi ed interventi rivolti alla disabilità".
Sul punto, nulla questio. Vedasi post precedente
       
Inizia quindi la lunga maratona della mozioni.
Il Consigliere Tagliabue  illustra la mozione con cui si invita la Giunta a proseguire l'attività di ricerca ed approfondimento della genesi storica di Alberto da Giussano (Il consigliere padano ricorda che lo studio è importante per mantenere l'identità del nostro paese; con  archivi arcivescovili non ancora indagati, e che rientra tra le linee programmatiche dell'amministrazione).
Secco il "niet" della maggioranza, di Stagno e Forza Italia.
Sindaco, Ferrò, Stagno, Bellotti sono unanimi nel replicare che lo studio è inutile visto che l'Alberto è una figura leggendaria. Ci sono altri personaggi storici su cui focalizzare l'attenzione. E poi si è già decisamente speso troppo tra studi, pubblicazioni e rievocazioni.
Ora, premesso che la figura dell'Alberto non mi appassiona (personalmente preferisco ben altri periodi storici) mi pare che le motivazioni invocate dalla maggioranza per respingere la mozione siano piuttosto contradditorie e inconsistenti.
Omero non è mai esistito, eppure Schlimann  partendo dalle gesta degli eroi di Iliade ed Odissea,  ha scoperto Troia.

L'impegno di coltivare lo studio del leggendario eroe, non impedisce certo di rivolgere l'attenzione anche ad altri personaggi.
Quanto ai soldi, la mozione non chiedeva l'erogazione di somme da mettere a bilancio, ma solo l'impegno a continuare nell'attività di studio (attività che con un po' di fantasia potrebbe rivelarsi a costo zero grazie, ad esempio,  al coinvolgimento di stagisti e  studenti universitari).

Come ci ricorda il Gonfalone, il condottiero di Legnano  è il simbolo della nostra Città.
Peccato.
Peccato che per preconcette posizioni ideologiche  la maggioranza abbia  perso l'occasione di sdoganare la figura dell'Alberto, sottraendolo alla Lega e restituendolo alla sua comunità.
A Giussano, l'Alberto esisteva da molto prima che il partito di Bossi lo assumesse a proprio simbolo.
Come ben ci ricorda questa foto scattata nel 1966 che ritrae  l'allora Sindaco Sandro Molteni ed il Parroco don Santino mentre consegnano la statuetta simbolo della nostra storia e delle nostre radici a Papa Paolo VI.
Propongo lezioni di storia e cultura per tutta la giunta! 
N.B. In 13 anni sono stati spesi 120.000 euro: 9.000 all'anno circa, meno del costo sostenuto per dieci giorni di palatenda!

giovedì 27 novembre 2014

La sola via per salvare l'ospedale Borella è trasformarlo in Poliambulatorio


Pare che il dott. Caltagirone stia confezionando, per la nostra comunità, un bel regalo da mettere sotto l’albero.

Non solo non arriveranno i milioni di euro promessi, ma dopo il 31 dicembre verrà anche smantellato (o quantomeno ridimensionato)  il reparto di radiologia.

Non si tratta di dicerie o sentito dire, ma di notizia avuta di prima mano!
Qualche giorno fa ho chiamato  il nosocomio per prenotare una risonanza dopo l'8 di gennaio.
Prima mi è stato detto che le liste d'attesa per quel periodo erano ancora chiuse.
Poi, vista la mia insistenza, il mio interlocutore mi ha "confessato" che non ci sarà alcuna lista d'attesa: il 31  dicembre scadrà la convenzione e non verrà rinnovata.
Sono stata quindi cortesemente invitata a rivolgermi alle  struttura di Vimercate e Desio ed a chiamare il numero verde.

 La notizia - di cui ho provveduto ad informare ieri sera Sindaco e Consiglio Comunale- mi pare alquanto allarmante. 
Mi risulta che nel corso del 2013, il Borella abbia  erogato oltre 3000 risonanze.

Lo stesso numero di prestazioni è stato raggiunto nell'ottobre 2014.

I vertici dell'Azienda ospedaliera di Vimercate, nel più assoluto silenzio, ci stanno privando di un servizio efficace e funzionante.

Mi risulta che a Desio e Vimercate  vi siano liste di attesa di oltre 3 mesi.

 E' evidente - visto l'ulteriore pesante carico di "prenotazioni" che si riverseranno sulle due strutture, in virtù della soppressione di quella di Giussano - che il povero cittadino dovrà rivolgersi alla struttura privata, se non vuole correre il rischio di finire direttamente al Creatore.


 Ieri sera, durante il Consiglio comunale, data l'allarmante notizia, ho chiesto al Presidente del Consiglio di procedere alla immediata convocazione di un consiglio comunale aperto, al quale invitare il direttore Generale dell’azienda ospedaliera che a questo punto deve  spiegarci le ragioni del mancato rinnovo della convenzione di un servizio estremante efficiente ed efficace e chiarire la sorte delle costose attrezzature oggi in dotazione all’ospedale.

 

Un consiglio comunale al quale invitare i sindacati ospedalieri e le associazioni Locali (in primis la Croce Bianca) e nel  quale pensare e progettare un'alternativa concreta e perseguibile.

E' evidente (e per me lo era da tempo) che non si farà nessuna maternità
Le risorse (in periodo di penuria ) vanno utilizzate per potenziare le strutture già esistenti.
Con la salute non si scherza: la sanità richiede eccellenze e forti investimenti in tecnologia, per poter disporre delle attrezzature di avanguardia.


Se vogliamo evitare di ritrovarci, fra qualche tempo, una carcassa vuota e fatiscente, occorre ELABORARE (in tempi rapidi) un piano "B"

Io credo che il miglior modo per valorizzare la struttura sia trasformarla in UN POLIAMBULATORIO,  fornito di  tutte le attività ambulatoriali di base (odontoiatria, oculistica, fisioterapia ecc.). Gli enormi spazi potrebbero consentire di porvi  la farmacia comunale.

Si potrebbe poi proporre il trasferimento dell'ASL, che disponendo di spazi maggiori potrebbe attivare altri servizi (come ad esempio le vaccinazioni per l'estero. Per poter partire per il mio ultimo viaggio ho dovuto rivolgermi all'ASL di Milano ...)
La collocazione del Borella è assolutamente azzeccata:  dal punto di vista urbanistico si pone infatti al centro della piattaforma di servizi pubblici (Comune, Residenza amica, Scuole) ed è facilmente accessibile dalla SS36.

Chiudo con l'invito a quanti condividono l'idea, a far sentire la propria voce.
Solo unendoci possiamo salvare una struttura che l'inerzia, la mediocrità, la pusillanimità della classe politica sta a poco a poco facendo morire, alimentandola con il sondino delle demagogiche promesse elettorali.