Si è insediato ieri il Consiglio Comunale di Monza. Inizia l'era Scanagatti.
Faccio i miei migliori auguri di buon lavoro all'Avv. Claudio Colombo, assessore all'Urbanistica della nuova Giunta Monzese. Di lui - dicono i giornali - si sa poco.
Ed allora mi permetto di scrivere io qualche cosa in merito ...
Ho lavorato nel suo studio per quasi dieci anni. Quello che professionalmente ho imparato, lo debbo ai suoi insegnamenti.
Oltre che un professionista capace, serio e competente, l'Avv. Colombo è persona estremamente corretta (ricordo, che durante il colloquio propedeutico la pratica, saputo che ero consigliere a Giussano, verificò di non avere incompatibilità con il mio Comune).
E generosa (Negli anni della mia Presidenza del Consiglio Comunale, ho potuto colmare grazie al suo appoggio professionale, le lacune dovute alla mia inesperienza.)
Molti post di questo blog, sono frutto della sua intuizione.
Da anni mette le sue capacità professionali a disposizione - gratuitamente - delle iniziative volte a tutelare il nostro territorio (una per tutte: ha collaborato con Legambiente alla stesura della Legge di iniziativa popolare contro il consumo di suolo).
Credo, che Monza.... sia in ottime mani!
Buon lavoro!
Blog di una ex politica, prestata - per un incidente di percorso - alla geografia.
domenica 10 giugno 2012
venerdì 8 giugno 2012
Non vivo di politica.
La polemica lissonese mi ha decisamente stufata.
Questa e’ la e_mail che ho ricevuto la mattina del 26 maggio,
dopo l’incontro voluto dal Sindaco Concetta Monguzzi.
Incontro durante il quale la neo Sindachessa ha espressamente chiesto il mio apporto alla sua Giunta.
Incontro durante il quale la neo Sindachessa ha espressamente chiesto il mio apporto alla sua Giunta.
Ognuno tragga le sue conclusioni.
Per me la questione finisce qui. Ho un lavoro che mi aspetta.
Per me la questione finisce qui. Ho un lavoro che mi aspetta.
-------- Messaggio originale --------
Oggetto:
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comunicazioni
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Data:
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Sat, 26
May 2012 08:10:23 +0200
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Mittente:
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conce
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A:
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Renzo
Perego
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CC:
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alberto
fossati
|
ciao a tutti,
il 1 giugno alle ore 20,30 è convocato il primo
Consiglio Comunale di
insediamento.
Devo comunicare la Giunta entro lunedì.
Ho accelerato i tempi perchè ci sono delle urgenze
importanti; ieri sono
anche venuta a conoscenza di un episodio grave, un
incidente capitato ad
un bambino a scuola in cui l'Amministrazione è
coinvolta. E' quindi
tempo che l'Amministrazione si renda attiva e
responsabile, insediandosi.
Ho avuto un colloquio con l'Avv. Beacco e sono
convinta che è la persona
che ci serve.
Questa infine è la Giunta che intendo insediare (nomi
e deleghe principali):
Renzo Perego, Presidente del Consiglio Comunale
(carica elettiva)
Monguzzi Concetta -
...
Elio Talarico - ...
Marino Nava, vicesindaco - lavori pubblici
Roberto Galbiati - attività produttive
Anny Mariani - politiche sociali
Giovanni Angioletti - ...
Domenico Colnaghi - bilancio
Emanuela Beacco - politiche territoriali
In questo week end ho moltissimi impegni
istituzionali, posso solamente
incontrarvi domenica sera per definire le deleghe agli
Assessori .
Fatemi sapere la vostra disponibilità.
Ciao,
Concetta
lunedì 4 giugno 2012
Farò querela.
Ho conferito sabato mattina formale mandato al mio legale,
l’avv. Alessandro Meregalli, di procedere penalmente nei confronti di chi ha
infangato nei giorni scorsi la mia reputazione.
Pare infatti che, qualche ora dopo la conferma della mia nomina ad Assessore, sia iniziata a circolare una graziosa
voce che, pescando nel
torbido, vorrebbe farmi passare per signorina
di facili costumi in balia di amanti senza scrupoli che mi userebbero - ahimè
povera tapina- per curarne i personali interessi.
Francamente, non so se sia
peggio sapere da terzi di essere
l’amante di un uomo con cui (biblicamente parlando) non si è mai giaciuto o
riscoprirsi, come ai tempi dell’impero romano, il burattino del macho di turno.
Secondo il galantuomo in questione rientrerei nel rodato schema berlusconiano delle “danzatrici di burlesque”.
Rispetto alle donne di Silvio, sarei solo più vecchia. E decisamente più
stupida.
La maggiore età l’ho infatti passata da un pezzo. Ed almeno le Minetti di turno si sono fatte sistemare in Parlamento.Come dire, cornuta e mazziata.
La maggiore età l’ho infatti passata da un pezzo. Ed almeno le Minetti di turno si sono fatte sistemare in Parlamento.Come dire, cornuta e mazziata.
Devo innanzitutto dire al mio diffamatore che non brilla per
originalità: a screditarmi con la storia dell’amante, qualcuno ci provò nel
lontano 2002, quando all’interno del Parco valle Lambro osai sfidare gli
equilibri costituiti e presentare un esposto per salvare quel bellissimo
complesso monumentale che è la Rotonda di Inverigo. Ma visto che ai tempi ero
considerata ancora, politicamente parlando, piuttosto innocua, la voce si
spense tra le quattro mura del Parco.
Dal momento che qui, stiamo parlando di urbanistica lissonese, e gli interessi in ballo non sono certo bruscolini, il venticello della calunnia si è rapidamente sparso ovunque fischiando, addirittura, nelle orecchie di una delle mie prime educatrici dell’azione cattolica.
Insomma da brava ragazza dell’oratorio, mi ritrovo oggi coinvolta nel sexy gate lissonese.
La cosa interessante, dal punto di vista sociologico, è che
la mia metamorfosi da paolotta Bindiana a femme fatale “border line” pare direttamente proporzionale all'affermarsi della mia visibilità politica e della mia marcata opposizione al maschile ceto dominante.
E già. Finché,complice la giovane età e l’inesperienza, sono stata buona buona, ero per tutti una simpatica ed estroversa ragazza d’oratorio. L’affidabile baby sitter cui lasciare i propri bambini.
Quando ho iniziato ad assumere posizioni di rottura con la
mia maggioranza, proprio su temi urbanistici - correva l’anno 2007/2008 - gli
uomini più acuti ed esperti in materia collegarono le “mie ostinate posizioni”
alla mancanza, per usare le parole di Elio, “di carro”.
Dopo la spaccatura consumatasi sul centro commerciale di Giussano,
oggi in procura, (correva l’anno del signore 2009), i leader del centrosinistra locale
imputarono la mia fuoriuscita da Giussano Democratica alla smisurata
ambizione che mi logorava, acutizzata da una certa dose di “pazzia” che mi portava a vedere i
santi del Paradiso.
Non molto tempo fa, mi è stato anche affibbiato il gentile epiteto di Sibilla sputaveleno. Sul veleno non so. Sulle visioni non hanno invece sbagliato del tutto, dal momento che un Santo - quello di San Vittore - in lontananza per qualcuno l’avevo pure visto…
Non molto tempo fa, mi è stato anche affibbiato il gentile epiteto di Sibilla sputaveleno. Sul veleno non so. Sulle visioni non hanno invece sbagliato del tutto, dal momento che un Santo - quello di San Vittore - in lontananza per qualcuno l’avevo pure visto…
Dopo dieci anni di militanza, da asessuata della politica giussanese (pare girasse anche questa voce), eccomi alle prese con il personale scandalo gossipparo.
Non c'è dubbio. Ho fatto decisamente carriera: perché si sa, in politica, il carisma di un uomo viene misurato dalle cariche e dai riconoscimenti che riesce ad ottenere, quello di una donna dai graziosi complimenti che riesce a collezionare.
Le infamanti accuse, le badilate di fango gettate addosso alla mia persona, non sono che l’ennesima riprova di un sistema politico
(senza destra e sinistra), maschilista, retrogrado e reazionario, che utilizza
la donna a proprio uso e consumo.
Che la pone come bandierina, quando deve dare all’elettorato una parvenza di democrazia.
E che, con altrettanta facilità, la degrada a "poco di buona", se ribelle alle logiche del maschio dominante.
Non molto tempo fa, il massimo leader di questo sistema infamante, arrivò a definire, un cancelliere europeo, solo perché donna, "una culona inchiavabile".
Qualche mese fa, un'altra aquila dell'italica politica, la Santanchè, definì Nilde Iotti …come la Minetti.
Spiace purtroppo constatare, come alla generale regola della denigrazione, non sfugga neppure il Partito democratico, disposto ad accogliere nel suo grembo solo le donne o ragazze - immagine che non offuscano il maschio del momento...
Che la pone come bandierina, quando deve dare all’elettorato una parvenza di democrazia.
E che, con altrettanta facilità, la degrada a "poco di buona", se ribelle alle logiche del maschio dominante.
Non molto tempo fa, il massimo leader di questo sistema infamante, arrivò a definire, un cancelliere europeo, solo perché donna, "una culona inchiavabile".
Qualche mese fa, un'altra aquila dell'italica politica, la Santanchè, definì Nilde Iotti …come la Minetti.
Spiace purtroppo constatare, come alla generale regola della denigrazione, non sfugga neppure il Partito democratico, disposto ad accogliere nel suo grembo solo le donne o ragazze - immagine che non offuscano il maschio del momento...
Per te, Donna non rieducabile.
Niente nomina. E soprattutto, niente politica.
Ecco il conto che il Partito Democratico di Monza e Brianza ha deciso di presentarmi per le posizioni assunte nel 2009 sull’”affare” outlet e sull’urbanistica giussanese; per aver ricordato che l’ex Sindaco Franco Riva, coinvolto nello "scandalo Ponzoni", ha governato per dieci anni con il centrosinistra a Giussano.
Per aver rubato qualche voto al Candidato Elli presentandomi, alle ultime elezioni, nella lista civica di Ettore Trezzi. Per aver accettato il ruolo tecnico di presidente della Commissione PP1 con la nuova amministrazione capeggiata da Gian Paolo Riva, che rischia alle prossime amministrative il plebiscito..…
Il conto, per non essermi piegata alle logiche di partito.
Ecco il conto che il Partito Democratico di Monza e Brianza ha deciso di presentarmi per le posizioni assunte nel 2009 sull’”affare” outlet e sull’urbanistica giussanese; per aver ricordato che l’ex Sindaco Franco Riva, coinvolto nello "scandalo Ponzoni", ha governato per dieci anni con il centrosinistra a Giussano.
Per aver rubato qualche voto al Candidato Elli presentandomi, alle ultime elezioni, nella lista civica di Ettore Trezzi. Per aver accettato il ruolo tecnico di presidente della Commissione PP1 con la nuova amministrazione capeggiata da Gian Paolo Riva, che rischia alle prossime amministrative il plebiscito..…
Il conto, per non essermi piegata alle logiche di partito.
La notizia è di dominio pubblico: a nomina ormai certa, la carica di Assessore all’Urbanistica di Lissone è andata a Maria Corigliano. Tirata fuori dal cilindro in zona cesarini, la Corigliano è un ingegnere di 63 anni che proviene da Monza. L’ing. Corigliano ha fatto l’assessore a Muggiò qualche anno fa con la giunta di centrosinistra di Carlo Fossati.
Ci accomunano il 1975. Per me l’anno di nascita. Per Lei quello della laurea. Il fatto di essere donne. La qualifica di “tecnici fuori porta” che masticano l’urbanistica.
Ci differenzia - lo svela google - la lunga militanza politica.
Al contrario di me "donna non rieducabile", il nuovo assessore pare in piena sintonia con le logiche di partito.
Il curriculum svela il fin troppo evidente tentativo di trovare, in limine litis, una candidata che potesse – età anagrafica a parte- figurare, agli occhi dell’opinione pubblica, come mia equipollente in modo tale da far passare senza troppo polemica l’operazione di epurazione in perfetto stile sovietico.
Al contrario di me "donna non rieducabile", il nuovo assessore pare in piena sintonia con le logiche di partito.
Il curriculum svela il fin troppo evidente tentativo di trovare, in limine litis, una candidata che potesse – età anagrafica a parte- figurare, agli occhi dell’opinione pubblica, come mia equipollente in modo tale da far passare senza troppo polemica l’operazione di epurazione in perfetto stile sovietico.
Il lupo perde il pelo, ma non il vizio. Usata all’occorrenza (quando si trattava di dare una parvenza di rinnovamento al PD) quale giovane e donna di belle speranze, sono stata, per l’ennesima volta, sacrificata sull'altare delle logiche di partito.
Oggi come nel 2009, all’epoca dell’uscita da Giussano democratica. Oggi come del 2006, quando prima il pd mi chiamò per partecipare alle primarie e poi mi scaricò, senza neppure troppe scuse, perché il mio posto doveva andare alla senatrice Emanuela Baio.
Ed allora indignata di fronte all’ipocrisia di un partito che a parole si dichiara attento ai giovani ed alle donne,
ma che in realtà tutto vuole, fuorché il cambiamento, non resta
che rivolgere il mio ultimo appello al leader brianzolo dei rottamatori.
Caro Civati,
chiedo a te, paladino delle primarie, portavoce del nuovo, fautore
di una politica diversa che rompa gli schemi da pravda sovietica, di volermi
prendere come emblema della necessità di rottamare un partito gerontocratico,
che sacrifica alle ripicche personali, ai veti incrociati, ed alla politica
autoreferenziale chi ha il coraggio di alzare la voce per denunciare un sistema
mummificato che si alimenta di ipocrisia e
connivenze. Chi non si piega alle logiche del potere, ma crede che il
“vaffa” di grillo non sia la sola alternativa alla attuale dirigenza politica.
Ti chiedo di fare chiarezza. Di prendere pubblicamente le mie difese denunciando come si sono svolti i fatti. Di chiarire chi e perché “mi ha fatta fuori”. Di denunciare chi, tanto influente, ha potuto mettere nell’angolo il povero pd lissonese che pur vedeva in me la donna del cambiamento, quella capace di “gestire la patata bollente dell’urbanistica cittadina”. Chi sapeva ed ha taciuto. Chi avrebbe dovuto intervenire e non lo ha fatto.
Ti chiedo, perché so che ne hai il potere, di rendermi giustizia.
Ti chiedo di fare chiarezza. Di prendere pubblicamente le mie difese denunciando come si sono svolti i fatti. Di chiarire chi e perché “mi ha fatta fuori”. Di denunciare chi, tanto influente, ha potuto mettere nell’angolo il povero pd lissonese che pur vedeva in me la donna del cambiamento, quella capace di “gestire la patata bollente dell’urbanistica cittadina”. Chi sapeva ed ha taciuto. Chi avrebbe dovuto intervenire e non lo ha fatto.
Ti chiedo, perché so che ne hai il potere, di rendermi giustizia.
NB: Ritengo importante chiarire che allo sgambetto sono del
tutto estranei tanto il rappresentante
del pd Lissonese Elio Talarico, quanto
altri esponenti della maggioranza del neosindaco Monguzzi che hanno portato
avanti la mia candidatura (nella fattispecie, Roberto Galbiati). Ad entrambi- che
tanto hanno lavorato in questi anni per poter arrivare alla meritata vittoria
di coalizione- oltre alla mia incondizionata ed assoluta stima, vanno i miei pubblici ringraziamenti per aver avuto il
coraggio di pensare a me “come alla persona del cambiamento” della politica del
mattone Lissonese. Un po’ meno generoso il mio giudizio sul neo-Sindaco,
Concetta Monguzzi, dalla quale mi sarei aspettata maggiore decisionismo. Ma
capisco l’imbarazzo di chi, acerba di esperienza politica, si trovi
improvvisamente a dover gestire situazioni difficili. Prima di esprimere
giudizi ritengo sia giusto vederla all’opera…per Lei “una sospensione condizionata della pena” .
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