




Blog di una ex politica, prestata - per un incidente di percorso - alla geografia.
Occorre resistere perchè - tuona Dario - un "intero popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità".
E poi ancora, Manuela di Goel, il consorzio di cooperative sociali nato nella Locride. Apparentemente timida, Manuela, ha rivendicato con forza i diritti in Calabria negati.
Al lavoro, al futuro, ad un sistema di assistenza sociale. Alla sanità.
Interventi forti, arricchiti dai collegamenti telefonici con il prof. Laruffa, Sindaco di Polistena - comune in provincia di Reggio Calabria - che ha ricordato i numerosi comuni sciolti a causa delle infiltrazioni mafiose e l'importante ruolo nella lotta alle mafie che possono giocare le amministrazioni comunali.
E con Mario Congiusta, il quale, richiamando la Relazione annuale sulla ’ndrangheta, approvata nel febbraio 2008 dalla Commissione Parlamentare di Inchiesta, ha posto l'attenzione sulle infiltrazioni mafiose nel Nord.
Da Palermo, a Polistena, a Siderno, alla Locride, passando per Bologna- da Via del Pratello - fin qui in Brianza.
Giunti a Bologna da luoghi diversi, ci siamo lasciati a Via del Pratello con un'unica comune convinzione: che le mafie si possono sconfiggere, solo, se le si combatte insieme.
Solo lavorando in sinergia, dalla Sicilia alla Lombardia.
Perchè la mafia ( che è morte e violenza, ricorda stasera da Fazio, il procuratore antimafia Grasso) non è "solo questione meridionale"
Lo diceva, già Giovanni Falcone: “ la mafia uccide a Palermo, ma investe a Milano, Londra e New York. "
E' il segreto di Pulcinella: è stranoto, ad esempio, che Milano è una delle capitali della 'ndrangheta. Lo dice a chiare lettere la relazione annuale del dicembre 2008 della Direzione Annuale antimafia.
"In questo clima avvelenato di scandali giudiziari e di evasioni fiscali, di dissolutezze e di corruzioni, di persecuzioni della miseria e di indulgenti silenzi per gli avventurieri di alto bordo, in questa atmosfera di putrefazione che accoglie i giovani appena si affacciano alla vita, apriamo le finestre: e i giovani respirino l'aria pura delle montagne e risentano ancora i canti dell'epopea partigiana." Con queste parole - lontane nel tempo ma quantomai attuali nei contenuti - Piero Calamandrei nel 1954 commemorava al Teatro Lirico di Milano il decennale della Resistenza.
Sessantanni fa, a Mussolini ed a Hitler, al regime fascista e nazista.
Oggi, ai nuovi mostri che divorano la nostra società. Alle violenze.
In tutte le loro più deplorevoli espressioni. Alle Mafie. Una resistenza quotidiana. Difficile e coraggiosa. E per dire il loro no a camorra, ad 'ndrangheta, a Cosa Nostra, sabato 25 aprile a Bologna, a resistere"al Pratello" saranno in tanti. E tra loro, e con loro Addio Pizzo, l'associazione di volontariato che lotta contro il racket delle estorsioni. Goel, il Consorzio Sociale che ha sede nella Locride. Il sindaco di Polistena Giovanni Laruffa e Mario Congiusta, il padre di Gianluca, assassinato tre anni fa dalla 'ndrangheta perchè voleva impedire che il suocero rimanesse vittima di un’estorsione. Ai quali, grazie al gentile invito di Luigi Sorrenti e Claudia Parmeggiani, avrò il grande onore di unirmi.
Palermo, la Locride, Polistena, Siderno, la Brianza.
Già perchè lo sappiamo bene che, purtroppo, neppure la terra di Lombardia è al sicuro dai tentacoli delle organizzazioni mafiose. Ed a ricordarcelo sono in tanti come questo servizio, andato in onda ieri sera, sulla La7....
Il servizio completo qui
"Mafie al Nord" Parla anche di Noi. Della Brianza. Di Seregno, di Giussano. Dell'arsenale dei Mancuso.
Risale a soli pochi giorni fa la sentenza, con cui il Tribunale di Monza ha condannato quattro esponenti dell’ndrangheta (Fortunato e Giovanni Stellittano, Giulio Bralla, Ivan Tenca) a 19 anni complessivi di carcere ed a corrispondere oltre 100 mila euro a titolo di risarcimento del danno per le discariche abusive di rifiuti - scoperte lo scorso settembre - nei comuni di Seregno, Desio e Briosco e gestite dalle cosche malavitose.
E allora ci vediamo tutti a Bologna!
Per quanti, lunedì non potessero, loro malgrado, presenziare all'incontro, consiglio la visione di questi simpatici video. Così, tanto per farsi un'idea del Nostro.
e la marsina color ciclamino, veniva a piedi da Lodi a Milano
per incontrare la bella Gigogin" .
Passeggiando per la via
le cantava "Mio dolce amor,
Gigogin speranza mia
coi tuoi baci mi rubi il cuor".
Ma con altri del paese
in Piemonte fu mandato
e per esserle vicino col suo cuore innamorato
sopra l'acqua di una roggia
che passava per Milano
perché lei lo raccogliesse ogni dì gettava un fior".
A mettergli le ali ai piedi sarà stato il sacro fuoco della passione. O forse la necessità di dover partire al più presto per il Piemonte, perchè la terra di Lombardia aveva una certa fretta di liberarsi dall'odiosa tirannia austriaca.
Fatto sta' che il bell'innamorato rivoluzionario nell'800, per andare da Lodi a Milano (distanti una quarantina di chilometri) ci metteva, a piedi, decisamente meno di quanto non facciano oggi i saettanti furgoncini delle Poste Lumaca per consegnare la corrispondenza da Milano a Monza (che di chilometri ne devono macinare la metà).
Da tempo si lamenta, da più parti, la lentezza cronica delle Poste Italiane. Che ultimamente paiono volersi occupare di tutto. Dai risparmi, alla vendita di cd e libri.
Di tutto meno che della loro principale funzione. Quella di provvedere, in tempi ragionevoli, alla consegna della corrispondenza.
Venerdi' Santo, ad esempio, per me è stato il giorno dell'apoteosi.
All'inizio del triduo di passione, infatti, le Poste mi hanno restituito la ricevuta di ritorno di un atto giudiziario spedito r.r. (raccomandata con ricevuta di ritorno) dall'Ufficio Postale di Monza Centro il 26 Novembre 2008.
Il pacco, consegnato alle Poste niente poco di meno che ad inizio Avvento è stato recapitato al destinatario in una zona centrale di Milano il 9 dicembre 2008.
E fin qui (quasi) nella norma. Peccato che poi, da lì per la mia povera ricevuta di ritorno (che attesta che il pacchettino è arrivato al suo destinatario) sia iniziato un lungo ed interminabile calvario, che l'ha portata per oltre 4 mesi a zonzo per il mondo.
Che il Mondo, inizi a Milano e finisca a Monza. E'poi solo un dettaglio.
Ma procediamo con ordine:
17 dicembre 2008.
Secondo lo 007 delle Poste Italiane (il rapporto "doveequando" che consente di ricostruire, on line, momento per momento, l'iter di ogni pacco) la mia ricevuta di ritorno viene "accettata" dall'Ufficio postale di Milano Centro.
Dove, approfittando della pausa natalizia, ha soggiornato per oltre un mese, prima di riprendere il suo lungo e faticoso cammino verso la capitale Brianzola.
Certo, neppure le ditte in cassa integrazione hanno dato un periodo di ferie tanto lungo ai propri dipendenti. Ma, si sa che ogni resistenza si scioglie al sole come neve quando si parla di Pubblico Servizio.
29 gennaio 2009
Il James Bond nostrano ci informa che, finalmente, la cartolina è presso l'Ufficio Postale di Monza centro, dove risulta "in lavorazione"
29 gennaio 2009 - 10 aprile 2009
" In lavorazione", in lavorazione ed ancora in lavorazione. Cosa voglia dire "lavorazione" resta tutto un mistero.
Quel che è certo è che deve trattarsi di un'attività particolarmente impegnativa, se iniziata prima di carnevale, ha potuto concludersi solo il 10 aprile.
Il mio ufficio dista dalla sede delle Poste Italiane di Monza Centro solo 600 metri.
Tempo di percorrenza: 7 minuti a piedi. Mi avessero avvisata. Me la sarei andata a ritirare personalmente. Neppure con la stampella ci vogliono tutti quei mesi..
Se San Giuseppe si fosse mosso allo stesso ritmo delle poste Italiane, Nostro Signore difficilmente sarebbe riuscito ad arrivare in Egitto, sulla schiena di un asinello, salvandosi dalla furia del perfido Erode.
Ma forse bisogna essere clementi.
Lo impone la ricorrenza pasquale. E ricercare la lentezza delle poste in un'alta ragione spirituale: assicurare l'espiazione dei cittadini, garantendo anche alle loro lettere una lunga quaresima di penitenza e passione.
Che si tratti di una nuova maggioranza ? Sic, sic!
Con Giussano Democratica, la lista di centrosinistra in cui dal 1999 politicamente milito, da qualche tempo, ho problemi di comunicazione.
Pomo della discordia - come noto - la gestione del territorio. L'urbanistica.
Sembra (o almeno pare cosi') vi siano, al suo interno - e non da oggi - due visioni tra di loro diverse delle quali non si riesce a "fare" sintesi.
Ma, mentre io faccio sempre più fatica a "comprendermi" con i miei compagni di cordata, pare che loro inizino a dialogare e a capirsi benissimo con i consiglieri Comunali di Forza Italia. O almeno, questa è la sensazione stando a quanto è emerso venerdi' sera, nel corso dell'ultima seduta di Consiglio Comunale sul Piano di Governo del Territorio.
In due delle oltre 280 osservazioni presentate e discusse venerdì sera, l’osservante (Associazione Giovani Padani) chiedeva al Consiglio Comunale di apportare alcune modifiche a due articoli delle Norme Tecniche di Attuazione del nuovo PGT.
In particolare, di riportare quello che tecnicamente viene definito "volume teorico per abitante" - necessario per calcolare la quantità procapite di servizi della quale ciascun cittadino deve poter usufruire - dai 150 mc (previsti nel nuovo PGT) ai 100 mc del passato.
La proposta, che a prima vista potrebbe sembrare il frutto di un mero cavillo legale, da lasciare alla fantasia degli azzeccagarbugli, nasconde in realtà un problema connesso ad un tema che è diventato un ritornello abituale dei Consigli comunali.
Quello delle aree a "standard".
Le aree cioè che il privato che realizza un intervento edilizio deve cedere all’amministrazione comunale perché questa vi possa realizzare i servizi necessari per la città.
Ce lo siamo ripetuti fino alla nausea.
Una città, per essere vivibile, deve disporre di buoni servizi pubblici. Adeguati al numero di utenti, diffusi sul territorio, in grado di offrire un “prodotto” di qualità.
Fino ad oggi questa quantità procapite di servizi della quale ciascun cittadino deve poter usufruire, veniva calcolata sulla base del parametro di 100 mc per abitante.
Nel PGT si propone di alzare questa soglia a 150 mc.
Tale scelta seppur legittima da un punto di vista normativo (le più recenti disposizioni regionali autorizzano un abbassamento della dotazione di servizi), è politicamente sbagliata.
Al di là dei tecnicismi, che significa? Semplicemente questo: A parità di volume costruito (di metri cubi) viene - di fatto - diminuita di un terzo la quantità di standard da reperire.
Detto, in altri termini il CEMENTO sarà sempre MENO COMPENSATO da verde, attrezzature e servizi. Avremo + CEMENTO, + COSTRUZIONI e - SERVIZI.
Bell'affare.
Ecco perchè sarebbe stato opportuno accogliere l'osservazione. Peccato non essere riuscita a far capire la mia posizione.
In compenso quella sostenuta, tra gli altri, dal resto di Giussano Democratica ha ottenuto il placet di Forza Italia.
Ed è, quindi, finita, così: FAVOREVOLI ALL'OSSERVAZIONE: 7 consiglieri Lega Nord ed il resto dell'opposizione (Consiglieri Logiacco, Pasquina, Diletto e Carello). CONTRARI: 12 consiglieri UDC, Giussano Democratica, Giussano la Nostra Città e Forza Italia ASTENUTI: 2 astenuti Io ed il Consigliere Pierluigi Elli, Giussano Democratica
Le osservazioni sono state pertanto respinte dalla nuova alleanza trasversale.