giovedì 26 giugno 2014

Tutto è relativo... ma la matematica non è un'opinione!



...se il  Pd fosse stato meno ostile alle minoranze, forse martedì avrei potuto fare notare... che il Sig. Pierluigi Elli, potrebbe non aver  ottenuto il numero dei voti necessario, IN PRIMA VOTAZIONE, per essere eletto Presidente del Consiglio Comunale!

Procediamo con ordine, dalle norme. Che (almeno per me) non sono certo solo suggerimenti o inutili orpelli...

L'art.19 dello Statuto Comunale di Giussano prevede che il Consiglio Comunale elegga tra i propri membri un Presidente ed un Vicepresidente, con votazioni successive e separate, a scrutinio segreto.

Ora, per garantire  che il Presidente (organo imparziale, indipendente e neutrale) sia espressione dell'assemblea, e non della sola maggioranza, lo statuto introduce quella che tecnicamente viene definita una maggioranza qualificata.

Altrimenti detto "quorum deliberativo"

Lo statuto dispone cioè che il Presidente ed il Suo vice vengano "eletti alla prima votazione con la maggioranza speciale dei 2/3 dei consiglieri assegnati e alla votazione successiva con la maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati"


Il Consiglio Comunale di Giussano si compone di 10 consiglieri di maggioranza (9 del Pd ed uno della lista Servire Giussano).

6 di opposizione

Con il Sindaco, siamo a 17 consiglieri assegnati.

Con i numeri non ci ho mai saputo fare, ma se non erro, 2/3 di 17 corrisponde ad 11,33
Quindi il Presidente per essere eletto in prima votzione, deve ricevere ottenere  12 voti.

Pierluigi Elli è risultato eletto con soli 11 voti: in sostanza, ed A BEN VEDERE, solo quella DELLA sua MAGGIORANZA!!

Certo, Segretario e Vice-segretario potrebbero dire che l’11,33 va considerato in difetto…
Un’interpretazione, quest’ultima, che come dicono i legali, contrasterebbe oltretutto con la ratio della norma, che almeno in prima battuta, vorrebbe che sull’organo deputato a far funzionare il consiglio vi fosse la massima convergenza possibile!

Temo che, nel ritenere sufficienti gli 11 voti ...i consulenti legali… abbiano fatto un po' di confusione tra quorum deliberativo (2/3 degli assegnati) e quorum costitutivo (ovvero il numero di consiglieri necessari per la validità della seduta; quorum dal quale lo statuto comunale può escludere il sindaco... ..L'art. 38 del Testo Unico degli enti locali prevede infatti che "2.  Il funzionamento dei consigli, nel quadro dei principi stabiliti dallo statuto, è disciplinato dal regolamento, approvato a maggioranza assoluta, che prevede, in particolare, le modalità per la convocazione e per la presentazione e la discussione delle proposte. Il regolamento indica altresì il numero dei consiglieri necessario per la validità delle sedute, prevedendo che in ogni caso debba esservi la presenza di almeno un terzo dei consiglieri assegnati per legge all'ente, senza computare a tale fine il sindaco e il presidente della provincia")

Insomma, pare che la maggioranza …abbia iniziato con il verso sbagliato….


P.s… come sempre potrei sbagliarmi (potrebbe essermi sfuggita una norma od un cavillo) .. sembra però che come me la pensi anche …il Consiglio di Stato…
Cons. Stato Sez. V, sent. 11-03-2005, n. 1038  “Il quorum prescritto alla terza votazione di 2/3 di 17 non era di 11 ma di 12 voti, come del resto indicato nella stessa delibera impugnata n. 61/2003. Invero, i 2/3 di 17 (componenti del consiglio comunale) è pari a 11,33 e quindi, non potendosi ovviamente computare le frazioni di voto ed essendo 11 inferiore ai 2/3 di 17, la maggioranza richiesta è di 12.“

10 commenti:

Anonimo ha detto...

Buongiorno Emanuela!

I tuoi post sono sempre di stimolo per dibattiti interessanti.

A ben vedere, il Consiglio di Stato (anche in una recente sentenza del 2012 che, se non ho capito male, tu stessa hai fatto pervenire a Pierluigi) rileva come la Legge nazionale non chiarisca se il sindaco debba essere considerato o meno "consigliere" ai fini del calcolo del quorum, rimandando a quanto di volta in volta previsto dalla normativa dei singoli comuni, normativa che, nel nostro caso, è altrettanto...lacunosa...
Trattasi quindi veramente di una questione di "lana caprina", come confermato dal fatto che, all'esito della votazione del Presidente del Consiglio, nessuno dei tanti avvocati/giuristi presenti (oltre a te ed al sottoscritto, anche i colleghi Trezzi, Nespoli, Galimberti e Grosso) né il segretario comunale né tantomeno il Consigliere Tagliabue (non certo uno alle prime armi...) hanno eccepito alcunché sulla validità della votazione.

Tu stessa, come detto, non hai sollevato questioni all'esito della votazione, e questo non certo perché la maggioranza ti abbia "impedito di parlare", ma semplicemente perché il cavillo al quale ti riferisci ha evidentemente comportato, anche per un avvocato preparato come te, uno studio approfondito ed una ricerca giurisprudenziale.

Ad ogni modo, al di là come possa essere interpretata la Legge e di chi possa quindi avere ragione, la questione ritengo sia un'altra:

a chi giova questo tuo intervento?

Nella migliore delle ipotesi, credo non si farà altro che ripetere la votazione ed eventualmente tutte le attività successive tenutesi nel primo consiglio, così costringendo tutti a perdere altre tre ore per il solo disbrigo degli adempimenti burocratici.
Nella peggiore delle ipotesi, dovresti fare ricorso al Tar, costringendo il Comune ad una difesa i cui costi graverebbero sui cittadini.

Permettimi quindi una domanda: è questa l'opposizione costruttiva che tu stessa hai promesso nel corso del primo consiglio?

Non ritieni più utile un confronto sui temi e sul merito delle questioni anziché su cavilli regolamentari?

Ti ricordo che proprio nel corso del primo consiglio i tuoi interventi di carattere squisitamente tecnico/regolamentare sono stati accompagnati in due occasioni dai (poco galanti) ululati di disapprovazione della cittadinanza presente, inducendo addirittuta un (indisciplinato) cittadino a prendere la parola per invitare la minoranza in primis (che in quel momento stava parlando) ad affrontare i problemi concreti della vita di tutti i giorni anziché continuare a perdere tempo su questioni burocratiche di nessun interesse.

Spero vivamente, nei prossimi 5 anni, di potermi confrontare su temi concreti. Diversamente, se la politica cittadina è questa, davvero non è cosa che fa per me...

Un caro saluto!

Marco

Marco Corti ha detto...

Buongiorno Emanuela!

I tuoi post sono sempre di stimolo per dibattiti interessanti.

A ben vedere, il Consiglio di Stato (anche in una recente sentenza del 2012 che, se non ho capito male, tu stessa hai fatto pervenire a Pierluigi) rileva come la Legge nazionale non chiarisca se il sindaco debba essere considerato o meno "consigliere" ai fini del calcolo del quorum, rimandando a quanto di volta in volta previsto dalla normativa dei singoli comuni, normativa che, nel nostro caso, è altrettanto...lacunosa...

Trattasi quindi veramente di una questione di "lana caprina", come confermato dal fatto che, all'esito della votazione del Presidente del Consiglio, nessuno dei tanti avvocati/giuristi presenti (oltre a te ed al sottoscritto, anche i colleghi Trezzi, Nespoli, Galimberti e Grosso) né il segretario comunale né tantomeno il Consigliere Tagliabue (non certo uno alle prime armi...) hanno eccepito alcunché sulla validità della votazione.

Tu stessa, come detto, non hai sollevato questioni all'esito della votazione, e questo non certo perché la maggioranza ti abbia "impedito di parlare", ma semplicemente perché il cavillo al quale ti riferisci ha evidentemente comportato, anche per un avvocato preparato come te, uno studio approfondito ed una ricerca giurisprudenziale...

Ad ogni modo, al di là come possa essere interpretata la Legge e di chi possa quindi avere ragione, la questione ritengo sia un'altra:

a chi giova questo tuo intervento?

Nella migliore delle ipotesi, credo non si farà altro che ripetere la votazione ed eventualmente tutte le attività successive tenutesi nel primo consiglio, così costringendo tutti a perdere altre tre ore per il solo disbrigo degli adempimenti burocratici.
Nella peggiore delle ipotesi, dovresti fare ricorso al Tar, costringendo il Comune ad una difesa i cui costi graverebbero sui cittadini.

Permettimi quindi una domanda: è questa l'opposizione costruttiva che tu stessa hai promesso nel corso del primo consiglio?

Non ritieni più utile un confronto sui temi e sul merito delle questioni anziché su cavilli regolamentari?

Ti ricordo che proprio nel corso del primo consiglio i tuoi interventi di carattere squisitamente tecnico/regolamentare sono stati accompagnati in due occasioni dai (poco galanti) ululati di disapprovazione della cittadinanza presente, inducendo addirittuta un (indisciplinato) cittadino a prendere la parola per invitare la minoranza in primis (che in quel momento stava parlando) ad affrontare i problemi concreti della vita di tutti i giorni anziché continuare a perdere tempo su questioni burocratiche di nessun interesse.

Spero vivamente, nei prossimi 5 anni, di potermi confrontare su temi concreti. Diversamente, se la politica cittadina è questa, davvero non è cosa che fa per me...

Un caro saluto!

Marco

emanuela ha detto...

... oggi sono un po' presa ... a cercare un cavillo per far saltar un pgt che prevede 5000 nuovi abitanti in un comune con una densità edilizia enorme, e che consuma il poco suolo libero rimasto..

ma mi riservo di rispondere ad entrambi i post appena ho un attimo di tempo...

Anonimo ha detto...

Mi scuso fin d'ora per il commento da maestrina della penna rossa, ma per deformazione professionale non riesco a non fare questa osservazione: gentile Consigliere Beacco, come mai litiga tanto con la punteggiatura ultimamente? I suoi post presentano una fioritura di puntini di sospensione così intensa che a volte risulta davvero difficoltosa leggerla.

Scusi l'osservazione, ma, come le dicevo, noi vecchiette non riusciamo a resistere alle nostre idiosincrasie.

Pinuccia

emanuela ha detto...

... persone grazie alle quali sono politicamente cresciuta,qualcuno siede oggi in maggioranza, mi hanno insegnato, che in politica, la forma è anche sostanza.

Decidere se per l'elezione del Presidente del Consiglio servono (come quorum deliberativo qualificato ) 11 voti o 12, non è questione di lana caprina...ma di sostanza.

Vuol dire, infatti, decidere se il Presidente del Consiglio - organo imparziale e neutrale-
IN PRIMA VOTAZIONE debba essere scelto solo dalla maggioranza; e quindi essere promanazione della sola maggioranza cui appartiene.

Oppure, stabilire che per ottenere la più ampia legittimazione, sia necessario il coinvolgimento delle minoranze (scopo normalmente, della previsione di quorum qualificati...).

Vuol dire stabilire se il Sindaco e la sua maggioranza (eletti dal 20% o poco più dei giussanesi) intendono governare in perfetta solitudine; o coinvolgere – ciascuno per i propri ruoli- anche chi ha ottenuto (pur perdendo il ballottaggio e le elezioni) il restante consenso.

Penso, poi, che sia anche importante capirci, sul termine di "opposizione costruttiva”

La Giunta è l ‘organo esecutivo . Il consiglio comunale, l’organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo ( art. 42 testo unico enti locali 267/000)

Alla Giunta, a chi ha vinto, spetta amministrare.
A me, ed agli altri che siedono sui banchi delle minoranze (non mi piace il termine opposizione)controllare…

E se, dopo aver controllato, noto che potrebbe esserci una possibile illegittimità in una delibera ( che potrebbe inficiare gli atti successivi) non posso certo- per rispetto ai miei 1800 elettori- starmene zitta solo per paura che qualcuno mi possa dare della cavillosa o impedirmi di parlare con mugugni dal pubblico.

Io ho detto che c’è una grave illegittimità procedurale …poi spetta alla maggioranza decidere se a quella violazione di legge e di statuto (perché così si chiama) vuole rimediare (ad esempio in via di autotutela) oppure se – per non ammettere di aver sbagliato- vuole proseguire sulla via dell’illegittimità.

Poi. Come sempre, ognuno trarrà le proprie conclusioni, e le conseguenti decisioni.

Marco Corti ha detto...

Mi spiace sinceramente doverti correggere, stavolta nel merito, ma credo che tutto il tuo ragionamento parta da un presupposto errato.

Se deciderai di perdere due minuti a cercare tra le sentenze più recenti del Consiglio di Stato, sono certo ne troverai come me una in particolare che, nel disciplinare un caso del tutto identico a quello che ci occupa (comune con 16 consiglieri comunali + il sindaco), sancisce espressamente che

"la partecipazione del sindaco alla votazione non influisce sulla determinazione del quorum necessario...", concludendo quindi che, in caso di comune con assegnati 16 consiglieri (+ il sindaco), "la maggioranza di due terzi è pari a 10,66 che, arrotondato alla cifra superiore, impone di quantificare in undici il numero minimo di voti necessari per l'elezione del Presidente del Consiglio comunale"...

Questo perché il Sindaco NON rientra nel novero dei "consiglieri assegnati".

Te lo segnalo a titolo puramente personale e del tutto ignaro dalle decisioni che verranno assunte da chi ha più esperienza e capacità del sottoscritto.

Passando oltre, un piccoo appunto.

Tu stessa riconosci che il candidato Elli sia stato votato anche da Stagno, membro dell'opposizione.
Quindi, a ben vedere, non corrisponde al vero neppure il tuo assunto secondo cui il candidato della maggioranza sarebbe stato votato "solo dalla maggioranza"...

A presto.

emanuela ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
emanuela ha detto...

E' stato sollevato un dubbio in merito a questione che riguarda un importante ruolo istituzionale (il fatto che ci siano almeno due pronunciamenti contrastanti dimostra che il dubbio non è di lana caprina, ma che esiste).

Un "dubbio" che la maggioranza potrebbe dipanare in modo semplice, e senza costi (credo che il tutto si esaurirebbe in poco più di 15 minuti)semplicemente ripetendo l'elezione del presidente.

Tutto il resto è noia: continuare a disquisire di interpretazioni, tedierebbe i lettori di questo blog ed onestamente anche me(L'ultima parola in materia spetta, infatti, solo al giudice amministrativo)


Marco Corti ha detto...

Apprezzo innanzitutto che Tu abbia corretto i Tuoi toni passando da "grave illegittimità procedurale", "violazione di legge e di statuto" e "via dell'illegittimità" al più prudente "dubbio" che Ti sarebbe venuto.

Nulla dici sul fatto che Elli abbia ricevuto anche voti da parte dell'opposizione, ma non posso pretendere troppo.

Consentimi un appunto: è un pò troppo facile criticare gli altri e poi rifiutare un contraddittorio sereno e pacato definendoti "tediata" delle argomentazioni che non ti danno ragione.

Grande la citazione del Califfo.

Passo e chiudo.

Anonimo ha detto...

Volevo sono segnalare che è inutile lamentarsi e irridere i consiglieri dell'opposizione quando svolgendo il loro lavoro, mettono in dubbio, in qualsiasi modo, le attività della maggioranza. Questo per il semplice fatto che se non lo facessero loro ora, potrebbero farlo in futuro altri mettendo in seria difficoltà la giunta stessa, ma cosa più importante mettendo in difficoltà tutti i cittadini.

Per quanto riguarda l'elezione del presidente, che è giustamente segreta, mi spiace soltanto che chi grida in piazza (e altrove purtroppo) per la trasparenza non sia il più limpido possibile alla prova dei fatti.

Cordiali saluti e buon lavoro a tutti.

Giacomo Viganò