martedì 28 dicembre 2010

venerdì 24 dicembre 2010

Buon Natale a tutti

E tutto tace....

Di fronte alle forti critiche lanciate in questi giorni sulla stampa locale (nella fattispecie dal Consigliere Tagliabue) al giovane coordinatore del Pd, Roberto Colzani, mi sarei aspettata di leggere - almeno sul blog del partito democratico - un qualche intervento a difesa delle dichiarazioni rese dal Giovane segretario.
Ed invece, nessuna levata di scudi a sostegno delle posizioni di Colzani, circondato - così appare agli occhi del pubblico - da un assordante silenzio.

Il messaggio non è certo dei più rassicuranti per il giovane Roberto.

La percezione (da osservatrice esterna) è che il suo mandato - frutto probabilmente di quella necessità tanto conclamata di rottamare strutture politiche gerontocratiche - stia, in fin dei conti, decisamente poco a cuore ai suoi compagni di cordata.

Non basta una pennellata di " nuovismo" o di "giovinismo" per garantire al paese la nascita una futura classe dirigente seria e capace.
L'esperienza delle candidature di Veltroni dovrebbe averci insegnato qualcosa.
L'appello al ricambio generazionale può aver senso, solo e soltanto, nella misura in cui i "vecchi" sono disposti ad "investire" nei loro pupilli, a donare generosamente la loro esperienza a chi si affaccia per la prima volta nell'agone politico, sostenendolo e guidandolo.
Altrimenti, l'operazione di semplice maquillage porterà al nefasto esito di bruciare, prima del tempo, la giovane promessa.
Fortunatamente, quando venni eletta presidente del Consiglio, ho potuto contare sul sostegno di un paio di saggi ed illuminati mecenati politici, che hanno avuto la pazienza di accompagnarmi, passo dopo passo, fin quando non ho acquisito la necessaria competenza, forza e sicurezza per "cavarmela da sola".
Non ho dubbio alcuno che senza il loro sostegno, i loro suggerimenti e le "loro dritte" sarei durata ben poco, seppellita dal peso della mia stessa inesperienza.
Proprio perchè consapevole delle difficoltà che incontra chi, alle prime armi, non ha ancora maturato quella scaltrezza che cosente di misurare le "parole" ("più pesanti delle pietre") mi rattrista molto vedere come Colzani, giovane determinato e di indubbie capacità, venga lasciato solo, con il cerino in mano... a tenere caldo un posto che -in tempi politicamente meno grami - prima o poi qualcuno vorrà reclamare...
,

In attesa del Natale...

per iniziare, con una buona di ottimismo, la giornata.

domenica 19 dicembre 2010

Ma che fine ha fatto Massimino..

Il dottor Doberman, i Moscato , Pio Candeloro e Ponzoni, Mister Preferenze ...."culo e camicia con Formigoni", la Mais, la Pellicano e la passione di Massimo per il mattone con Lady Asl.

Con che coraggio..

Ditemi voi, con che coraggio, poi uno mette il naso fuori dall'Italia.

sabato 18 dicembre 2010

Riunione pubblica

Martedì 21 dicembre, 2° incontro pubblico di presentazione dell'avvio dell'iter di variante al PGT.
Lamplast e outlet...alcuni dei temi che surriscalderanno la rigida serata invernale ....

giovedì 16 dicembre 2010

Godiamocela un po'....

Per risollevarsi da questa settimana..... politicamente nera... questa sera aperitivo natalizio organizzato dalla Rivista Vorrei. Poi - sempre che l'alcol non vi abbia ucciso prima - potete fare un salto a Giussano per sentire Giulio Cavalli che presenterà il suo libro "Nomi, cognomi e infami".

mercoledì 8 dicembre 2010

La scoperta dell'acqua calda

Come al solito, Papi Silvio ha detto quello che tutti più o meno pensavano.
Matteo Renzi, e con Lui e come Lui "la meglio espressione"dei Rottamatori, è simile al Divo Berlusconi.
Il Giovane sindaco Fiorentino è un ottimo comunicatore, capace di ammaliare le folle.
Abile nell'accattivarsi, con "panem et circenses", il consenso popolare.
Doti che lo rendono amato da molti. Inviso a tanti altri.
Nulla di nuovo - dunque - sotto il sole.
Resta, a questo punto solo da capire, se il Rottamatore ed i suoi soci, sotto il vestito nascondano anche "della sana sostanza".....

giovedì 2 dicembre 2010

Presentazione dell'avvio della variante al pgt

Ieri sera, di fronte ad un pubblico piuttosto scarso (solo una ventina i presenti) si sono aperte le danze legate alla nuova variante del pgt.
Al centro dell'incontro - che vedrà la replica, si spera più partecipata, il prossimo 21 dicembre - la filosofia urbanistica della nuova amministrazione, la procedura di Valutazione Ambientale Strategica ed un progetto pilota in Lombardia sul paesaggio.
2, a mio avviso, le priorità:
porre fine alla "perversa dipendenza" dei bilanci comunali dagli introiti connessi agli oneri di urbanizzazione; una dipendenza che si alimenta "consumando sempre nuovo suolo";
valorizzare la vas, spesso ridotta ad un mero incidente burocratico; dando, viceversa, effettiva attuazione a quel processo "partecipato", che deve accompagnare, passo dopo passo, il procedimento pianificatorio, sì da consentire all'Amministrazione di acquisire - esattamente come lo spirito della direttiva 42/2001/CE impone - tutte le informazioni necessarie per valutare gli effetti ambientali del piano.
Il primo banco di prova per l'Assessore, l'ambito Lamplast. Vedremo se la mano pubblica sarà in grado di promuovere l'effettiva partecipazione e un efficace coinvolgimento di tutte le parti sociali (e soprattutto degli "attori" ambientali).

domenica 28 novembre 2010

Desio

Venrdì mattina undici consiglieri dell’opposizione e sei della Lega Nord hanno rassegnato le proprie dimissioni.
Il Consiglio è sciolto.
Finalmente - con una decisione che si prospetta ad "effetto domino" sugli altri comuni Brianzoli - hanno dato il ben servito al Sindaco Mariani, il quale, dopo le rivelazioni sulle collusioni tra 'ndrangheta e mondo politico desiano anzichè rassegnare le dimissioni, aveva continuato a stare saldamente ancorato al proprio posto, coltivando il convincimento di obbedire al mandato popolare...
Convinto lui. Convinti tutti.

sabato 27 novembre 2010

E' facile fare i comunisti con il portafoglio degli altri...

Se il grande Vittorio Gassman avesse deciso, per spirito di ironico sadismo, di assistere al consiglio Comunale di giovedì sera, avrebbe, a fine serata, con una fragorosa risata decretato che "Son tutti bravi a fare i froci con il culo degli altri” .
Per gli amanti del bon ton, potremmo semplicemente dire che "è comodo sciorinare proclami comunisti col portafoglio altrui..."
Pomo della discordia
, quello di sempre. L'urbanistica. I metri cubi. L'epicentro degli interessi locali. Un campo, dove istrionicamente gli slogan di tutela dell'ambiente ed il "concetto" di "colate di cemento" assumono sfumature e colorazioni diverse in base alla“contingente occorrenza”.
E così, secondo l'"id quod plerumque accidit"se siedi sui banchi dell'opposizione, è naturale che Tu assuma sul tema le posizioni del "meglio convinto" ecologista. Pronto, come il più giacobino e manicheo degli eroi moderni, a strapparti le vesti urlando a gran voce - non senza una certa dose di livore - alla “porcata” ed alla speculazione.
Se, invece, per bontà Tua, la Dea Bendata ti ha baciato e stai nella stanza dei bottoni, ecco che l'astioso rancore cede gentilmente il passo ad una maggiore benevolenza verso il pianificatore.
In questo clima ispirato ad un fraterno "volesome bene" si nobilitano anche i toni del linguaggio.
Si ammorbidiscono le posizioni. Il valore ambiente, non è poi così "assoluto". La tutela del territorio acquista un'accezione lata, deformata dalla lente della suprema fedeltà al manovratore.
Le singole voci dissidenti, sono presto neutralizzate: screditate nella migliore delle ipotesi come quelle di pazzi visionari. Nella peggiore, come squallidi opportunisti in cerca di protagonismo e piegati al miglior offerente.

Alla triste regola, non fa eccezione neppure Giussano.
Ma partiamo dal casus belli:
la Lamplast, la nota industria posta nel Comune di Giussano, sul confine con la limitrofa Verano.
La Lamplast è una ditta leader nella produzione di materiale plastico. Una realtà imprenditoriale economicamente solida che registra - in una situazione occupazionale in forte sofferenza - un trend in crescita. 110 gli attuali dipendenti. Ferrea garanzia di "pane quotidiano" sulla tavola di altrettante famiglie.
Una ditta che purtroppo il "peccato originale" ha voluto localizzare e far crescere nel cuore del Parco della Valle del Lambro. Nella Valle dei Mulini.
La sua presenza nel perimetro del Parco regionale, considerata ambientalmente insostenibile, agita da anni i sonni di ambientalisti ed amministratori, sul cui tavolo la questione, periodicamente, si ripropone.
La Lamplast ha peraltro manifestato la necessità di poter ampliare i propri impianti: in caso contrario sarà costretta a migrare altrove (Croazia o Bologna).
Le occasioni perse. A metà degli anni '90 la Lamplast venne travolta da un brutto incendio. La sua ricostruzione avvenne sul medesimo sedime. Fu persa così la prima occasione per la sua definitiva ricollocazione.
La seconda occasione di decidere il futuro dell'area - sottraendoendola a future speculazioni - è stata, invece, persa dalla Giunta di Franco Riva.
Il pgt adottato ed approvato nel 2009 dall'ex amministrazione prevede - sul confine di Arosio- dei lotti cui è stata impressa una destinazione industriale.
Da sempre (e ad onor del vero non sono la sola) sostengo che quella dovrebbe essere il naturale sito di ricollocazione. Ricordo addirittura - in sede di accoglimento di una mia richiesta di trasformare (per evitare speculazioni) il pl in piano di iniziativa pubblica - di aver proposto all'ex Sindaco Franco Riva di inserire nella scheda dell'ambito di trasformazione una sorta di "asterisco" che funzionalmente lo vincolasse al trasferimento della Lamplast.
Così facendo si sarebbe potuta aprire una trattativa con i proprietari della ditta e sciogliere definitamente, sotto il controllo della mano pubblica, la questione della destinazione da attribuire all'area nella Valle dei Mulini.
Individuando una soluzione che tutelasse l'occupazione, liberasse il parco dalla presenza di un'industria tanto invadente; regolamentasse le opere di bonifica necessarie a "sanare" l'ambiente.
Incardinando una trattativa che soprattutto definisse quanti degli attuali volumi , far sopravvivere ...e che destinazione attribuirgli.
Perchè diciamocelo, questo è il punto dolente dell'intera faccenda.
Il privato che, non è certo la San Vincenzo, non sosterrà mai gli onerosi costi legati agli investimenti necessari per delocalizzare la propria attività (acquisto di nuovo terreno, realizzazione della struttura, bonifica del sito), senza la prospettiva di "poter altrimenti" utilizzare l'attuale proprietà.
Solo un ingenuo o uno stupido potrebbe pensare che Lamplast sarebbe disposta a trasferirsi altrove, abbattere i capannoni, bonificare i lotti per restituirli alla collettività come suolo agricolo...
E chi gestisce "la res publica" non può permettersi di essere nè l'uno nè l'altro.
La mia proposta, come molte altre, non venne, chiaramente, neppure presa in considerazione e cadde inascoltata nel dimenticatoio.
Nè, le voci che oggi gridano allo scandalo si levarono allora per affrontare il problema, adoperandosi per trovare qualche concreta soluzione.
Come spesso accade, ci si limitò a mettere la testa sotto la sabbia, prevedendo nel pgt che in caso di dismissione dell'attività, l'area occupata dai capannoni Lamplast torni agricola.
La nuova amministrazione ha raggiunto oggi con la Lamplast una bozza di accordo che potrebbe definitivamente porre fine all'annosa vicenda: in soldoni, in cambio della sua permanenza sul nostro territorio (ed il suo trasferimento nell'area al confine con Arosio), l'amministrazione consentirà alla proprietà Redaelli, con una variante urbanistica (da recepire nella variante al pgt), di mantenere grossomodo solo la metà dei volumi esistenti, nei quali allocare attività ambientalmente più compatibili.
Molte le proposte ventilate sulla nuova destinazione: dal centro benessere, sullo stile di Monticello al carcere minorile per rieducare i giovani (non mi pare così sbagliato pensare che la funzione riducativa della pena, tanto cara al Beccaria riesca meglio se effettuata in un bel parco, invece che nelle periferie degradate di qualche città).
L'epilogo: il Consiglio Comunale.
Durante la seduta consilaire dello scorso giovedì, l'opposizione, e soprattutto il pd (mancava infatti Soloni, l'unico esponente di Giussano Democratica), ha solennemente censurato l'operazione, sentenziando che l'area agricola è. Agricola deve restare.
Con buona pace dei 110 dieci operai che perderanno il loro posto di lavoro quando la società si trasferirà - come ha già minacciato - altrove; del parco che si troverà sul groppone l'ennesimo compendio immobiliare abbandonato, destinato a sicuro degrado. Di tutti noi e della nostra nuova "Victory".
Titoli di coda.
La via intrapresa (ad oggi c'è un atto di indirizzo di Giunta) non è forse "in termini assoluti" dal punto di vista ambientale la soluzione migliore. Di certo è una delle poche - pur perfettibile - percorribili.
Non occorre, del resto, avere la tessera del Partito democratico per sapere che l'ideale sarebbe disporre di qualche milione di euro per acquistare le aree e restituirle alla fruibilità del popolo.
Ma i sogni impossibili è giusto che li coltivino i bambini oppure, come ricordava Max Weber, i religiosi, i rivoluzionari o i sindacalisti che agiscono sulla base di ben precisi principi, senza porsi il problema delle conseguenze che da essi scaturiranno.
Trovo, invece, piuttosto ridicolo che i sogni "da valle dell'Eden" diventino il vessillo sotto cui si trincera chi la "verginità politica" l'ha da tempo persa ....

lunedì 15 novembre 2010

La vera solidarietà non si compra

L'antefatto. Costruiamo il Futuro, l'associazione presieduta dall'Onorevole Maurizio Lupi, il potente ciellino Vice Presidente della Camera, conferisce annualmente un premio per valorizzare il mondo del volontariato, erogando sostanziosi assegni al settore del no Profit.
Giorno previsto per la consegna delle onorificenze il 14 novembre 2010.
Luogo: il salone San Giovanni Bosco di Giussano dove interviene come testimonial d’eccezione Cirilli, il noto comico di Zelig.
Nell'elenco ufficiale dei "premiandi" figura all'11 posto, Luigi Folcio coordinatore del Gruppo Volontari della Brianza, l'associazione che da oltre 4 decenni opera in Italia e nel Mondo per portare soccorso nelle situazioni di emergenza.
A Luigi va il premio volontario d'oro perchè - così si legge nella motivazione ufficiale - "da sempre attivo in ambito sociale, ha sempre donato parte del suo tempo per opere di carità, sensibilizzado numerose persone sull'attività missionaria".
Tutto vero. Il Gran cuore di Folcio è ben noto a Giussano...
Qualcosa però, durante la cerimonia, non va per il verso giusto.
L'onorevole Lupi interrompe improvvisamente la lettura della motivazione, segnalando un imprevisto ... cambio di programma.
Sotto gli occhi increduli di Maurizio Colombo, il direttore del Giornale di Carate - chiamato sul palco probabilmente proprio per premiare Folcio - si consuma la grande gaffe: il Vice Presidente della Camera dichiara che c'è un errore....
L'ambito riconoscimento non è destinato al nostro Luigi, ma alla Sig.ra Cinzia Margherita della Casa di Emma.
Il mistero è, però, ben presto svelato...
Folcio, di cui probabilmente solo Davide Colombo e l'onorevole Lupi ignoravano la schiettezza, aveva pensato di rispedire, con un messaggio che arrivasse forte e chiaro alla Fondazione e al suo Presidente, il ricco pacco al mittente.
Già perchè la solidarietà - quella vera - non è valore in vendita al miglior offerente ...
Ecco il comunicato ufficiale del coordinatore del Gruppo Volontari della Brianza inviato a Costruiamo il Futuro:
"IL Signor Davide Colombo mi ha invitato a ritirare un riconoscimento dell’Associazione “Costruiamo il futuro”.
Voglio esprimere un ringraziamento a coloro che hanno segnalato il mio nome per questo riconoscimento.
In ottemperanza alle direttive sulla caritativa dell’Arcivescovo di Milano, come nipote e figlio di emigranti in America Latina, per coerenza con quasi cinquant’anni di volontariato solidale praticato sul campo con il gruppo Volontari della Brianza, in segno di ringraziamento alla Repubblica del Cile che ha accolto la mia famiglia e mi ha insegnato i valori della solidarietà e dell’ospitalità ed in segno solidale verso quei lavoratori che, sulla gru di Brescia e su una ciminiera a Milano chiedono il loro diritto ad un pane dignitoso, non posso e non voglio stringere né accettare un riconoscimento da quella mano che in Parlamento si è levata favorevolmente per votare una legge che nega quei diritti all’emigrazione che la CARTA DEI DIRITTI DELL’UOMO proclama e che la COSTITUZIONE ITALIANA sancisce e fa suoi.
Ritengo che non sia certamente questo il modo migliore di costruire il futuro!
Grazie e distinti saluti.
Luigi Folcio"

Aspettando Godot/2

Di questi tempi siamo in molti.
Immobili. Fermi. Affacciati alla finestra della politica. Come Gogo e Didi, sospesi nel limbo della "confusione" in trepida attesa dell'Evento. Dell'arrivo del "Signor Godot".
Di un messia. Dell'UOMO (inteso in senso antropologico), capace di sollevare le sorti di questa politica di basso profilo. Fatta di scandali sessuali, di luoghi comuni, di slogan pubblicitari tanto vuoti quanti scontati. Di politici - salvo le debite eccezioni- corrotti ed incapaci.
Un leader capace di far "rinvigorire" il deserto di idee nel quale sembra ormai impaludata la nostra povera Italia.
Il quadro nazionale è quanto mai complesso.
A destra, Papi Silvio, dopo l'"affaire Ruby Rubacuori" mostra segni di crescente ed inarrestabile cedimento,
Sempre più nell'angolo a causa dell'azione destabilizante di Fini che (grazie alla sponsorizzazione di Stati Uniti ed Israele) sta picconando e logorando, colpo dopo colpo, il Governo.
Dall'altra parte della barricata, la strada maestra per il "dopo Berlusconi" l'ha, seppur sibillinamente, svelata Pietro Ichino, l'(ex) nome nuovo del restyling veltroniano, che, dopo due anni nelle stanze del potere, parla e scrive da perfetto uomo di apparato.
Secondo l'autorevole giuslavorista, mentre lasceremo che Silvio si diletti - finalmente indisturbato e viagra permettendo -dedicando la sua senilità ai giochini che tanto l'appassionano,
i parlamentari in carica andranno tutti insieme appassionatamente, con un governo di grande coalizione che partendo da Fini arriverà al Pd, passando per Montezemolo e Casini(E scaricando Vendola e Di Pietro).
Si mettano, dunque, il cuore in pace i "rottamatori".
Non ci sarà nessun governo tecnico di breve durata; nessuna riforma del sistema elettorale (manca un accordo in tal senso tra i partiti...)
Del turn over dei parlamentari ( saldamente ancorati ai loro scranni ed ai relativi privilegi...) se ne parla al "prossimo giro". Possibilmente dopo aver maturato il diritto alla lauta pensione.
A far scricchiolare le certezze strategiche del Partito Democrarico, potrebbero, però, pensarci gli schiaccianti risultati di Milano.
Nel motore d'Italia. Nella città dell'Expo, dove hanno (s)padroneggiato Albertini e Donna Letizia ha vinto Pisapia.
Il candidato di Vendola ha, infatti, scavalcato, con un inappellabile 45% , Boeri, l'uomo a favore del quale si erano schierati tutti i vertici del pd.
L'Arch. Milanese - che secondo la definizione di qualche maligno solo l'apparato genitale distingue dalla Moratti - ha perso le primarie.
E se il flop di Boeri fosse da imputare proprio al fatto che il popolo del centrosinistra lo ha considerato troppo simile a Donna Letizia?
E se ci azzardassimo a leggere l'esito delle primarie del capoluogo Lombardo come il termometro di gradimento di un nuovo "Godot" - latamente inteso - che gli elettori fiduciosamente, a questo punto, aspettano?

sabato 13 novembre 2010

L'Italia è una repubblica fondata sul doppio lavoro (per chi ne ha la fortuna di averne già uno....)

A chi nulla. Ed a chi troppo ..... verrebbe da dire.
Già perchè mentre su qualcuno, incalza imperterrito lo spettro della Cassa Integrazione, qualcun altro riesce addirittura a collezionare doppi, tripli e quadrupli lavori.

Quasi dieci milioni di euro. Questa la stima del profitto "messo insieme" dai dipendenti pubblici, che senza autorizzazione, hanno trovato il modo di sbarcare il lunario, come amministratore in ben remunerati Cda oppure come "semplice" consulente di enti pubblici o privati.

In vetta alla classifica dei "dipendenti pubblici" catalizzatori di prebende, la palma d'oro va a Segretari e Tecnici Comunali. I primi, sono la meglio riuscita espressione di una vera e propria casta "macina soldi".Onnipresenti, riescono ad accentrare i più disparati incarichi chiaramente lautamente remunerati.

Grazie alla tecnologia scovarli è oggi più semplice: se, ad esempio, cliccate su google il nome del vostro segretario comunale, lo potrete ritrovare in delibere che lo nominano segretario comunale o direttore generale, che gli accordano qualche dirigenza ad interim o retribuiscono una prestazione di consulenza. I loro stipendi, a troppi zeri, hanno costretto qualche amministrazione a correre decisamente ai ripari.

Per i funzionari degli uffici tecnichi, la dimostrazione del secondo lavoro è decisamente -direbbero i giuristi -"una probatio diabolica". Una prova che, da che mondo e mondo, forse solo l'agenda nera di qualche studio privato potrebbe colmare.....

giovedì 11 novembre 2010

Aspettando Godot

..... poi - in attesa che mi torni la poesia - vi racconto di Godot, della fatica di scrivere (ancora) di politica, e di quanto mi senta vicina a chi da anni non va più a votare...
Per il momento.... "godetevi" questo...

martedì 26 ottobre 2010

Via Libera del Tar alla Moschea

La Moschea ( che poi moschea non è...)" se po' fà".
Così ha deciso il TAR Lombardia che, accogliendo il ricorso promosso lo scorso settembre dall'associazione culturale Daawa , con sentenza pubblicata nella giornata di ieri (la 7050/2010)ha annullato l'ordinanza con la quale il Comune di Giussano aveva contestato all'associazione islamica l'illegittimo mutamento di destinazione d'uso del locale di Via Cavour.
Nulla di nuovo sotto il sole. Il recente pronuciamento non fa, infatti, che ribadire l'indirizzo espresso dal Giudice Amministrativo Lombardo esattamente un anno fa.
Se ne facciano una ragione i leghisti: qualora "l’immobile venga utilizzato da un’associazione culturale in cui il fine religioso rivesta carattere di accessorietà e di marginalità nel contesto degli scopi statutari"non serve permesso di costruire !
Del resto neppure "la previsione statutaria (art. 3) che comprende tra gli scopi dell’Associazione l’“organizzare preghiere individuali e collettive” ovvero il “far rivivere gli insegnamenti del Profeta (Sunna) e la rivelazione Divina (Corano)” .... costituisce elemento sufficiente a identificare detta sede con un “luogo di culto” subordinato al previo rilascio di titolo abilitativo.
Nè rileva ai fini urbanistici "la circostanza che nella sede dell’associazione sia stata occasionalmente riscontrata la presenza di “persone di religione islamica” ovvero di “persone raccolta in preghiera".
La nascita "di fatto" di una moschea viene, dunque, sottratta a qualsivoglia sindacato politico....

Per il Comune "cornuto e mazziato" anche la condanna alla rifusione delle spese legali.

I Rottamatori

Si chiamano Matteo Renzi, Pippo Civati e di professione fanno il Sindaco di Firenze ed il consigliere regionale.
Sono loro i leader dei cosidetti "rottamatori del Partito Democratico".
Giovani di bell'aspetto (Silvio docet).
Politici - non ci si lasci ingannare dalla carta di identità o dal viso privo di rughe - di lungo corso.
Brillanti e sagaci, sono capaci di riempire la scena, come il più abile istrione, a suon di battute sul "Trota"o su"Berlusconi".
Acerrimi nemici, a parole, "della cooptazione" - di cui rappresentano, sotto un certo punto di vista, la "meglio riuscita espressione" (si dice, ad esempio, che Renzi, Segretario provinciale prima del PPI poi della Margherita (2003), sia finito, non ancora trentenne, proprio grazie a questa scia “cooptativa” a ricoprire la seggiola di presidente della Provincia) - invocano primarie ad ogni elezione.
Sono i leader del movimento under 40 del partito democratico, con pare - un solo - ordine di scuderia: scalzare l'attuale dirigenza tanto "triste ed inconcludente".
I giovani rampanti. Gli autoconvocati di Firenze, forti di uno stuolo di fans su blogs e facebook, mentre acclamano a gran voce una politica che torni "tra la gente" non sanno resistere al fascino dei "salotti televisivi", da dove chiedono a Donna Finocchiaro di farsi da parte per "lasciare il posto a una giovane precaria, a una ricercatrice, a una mamma di famiglia".
Come se si potesse trasformare il Parlamento in un ufficio di collocamento.
Che la dirigenza del Pd sia - e non da ora- in caduta libera. Non è un mistero per nessuno.
Che "i rottamatori" siano il siero miracoloso per la riscossa del partito, fatico sempre più a crederlo.
Più ascolto questi nuovi leader (con i quali dovrei nutrire una certa sintonia, quantomeno per affinità anagrafiche), più li percepisco come venditori di illusioni destinati a lasciare, a chi anela una rinasciata politica, l'amaro in bocca (e pare, ahimè, che la mia non sia certo un'impressione isolata).
A noi del volgo, uomini e donne di buona fede, in perenne attesa del salvatore della patria, non resta che consolarci pensando che certo, la futura classe dirigente, fatta dai Renzi, dai Civati dalle Serrachiani, non guarirà l'italia dalla disoccupazione e dall'economia claudicante, ma per lo meno la salverà dall'imperante noia ..( che tanto angustia le notti del Sindaco di Firenze).
Allora sì che potremo sederci al tavolo ed aprire un confronto "ad armi pari" con Lega e Pdl: dissertando amabilmente se le storielle dei nostri big siano più divertenti e taglienti di quelle dell'amato Presidente...

mercoledì 20 ottobre 2010

"Edilizia inquinata" alcuni spunti di riflessione...

Ecco alcuni dei temi emersi durante il dibattito di ieri, dai quali un legislatore un po' capace ed attento potrebbe trarre interessati spunti di riflessione..
La rendita urbana è un "reddito non guadagnato".
"L'incidenza degli oneri e degli standard "qualitativi" nei Programmi Integrati di intervento è stata stimata in un 3% del ricavo aggregato degli interventi" (è quanto emerge dall'interessante saggio del prof. Camagni posto in calce a questo articolo)
Il legame tra diffusione della corruzione e affermazione della criminalità organizzata è favorito dalla sregolazione urbanistica (Serena Righini)

lunedì 18 ottobre 2010

Cosa Nostra in Immagini. E la storia si ripete...

Cesare Mori. Il Prefetto di Ferro, mandato da Mussolini in Sicilia per sradicare il fenomeno mafioso nell'isola. Dopo la sua reprimenda.. quando la sua azione iniziava ad essere efficace ... venne promosso Senatore...

Salvatore Giuliano e la strage di Portella della Ginestra , avvenuta- stando alle fonti ufficiali - "
in combutta con i mafiosi locali".
Serafina Battaglia,
immortalata nella foto mentre con la mano sollevata, decide - rinunciando al patrocinio dell'avvocato

- di fare essa stessa la sua arringa nel processo contro i Rimi, i boss di Alcamo che le avevavo ucciso prima il compagno e poi il figlio. La prima pentita di mafia perchè "non si poteva risolvere una questione di mafia ricorrendo alla mafia".("I mafiosi sono pupi. Fanno gli spavaldi solo con chi ha paura di loro, ma se si ha il coraggio di attaccarli e demolirli diventano vigliacchi. Non sono uomini d’onore ma pezze da piedi”.)

Tommaso Buscetta, il boss dei due Mondi. Il collaboratore di Giustizia che permise la decodificazione della struttura di Cosa Nostra.

Il Giudice Falcone colto in un momento di serenità familiare. Accanto alla moglie Francesca (... la mafia non è quella dei cadaveri sulle fredde strade, ma quella che colpisce gli uomini negli affetti più cari...)

Giuseppe di Matteo, il ragazzino sciolto nell'acido per far tacere il padre, collaboratore di Giustizia

Quelle citate, sono solo alcune delle vicende raccontate dalle belle immagini del libro di Picozzi "Cosa Nostra. Storia della mafia per immagini " presentato sabato sera in Villa Sartirana.
Il noto criminologo, ricorrendo all'efficace strumento della fotografia, racconta la storia moderna di Cosa Nostra, siciliana e americana. Due strutture nettamente separate, ma in costante dialogo.
Una storia fotografica, finora mai realizzata, che parte dalle origini per arrivare fino ai nostri giorni.
E, scorrendo le
immagini ci si accorge che dal passato non abbiamo proprio imparato nulla. Oggi come allora. E la storia si ripete in America, in Sicilia come in Brianza....
I bambini di ieri. I piccoli italiani abbandonati negli angoli di New York e reclutati dai boss, sono oggi i figli dei disperati che arrivano sui barconi a Siracusa.
Sfruttati come accattoni o usati come bassa manovalanza della Criminalità organizzata.
Ieri, i Rimi, contro cui Serafina tantò si battè, furono assolti tra il primo e l’ultimo grado per insufficienza di prove. Oggi, la difficoltà dei testimoni...
Al monito della prima pentita della storia ( "Mio marito era un mafioso e nel suo negozio si radunavano spesso i mafiosi di Alcamo. Parlavano, discutevano e io perciò li conoscevo uno ad uno. So quello che valgono, quanto pesano, che cosa hanno fatto. Mio marito poi mi confidava tutto e perciò io so tutto. Se le donne dei morti ammazzati si decidessero a parlare così come faccio io, non per odio o per vendetta ma per sete di giustizia, la mafia in Sicilia non esisterebbe più da un pezzo».) fa, oggi, eco quello di Walter Mapelli, il sostituto procuratore di Monza che qualche giorno fa (al convengno organizzato a Giussano sul tema "Trasparenza e Legalità nella Amministrazione Pubblica") - ricordava come "l’omertà ...aiuta i mafiosi " Occorre, quindi. "rivolgersi alle istituzioni " che se vicine aiutano a vincere la paura."
Il connubio stato- mafia mai realmente combatutto... (gli stessi Americani dovettero appoggiarsi, durante la seconda guerra mondiale, ai boss Mafiosi.. )....
Le vittime della lupara bianca.
Di Matteo, ieri a Palermo. Lea Garofalo il cui corpo è stato sciolto nell'acido- la notizia è di oggi - nel cuore della brianza....
Picozzi, ha scelto, quindi un modo efficace per raccontare la storia delle organizzazioni crimiali.
Di quelle che Mapelli ha definito "l”antistato" che può essere combattutto , ad esempio, nella pubblica amministrazione solo grazie ad un'“azione di legalità” .
Con un pubblico impiego improntato ai criteri di "efficienza, imparzialità trasparenza, partecipazione".
Con una classe dirigente che venga scelta per le sue capacità piuttosto che per la "fedeltà" al partito...

Da tempo, le organizzazioni criminali - ce lo dice la cronaca- hanno steso i loro tentacoli sull"settore del cemento" .

Ne parleranno domani Martedì 19 ottobre alle 21, sala Maddalena via Maddalena 1 Monza alcuni autorevoli relatori.