Blog di una ex politica, prestata - per un incidente di percorso - alla geografia.
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venerdì 30 maggio 2008
(Ri)Eccoci qui
Finite le pause di riflessione, risollevati gli animi, il Circolo del Partito
Democratico si presenterà, con un incontro pubblico, alla cittadinanza.
L’appuntamento è per il prossimo Venerdì 13 giugno, alle ore 21.00, presso
la sala Consiliare (p.zzale A. Moro) del Comune di Giussano (qui il programma).
Vi aspettiamo!
martedì 15 aprile 2008
Comunicato
Dal circolo del Partito Democratico di Giussano
"Una coalizione governerà l’Italia e un grande partito democratico farà l’opposizione.
(Finalmente- aggiungo io). Siamo diventati un paese normale.
Per la prima volta i numeri usciti dalle urne non lasciano spazio a valutazioni soggettive.
La coalizione di PDL e Lega ha vinto, lo schieramento a loro “avverso” ovvero il nostro ha perso. Detto questo e quindi aver “dato a Cesare quel che è di Cesare” ci preme evidenziare alcuni aspetti che dal voto sono emersi.
Innanzi tutto c’è stata una semplificazione radicale del quadro politico.
Un vincitore evidente che si assume la responsabilità di governare per un’intera legislatura.
La scomparsa delle estreme sia a destra sia a sinistra.
Si tratta di tre novità che messe una dietro l’altra ci fanno dire che finalmente siamo diventati un paese normale a democrazia matura.
Detto ciò, il Partito Democratico nato soltanto sei mesi fa, ha raccolto un consenso molto più ampio dell’Ulivo e delle forze politiche che ne hanno voluto la nascita (DS e Margherita), sei punti in più al Senato (+4% a Giussano) e due alla Camera (+0,5% a Giussano).
Ciononostante abbiamo perso le elezioni.
Che cosa fa un partito riformista europeo, quale oggi noi siamo a tutti gli effetti, quando perde le lezioni? Si rimbocca le maniche e riparte con nuovo slancio. Dobbiamo essere capaci di dare risposte a questioni come: l’integrazione, la sicurezza, il federalismo, la semplificazione delle procedure, l’efficacia delle scelte amministrative, la realizzazione delle infrastrutture, la salute e la mobilità. Molte di questi temi, nella percezione dei cittadini, sono rappresentati meglio di altri dalla Lega, a cui va riconosciuto il merito di una presenza attiva fra la gente.
Ebbene noi dobbiamo lavorare con altrettanto impegno e slancio per offrire la nostra visione e le nostre soluzioni.
La nostra sconfitta non è dovuta ad una campagna fatta male o a scelte sbagliate di strategia, tutt’altro. Bensì ai 20 mesi difficili dell’azione del governo, che aveva due opposizioni una istituzionale e una dentro la stessa squadra ministeriale.
Ma qui finiscono le recriminazioni e da qui si riparte, con lo stesso entusiasmo che abbiamo visto in campagna elettorale, insieme con i tanti ragazzi e ragazze che proprio con noi si sono affacciati alla passione politica e a un nuovo modo di praticare la politica, da protagonisti e non da “tifosi”.
Lavoreremo a Giussano per dare al partito la solidità e quel radicamento che non si poteva costruire in così poco tempo. Spingeremo sui nostri giovani aiutandoli a crescere per diventare, entro pochi anni, una nuova classe dirigente, capace e competente, in grado di prendere in mano il partito e il paese, senza aspettare di aver più di 50 anni, così come è avvenuto per Veltroni, e come succede ancora e troppo spesso ad ogni livello istituzionale.
Se anche nello “schieramento a noi avverso” dovesse succedere la stessa cosa ne saremo lieti e felici e di certo faremo, tutti insieme, un grosso servizio alla comunità locale e all’Italia. Perché dal 14 aprile 2008 l’Italia è diventata un paese normale, anche per merito nostro. "
Innanzi tutto c’è stata una semplificazione radicale del quadro politico.
Un vincitore evidente che si assume la responsabilità di governare per un’intera legislatura.
La scomparsa delle estreme sia a destra sia a sinistra.
Si tratta di tre novità che messe una dietro l’altra ci fanno dire che finalmente siamo diventati un paese normale a democrazia matura.
Detto ciò, il Partito Democratico nato soltanto sei mesi fa, ha raccolto un consenso molto più ampio dell’Ulivo e delle forze politiche che ne hanno voluto la nascita (DS e Margherita), sei punti in più al Senato (+4% a Giussano) e due alla Camera (+0,5% a Giussano).
Ciononostante abbiamo perso le elezioni.
Che cosa fa un partito riformista europeo, quale oggi noi siamo a tutti gli effetti, quando perde le lezioni? Si rimbocca le maniche e riparte con nuovo slancio. Dobbiamo essere capaci di dare risposte a questioni come: l’integrazione, la sicurezza, il federalismo, la semplificazione delle procedure, l’efficacia delle scelte amministrative, la realizzazione delle infrastrutture, la salute e la mobilità. Molte di questi temi, nella percezione dei cittadini, sono rappresentati meglio di altri dalla Lega, a cui va riconosciuto il merito di una presenza attiva fra la gente.
Ebbene noi dobbiamo lavorare con altrettanto impegno e slancio per offrire la nostra visione e le nostre soluzioni.
La nostra sconfitta non è dovuta ad una campagna fatta male o a scelte sbagliate di strategia, tutt’altro. Bensì ai 20 mesi difficili dell’azione del governo, che aveva due opposizioni una istituzionale e una dentro la stessa squadra ministeriale.
Ma qui finiscono le recriminazioni e da qui si riparte, con lo stesso entusiasmo che abbiamo visto in campagna elettorale, insieme con i tanti ragazzi e ragazze che proprio con noi si sono affacciati alla passione politica e a un nuovo modo di praticare la politica, da protagonisti e non da “tifosi”.
Lavoreremo a Giussano per dare al partito la solidità e quel radicamento che non si poteva costruire in così poco tempo. Spingeremo sui nostri giovani aiutandoli a crescere per diventare, entro pochi anni, una nuova classe dirigente, capace e competente, in grado di prendere in mano il partito e il paese, senza aspettare di aver più di 50 anni, così come è avvenuto per Veltroni, e come succede ancora e troppo spesso ad ogni livello istituzionale.
Se anche nello “schieramento a noi avverso” dovesse succedere la stessa cosa ne saremo lieti e felici e di certo faremo, tutti insieme, un grosso servizio alla comunità locale e all’Italia. Perché dal 14 aprile 2008 l’Italia è diventata un paese normale, anche per merito nostro. "
martedì 8 aprile 2008
Ti prego, indeciso, vota pd!
Eroe, eroe... sostantivo al quale ho sempre
pensato fosse giusto e doveroso collegare nomi come
quello di Giovanni Falcone
e degli agenti della sua scorta barbaramente assassinati nella
strage di Capaci; del giudice Paolo Borsellino e
dei 5 uomini di scorta atrocemente uccisi, solo due mesi dopo,
in Via D'Amelio.
E' solo a loro, uomini di valore, che hanno
perso la vita per difendere lo Stato,
per combattere il cancro della mafia,
che da sempre divora il sud del Nostro Paese
impedendone lo sviluppo, per contrastare il bieco potere dei Mangano,
dei Tommaso Buscetta, dei Totò Riina , che spetta l'appellativo di "eroe".
Ti prego, Ti prego, rispetto la legge, pago le tasse, non mi merito questa gente!
Ti prego, vota Partito Democratico!
venerdì 4 aprile 2008
Il PD e il suo programma/3
Il pd ed il mondo del lavoro. Un modo semplice ed immediato per meglio comprendere la proposta del partito democratico in tema di lotta alla precarietà e di tutela delle fasce di lavoratori più deboli, potrebbe essere rappresentato da un paragone con il sistema sanitario nazionale.
Oggi se mi ammalo c'è un servizio pubblico che mi assiste, mi mette a disposizione medici, crea strutture ospedaliere perché io possa essere posto nelle condizioni di recuperare la salute.
Il principio che ispira il servizio sanitario è quello dell'uguaglianza e della solidarietà: la salute deve essere assicurata a tutti e la malattia non è una questione che può essere relegata alla sola ed esclusiva sfera del singolo individuo, ma coinvolge, chiamandola in causa, l'intera comunità.
Ciò non accade, invece, nel mondo del lavoro: se perdo la mia occupazione o non riesco a trovare un (nuovo) impiego, sono lasciato solo, a volte nella più completa disperazione, sopraffatto da quella terribile angoscia che lede la nostra dignità e spinge a gesti estremi, come è successo a Luigi, il precario trentanovenne dipendente della Berco di Busano Canavese, appartenente al gruppo tedesco Thyssen, morto suicida solo qualche tempo fa, come è accaduto, ancora prima, all’operaio di Tolentino che si è tolto la vita impiccandosi in uno stanzino dell'azienda per la quale lavorava.
A distanza di 60 anni, putroppo, è rimasto ancora lettera morta l'art. 4 della Costituzione, che fa carico alla Repubblica di promuovere le condizioni che rendano effettivo il diritto al lavoro.
Il programma del Partito Democratico, su questo aspetto, è invece molto chiaro: il pd ha non solo l'ambizione di applicare finalmente la Carta Costituzionale, ma di introdurre - anche in Italia - quei sistemi di promozione del lavoro già sperimentati e funzionanti in altri paesi. Questa la ricetta del pd:
" ci vogliono politiche attive sul mercato del lavoro, che forniscano tutele del reddito in caso di disoccupazione; e un sistema efficiente di servizi, di formazione e di occasioni per il reimpiego. Questo è il senso della migliore flexicurity europea, cui intendiamo ispirarci. Un sistema attivo si ottiene potenziando la rete dei servizi, pubblici e privati, all’impiego e introducendo forme di responsabilizzazione reciproca fra beneficiari di sussidi e erogatori dei servizi. I primi sono tenuti non solo ad accettare offerte di impiego e di formazione, pena la decadenza dal sussidio, ma ad attivarsi per cercare il reimpiego.
Cercare lavoro è in sé un’occupazione, che per questo va retribuita, con un contratto specifico di ricerca d’occupazione. I servizi all’impiego devono essere responsabilizzati anch’essi ad attivarsi, offrendo agli operatori incentivi specifici e strumenti adeguati (compreso il potere di erogare le indennità e di sanzionare le inefficienze) ".
L’ impostazione del Partito Democratico si differenzia nettamente sia da quella seguita dal centrodestra che dal modello cui si ispira la sinistra radicale.
Dal centrodestra, che nei fatti, ha promosso una politica del lavoro che ha estremizzato la flessibilità ed ampliato la precarietà dei rapporti di lavoro, precarietà che purtroppo si traduce, spesso, in un’ instabilità ed incertezza delle prospettive di vita. Che si trasforma nell’impossibilità di progettare e costruirsi un futuro; di formare una famiglia.
Dalla sinistra radicale, che, dal canto suo, pretende di irrigidire il rapporto di lavoro, ed insegue un modello ormai superato dalla realtà economica.
Il Partito Democratico, ponendosi in un’ottica estremamente innovativa, sulla scia dei migliori modelli europei, vuole, invece, attuare un sistema che - in linea con i suoi valori fondanti – sia al tempo stesso moderno e solidale, capace di tutelare soprattutto i più deboli, i lavoratori precari.
giovedì 6 marzo 2008
Non Marianne alla riscossa
Sul Corriere della Sera di ieri, la bravissima Maria Laura Rodotà nel commentare la composizione delle liste del Partito Democratico ed il posizionamento, nel loro ambito, del gentil sesso, conia una nuova espressione: la “fossa delle Non Marianne”, nella quale si collocano le “donne che si candidano per passione e/o militanza, fanno campagna veramente, sono parte attiva della città …” una fossa che va… “ dal ventesimo posto (in lista) a scendere" La ventesima posizione … cavolo … ma è fantastico… è proprio la mia! Mi piace molto la definizione di “prima delle Non Marianne” … mi fa coltivare l’ambizione di poter essere una fra le (tante e tante) ragazze e donne attive sul nostro territorio che credono che un cambiamento sia possibile … mi fa sognare di potere, nel mio piccolo, rappresentare gli elettori e sopratutto le elettrici della mia Brianza …Un 20° posto - ritengo giusto precisarlo - assolutamente insperato ed inaspettato. Per questo ancora più apprezzato e gradito, quasi un regalo della provvidenza che mi dà l’assoluta convinzione e certezza che nuovi venti, quelli che trasportano cambiamenti del modo di far politica, spirano forti e intensi. Certo non sarà facile, ma neppure impossibile. Del resto (scrive Max Weber nel suo libro “La politica come professione”) “la politica consiste in un lento e tenace superamento delle difficoltà, da compiersi con passione e discernimento al tempo stesso”… tenacia e passione delle quali le donne sono più che mai dotate: “Non Marianne” e “Non Marianni” Wir können versuchen avrebbe detto Weber. Noi diciamo semplicemente “ce la possiamo fare” ... dobbiamo solo crederci e dimostrarlo …
Eccomi, eccoci qui
Ciao a tutti e benvenuti nel mio blog, questo strano strumento dalle enormi potenzialità, un eccezionale spazio virtuale nel quale comunicare, confrontarsi e perché no, anche litigare.
Innanzitutto, mi presento, mi chiamo Emanuela, ho 32 anni, abito a Giussano nel cuore della Brianza e ho scoperto – con mia grande sorpresa – di essere la candidata numero venti della Lista del Partito Democratico della Circoscrizione Lombardia 1 per la Camera dei Deputati.
Una posizione che forse non sarà sufficiente a portarmi a Roma, ma che rappresenta un germoglio di speranza per i tanti italiani che come me amano la politica, e senza lasciarsi sedurre dalla via (sempre facile) della sterile e arida polemica, si mettono continuamente in discussione, lavorando pazientemente e silenziosamente per costruire un paese migliore.
La mia, e voglio sottolinearlo con particolare orgoglio, è una candidatura che nasce dal basso, al di fuori degli schemi e delle logiche di partito, al di fuori della c.d. casta. E' il frutto dell’intuizione di Roberto, il bravissimo coordinatore del circolo del pd di Giussano (nonché caro amico) che ha fermamente creduto che – nonostante la tanto aborrita legge elettorale - anche i territori, gli elettori potessero e dovessero dire “la loro” nella definizione delle candidature; che dopo aver coraggiosamente lanciato l’idea di “un mio biglietto per Roma”, si è pazientemente adoperato per cercare l’appoggio e il sostegno dei circoli del pd dei comuni di Seregno, Besana e Albiate.
Oltre a Roberto, agli amici di Giussano, Seregno, Besana e Albiate, ai miei colleghi di lavoro, a Lino (che ha predisposto questo blog.. tentando di tamponare le mia imperdonabile incapacità nell’uso di “questo sconosciuto”) ringrazio, fin d’ora, quanti avranno voglia di spendere un po’ del loro tempo, della loro creatività e fantasia per intraprendere, con noi, questa nuova avventura lunga un mese... Vi aspetto!
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