martedì 27 novembre 2012

Le primarie. La risposta politica all'anti -politica



Le primarie di domenica hanno decretato il trionfo di Renzi.
Il Sindaco di Firenze, piaccia o non piaccia, ha ottenuto una valanga di consensi. 
Molti di più di quanti i dirigenti del pd se ne aspettassero.
E la sua vittoria è avvenuta soprattutto nelle regioni tradizionalmente rosse.   
Il grande successo del rottamatore nei feudi di Fioroni e Sposetti, si commenta da solo. 
Il messaggio è forte e chiaro: qui della nomenclatura, degli uomini di apparato i democratici ne hanno a sufficienza. 
La gente, quella in carne ed ossa, che non vive nei salotti della politica; il popolo rosso messo in ginocchio dalla crisi e dai terremoti è "incazzato". E visto che, per tradizione, è meno propenso all'astensionismo dell'elettore di centrodestra, ha deciso di  dare uno scossone alla dirigenza. 
E lo ha fatto andando in blocco a votare. Versando pure le 2 euro (che in tempi di crisi, per chi vive con 800 euro al mese, non sono certo pochi...)
Fossi in Bersani, mi tremerebbero i polsi.
L’affermazione al ballottaggio del Segretario – così certa alla vigilia delle consultazioni- pare tutt’altro che scontata.
 E se vorrà  vincere. Se vorrà convincere “la base” a ridargli fiducia, dovrà, da subito, dare segni di forti novità. Come dire, non basta più la solità pennellata di bianco su muri incrostati.......

La voglia "di cambiamento "   che emerge dalle recenti consultazioni non può non essere un monito per le prossime consultazioni Lombarde.
Le primarie “Civiche”,   l’abbandono in corsa di Pizzuz e Biscardini, l'imposizione dall'alto del figlio dell'Eroe Borghese, Umberto Ambrosoli che correrrà accanto alla ginecologa  Alessandra Kustermann, ed al noto economista Andrea Di Stefano hanno lasciato l'amaro in bocca a più di un elettore. 
Perché non basta un volto nuovo , se poi questo si trascina dietro - come  un pesante fardello - il vecchio apparato, spinto dalle stesse bieche logiche di partito.
L'operazione che ha portato a scegliere Ambrosoli, è piaciuta poco alla base, che ormai - lo si è visto- utilizza le primarie  (al di là del competitore del momento) per scuotere (ed ove possibile levarsi dai piedi) la vecchia classe dirigente...



venerdì 16 novembre 2012

Ho deciso. Io voto Puppato.

Domenica 25 novembre andrò ai seggi del PD. 
E lo farò per votare la donna che il Partito Democratico voleva invisibile. E la scelta, sia chiaro, non ha nulla a che fare con la solidarietà femminile.

domenica 11 novembre 2012

PD. Come portare un partito al suicidio.



Il pd rischia l’ennesima brutta figura, aggiungendo errori su errori che rischiano di stufare quel poco di elettorato (in termini assoluti, e non relativi…) che ancora gli è rimasto.
Ufficializzata la candidatura di Fabio Pizzul e della Kustermann per la corsa al Pirellone, le primarie lombarde rischiano di essere affossate  dalla discesa in campo di Umberto Ambrosoli. L’avvocato Milanese presentato al grande pubblico come “il figlio di Giorgio. L’Eroe Borghese”.
Il quale, ha già fatto sapere, che di primarie  non ne vuole sentire parlare.
Ora, premesso che non conosco  Ambrosoli (per cui non potrei parlarne  bene, né tantomeno male) mi pare evidente che se la dirigenza del PD decidesse di puntare su di lui, senza passare per le forche caudine delle primarie, ne indebolirebbe  la candidatura.
In primo luogo perché farebbe girare, per dirla alla Montalbano, notevolmente  i “cabasisi” a buona parte del suo possibile elettorato. Me inclusa. 
E così il famoso popolo delle primarie il giorno delle elezioni regionali potrebbe decidere (ed a ragione) di disertare le urne, riproducendo in terra di lombardia i numeri bulgari dell’astensionismo siciliano oppure consegnando la regione più ricca di Italia all’ anarchico show man Grillo.
In secondo luogo, l’avvocato Ambrosoli  (persona per quanto ne so, sicuramente di pregio) partirebbe con l’handicap di essere, seppur sotto diverso profilo, espressione della nomenklatura.  
Della classe politica di sempre, mummificata ed autoreferenziale, che degnandosi  per qualche secondo di scendere da Marte - nell’estremo tentativo di sopravvivere alla ghigliottina delle consultazioni - si accinge bellamente a ripetere,  l’operazione di maquillage pre-elettorale cui siamo ormai tristemente abituati.
Un restailing che nel 2008 - nominando legislatori le fedeli segretarie di partito ed i rampolli di ricchi industriali - ha portato in Parlamento le Madia, i Calearo ed i Colaninno. Scialbe figure oggi inghiottite dall’oblio.
Un’operazione di chirurgia estetica con la quale, nell’Italia travolta dagli scandali giudiziari, i partiti di destra e di sinistri, cercano di ripulirsi la faccia, trincerandosi dietro la sagoma  della “persona per bene” ,  sul cui carrozzone ritroveremo i politicanti (perché il “politico” è altra cosa) di sempre.
Se è vero che la società civile rappresenta una componente fondamentale della politica (io ne provengo, non avendo mai avuto in tasca tessere di partito), è altrettanto vero  che non basta “essere “ brave persone per pretendere di assumere ruoli di governo.
L’integrità morale è condizione necessaria, ma non sufficiente per chi voglia gestire la res publica. 
Occorrono competenza ed esperienza.  Il rischio, altrimenti, è di passare per "l'utile idiota".
Terzo errore. Il pd sta presentano Ambrosoli  come il Salvatore della Patria. 
Ora, a parte il fatto che il popolo di (veri o presunti) uomini della provvidenza ne ha piene le tasche (l’ultimo, dopo averci reso ridicoli agli occhi di mezza Europa, ci stava conducendo nel baratro, con le sue olgette ed olgettine. ) non penso che l’Avvocato Milanese possa da solo cambiare i connotati della classe politica Lombarda (che per inciso, a sinistra come al centro, non sognano che la Sua candidatura per far rinascere qualcosa che si avvicini il più possibile alla grande balena Bianca, nella quale riesumare i nostalgici della prima e della seconda repubblica).
Solo un Governatore, in grado di circondarsi di una squadra di persone serie e capaci può cambiare rotta.
Quarto errore: enfatizzare il suo "essere figlio" di Giorgio, l’Eroe Borghese mi pare controproducente. In questi tempi di scandali, di parentopoli e di raccomandati, il popolo decisamente poco gradisce gli unti del Signore, imposti al volgo per  “diritto di nascita”.
Mi auguro che la dirigenza del Pd, per una volta, scelga coraggiosamente la via della chiarezza.
Ed allora ben vengano le primarie! Cosa potrebbe rianimare una democrazia rappresentativa agonizzate più di una competizione seria e leale tra persone di altissimo profilo morale? 
Chissà che l'ingresso  nell'agone  politico di Pizzul, Ambrosoli, della Kustermann non riavvicini fette  e forze provenienti dalla società civile alla politica ....
Ma forse è proprio questo che la vecchia guardia teme ...

giovedì 13 settembre 2012

Giussano, nuovi arresti...

chissà perché ma la notizia non mi stupisce...
Siamo solo alla punta dell'iceberg ...

giovedì 2 agosto 2012

Le olimpiadi … grande lezione di vita.


Un secondo. Un minuto. Un tuffo. I cento metri. Un ‘ora. Sessanta chilometri. 
Un unico adrenalinico istante  (più o meno lungo)  nel quale l'atleta si misura con se stesso. Con le sue capacità. I suoi sacrifici . I suoi allenamenti. Il suo essere eccellenza.
Se vinci entri nell'Olimpo. Se manchi il traguardo, precipiti nella termopili dei perdenti. 
Quello che più mi affascina delle Olimpiadi è l’idea stessa  “del verdetto". L'ossimoro "vittoria e  sconfitta". Non ci sono se e ma. Vinci o perdi.
O guadagni l'alloro o getti  alle ortiche ore di allenamenti e sacrifici. Tertium non datur. 
Senza alibi, o scuse. 

L’atleta risponde. Sempre. Comunque. In tempo reale. Ed in prima persona.


Una bella lezione quella delle Olimpiadi. 
Uno "stile" cui forse dovrebbe ispirarsi la politica italiana. 
Fatta - per nostra sfortuna - da una classe dirigente che non paga mai per i propri errori.
Che, anche grazie (ma non solo ), al porcellum è sempre ben salda sui propri scranni.
Che si autorigenera, come un cancro inestirpabile. Che arriva a definire chi ruba milioni di euro un povero capo espiatorio. ...
Che fa sempre pagare ad altri, i propri conti...

domenica 10 giugno 2012

Auguri al Nuovo Assessore all'Urbanistica

Si è insediato ieri il Consiglio Comunale di Monza. Inizia l'era Scanagatti.
Faccio i miei migliori auguri di buon lavoro all'Avv. Claudio Colombo, assessore all'Urbanistica della nuova Giunta Monzese. Di lui - dicono i giornali - si sa poco.
Ed allora mi permetto di scrivere io qualche cosa in merito ...

Ho lavorato nel suo studio per quasi dieci anni. Quello che professionalmente ho imparato, lo debbo ai suoi insegnamenti.
Oltre che un professionista capace, serio e competente, l'Avv. Colombo è persona estremamente  corretta (ricordo, che durante il colloquio propedeutico la pratica, saputo che ero consigliere a Giussano, verificò di non avere incompatibilità con il mio Comune).
E generosa (Negli anni della mia Presidenza del Consiglio Comunale, ho potuto colmare grazie al suo appoggio professionale, le lacune dovute alla mia inesperienza.)


Molti post di questo blog, sono frutto della sua intuizione.
Da anni mette le sue capacità professionali a disposizione - gratuitamente - delle iniziative volte  a tutelare il nostro territorio (una per tutte: ha collaborato con Legambiente alla stesura della Legge di iniziativa popolare contro il consumo di suolo).
Credo, che Monza.... sia in  ottime mani!
Buon lavoro!

venerdì 8 giugno 2012

Non vivo di politica.


La polemica lissonese mi ha decisamente stufata. 
Questa e’ la e_mail che ho ricevuto la mattina del 26 maggio, dopo l’incontro voluto dal Sindaco Concetta Monguzzi.
Incontro durante il quale la neo Sindachessa  ha espressamente chiesto il mio apporto alla sua Giunta.
Ognuno tragga le sue conclusioni.
Per me la questione finisce qui. Ho un lavoro che mi aspetta.




-------- Messaggio originale --------
Oggetto:
comunicazioni
Data:
Sat, 26 May 2012 08:10:23 +0200
Mittente:
conce
A:
Renzo Perego , E Talarico , marino nava , "'Anny Mariani A.'" , giovanni angioletti , "d.colnaghi@tiscali.it" , avv.emanuela.beacco@gmail.com, roberto galbiati
CC:
alberto fossati , tino basile , zagari antonino

ciao a tutti,
il 1 giugno alle ore 20,30 è convocato il primo Consiglio Comunale di
insediamento.
Devo comunicare la Giunta entro lunedì.
Ho accelerato i tempi perchè ci sono delle urgenze importanti; ieri sono
anche venuta a conoscenza di un episodio grave, un incidente capitato ad
un bambino a scuola in cui l'Amministrazione è coinvolta. E' quindi
tempo che l'Amministrazione si renda attiva e responsabile, insediandosi.
Ho avuto un colloquio con l'Avv. Beacco e sono convinta che è la persona
che ci serve.
Questa infine è la Giunta che intendo insediare (nomi e deleghe principali):
Renzo Perego, Presidente del Consiglio Comunale (carica elettiva)
Monguzzi Concetta -  ...
Elio Talarico - ...
Marino Nava, vicesindaco - lavori pubblici
Roberto Galbiati - attività produttive
Anny Mariani - politiche sociali
Giovanni Angioletti - ...
Domenico Colnaghi - bilancio
Emanuela Beacco - politiche territoriali

In questo week end ho moltissimi impegni istituzionali, posso solamente
incontrarvi domenica sera per definire le deleghe agli Assessori . 
Fatemi sapere la vostra disponibilità.
Ciao,
Concetta


lunedì 4 giugno 2012

Farò querela.





Ho conferito sabato mattina formale mandato al mio legale, l’avv. Alessandro Meregalli, di procedere penalmente nei confronti di chi ha infangato nei giorni scorsi la mia reputazione. 
Pare infatti che, qualche ora dopo la conferma della mia nomina ad Assessore, sia iniziata a circolare una graziosa voce che, pescando nel torbido, vorrebbe farmi passare per signorina di facili costumi in balia di amanti senza scrupoli che mi userebbero - ahimè povera tapina- per curarne i personali interessi.

Francamente, non so se sia  peggio sapere da terzi di  essere l’amante di un uomo con cui (biblicamente parlando) non si è mai giaciuto o riscoprirsi, come ai tempi dell’impero romano, il burattino del macho di turno.
Secondo il galantuomo in questione rientrerei nel rodato schema berlusconiano delle “danzatrici di burlesque”. Rispetto alle donne di Silvio, sarei solo più vecchia. E decisamente più stupida.
La maggiore età l’ho infatti passata da un pezzo. Ed almeno le Minetti di turno si sono fatte sistemare in Parlamento.Come dire, cornuta e mazziata.

Devo  innanzitutto dire al mio diffamatore che non brilla per originalità: a screditarmi con la storia dell’amante, qualcuno ci provò nel lontano 2002, quando all’interno del Parco valle Lambro osai sfidare gli equilibri costituiti e presentare un esposto per salvare quel bellissimo complesso monumentale che è la Rotonda di Inverigo. Ma visto che ai tempi ero considerata ancora, politicamente parlando, piuttosto innocua, la voce si spense tra le quattro mura del Parco.

Dal momento che qui, stiamo parlando di urbanistica lissonese, e gli interessi in ballo non sono certo bruscolini, il venticello della calunnia si è rapidamente sparso ovunque fischiando, addirittura, nelle orecchie di una delle mie prime educatrici dell’azione cattolica.

Insomma da brava ragazza dell’oratorio, mi ritrovo oggi coinvolta nel sexy gate lissonese.
La cosa interessante, dal punto di vista sociologico, è che la mia metamorfosi da paolotta Bindiana a femme fatale  “border line” pare direttamente proporzionale all'affermarsi della mia visibilità politica e della mia marcata opposizione al maschile ceto dominante.

E già. Finché,complice la giovane età e l’inesperienza, sono stata buona buona, ero per tutti una simpatica ed estroversa ragazza d’oratorio. L’affidabile baby sitter cui lasciare i propri bambini.
Quando ho iniziato ad assumere posizioni di rottura con la mia maggioranza, proprio su temi urbanistici - correva l’anno 2007/2008 - gli uomini più acuti ed esperti in materia collegarono le “mie ostinate posizioni” alla mancanza, per usare le parole di Elio, “di carro”.
Dopo la spaccatura consumatasi sul centro commerciale di Giussano, oggi in procura, (correva l’anno del signore 2009), i leader del centrosinistra locale imputarono la mia fuoriuscita da Giussano Democratica alla smisurata ambizione che mi logorava, acutizzata da una certa dose di “pazzia” che mi portava a vedere i santi del Paradiso.
Non molto tempo fa, mi è stato anche  affibbiato il gentile epiteto di Sibilla sputaveleno. Sul veleno non so. Sulle visioni non hanno invece sbagliato del tutto, dal momento che un Santo - quello di San Vittore - in lontananza per qualcuno l’avevo pure visto…

Dopo dieci anni di militanza, da asessuata della politica giussanese (pare girasse anche questa voce), eccomi alle prese con il  personale scandalo gossipparo.

Non c'è dubbio. Ho fatto decisamente carriera: perché si sa, in politica,  il carisma di un uomo viene misurato dalle cariche e dai riconoscimenti che riesce ad ottenere, quello di una donna dai graziosi complimenti  che riesce a collezionare.

Le infamanti accuse, le badilate di fango gettate addosso alla mia persona, non sono che  l’ennesima riprova di un sistema politico (senza destra e sinistra), maschilista, retrogrado e reazionario, che utilizza la donna a proprio uso e consumo. 
Che la pone come bandierina, quando deve dare all’elettorato una parvenza di democrazia.
E che, con altrettanta facilità, la degrada a "poco di buona", se ribelle alle logiche del maschio dominante.

Non molto tempo fa, il massimo leader di questo sistema infamante, arrivò a definire, un cancelliere europeo, solo perché donna, "una culona inchiavabile".
Qualche mese fa, un'altra aquila dell'italica politica, la Santanchè, definì Nilde Iotti …come la Minetti.

Spiace purtroppo constatare, come alla generale regola della denigrazione, non sfugga neppure il Partito democratico, disposto ad accogliere nel suo grembo solo le donne o ragazze - immagine che non offuscano il maschio del momento...

Per te, Donna non rieducabile.



Niente nomina. E soprattutto, niente politica.
Ecco il conto che il Partito Democratico  di Monza e Brianza ha deciso di presentarmi per le posizioni assunte nel 2009 sull’”affare” outlet e sull’urbanistica giussanese; per aver ricordato che l’ex Sindaco Franco Riva, coinvolto nello "scandalo Ponzoni", ha  governato per dieci anni con il centrosinistra a Giussano.
Per aver rubato qualche voto al Candidato Elli  presentandomi, alle ultime elezioni, nella lista civica di Ettore Trezzi. Per aver accettato  il ruolo tecnico di presidente della Commissione PP1 con la nuova amministrazione capeggiata da Gian Paolo Riva, che rischia alle prossime amministrative il plebiscito..…
Il conto, per non essermi  piegata alle logiche di partito.


La notizia è  di dominio pubblico: a nomina ormai certa, la carica di Assessore all’Urbanistica di Lissone è andata a Maria Corigliano. Tirata fuori dal cilindro in zona cesarini, la Corigliano è un ingegnere di  63 anni che proviene da Monza. L’ing. Corigliano ha fatto l’assessore a  Muggiò qualche anno fa con la giunta di centrosinistra di Carlo Fossati.
Ci accomunano il 1975. Per me l’anno di nascita. Per Lei quello della laurea. Il fatto di essere donne. La qualifica di “tecnici fuori porta” che masticano l’urbanistica.

Ci differenzia - lo svela google - la lunga militanza politica.
Al contrario di me "donna non rieducabile", il nuovo assessore pare in piena sintonia con le logiche di partito.
Il curriculum  svela il fin troppo evidente tentativo di trovare, in limine litis, una candidata che potesse – età anagrafica a parte-  figurare, agli occhi dell’opinione pubblica,  come mia equipollente in modo tale da far passare senza troppo polemica l’operazione di epurazione in perfetto stile sovietico.

Il lupo perde il pelo, ma non il vizio. Usata all’occorrenza  (quando si trattava di dare una parvenza di rinnovamento al PD) quale giovane e donna di belle speranze, sono stata, per l’ennesima volta, sacrificata sull'altare delle logiche di partito.
Oggi come nel 2009, all’epoca dell’uscita da Giussano democratica. Oggi come del 2006, quando prima il pd mi chiamò per partecipare alle primarie e poi mi scaricò, senza neppure troppe scuse, perché il mio posto doveva andare alla senatrice  Emanuela Baio.
Ed allora indignata di fronte all’ipocrisia di un  partito che a parole si dichiara attento ai giovani ed alle donne, ma che in realtà tutto vuole, fuorché il cambiamento, non resta che rivolgere il mio ultimo appello al leader brianzolo dei rottamatori.


Caro Civati,
chiedo a te, paladino delle primarie, portavoce del nuovo, fautore di una politica diversa che rompa gli schemi da pravda sovietica, di volermi prendere come emblema della necessità di rottamare un partito gerontocratico, che sacrifica alle ripicche personali, ai veti incrociati, ed alla politica autoreferenziale chi ha il coraggio di alzare la voce per denunciare un sistema mummificato che si alimenta di ipocrisia e  connivenze. Chi non si piega alle logiche del potere, ma crede che il “vaffa” di grillo non sia la sola alternativa alla attuale dirigenza politica.

Ti chiedo di fare chiarezza. Di prendere pubblicamente le mie difese denunciando come si sono svolti i fatti. Di chiarire chi e perché “mi ha fatta fuori”. Di denunciare chi, tanto influente, ha potuto mettere nell’angolo il povero pd lissonese che pur vedeva in me la donna del cambiamento, quella capace di “gestire la patata bollente dell’urbanistica cittadina”. Chi sapeva ed ha taciuto. Chi avrebbe dovuto intervenire e non lo ha fatto.
Ti chiedo, perché so che ne hai il potere, di rendermi giustizia.


NB: Ritengo importante chiarire che allo sgambetto sono del tutto estranei tanto il  rappresentante del  pd Lissonese Elio Talarico, quanto altri esponenti della maggioranza del neosindaco Monguzzi che hanno portato avanti la mia candidatura (nella fattispecie, Roberto Galbiati). Ad entrambi- che tanto hanno lavorato in questi anni per poter arrivare alla meritata vittoria di coalizione- oltre alla mia incondizionata ed assoluta stima, vanno i miei  pubblici ringraziamenti per aver avuto il coraggio di pensare a me “come alla persona del cambiamento” della politica del mattone Lissonese. Un po’ meno generoso il mio giudizio sul neo-Sindaco, Concetta Monguzzi, dalla quale mi sarei aspettata maggiore decisionismo. Ma capisco l’imbarazzo di chi, acerba di esperienza politica, si trovi improvvisamente a dover gestire situazioni difficili. Prima di esprimere giudizi ritengo sia giusto vederla all’opera…per Lei  “una sospensione condizionata della pena” .

venerdì 20 gennaio 2012

Franco Riva, il parente scomodo del Centro-sinistra

Luca 6,41-42: “Perché guardi la pagliuzza che è nell'occhio del tuo fratello, e non t'accorgi della trave che è nel tuo ?"
Sul sito del pd di Monza, come in altre dichiarazioni di noti esponenti politici di sinistra,“Ponzoni, Brambilla, Riva", oggi sottoposti a misure cautelari, vengono qualificati come il"tris di potere centrodestra di MB”
Ora, se è vero che gli esponenti arrestati, sono quasi tutti riconducibili all’area pdl, nessuno pare ricordarsi che Franco Riva, ex sindaco del comune di Giussano ha guidato per ben dieci anni una coalizione con al suo interno una lista civica di centro sinistra. “Giussano Democratica"
Una lista di matrice ulivista che per due lustri ha portato in dote all’Ex sindaco, ora agli arresti domiciliari, 5 consiglieri e tre assessori, un presidente del Consiglio Comunale (la scrivente per capirci) ed il presidente della Commissione Urbanistica.
Una coalizione politica – come rivendicava pubblicamente sul suo sito l'allora coordinatore locale del pd -in stretto rapporto "di collaborazione ... con il circolo locale del PD " tant'è che "(molti degli esponenti più autorevoli partecipano ad entrambe le esperienze)" il cui “apporto” all'amministrazione Riva "sia in termini qualitativi che quantitativi …..è stato sempre determinante in tutto il percorso e ciò ci porta ad essere soddisfatti dei risultati raggiunti e della scelta fatta per la prima volta nel 1999.”
Ora, di fronte alle pesanti accuse lanciate dalla magistratura a Franco Riva, mi pare ovvio interrogarsi sulla responsabilità politica di quanti lo hanno sostenuto.
Oltre ad una serie di accuse legate al suo ruolo di consulente di alcune società facenti capo a Ponzoni, tra cui la Pellicano, i pm imputano a Riva di aver usato della propria posizione di Sindaco e di Assessore all’Urbanistica per ambizioni personali (ovvero per favorire il poprio "mandante" Ponzoni ed ottenerne quale tornaconto "cariche politiche e/o nomine in enti" tra cui l'investitura ad assessore provinciale all'ultimo momento bocciata dal coordinamento regionale della pdl).
Finalità che hanno decisamente poco a che vedere con il bene comune.
In particolare l’ordinanza cautelare punta il dito contro il famoso outlet "Retail Park", un parco commerciale che avrebbe dovuto sorgere lungo la Valassina, il cui progetto – così ricorda il testo elaborato dal magistrato – è stato approvato nel gennaio 2009 dalla Commissione urbanistica .
Secondo il gip, la commissione presieduta dallo stesso RIVA, ha reso un parere "illegittimo perchè in contrasto con le previsioni dello strumento urbanistico adottato", finendo, con le sue "preventive indicazioni" per illegittimamente condizionare le scelte del consiglio Comunale.
Sotto la lente degli inquirenti è poi finita l'osservazione al PGT, la n. 258, con la quale la società realizzatrice dell'intervento, Altarimi, chiedeva di aumentare da 10.000 a 15.000 mq la slp del piano (per il cui accoglimento Riva si sarebbe profuso).
L'ordinanza del gip, ricorda come grazie alla controdeduzione predisposta dall’Ufficio Tecnico, emendata dal Consigliere di Giussano Democratica Airoldi ed approvata dalla maggioranza, la supeficie di vendita venne incrementata da 10 a 13.000,00 mq (pag. 52 e segg).
"Scelta -recita l'ordinanza -gratuita e non supportata da una verifica di compatibilità territoriale e ambientale".
Che buffo destino. E pensare che fu proprio sulla questione “outlet” che si consumò nel marzo 2009 la mia definitiva rottura con la maggioranza (qui gli atti del dibattito consiliare cfr. pag. 69).
Una spaccatura che – ultimo atto di una crescente opposizione alla gestione urbanistica della Giunta Riva iniziata nel 2007, dopo le improvvise dimissioni dell’allora Assessore Talpo - venne letta dall'allora portavoce del pd come frutto di “ tensioni, messaggi trasversali, e ripicche personali che, con le questioni di sostanza dello strumento urbanistico (quelle vere per intenderci), non hanno avuto nulla - ma proprio nulla - a che vedere)”.
Trasversalità - si precisa sul locale sito del pd che "solo gli ingenui possono pensare .... sia legata esclusivamente ai contenuti del Piano e che quindi sia stata casuale e non causale”.
Le mie manifestazioni di dissenso (iniziate, come ben documenta il blog dal lontano ottobre 2007) vennero liquidate a tutti i livelli come i capricci di una bambina in cerca di fama e di gloria. Una prima donna divorata dalla sua sfrenata ambizione personale, da sedare con una buona dose di valeriana.
Nulla di nuovo sotto il sole.
Tutto risponde al copione della italica politica che relega le donne al ruolo di ancelle, asservite al maschio dominante. Che la soggezione, sia fisica o metaforica, con i “bunga bunga” di Silvio o con la fedeltà incondizionata alle logiche del “sesso forte” poco importa.
Già perché lo sappiamo, in politica se sei un uomo e hai carattere sei un leader.
Se invece, ad averlo è una donna, è un’isterica arrampicatrice da esporre al pubblico ludibrio.
Ammetto che ai tempi della mia abortita candidatura alle primarie, speravo in un intervento dei vertici provinciali del partito.
Se non altro per gettare un po’ di acqua sul fuoco.
In pochi cercarono di capire.
Ed il patto di non belligeranza fu suggellato con la candidatura alle provinciali del vero tessitore della politica locale.

mercoledì 9 marzo 2011

Il ritorno dell'ultimo samurai ...

Sotto gli effetti allucinogeni della profilassi antimalarica (poi vi parlerò un po' dell'Africa) eccoci qui a raccontare l'ennesimo capitolo di una politica sempre più agonizzante.
Già, perchè adesso per avere il coraggio di commentare quanto succede tra le mura della sala consiliare, bisogna che risenta quantomeno degli effetti collaterali di qualche strana sostanza eccitante.
Ed allora parliamo di Lunedì. Del Consiglio Comunale sul Bilancio, approvato senza l'opposizione...
Il documento principe insieme allo strumento urbanistico (così mi è stato insegnato) di
un'amministrazione comunale. Gli atti che costruiscono la città, che decidono dell'utilizzo delle risorse. Che tracciano le principali coordinate della gestione della comunità locale.
Di noi "cittadini", per capirci.
Tempo di discussione ed approvazione: due ore scarse (con incluso nel pacchetto/temporale l'adozione di un piano attuativo nonchè il bilancio della farmacia comunale).
Un bilancio, avrebbe detto il bimbo della pubblicità di altri tempi, veloce come una "pic indolor",
Di certo, almeno per il (triste) spettacolo reso alla politica locale, non altrettanto indolore.
Prima dell'inizio della discussione i consiglieri del Pd (Elli Pierluigi, Mattero Riva, Alberto Elli- era assente, invece, Soloni) hanno, infatti, deciso di uscire dall'aula, accampando quale scusa (formale) dell'allegra dipartita la mancata consegna del Peg.
Il piano di gestione di cui, se non ho mal compreso (sono arrivata tardi, quindi chiedo venia ove la notizia dovesse risultare imprecisa), il Consigliere Alberto Elli ha chiesto di poter avere una copia.
Un documento che - se il lariam non mi ha completamente offuscato la memoria - nemmeno io (nel mio mai contestato ruolo di garanzia) ho mai consegnato ai consiglieri che me ne avevano fatto richiesta.
Ora, se è vero che la scusa formale potrebbe pure stare un piedi (anche se sarebbe certo stato più credibile lo scontro se ad avanzare la richiesta fosse stato un outsider alla politica locale ...) non posso nascondervi che sotto l'effetto allucinogeno della profilassi una visione notturna mi ha suggerito una ben diversa lettura politica della vicenda.
L'uscita dall'aula dei consiglieri del Pd rappresenta il riaffermarsi - con forza - di una linea politica che sembrava, invece, ormai defunta. Suggella il ritorno dell' ex Coordinatore Munarin al timone del locale circolo del Partito Democratico.
Già perchè lunedì i suoi compagni, hanno fatto esattamente quello che lui - un anno fa - aveva, ai tempi inascoltato, loro suggerito.
Ora il vento, è evidentemente cambiato.
La costanza nello scrivere (che non gli è mai mancata) e le polemiche con il Consigliere Taglianbue, hanno fatto il resto.
Che la linea politica di Lunedi sia quella dell'ex assessore all'Istruzione, lo dicono, non solo la sua presenza in aula (la prima volta dopo il cambio di compagine amministrativa).
Ma anche, e soprattutto, la scelta di mantenere in ambito politico, in sede consiliare, la "querelle" con il capogruppo della Lega (che, haimè, questa volta ha servito all'ex assessore su un piatto d'argento l'occasione per riprendersi la scena).
Se, infatti, Munarin, come continua a dichiarare, si fosse sentito offeso nel suo ruolo di privato cittadino, avrebbe - secondo il mio modesto parere - dovuto chiedere il ristoro per le ingiurie lamentate in sede giudiziaria, l'autorià competente a tutelare chi da "libero cittadino" sente tirata per la giacchetta la sua onorabilità.
La lettura all'inizio del Consiglio Comunale, in sede di comunicazioni, del pesante atto, che di seguito pubblico, dice, a quanti sappiano interpretare un pochino la prassi politica, ben altro.
"Alea iacta est."
L'anno sabbatico per l'ex Coordinatore pare terminato (ammesso e non concesso che sia mai iniziato!).
"Questa comunicazione è fatta a nome del Partito Democratico. In questa occasione sono portavoce non solo di tutto il partito ma anche dei tanti amici indignati che condividono, col cuore e la ragione, quanto sto per dire. Della gravità di quanto successo nelle ultime due sedute del consiglio comunale, forse solo pochi si sono resi davvero conto ed è per questo che invito tutti i consiglieri - senza distinzione tra destra e sinistra – a fare una riflessione sul ruolo loro assegnato, sull’etica del fare politica e sul rispetto dei più elementari principi della democrazia ai quali, proprio in qualità di rappresentanti dei cittadini, dobbiamo per primi la massima attenzione. Per la prima volta, nella lunga storia della nostra Istituzione consiliare, un consigliere comunale (attraverso l’istituto della comunicazione) ha utilizzato gli scranni di questa aula per fare illazioni, diffamare e forse anche per tentare di intimorire un libero cittadino: riecheggia ancora in questa sala la conclusione della prima comunicazione del consigliere in questione che, con fare minaccioso, affermava “puntate più avanti”. Affermazione intimidatoria che va intesa: so qualcosa su di te per cui stai attento! Per fare questa operazione di diffamazione e mistificazione si è utilizzato un articolo di stampa di qualche mese fa, un articolo infarcito di falsità e bugie, riferito ad una storia successa a Monza, su un banale annullamento di un concorso, che impropriamente e ingiustamente – insieme al segretario e al direttore generale del capoluogo brianzolo – tirava in ballo anche l’ex assessore alla Pubblica Istruzione Roberto Munarin. Fatti e polemiche in nessun modo collegabili alle Istituzioni giussanesi, ai lavori di questo consiglio e più in generale alla vita della nostra città. Le parole utilizzate dal consigliere della Lega Nord, Stefano Tagliabue, quali ad esempio: “per onore della legalità”, “ rispetto delle regole” e “mi accontenterei di quello che leggerà il magistrato” sono emblematiche e qualificano – senza ombra di dubbio – l’intenzione di screditare, diffamare e intimorire. Ma non sono le parole che fanno male, quelle bollano chi le pronuncia per ciò che è. In fondo le centinaia di persone che hanno conosciuto Roberto – anche e soprattutto in questo comune nel suo ruolo di dipendente prima e di amministratore poi – possono parlare per lui e testimoniare della sua onestà. E’ l’abuso perpetrato, è il disprezzo delle regole, è la meschinità dell’operazione è la vigliaccheria dell’atteggiamento che non devono e non possono albergare in questo Consiglio comunale almeno finché nel nostro Paese ci sarà un sistema democratico. E allora, qual è lo scopo di tale operazione? Perché una bassezza del genere? Perché queste subdole illazioni? Perché tentare, in maniera così meschina, di far apparire l’ex assessore un “poco di buono”, un disonesto. Provo a dare una risposta. Le comunicazioni in questioni arrivano subito dopo l’ordinanza del TAR che, di fatto, si pronuncia sull’illegittimità dell’operazione Lamplast e probabilmente qualcuno si sente molto “scornato”. Roberto Munarin è personaggio scomodo: dice quello che pensa e pensa quello che dice. E soprattutto scrive. Scrive senza fare sconti, scrive utilizzando la satira, scrive criticando anche in maniera pesante, scrive ironizzando a volte col fioretto a volte con la clava. Ma rimane sempre sul “pezzo”, sempre su problemi politici o questioni amministrative che riguardano direttamente la nostra città o più in generale la società. Mai e poi mai fa riferimenti impropri a vicende personali e/o a problemi professionali dei suoi avversari anche se forse ne avrebbe anche avuto modo in più di un’occasione. Ecco allora che qualcuno pensa che l’unico modo per zittirlo, per imbavagliarlo, per intimorirlo o comunque per fargliela pagare è attaccarlo in questo modo meschino. Non sa quanto ha sbagliato: di sicuro sta ottenendo l’esatto contrario. In questa aula poi abbiamo sentito altre parole e concetti mai utilizzati in maniera più impropria e per alcuni versi ridicola (e le parole per dirla con Carlo Levi sono pietre). Una “strisciante censura” è stata invocata quando si è tentato di far capire che il Consiglio comunale di Giussano non è mai stato - e faremo di tutto perché non lo sia nemmeno in futuro - il luogo per diffamare o intimidire dei liberi cittadini. Il limite della “decenza” al quale faceva riferimento il Presidente del Consiglio comunale (e non solo di quella) è stato ampiamente valicato e Lei, signor Presidente, non ha fatto nulla per porvi un freno. Concludo, concludiamo ritenendo di NON dover chiedere le scuse al consigliere Tagliabue: non crediamo sia in grado di recuperare quel briciolo di onestà intellettuale necessaria e poi non ci servono e non sarebbero neppure gradite. Neanche al Presidente del Consiglio chiediamo le scuse: non ci servono nemmeno le sue. Da lui però pretendiamo un impegno formale ed immediato – quello ci è dovuto - affinchè, in qualità di garante delle regole, impedisca da oggi e in avanti, comportamenti così vigliacchi e scorretti. Se non lo farà dimostrerà, per la seconda volta, di non essere adeguato al ruolo “super partes” che gli compete e in questo caso – come prima azione di protesta - promuoveremo (tra opposizione e maggioranza) una raccolta di adesioni per presentare una mozione di sfiducia nei suoi confronti. Giussano 7 marzo 2011"

lunedì 10 gennaio 2011

Sexy scandalo a Seregno: Luca Talice nel mirino della procura

E' finito (cfr. esagono di oggi) nell'occhio del ciclone l'assessore alla sicurezza della Provincia di Monza. Luca Talice.
A suo carico la procura ha aperto un fascicolo per presunta violenza sessuale perpetrata ai danni di due giovani militanti del Carroccio che hanno denunciato il Capogruppo seregnese per abusi che dichiarano di aver subito per anni nei locali del Palazzo Muncipale.
La notizia dell'efferato abuso perpretato ai danni di due giovani, di cui uno ai tempi minorenni, ha lasciato letteralmente a bocca aperta chi conosce Talice, ritenuta, secondo vox populi, persona "impeccabile".
La grave denucia - sulla quale spettera' al PM fare chiarezza - stende una sinistra ombra sulla figura e sulla moralità del componente del Carroccio che si è spesso in passato distinto per le sue posizioni piuttosto forti ed intransigenti, in tema, ad esempio di PGT.
Proprio lo scorso mese, dei cittadini avevano inviato una lettera nella quale ringraziavano Talice della sua posizione/opposizione ad una grossa speculazione che il nuovo strumento urbanistico prevede in Via Foinera, su aree agricole inserite nel 2001 nel PLIS della Brianza.
Lo scandalo si porterà via la carriera del politico brianzolo.
Risvolti processuali a parte, occorrerà vedere chi ne raccoglierà l'eredità e ne porterà avanti le posizioni, anche e soprattutto sull'urbanistica...

martedì 28 dicembre 2010

venerdì 24 dicembre 2010

Buon Natale a tutti

E tutto tace....

Di fronte alle forti critiche lanciate in questi giorni sulla stampa locale (nella fattispecie dal Consigliere Tagliabue) al giovane coordinatore del Pd, Roberto Colzani, mi sarei aspettata di leggere - almeno sul blog del partito democratico - un qualche intervento a difesa delle dichiarazioni rese dal Giovane segretario.
Ed invece, nessuna levata di scudi a sostegno delle posizioni di Colzani, circondato - così appare agli occhi del pubblico - da un assordante silenzio.

Il messaggio non è certo dei più rassicuranti per il giovane Roberto.

La percezione (da osservatrice esterna) è che il suo mandato - frutto probabilmente di quella necessità tanto conclamata di rottamare strutture politiche gerontocratiche - stia, in fin dei conti, decisamente poco a cuore ai suoi compagni di cordata.

Non basta una pennellata di " nuovismo" o di "giovinismo" per garantire al paese la nascita una futura classe dirigente seria e capace.
L'esperienza delle candidature di Veltroni dovrebbe averci insegnato qualcosa.
L'appello al ricambio generazionale può aver senso, solo e soltanto, nella misura in cui i "vecchi" sono disposti ad "investire" nei loro pupilli, a donare generosamente la loro esperienza a chi si affaccia per la prima volta nell'agone politico, sostenendolo e guidandolo.
Altrimenti, l'operazione di semplice maquillage porterà al nefasto esito di bruciare, prima del tempo, la giovane promessa.
Fortunatamente, quando venni eletta presidente del Consiglio, ho potuto contare sul sostegno di un paio di saggi ed illuminati mecenati politici, che hanno avuto la pazienza di accompagnarmi, passo dopo passo, fin quando non ho acquisito la necessaria competenza, forza e sicurezza per "cavarmela da sola".
Non ho dubbio alcuno che senza il loro sostegno, i loro suggerimenti e le "loro dritte" sarei durata ben poco, seppellita dal peso della mia stessa inesperienza.
Proprio perchè consapevole delle difficoltà che incontra chi, alle prime armi, non ha ancora maturato quella scaltrezza che cosente di misurare le "parole" ("più pesanti delle pietre") mi rattrista molto vedere come Colzani, giovane determinato e di indubbie capacità, venga lasciato solo, con il cerino in mano... a tenere caldo un posto che -in tempi politicamente meno grami - prima o poi qualcuno vorrà reclamare...
,

In attesa del Natale...

per iniziare, con una buona di ottimismo, la giornata.

domenica 19 dicembre 2010

Ma che fine ha fatto Massimino..

Il dottor Doberman, i Moscato , Pio Candeloro e Ponzoni, Mister Preferenze ...."culo e camicia con Formigoni", la Mais, la Pellicano e la passione di Massimo per il mattone con Lady Asl.

Con che coraggio..

Ditemi voi, con che coraggio, poi uno mette il naso fuori dall'Italia.

sabato 18 dicembre 2010

Riunione pubblica

Martedì 21 dicembre, 2° incontro pubblico di presentazione dell'avvio dell'iter di variante al PGT.
Lamplast e outlet...alcuni dei temi che surriscalderanno la rigida serata invernale ....

giovedì 16 dicembre 2010

Godiamocela un po'....

Per risollevarsi da questa settimana..... politicamente nera... questa sera aperitivo natalizio organizzato dalla Rivista Vorrei. Poi - sempre che l'alcol non vi abbia ucciso prima - potete fare un salto a Giussano per sentire Giulio Cavalli che presenterà il suo libro "Nomi, cognomi e infami".

mercoledì 8 dicembre 2010

La scoperta dell'acqua calda

Come al solito, Papi Silvio ha detto quello che tutti più o meno pensavano.
Matteo Renzi, e con Lui e come Lui "la meglio espressione"dei Rottamatori, è simile al Divo Berlusconi.
Il Giovane sindaco Fiorentino è un ottimo comunicatore, capace di ammaliare le folle.
Abile nell'accattivarsi, con "panem et circenses", il consenso popolare.
Doti che lo rendono amato da molti. Inviso a tanti altri.
Nulla di nuovo - dunque - sotto il sole.
Resta, a questo punto solo da capire, se il Rottamatore ed i suoi soci, sotto il vestito nascondano anche "della sana sostanza".....

giovedì 2 dicembre 2010

Presentazione dell'avvio della variante al pgt

Ieri sera, di fronte ad un pubblico piuttosto scarso (solo una ventina i presenti) si sono aperte le danze legate alla nuova variante del pgt.
Al centro dell'incontro - che vedrà la replica, si spera più partecipata, il prossimo 21 dicembre - la filosofia urbanistica della nuova amministrazione, la procedura di Valutazione Ambientale Strategica ed un progetto pilota in Lombardia sul paesaggio.
2, a mio avviso, le priorità:
porre fine alla "perversa dipendenza" dei bilanci comunali dagli introiti connessi agli oneri di urbanizzazione; una dipendenza che si alimenta "consumando sempre nuovo suolo";
valorizzare la vas, spesso ridotta ad un mero incidente burocratico; dando, viceversa, effettiva attuazione a quel processo "partecipato", che deve accompagnare, passo dopo passo, il procedimento pianificatorio, sì da consentire all'Amministrazione di acquisire - esattamente come lo spirito della direttiva 42/2001/CE impone - tutte le informazioni necessarie per valutare gli effetti ambientali del piano.
Il primo banco di prova per l'Assessore, l'ambito Lamplast. Vedremo se la mano pubblica sarà in grado di promuovere l'effettiva partecipazione e un efficace coinvolgimento di tutte le parti sociali (e soprattutto degli "attori" ambientali).

domenica 28 novembre 2010

Desio

Venrdì mattina undici consiglieri dell’opposizione e sei della Lega Nord hanno rassegnato le proprie dimissioni.
Il Consiglio è sciolto.
Finalmente - con una decisione che si prospetta ad "effetto domino" sugli altri comuni Brianzoli - hanno dato il ben servito al Sindaco Mariani, il quale, dopo le rivelazioni sulle collusioni tra 'ndrangheta e mondo politico desiano anzichè rassegnare le dimissioni, aveva continuato a stare saldamente ancorato al proprio posto, coltivando il convincimento di obbedire al mandato popolare...
Convinto lui. Convinti tutti.

sabato 27 novembre 2010

E' facile fare i comunisti con il portafoglio degli altri...

Se il grande Vittorio Gassman avesse deciso, per spirito di ironico sadismo, di assistere al consiglio Comunale di giovedì sera, avrebbe, a fine serata, con una fragorosa risata decretato che "Son tutti bravi a fare i froci con il culo degli altri” .
Per gli amanti del bon ton, potremmo semplicemente dire che "è comodo sciorinare proclami comunisti col portafoglio altrui..."
Pomo della discordia
, quello di sempre. L'urbanistica. I metri cubi. L'epicentro degli interessi locali. Un campo, dove istrionicamente gli slogan di tutela dell'ambiente ed il "concetto" di "colate di cemento" assumono sfumature e colorazioni diverse in base alla“contingente occorrenza”.
E così, secondo l'"id quod plerumque accidit"se siedi sui banchi dell'opposizione, è naturale che Tu assuma sul tema le posizioni del "meglio convinto" ecologista. Pronto, come il più giacobino e manicheo degli eroi moderni, a strapparti le vesti urlando a gran voce - non senza una certa dose di livore - alla “porcata” ed alla speculazione.
Se, invece, per bontà Tua, la Dea Bendata ti ha baciato e stai nella stanza dei bottoni, ecco che l'astioso rancore cede gentilmente il passo ad una maggiore benevolenza verso il pianificatore.
In questo clima ispirato ad un fraterno "volesome bene" si nobilitano anche i toni del linguaggio.
Si ammorbidiscono le posizioni. Il valore ambiente, non è poi così "assoluto". La tutela del territorio acquista un'accezione lata, deformata dalla lente della suprema fedeltà al manovratore.
Le singole voci dissidenti, sono presto neutralizzate: screditate nella migliore delle ipotesi come quelle di pazzi visionari. Nella peggiore, come squallidi opportunisti in cerca di protagonismo e piegati al miglior offerente.

Alla triste regola, non fa eccezione neppure Giussano.
Ma partiamo dal casus belli:
la Lamplast, la nota industria posta nel Comune di Giussano, sul confine con la limitrofa Verano.
La Lamplast è una ditta leader nella produzione di materiale plastico. Una realtà imprenditoriale economicamente solida che registra - in una situazione occupazionale in forte sofferenza - un trend in crescita. 110 gli attuali dipendenti. Ferrea garanzia di "pane quotidiano" sulla tavola di altrettante famiglie.
Una ditta che purtroppo il "peccato originale" ha voluto localizzare e far crescere nel cuore del Parco della Valle del Lambro. Nella Valle dei Mulini.
La sua presenza nel perimetro del Parco regionale, considerata ambientalmente insostenibile, agita da anni i sonni di ambientalisti ed amministratori, sul cui tavolo la questione, periodicamente, si ripropone.
La Lamplast ha peraltro manifestato la necessità di poter ampliare i propri impianti: in caso contrario sarà costretta a migrare altrove (Croazia o Bologna).
Le occasioni perse. A metà degli anni '90 la Lamplast venne travolta da un brutto incendio. La sua ricostruzione avvenne sul medesimo sedime. Fu persa così la prima occasione per la sua definitiva ricollocazione.
La seconda occasione di decidere il futuro dell'area - sottraendoendola a future speculazioni - è stata, invece, persa dalla Giunta di Franco Riva.
Il pgt adottato ed approvato nel 2009 dall'ex amministrazione prevede - sul confine di Arosio- dei lotti cui è stata impressa una destinazione industriale.
Da sempre (e ad onor del vero non sono la sola) sostengo che quella dovrebbe essere il naturale sito di ricollocazione. Ricordo addirittura - in sede di accoglimento di una mia richiesta di trasformare (per evitare speculazioni) il pl in piano di iniziativa pubblica - di aver proposto all'ex Sindaco Franco Riva di inserire nella scheda dell'ambito di trasformazione una sorta di "asterisco" che funzionalmente lo vincolasse al trasferimento della Lamplast.
Così facendo si sarebbe potuta aprire una trattativa con i proprietari della ditta e sciogliere definitamente, sotto il controllo della mano pubblica, la questione della destinazione da attribuire all'area nella Valle dei Mulini.
Individuando una soluzione che tutelasse l'occupazione, liberasse il parco dalla presenza di un'industria tanto invadente; regolamentasse le opere di bonifica necessarie a "sanare" l'ambiente.
Incardinando una trattativa che soprattutto definisse quanti degli attuali volumi , far sopravvivere ...e che destinazione attribuirgli.
Perchè diciamocelo, questo è il punto dolente dell'intera faccenda.
Il privato che, non è certo la San Vincenzo, non sosterrà mai gli onerosi costi legati agli investimenti necessari per delocalizzare la propria attività (acquisto di nuovo terreno, realizzazione della struttura, bonifica del sito), senza la prospettiva di "poter altrimenti" utilizzare l'attuale proprietà.
Solo un ingenuo o uno stupido potrebbe pensare che Lamplast sarebbe disposta a trasferirsi altrove, abbattere i capannoni, bonificare i lotti per restituirli alla collettività come suolo agricolo...
E chi gestisce "la res publica" non può permettersi di essere nè l'uno nè l'altro.
La mia proposta, come molte altre, non venne, chiaramente, neppure presa in considerazione e cadde inascoltata nel dimenticatoio.
Nè, le voci che oggi gridano allo scandalo si levarono allora per affrontare il problema, adoperandosi per trovare qualche concreta soluzione.
Come spesso accade, ci si limitò a mettere la testa sotto la sabbia, prevedendo nel pgt che in caso di dismissione dell'attività, l'area occupata dai capannoni Lamplast torni agricola.
La nuova amministrazione ha raggiunto oggi con la Lamplast una bozza di accordo che potrebbe definitivamente porre fine all'annosa vicenda: in soldoni, in cambio della sua permanenza sul nostro territorio (ed il suo trasferimento nell'area al confine con Arosio), l'amministrazione consentirà alla proprietà Redaelli, con una variante urbanistica (da recepire nella variante al pgt), di mantenere grossomodo solo la metà dei volumi esistenti, nei quali allocare attività ambientalmente più compatibili.
Molte le proposte ventilate sulla nuova destinazione: dal centro benessere, sullo stile di Monticello al carcere minorile per rieducare i giovani (non mi pare così sbagliato pensare che la funzione riducativa della pena, tanto cara al Beccaria riesca meglio se effettuata in un bel parco, invece che nelle periferie degradate di qualche città).
L'epilogo: il Consiglio Comunale.
Durante la seduta consilaire dello scorso giovedì, l'opposizione, e soprattutto il pd (mancava infatti Soloni, l'unico esponente di Giussano Democratica), ha solennemente censurato l'operazione, sentenziando che l'area agricola è. Agricola deve restare.
Con buona pace dei 110 dieci operai che perderanno il loro posto di lavoro quando la società si trasferirà - come ha già minacciato - altrove; del parco che si troverà sul groppone l'ennesimo compendio immobiliare abbandonato, destinato a sicuro degrado. Di tutti noi e della nostra nuova "Victory".
Titoli di coda.
La via intrapresa (ad oggi c'è un atto di indirizzo di Giunta) non è forse "in termini assoluti" dal punto di vista ambientale la soluzione migliore. Di certo è una delle poche - pur perfettibile - percorribili.
Non occorre, del resto, avere la tessera del Partito democratico per sapere che l'ideale sarebbe disporre di qualche milione di euro per acquistare le aree e restituirle alla fruibilità del popolo.
Ma i sogni impossibili è giusto che li coltivino i bambini oppure, come ricordava Max Weber, i religiosi, i rivoluzionari o i sindacalisti che agiscono sulla base di ben precisi principi, senza porsi il problema delle conseguenze che da essi scaturiranno.
Trovo, invece, piuttosto ridicolo che i sogni "da valle dell'Eden" diventino il vessillo sotto cui si trincera chi la "verginità politica" l'ha da tempo persa ....

lunedì 15 novembre 2010

La vera solidarietà non si compra

L'antefatto. Costruiamo il Futuro, l'associazione presieduta dall'Onorevole Maurizio Lupi, il potente ciellino Vice Presidente della Camera, conferisce annualmente un premio per valorizzare il mondo del volontariato, erogando sostanziosi assegni al settore del no Profit.
Giorno previsto per la consegna delle onorificenze il 14 novembre 2010.
Luogo: il salone San Giovanni Bosco di Giussano dove interviene come testimonial d’eccezione Cirilli, il noto comico di Zelig.
Nell'elenco ufficiale dei "premiandi" figura all'11 posto, Luigi Folcio coordinatore del Gruppo Volontari della Brianza, l'associazione che da oltre 4 decenni opera in Italia e nel Mondo per portare soccorso nelle situazioni di emergenza.
A Luigi va il premio volontario d'oro perchè - così si legge nella motivazione ufficiale - "da sempre attivo in ambito sociale, ha sempre donato parte del suo tempo per opere di carità, sensibilizzado numerose persone sull'attività missionaria".
Tutto vero. Il Gran cuore di Folcio è ben noto a Giussano...
Qualcosa però, durante la cerimonia, non va per il verso giusto.
L'onorevole Lupi interrompe improvvisamente la lettura della motivazione, segnalando un imprevisto ... cambio di programma.
Sotto gli occhi increduli di Maurizio Colombo, il direttore del Giornale di Carate - chiamato sul palco probabilmente proprio per premiare Folcio - si consuma la grande gaffe: il Vice Presidente della Camera dichiara che c'è un errore....
L'ambito riconoscimento non è destinato al nostro Luigi, ma alla Sig.ra Cinzia Margherita della Casa di Emma.
Il mistero è, però, ben presto svelato...
Folcio, di cui probabilmente solo Davide Colombo e l'onorevole Lupi ignoravano la schiettezza, aveva pensato di rispedire, con un messaggio che arrivasse forte e chiaro alla Fondazione e al suo Presidente, il ricco pacco al mittente.
Già perchè la solidarietà - quella vera - non è valore in vendita al miglior offerente ...
Ecco il comunicato ufficiale del coordinatore del Gruppo Volontari della Brianza inviato a Costruiamo il Futuro:
"IL Signor Davide Colombo mi ha invitato a ritirare un riconoscimento dell’Associazione “Costruiamo il futuro”.
Voglio esprimere un ringraziamento a coloro che hanno segnalato il mio nome per questo riconoscimento.
In ottemperanza alle direttive sulla caritativa dell’Arcivescovo di Milano, come nipote e figlio di emigranti in America Latina, per coerenza con quasi cinquant’anni di volontariato solidale praticato sul campo con il gruppo Volontari della Brianza, in segno di ringraziamento alla Repubblica del Cile che ha accolto la mia famiglia e mi ha insegnato i valori della solidarietà e dell’ospitalità ed in segno solidale verso quei lavoratori che, sulla gru di Brescia e su una ciminiera a Milano chiedono il loro diritto ad un pane dignitoso, non posso e non voglio stringere né accettare un riconoscimento da quella mano che in Parlamento si è levata favorevolmente per votare una legge che nega quei diritti all’emigrazione che la CARTA DEI DIRITTI DELL’UOMO proclama e che la COSTITUZIONE ITALIANA sancisce e fa suoi.
Ritengo che non sia certamente questo il modo migliore di costruire il futuro!
Grazie e distinti saluti.
Luigi Folcio"

Aspettando Godot/2

Di questi tempi siamo in molti.
Immobili. Fermi. Affacciati alla finestra della politica. Come Gogo e Didi, sospesi nel limbo della "confusione" in trepida attesa dell'Evento. Dell'arrivo del "Signor Godot".
Di un messia. Dell'UOMO (inteso in senso antropologico), capace di sollevare le sorti di questa politica di basso profilo. Fatta di scandali sessuali, di luoghi comuni, di slogan pubblicitari tanto vuoti quanti scontati. Di politici - salvo le debite eccezioni- corrotti ed incapaci.
Un leader capace di far "rinvigorire" il deserto di idee nel quale sembra ormai impaludata la nostra povera Italia.
Il quadro nazionale è quanto mai complesso.
A destra, Papi Silvio, dopo l'"affaire Ruby Rubacuori" mostra segni di crescente ed inarrestabile cedimento,
Sempre più nell'angolo a causa dell'azione destabilizante di Fini che (grazie alla sponsorizzazione di Stati Uniti ed Israele) sta picconando e logorando, colpo dopo colpo, il Governo.
Dall'altra parte della barricata, la strada maestra per il "dopo Berlusconi" l'ha, seppur sibillinamente, svelata Pietro Ichino, l'(ex) nome nuovo del restyling veltroniano, che, dopo due anni nelle stanze del potere, parla e scrive da perfetto uomo di apparato.
Secondo l'autorevole giuslavorista, mentre lasceremo che Silvio si diletti - finalmente indisturbato e viagra permettendo -dedicando la sua senilità ai giochini che tanto l'appassionano,
i parlamentari in carica andranno tutti insieme appassionatamente, con un governo di grande coalizione che partendo da Fini arriverà al Pd, passando per Montezemolo e Casini(E scaricando Vendola e Di Pietro).
Si mettano, dunque, il cuore in pace i "rottamatori".
Non ci sarà nessun governo tecnico di breve durata; nessuna riforma del sistema elettorale (manca un accordo in tal senso tra i partiti...)
Del turn over dei parlamentari ( saldamente ancorati ai loro scranni ed ai relativi privilegi...) se ne parla al "prossimo giro". Possibilmente dopo aver maturato il diritto alla lauta pensione.
A far scricchiolare le certezze strategiche del Partito Democrarico, potrebbero, però, pensarci gli schiaccianti risultati di Milano.
Nel motore d'Italia. Nella città dell'Expo, dove hanno (s)padroneggiato Albertini e Donna Letizia ha vinto Pisapia.
Il candidato di Vendola ha, infatti, scavalcato, con un inappellabile 45% , Boeri, l'uomo a favore del quale si erano schierati tutti i vertici del pd.
L'Arch. Milanese - che secondo la definizione di qualche maligno solo l'apparato genitale distingue dalla Moratti - ha perso le primarie.
E se il flop di Boeri fosse da imputare proprio al fatto che il popolo del centrosinistra lo ha considerato troppo simile a Donna Letizia?
E se ci azzardassimo a leggere l'esito delle primarie del capoluogo Lombardo come il termometro di gradimento di un nuovo "Godot" - latamente inteso - che gli elettori fiduciosamente, a questo punto, aspettano?

sabato 13 novembre 2010

L'Italia è una repubblica fondata sul doppio lavoro (per chi ne ha la fortuna di averne già uno....)

A chi nulla. Ed a chi troppo ..... verrebbe da dire.
Già perchè mentre su qualcuno, incalza imperterrito lo spettro della Cassa Integrazione, qualcun altro riesce addirittura a collezionare doppi, tripli e quadrupli lavori.

Quasi dieci milioni di euro. Questa la stima del profitto "messo insieme" dai dipendenti pubblici, che senza autorizzazione, hanno trovato il modo di sbarcare il lunario, come amministratore in ben remunerati Cda oppure come "semplice" consulente di enti pubblici o privati.

In vetta alla classifica dei "dipendenti pubblici" catalizzatori di prebende, la palma d'oro va a Segretari e Tecnici Comunali. I primi, sono la meglio riuscita espressione di una vera e propria casta "macina soldi".Onnipresenti, riescono ad accentrare i più disparati incarichi chiaramente lautamente remunerati.

Grazie alla tecnologia scovarli è oggi più semplice: se, ad esempio, cliccate su google il nome del vostro segretario comunale, lo potrete ritrovare in delibere che lo nominano segretario comunale o direttore generale, che gli accordano qualche dirigenza ad interim o retribuiscono una prestazione di consulenza. I loro stipendi, a troppi zeri, hanno costretto qualche amministrazione a correre decisamente ai ripari.

Per i funzionari degli uffici tecnichi, la dimostrazione del secondo lavoro è decisamente -direbbero i giuristi -"una probatio diabolica". Una prova che, da che mondo e mondo, forse solo l'agenda nera di qualche studio privato potrebbe colmare.....

giovedì 11 novembre 2010

Aspettando Godot

..... poi - in attesa che mi torni la poesia - vi racconto di Godot, della fatica di scrivere (ancora) di politica, e di quanto mi senta vicina a chi da anni non va più a votare...
Per il momento.... "godetevi" questo...